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| Antropologia e Archeologia Antropologia e Archeologia. La storia antica e le origini dell'uomo. Discussioni, ricerca e teorie antropologiche in relazione alle scoperte e alle evidenze archeologiche |
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27-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Origine delle popolazioni italiche e schiavi
Ho notato che nelle discussioni degli articoli scientifici che riportano studi di genetica delle popolazioni italiche (come gli studi sull'origine degli Etruschi, argomento della discussione: Confermato Erodoto. L'origine mediorientale degli Etruschi)
non viene mai preso in considerazione il fatto che durante l'Impero Romano furono importati come schiavi una notevole quantita' di individui appartenenti a molti popoli europei, africani e asiatici. Credo di ricordare che circa il 40% della popolazione della Roma imperiale fosse composta di schiavi. Considerando che gli schiavi non hanno mai piu' abbandonato l'Italia, devono aver significativamente modificato la composizione genetica italiana.
Eppure questo argomento sembra inesistente nei lavori dei genetisti. Qualcuno ha delle informazioni piu' precise sulle percentuali e provenienze degli schiavi dell'Impero Romano?
grazie in anticipo
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 27-June-2007 23:26.
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09-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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ciao Mario!
dopo una lunga ricerca ho trovato, forse, quello che cercavi....
"Durante il periodo della conquista romana dei paesi del Mediterraneo (264-31 a.C.) furono condotti schiavi a Roma e in Italia:
- 30.000 abitanti di Taranto nel 209
- un gran numero di Sardi nel 176
- 150.000 abitanti dell'Epiro nel 167
- 50.000 Cartaginesi nel 146
- 50.000 Corinzi nel 146
- intere popolazioni della Spagna tra il 150 e il 100
- 150.000 Cimbri e Teutoni verso il 102-101
- centinaia di migliaia di asiatici dalle guerre di Pompeo nel 66-62: Ponto, Siria, Palestina
- un milione di Galli dalle guerre di Cesare nel 58-50
Durante il periodo della pax romana (31 a.C. - 192 d.C.)
- sotto Augusto proseguono le conquiste e affluiscono a Roma sempre nuovi schiavi a basso prezzo,
- Tiberio rinuncia a conquistare la Germania, perché diventa più vantaggioso allevare schiavi,
- Vespasiano e Tito distruggono Gerusalemme nel 70 d.C. e portano a Roma decine di migliaia di schiavi ebrei,
- Traiano occupa la Dacia e l'Armenia: nuovo arrivo di schiavi in massa (circa 50.000). L'ultima grandiosa tratta e vendita all'incanto di schiavi si ebbe appunto con Traiano.
Ma in complesso il numero degli schiavi diminuisce.
Nel periodo della crisi dell'impero (192 - 476 d.C.), con l'anarchia militare e i saccheggi, c'è riduzione di nuove popolazioni in schiavitù, ma nel complesso il numero degli schiavi tende a diminuire, non solo perché ha termine l'espansione dell'impero, ma anche perché si cerca di trasformare la schiavitù in colonato o in servaggio, sulla base di un contratto.
A Roma, su una popolazione che poteva andare da mezzo milione a 1,5 milione di abitanti, gli schiavi erano da 100.000 (II sec. a.C.) a mezzo milione (II sec. d.C.). Quando la capienza di Roma fu massima, circa 400.000 persone libere di nascita vivevano con l'assistenza della pubblica annona e solo 100.000 capifamiglia erano in grado di provvedere alle necessità della famiglia con rendite proprie.
Difficile dire il numero dei liberti, degli stranieri, dei militari, della classe media. Si pensa che nella Roma imperiale almeno l'80% della popolazione provenisse da origine servile più o meno remota.
L'ordine senatoriale comprendeva circa 600 famiglie, mentre quello equestre circa 5.000, quindi in tutto le persone più influenti o più ricche che disponeva del maggior numero di schiavi erano circa 20-25.000. La domus di un consolare romano del tempo di Nerone poteva ospitare anche 400 schiavi. Un imperatore poteva disporre anche di 20.000 schiavi."
spero di esserti stata d'aiuto!! per altre informazioni consulta questo sito, che poi è da dove ho prso le informazioni qui sopra riportate!!
Storia di Roma
ciao ciao ;-)
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carpe diem... perchè panta rei!
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01-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Cerebia, ti ringrazio per la tua ricerca, che ho potuto leggere solo qualche giorno fa in quanto sono stato in vacanza nelle scorse settimane.
E' evidente da quanto tu scrivi che l'apporto quantitativo e' stato sostanziale. Poiche' i discendenti di tutti questi schiavi, suppongo, sono poi rimasti nel territorio, mescolandosi e confluendo nella popolazione generale, cio' deve aver influito senz'altro sulla composizione genetica dell'Italia centrale.
Ancora una questione: gli schiavi erano impiegati soltanto a Roma, o anche nelle altre citta' dell'impero, almeno nelle piu' importanti?
grazie ancora
ciao
Mario
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01-August-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Di sicuro gli schiavi venivano impiegati in tutto l'impero romano ed anche al di fuori di esso. La mano d'opera sia nell'agricultura che in buona parte dell'artigianato era fornita da schiavi, che arrivavano anche a rivestire funzioni importanti, talora ad accumulare ricchezze e a possedere a loro volta schiavi. Il sistema era almeno in parte molto meno rigido di quanto si pensi, per non parlare poi dei liberti, che formavano una parte non indifferente della popolazione. Questo è almeno il quadro dell'età imperiale.
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dott. Claudio Giorgini
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08-August-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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ciao Mario!
bene, sono contenta che ti abbia dato delle informazioni utili!
Beh, penso che gli schiavi fossero utilizzati un po' ovunque in tutto l'impero e forse in base alle località in cui erano impiegati la provenienza e l'origine degli schiavi poteva cambiare. E forse ce n'erano alcuni specializzati, come ad esempio i greci che venivano usati spesso come insegnanti, che svolgevano la stessa funzione in qualsiasi luogo dell'impero e che quindi hanno apportato il loro patrimonio genetico anche ai limiti più estremi dell'impero.
ma queste sono solo mie supposizioni, ancora non ho trovato nulla a riguardo!
ciao ciao 
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carpe diem... perchè panta rei!
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