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| Antico Egitto dinastico. L' Egitto dei Faraoni L'egitto dei faraoni. Archeologia egiziana dell'egitto dinastico |
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28-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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cheope
Detto questo si può affermare senza ombra di dubbio che l’informazione data recentemente alla stampa da Hawass sull’imminente determinazione del DNA dei due feti della tomba di Tutankhamon è per lo meno incompleta.
Si potrebbe anche parlare di falso ideologico.
Hawass fa sempre finta di essere il primo e si dimentica di citare coloro che l’hanno preceduto nella ricerca.
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In questa storia del DNA delle mummie trovo che ci siano molti aspetti poco chiari. Non ho trovato nessun articolo nella letteratura scientifica che riporti i dati che Scott Woodward avrebbe ottenuto secondo quanto scritto nell'articolo di The Ostracon. In riferimento a quel lavoro ha soltanto pubblicato un articolo sul metodo:
Woodward SR et al. Amplification of ancient nuclear DNA from teeth and soft tissues.PCR Methods Appl. 1994 Feb;3(4):244-7.
Questo e' veramente strano, in quanto se avesse avuto veramente quei dati, la loro rilevanza nel campo sarebbe stata notevole.
Scott Woodward lavora effetivamente nel campo della genetica delle popolazioni e ha diverse pregevoli pubblicazioni in collaborazione con dei grossi nomi, inclusi Underhill e Cavalli-Sforza, ma non ha mai pubblicato studi sul DNA di mummie.
Inoltre, tutt'ora gli studi sul DNA di mummie egizie sono pochissimi ed insignificanti, nonostante il relativo sviluppo del DNA antico. Sono stati fatti invece diversi studi su mummie di altre culture: Asia, Sud-America, le famose mummie europee del Tarin in Cina, oltre che il celebre Oetzi. Studi di ottimo livello su reperti non mummificati di epoche antiche: gli Etruschi, i Sardi Nuragici, gli Iberi, i Micenei fino a reperti ancora piu' antichi risalenti al Neolitico e perfino al Paleolitico (uomo di Cro-Magnon e molti studi sul Neanderthal).
La mancanza di risultati su mummie egizie e' quasi paradossale in quanto il campo del DNA antico era iniziato con la pubblicazione della sequenza di un piccolo frammento del DNA di una mummia egizia su Nature nel 1985 da Svante Paabo, un giovane ricercatore svedese, ora considerato il padre di questo campo.
Un articolo storico che fece un enorme clamore. Tuttavia oggi si ritiene che quel DNA fosse una contaminazione.
Trovo questo vuoto, oltre che paradossale, alquanto sospetto. Non credo che dipenda dalla politica o altro, in quanto esistono diverse mummie egizie anche nei musei europei. Io credo invece, che lo studio del DNA delle mummie egizie sia estremamente difficile, se non impossibile, per il fatto che nel metodo dell'imbalsamazione il corpo subiva un lunghissimo trattamento alcalino molto potente. Gli alcali distruggono il DNA. Il fatto invece che ci siano diversi studi su mummie asiatiche e americane, che (corregetemi se sbaglio) non subivano questo trattamento mi fa fortemente sospettare che le mummie egizie sono probabilmente il peggior materiale per fare questi studi.
Woodward, nell'articolo che ho citato, sostiene di aver isolato DNA da diverse mummie, di averlo sequenziato e di aver fatto dei test sulla regione HLA (questa regione del genoma contiene geni coinvolti nel sistema immunitario. Questa regione e' ipervariabile e la sua importanza sta proprio in questo. Essendo altamente variabile e' utile nelle identificazioni delle persone)
Se fosse stato vero, non si sarebbe limitato certo ad un modesto articolo di metodo. Probabilmente ha pubblicato l'articolo durante lo studio, convinto che fosse valido, poi si sara' accorto che erano contaminazioni e non ha piu' continuato.
Questo spiegherebbe anche tutte le "stranezze" del comportamento del povero Hawass, accusato qui di oscuri complotti politici ed altre "nefandezze" (perche' ce l'avete tanto con lui? a me e' simpatico!  )
Inoltre, anche ammesso che questi studi fossero possibili (staremo a vedere), non credo proprio che sarebbe possibile sostenere dalla sequenza del DNA mitocondriale di un faraone che era ebreo. Probabilmente verrebbero fuori degli aplotipi frequenti nel mediterraneo comuni anche ad altre popolazioni. Quindi questi sospetti di uso politico della scienza o discorsi di segreti di Stato in questo caso sono privi di fondamento.
Quote:
lama su
P.S. non capisco perchè un un team egiziano dovrebbe essere meno preparato di uno americano.. la biologia è uguale ovunque, che la si studi in america o in egitto.. uno può essere un bravo scienziato anche se è nato in mediooriente..
