E' un discorso piuttosto delicato. Sinceramente non so bene come la cosa sia regolata e se sia regolata nel diritto internazionale, carta dei diritti dell'uomo, ecc. Dovrebbe valere grosso modo il principio di autodeterminazione dei popoli, anche se non è un principio del tutto esente da rischi di derive razziste, isolazioniste, identitarie, localistiche, nazionaliste, e via discorrendo. I punti di vista antropologico e storico del resto non necessariamente coincidono, almeno non sempre, non sempre nello stesso momento, e non sempre nella stessa misura. Diciamo che il discorso potrebbe essere spostato più sui rapporti che di fatto si vengono ad instaurare tra popolazioni in uno stesso territorio, sia dal punto di vista sincronico (o antropologico se si vuole) che diacronico (o storico). Se i rapporti vengono a configurarsi come rapporti di forza eccessivamente squilibrati, se così posso dire, come dominato e dominante, colonizzato e colonizzatore, ecc. Se vengono imposti con una certa violenza e se in effetti come violenza è percepita, al di là del fatto che il mezzo sia prevalentemente militare, o economico, oppure culturale (o più probabilmente tutti e tre, o almeno tutti e due per quanto riguarda gli ultimi due), una certa reazione credo sia legittima...
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