Ripartiamo da dove ci eravamo fermati nella precedente lezione.
Numero di inventario
Come da titolo, si indica il numero di inventario del pezzo presso l'istituzione che ne cura il possesso/esposizione. Se il numero di negativo/foto coincide con l'inventario, si può tralasciare la menzione: in caso contrario, è d'uopo segnalare quali sono le fotografie esistenti del pezzo. Se alla pubblicazione è allegata una foto di nostra realizzazione, anche in tal caso non è necessario riportarlo.
Bibliografia principale
Non è necessario riportare tutta la bibliografia esistente: bisogna vagliare quella utile. Si segnala anzitutto il numero corrispondente del CIL e/o di repertorio epigrafico esistente (ILS e quant'altro); poi si segnalano tutte quelle pubblicazioni che hanno dedicato un paragrafo specifico, o una scheda, all'interno del lavoro stesso. Si tralasciano invece tutte quelle pubblicazioni che citano l'iscrizione oggetto della nostra attenzione soltanto come "cfr." oppure "vd." all'interno di un discorso più ampio: tali articoli potranno essere segnalati fra parentesi nei punti 13-14.
Le modalità di citazione della bibliografia sono quelle convenzionali, e in ogni caso andranno precedentemente concordate con l'editore del testo sulla base del carattere della pubblicazione.
Come al solito, vedremo una applicazione pratica di questo discorso più difficile da spiegare a parole che a capirsi tramite esempio.
Trascrizione del testo
È il punto focale della scheda: è il momento massimo dell'epigrafista, quello nel quale deve mettere in campo tutte le sue pregresse conoscenze per sciogliere, integrare, proporre delle letture diverse. Il testo si dovrà scrivere in carattere
corsivo, seguendo l'attuale convenzione messa a punto dal prof. Pancera. Dal momento che nell'epigrafia latina non si fa uso di punteggiatura, nella trascrizione italiana si seguiranno le regole della grammatica italiana.
Apparato critico per righe, con varianti di letture e paleografia
Questo punto fa il paio con il precedente: bisognerà dar conto delle nostre scelte, dei motivi delle nostre integrazioni, delle letture passate. Non è necessario segnalare qualora concordassimo con gli studi di altri autori, mentre è fondamentale farlo quando la nostra integrazione discorda con letture precedenti, oppure se le letture precedenti sono tra loro discordanti.
Dovremo inoltre dar conto dei problemi legati all'epigrafe stessa: ogni epigrafe si svolge su più righe, quindi dovremo analizzare ogni riga alla ricerca di eventuali problemi, quali possono essere un modo diverso di scrivere una parola rispetto al suo convenzionale, la presenza di lettere legate, allungate, accentate (per mezzo dell'
apex o del
silicus), la presenza di segni di separazione (o interpunzione) tra le parole, di interruzione delle parole in fine di linea, di segni di abbreviazione delle parole stesse. Si segnalano inoltre anche le cosiddette "linee guida", cioè delle linee che il lapicida realizzava sul supporto appunto come guida per "scrivere" in maniera ordinata.
Commento storico-antiquario
Di una epigrafe, non si fa mai la traduzione italiana (tanto meno poi se si tratta di una pubblicazione scientifica), a meno che non espressamente richiesto dal carattere della pubblicazione stessa. Ci si limita ad una
parafrasi del testo, riportandone la sostanza: si parlerà della condizione del personaggio, del suo mestiere, delle implicazioni legate alle origini del suo cognome, e così via seguitando. È in questo punto che ad ogni voce appena citata si potranno citare confronti e raffronti con l'eventuale presenza fra parentesi della bibliografia che abbiamo ritenuto non idonea alla citazione nel punto 11.
Datazione
È il momento conclusivo della scheda: tutti i discorsi fatti in precedenza dovranno portarci a determinare il più precisamente possibile il periodo di realizzazione dell'epigrafe. A volte non è necessario addentrarsi in discorsi "strani", o ripetere quanto detto precedentemente, e ci si può limitare a segnalare soltanto il periodo ritenuto pertinente. Se invece, per nostra impostazione, abbiamo deciso di rimandare ogni discussione sulla datazione ad un momento specifico della scheda, quel momento è arrivato.
Firma dell'autore della scheda
Molte semplicemente, nome e cognome...
Con questo è ultimata l'introduzione generale con breve spiegazione dei singoli punti della scheda che andremo ad utilizzare in questo nostro viaggio. Nella prossima lezione vedremo quali sono i passaggi preliminari da fare prima di addentrarsi, cioè come muoversi nel vasto ambito dei repertori epigrafici.