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e no, Lama Su, la biologia, come anche l'archeologia o qualunque altro campo non sono uguali ovunque. L'intelligenza e' distribuita (credo) nello stesso modo e certamente un mediorientale puo' essere un bravo scienziato ( e gli esempi sono tanti), pero' deve avere la possibilita' di studiare bene, e qui le differenze possono essere abissali. Il divario e' notevole anche tra un'universita' italiana (Milano inclusa) ed una universita' americana top level come Harvard o Stanford.
Inoltre la biologia e' una scienza sperimentale, e la biologia molecolare e' anche molto, molto costosa. In particolare, lo studio del DNA antico richiede una grande abilita' tecnica ed una conoscenza profonda delle tecnologie di analisi, e' un campo molto difficile a causa del rischio elevato di artefatti o contaminazioni.
Per fare questi studi bisogna essere molto bravi e molto preparati tecnicamente. Fin'ora questi studi non erano possibili in Egitto. Hawass e altre autorita' egiziane hanno sponsorizzato la creazione in Egitto di un laboratorio specializzato in analisi del DNA antico da parte della ditta americana Applied Biosystems, la migliore al mondo per la produzione di tecnologia per le analisi del DNA. Lo scopo e' quello di portare avanti questi studi e mandare negli USA giovani studenti di biologia egiziani per formarli nel campo.
Tuttavia, temo che non vedremo molti risultati dal DNA dell'antico Egitto (e' una mia opinione personale, vedremo se ho ragione)
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 28-August-2008 01:29.
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28-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Purtroppo mi sento incline a dar ragione a Mario per quel che riguarda i risultati di test del DNA. (Non dico "purtroppo" per Mario, ovviamente, ma perchè è un triste fatto..).
Sono anni che le varie università americane ed europee (anche qualcuna giapponese, per la verità) cercano di "appiopparsi" i test del DNA sulle mummie e ho visto e sentito Hawass arrampicarsi sugli specchi e trovare le scuse più becere per evitare che ciò accadesse, proprio perchè aveva in progetto la costruzione di questo mega laboratorio che doveva e deve portare lustro alla comunità scientifica egiziana. Cosa è capitato? Che la comunità scientifica internazionale ha letteralmente sentenziato che per riconoscere ufficialmente i risultati dei test che verranno qui effettuati, dovrà esserci la collaborazione con altri scienziati di altre università per avallare il lavoro svolto ( vi porto ad esempio i test che si stanno portando avanti sulla mummia che si suppone sia Hatshepsut, che vengono svolti dall'università di Manchester. Mi rendo conto di averla già tirata in ballo un'altra volta in questa discussione, ma è un argomento che conosco abbastanza bene, quindi mi sento citarlo come esempio). Questo fatto lo possiamo leggere in modi diversi: sia pensando che sia la ferrea volontà da parte degli scienziati di "tenere comunque un piede nella porta", oppure per dare valenza scientifica ad un risultato che, per essere tale, deve poter essere ripetuto, oppure testimoniate le procedure....aggiungo io: onde evitare che i risultati vengano volutamente alterati?...
detto questo, Hawass ha tutto ilmio appoggio per quanto riguarda il suo immenso tentativo di far sì che siano egiziani i futuri egittologi, ma per ora deve fare i conti, come giustamente diceva Mario, con la preparazione che viene offerta in altre università, americane e non....che personalmente invidio moltissimo! *sospiro*
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28-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Cercando di fare una sintesi delle informazioni, sembrerebbe che il Governo egiziano abbia cercato in passato la collaborazione con almeno due Università, quella americana e quella giapponese assegnando a ognuna lo studio di particolari mummie.
Vedi la pagina web:
CNN.com - Experts to use DNA tests in Tutankhamun analysis - November 8, 2000
Il prof. Woodward avrebbe studiato le mummie dei primi faraoni della XVIII dinastia, di Yuya e di una delle piccole mummie della KV 62, mentre il team dell’Università di Waseda avrebbe studiato il DNA della mummia di Tutankhamon.
E’ molto probabile che gli accordi fra Governo egiziano e le Università prevedessero la riservatezza dei risultati, per cui in pratica solamente i ricercatori egiziani erano in grado di fare dei confronti significativi.
Questa riservatezza spiegherebbe perché finora i risultati ottenuti dai due team non siano stati pubblicati sulle riviste scientifiche specializzate.
E’ possibile che queste collaborazioni siano state interrotte perché, senza l’autorizzazione dello SCA, furono informati i media di alcuni risultati parziali, ma è a mio parere anche possibile che il Governo egiziano abbia effetivamente avuto paura di verità o illazioni sull'origine asiatica di qualche faraone o personaggio importante.
