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| Antropologia e Archeologia Antropologia e Archeologia. La storia antica e le origini dell'uomo. Discussioni, ricerca e teorie antropologiche in relazione alle scoperte e alle evidenze archeologiche |
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24-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Studio dei crani
Ciao,
è già da un pò di tempo che volevo aprire questa discussione, ma x un motivo o x un altro non l'ho mai fatto (  ).
Sorvolando su pregiudizi razziali da II guerra mondiale, mi interessava sapere quante e quali erano le tipologie di crani classificati dall'antropologia e la loro distribuzione in particolare in Europa (tra l'altro sto preparando anche la tesina sugli indoeuropei, quindi se riesco a metterci qualche notizia sull'anatomia umana è meglio  )
Saluti ^_^
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25-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
Wanax
Ciao,
Sorvolando su pregiudizi razziali da II guerra mondiale, mi interessava sapere quante e quali erano le tipologie di crani classificati dall'antropologia e la loro distribuzione in particolare in Europa (tra l'altro sto preparando anche la tesina sugli indoeuropei, quindi se riesco a metterci qualche notizia sull'anatomia umana è meglio  )
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Lo studio dell' indice cefalico del cranio umano come indice "razziale" o etnico non e' piu' considerato di grande utilita', in quanto, pur controllato da fattori genetici, e' anche influenzato da fattori ambientali e pertanto non e' caratteristico di una data popolazione. In popolazioni differenti esistono sia i dolicomorfi che i brachimorfi.
(In ogni caso l'indice cefalico non influenza le capacita' cognitive)
L'uso di marcatori genetici molecolari (mtDNA e cromosoma Y) e' molto piu' informativo per gli studi di paleodemografia
Puo' essere utile un'occhiata alla Wikipedia inglese:
Cephalic index - Wikipedia, the free encyclopedia
Comunque non vedo la relazione con gli Indoeuropei, dato che e' ormai chiaro che questo termine ha un valore soltanto linguistico e non etnico
Mario
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25-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Quote:
Mario_A
Comunque non vedo la relazione con gli Indoeuropei, dato che e' ormai chiaro che questo termine ha un valore soltanto linguistico e non etnico
Mario
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E' stata una mia dimenticanza  , siccome mi ricollego a storia con il nazismo e la sua ideologia avrei accennato anche ai vari studi dei crani che facevano all'epoca, sia su persone vive che su scheletri talvolta anche antichi (ricordi Nillson?  ).
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26-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Anche se non rispondo alla domanda specifica, riprendo il tema generale. Lo studio dei crani, avendo perso di importanza per quanto riguarda le classificazione etniche( sebbene esistano popolazioni antiche solo dolicocefale o solo brachicefale, e questo avrà anche il suo significato, seppure magari non etnico) è importantissimo da molti punti di vista. é il cranio che può darci informazioni sul cervello dell'uomo fossile, sul sesso dell'individuo cui apparteneva, sullo stile di vita attraverso i denti, a volte su alcune pratiche culturali( trapanazione del cranio).
Come dice Mario l'indice cefalico non influenza le capacità cognitive, ma domandavo se ciò non valesse solo entro un certo range... ad esempio entro i 1300 e i 1600 cc che sono quelli degli uomini di tipo moderno( sapiens e neanderthal) non è che vi siano grossissime differenze( la questione dei neandertaliani è ancora aperta, ma tuttavia è ben probabile che le apparenti maggiori capacità cognitive di homo sapiens derivino da fattori culturali oltrechè ambientali)..... Però se prendiamo un cervello di 900 cc forse qualche minima differenza vi è....cioè quella che separa gli ominidi arcaici da quelli più moderni ( del resto in letteratura quando si descrivono i vari ominidi è d'obbligo l'indicazione della capacità cerebrale, ma si sorvola su altre caratteristiche come le circonvoluzioni o che so la forma stessa del cervello) Credo che comunque bisognerà sempre considerare più fattori rispetto alle capacità cognitive e non solo i cc.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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28-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Non vorrei dire castronerie (se c'è un qualche antropologo che ne sa più di me è benvenuto) ma credo che la craniometria non sia stata affatto abbandonata dall'antropologia moderna, anche se sicuramente ha meno importanza e ben diverso significato rispetto a 60 anni fa.
