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Vecchio 01-May-2007
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MarcelloS MarcelloS Non in Linea
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Aquamarina Visualizza Messaggio
Ho conosciuto un signore, nel sud della Francia che, inaspettatamente( poichè lo conscevo da anni) ha rivelato, all' occasione di un mio incidente all' occhio, le sue qualità di guaritore. Mi disse che aveva ricevuto, dalla sorella in punto di morte, un "dono" che gli permetteva di curare tutto ciò che di male derivava dal fuoco, in primis dunque le scottature, poi per estensione le infiammazioni..... sebbene propriamente la causa della mia ferita fosse dovuta a un trauma i suoi rituali fatti con acqua e vari modi di toccare la parte mentre recitava certe cantilene ,hanno contribuito più delle medicine a far sgonfiare il mio occhio. Ovviamente la persona in questione non ha richiesto alcun compenso per questo servizio che ha offerto spontaneamente e disinteressatamente( qualche tempo dopo trovammo una cinghialetta appena investita, gliene abbiamo dato la metà) . Ora può essere che vi sia stata una sorta di effetto placebo, oppure un meccanismo simile allo yuki del Seitai o alla pranoterapia per intenderci, non mi interessa granchè. Quello che ha contato è il risultato e la piacevole e inaspettata scoperta che ancora certe tradizioni vengano mantenute e vivificate.

Milena
Molto interessante. Immagino sia stata una bella esperienza E' un tipo di conoscenza antica, che viene tramandata in quasi tutte le società, sopratutto dove la tradizione orale è più forte.

Interessante sarebbe recuperare i sonodi medievali e tutti i divieti che la Chiesa di quei tempi operava per sdradicare le credenze pagane. In proposito delle janas, delle janare ma sopratutto il culto di Diana, il Ginzburg riporta un testo del X secolo che include le istruzioni che i vescovi dovevano seguire pre estirpare alcune superstizioni:
"Non bisogna tacere che certe donno scellerate, divenute seguaci di Satana, sedotte dalle fantastiche illusioni dei demoni, sostengono di cavalcare sopra certe bestie insieme a Diana, dea dei pagani, e auna grande moltitudine di donne; di percorrere grandi distanze nel silenzio della notte profonda; di obbedire agli ordini della dea come se fosse la loro signora; di esssere chiamate in determinate notti a servirla"

Questo tipo di culto era, per certi versi,ancora vivo in Sardegna nel XVI sec. Gustav Henningsen per esempio riporta un processo inquisitorio rivolto ad una donna di Alghero, che fu accusata di parlare con la luna e che da queste conversazioni ne traeva delle predizioni per il futuro.
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