La gestione dei fatti non è nuova e ripete bene quanto accaduto per i canali stellari della piramide di Cheope.
Incominciata una collaborazione con l’ing. Gantenbrink e fatta la scoperta della piccola porta di calcare alla fine del canale meridionale della Camera della Regina, Hawass ha rotto i rapporti con Gantenbrink perché aveva in pratica passato l’informazione della scoperta alla stampa inglese (tramite Bauval). Si è cercata quindi la collaborazione di una ditta che potesse costruire e gestire un nuovo robot. La nuova ricerca ha portato alla scoperta di una seconda porta nel canale precedentemente esplorato e una prima porta nel canale settentrionale della Camera della Regina.
Oggi si è in attesa di nuove indagini, ma si ha l’impressione che Hawass voglia condurre la ricerca in prima persona, con un team solamente egiziano, e che pertanto i tempi si allungheranno notevolmente.
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28-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Lo SCA, o meglio, direttamente Hawass, ha la possibilità di decidere quale università collaborerà, ma l'università in questione deve garantire che non ci saranno fughe di notizie di nessun tipo. Questo perchè, secondo voi?
Ve la pongo io una domanda diretta: quanto può essere pagata una notiza "fresca e originale" da DC oppure da NG? Quanti denari possono perdersi se le notizie vengono vendute da altri prima? Chi cede la possibilità di ricerca fa firmare contratti che prevedono penali che manderebbero a gambe all'aria qualunque istituzione bancaria.... 
Insomma, sanno come tutelarsi e non penso che dietro ci siano pensieri di tutela razziale...
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28-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Maat Ka Ra
Lo SCA, o meglio, direttamente Hawass, ha la possibilità di decidere quale università collaborerà, ma l'università in questione deve garantire che non ci saranno fughe di notizie di nessun tipo. Questo perchè, secondo voi?
Ve la pongo io una domanda diretta: quanto può essere pagata una notiza "fresca e originale" da DC oppure da NG? Quanti denari possono perdersi se le notizie vengono vendute da altri prima? Chi cede la possibilità di ricerca fa firmare contratti che prevedono penali che manderebbero a gambe all'aria qualunque istituzione bancaria.... 
Insomma, sanno come tutelarsi e non penso che dietro ci siano pensieri di tutela razziale...
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e se devo essere sincero, è una politica che non è che poi mi dispiaccia troppo: considerando quanto è costoso il mantenimento dei beni culturali, e considerando quanti beni culturali vi sono in egitto, ben vengano tutti i fondi che hawass riesce a raccattare a destra e a manca, sia proibendo pubblicazioni indipendenti a istituti stranieri, sia firmando cappellini.. anche perchè per quanto possa essere corrotta la burocrazia egiziana, mi sembra che Hawass, nonostante il tipo che è, ami da morire il suo paese e la sua storia, e benchè certe sue decisioni possono essere discutibili, in genere mi sembra che non metta mai da parte il bene dei reperti archeologici.. quindi da quel lato a tutto il mio appoggio..
Per quanto riguarda quello detto da Mario invece, riguardo le università e la preparazione degli istituti non occidentali e medioorientali in particolare, non sono così d'accordo.
Non conosco abbastanza il campo della biologia per poter giudicare, però per altri campi di ricerca scientifica le università non occidentali e medioorientali in particolare mi sembra che oggi non abbiano nulla da invidiare ad una università media europea o americana.
Nel campo dell'archeologia per esempio, gli archeologi medioorientali (penso in particolare ai siriani o ai giordani, perchè ho potuto vedere di persona alcuni lavori di ricerca, ma penso che in egitto sia lo stesso) sanno lavorare bene quanto gli europei. Lo stesso discorso si può fare con l'Iran, dove l'archeologi asta facendo passi da giganti in questi ultimi anni. Il problema (ma questo è un problema che c'è anche in russia, o in cina) è che nella maggior parte dei casi pubblicano i loro lavori in arabo o in farsi (o in russo o cinese) e dunque tali lavori restano sconosciuti all'ambiente scientifico occidentale (e americano in particolare).. ma questo non significa che siano lavori di minor pregio.
Qullo che è vero, è che hanno spesso problemi nella protezione dei siti e dei monumenti, ma quello è un problema che c'è anche da noi..
E per le materie scientifiche (almeno nelle scienze applicate) è lo stesso. Faccio un solo esempio: al salone delle invenzioni di Ginevra le presentazioni più interessanti e numerose non erano occidentali, ma Iraniane, Malesi, Indiani, degli Emirati arabi.. e non si trattava certo di cosucce stupide o inutili, ma si passava dalla robotica alle case ad alto rendimento energetico (iraniane, veramente impressionati), dall'informatica ai sistemi di controllo per i tokamak (quello era russo però). Il problema però è ancora una volta che vesti lavori solo di rado vengono pubblicati in inglese, e quindi solo di rado arrivano in occidente.
