Io provo a indicarti due luoghi dove si vede molto bene alcuni pezzi dell'acquedotto Claudio sul Celio (un pilone si trova pił o meno davanti l'ospedale), e poi pił sotto nelle grandi arcuazioni con il quale l'acquedotto superava il dislivello tra Celio e Palatino (visibili dunque lungo via Gregorio VII) per andare a rifornire le terme del palazzo imperiale, forse costruite da Domiziano e poi interamente rifatte da Massenzio.
Sempre poi per l'acquedotto Claudio vi sono gli imponenti resti in zona Casale di Roma Vecchia e poi presso l'Osteria del Tavolato, dove all'altezza del Quadraro le arcate conservate raggiungono l'altezza massima di oltre 27m.
Inoltre, qualsiasi buon commentario al testo di Frontino sulle acque sicuramente ti fornirą ulteriori notizie su resti visibili oppure oggi scomparsi ma prima esistenti di pezzi di acquedotti e sul loro funzionamento (mi sembra un commento sia stato fatto da R. Lanciani), sul funzionamento, sulle leggi che regolavano l'acqua a Roma, sugli aspetti tecnici, etc. etc.
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