Insomma.. io non darei per scontato il fatto che un team egiziano possa essere meno preparato solo perchè non pubblica articoli nelle riviste americane..
Certo forse avranno meno fondi e meno attrezzature, ma a parte il fatto che le attrezzature si possono anche comperare, e comunque mi sembra che l'aspetto più importante di una ricerca sia l'analisi e l'interpretazione dei dati, cosa che se si vuole si puô fare anche in uno scantinato..
Ultima Modifica di lama su : 28-August-2008 13:10.
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28-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Non mi fraintendere, la mia non era una semplice e banale critica, ma un'analisi...la penso abbastanza come te! 
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28-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Maat Ka Ra
Non mi fraintendere, la mia non era una semplice e banale critica, ma un'analisi...la penso abbastanza come te! 
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no non ti avevo frainteso.. anzi.. io sono d'accordo con te 
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29-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
cheope
Questa riservatezza spiegherebbe perché finora i risultati ottenuti dai due team non siano stati pubblicati sulle riviste scientifiche specializzate.
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Non credo assolutamente che si possano richiedere accordi di riservatezza tra centri di ricerca accademici e altre entita' lunghi 8-10 anni. Nessun ricercatore serio lo accetterebbe mai. Le industrie farmaceutiche solitamente trattano per 6 mesi-1 anno.
Come ho scritto nel mio post precedente, sono abbastanza convinto che i molti studi iniziati sul DNA di mummie egizie non abbiano dato risultati per motivi tecnici derivati dalla pratica dell'imbalsamazione egizia. E' una mia ipotesi personale ma scientificamente fondata, che curiosamente fino ad ora nessuno ha ancora discusso nella letteratura scientifica.
Staremo a vedere se l'Applied Biosystems riuscira' ad ottenere dei risultati
Applied Biosystems
Mario
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29-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Caro Mario, sono al corrente delle problematiche tecniche nell'esecuzione del test del DNA applicato sulle mummie, avevo trovato documentazione interessante anche sul web...è possibile che alcuni risultati non siano mai stati resi noti perchè semplicemente non ce ne sono stati, ma la questione dei vincoli nella divulgazione esiste eccome! Comunque...
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01-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Meritaton
...
PS: se mi riportassi il testo di Murname mi faresti molto felice,e te ne sarei molto grata.
Un grazie di cuore,ta-mit
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In merito a Meritaton-tashery e Ankhesenpaaton-tashery riporto quanto scrive Murnane “Text from the Amarna period in Egypt”:
pag. 91
Block from the Maru-Aten
This fragment shows a king followed by a queen and a princess, with a fragment of the latter’s titles: [King’s bodily daughter, his beloved, Meretaten] iunior, (who belongs) to the King of Upper and Lower Egypt, who lives [on Maat, Lord of the Two Lands, NEFERKHEPRURE-WAENRE, born to the king’s bodily daughter, his] beloved (?), Meretaten, may she live.
Pag. 92
Block from Hermopolis
King’s bodily daughter, [his beloved], Ankhesenpaaten iunior, [may she live].
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01-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Ansa - Lun 1 Set - 15.46
(ANSA) - LONDRA, 1 SET - Il faraone Tutankhamen sarebbe stato seppellito in compagnia di due figlie gemelle. E' la tesi del professor Robert Connoly. L'antropologo dell'universita' di Liverpool, in collaborazione con le autorita' egiziane, sta analizzando la tomba del faraone egiziano. I primi risultati confermerebbero che i due feti, di cinque e otto mesi, ritrovati dall'archeologo Howard Carter nel 1922, oltre ad essere dei gemelli hanno gruppi sanguigni compatibili con quelli del giovane figlio di Ra.
Commento
Mi sapete spiegare come due feti di cinque e otto mesi possano essere gemelli?
Lo scheletro della KV 55 ha lo stesso gruppo sanguigno di Tutankhamon. Per cui secondo quanto detto i due feti potrebbero essere figli di Akhenaton o Smenkhkara!!!
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01-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
cheope
Mi sapete spiegare come due feti di cinque e otto mesi possano essere gemelli?
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Si dovrebbe peresupporre che ci sia stata una gravidanza gemellare, poi un aborto a cinque mesi ed un parto prematuro a otto. Quanto questo sia davvero possibile, non so dirlo, ma sinceramente lo ritengo abbastanza improvabile, in particolare nell'Egitto della XVIII dinastia; oggi forse sarebbe possibile.
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dott. Claudio Giorgini
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02-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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