Vedendo e misurando un cranio (anche moderno, non solo fossile, per rispondere ad Acquamarina) un antropologo è in grado, con un certo margine di approssimazione, di identificare la popolazione di appartenenza.
Vero, oggi ha largamento perso di significato il concetto di razza, soprattutto nel senso che non si possono assolutamente creare scale di valori sulla base delle differenze esteriori dei diversi gruppi umani.
Ciò non di meno, per un antropologo fisico, un cranio di un boscimano è ben distinguibile da quello di un nilotico, tanto per fare un esempio, figuriamoci da un europeo.
Questa pratica ha tutt'ora una notevole utilità pratica nella medicina legale, tanto per fare un esempio, riuscendo a riconoscere la "razza" (sarebbe meglio parlare di popolazione, ma credo che in campo medico, specie nei paesi anglosassoni, si usi ancora questo termine, ovviamente senza connotazione "razzista") di una vittima di un'incidente od omicidio.
Vorrei altresì precisare che l'indice cefalico orizzontale, ovvero il rapporto tra lunghezza e larghezza del cranio che viene suddiviso in dolicocefalia e brachicefalia, non è affatto l'unico indice usato. Esistono molti altri parametri come il prognatismo, o l'angolo del Piano di Broca, e numerosi altri di cui non so un granché, che vengono applicati all'identificazione dei tipi cranici/razziali. Per rispondere a Wanax, non credo esistano solo crani dolicocefali, brachicefali, turricefali, ecc. Si tratta piuttosto di una serie di parametri, ognuno con la sua classificazione, che solo nel loro insieme permettono una identificazione di tipo "razziale".
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28-March-2008
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Quote:
astracedi
Non vorrei dire castronerie (se c'è un qualche antropologo che ne sa più di me è benvenuto) ma credo che la craniometria non sia stata affatto abbandonata dall'antropologia moderna, anche se sicuramente ha meno importanza e ben diverso significato rispetto a 60 anni fa.
Vedendo e misurando un cranio (anche moderno, non solo fossile, per rispondere ad Acquamarina) un antropologo è in grado, con un certo margine di approssimazione, di identificare la popolazione di appartenenza.
Vero, oggi ha largamento perso di significato il concetto di razza, soprattutto nel senso che non si possono assolutamente creare scale di valori sulla base delle differenze esteriori dei diversi gruppi umani.
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Anche a me risulta questo.
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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30-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
astracedi
Non vorrei dire castronerie (se c'è un qualche antropologo che ne sa più di me è benvenuto) ma credo che la craniometria non sia stata affatto abbandonata dall'antropologia moderna, anche se sicuramente ha meno importanza e ben diverso significato rispetto a 60 anni fa
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Credo che il mio intervento sia stato alquanto frainteso. Io non ho mai affermato che la craniometria sia una scienza morta. Semplicemente la mia voleva essere una nota di cautela per Wanax per meglio indirizzarlo nella sua ricerca, chiaramente focalizzata sulla craniometria dell'uomo moderno, specialmente europeo. In questo contesto volevo avvertirlo del fatto che le misure craniche (non solamente l'indice cefalico, ma tutte quelle denominate cranio-facciali) hanno abbastanza perso il significato che avevano nella prima parte del XX secolo.
Non credo che questo sia cosi' ovvio in quanto recentemente ho letto un testo di archeologia di argomento protostorico mediterraneo, scritto da un archeologo italiano solamente 3 anni fa, in cui (parlando di resti scheletrici dell'eta' del bronzo in cui ipotizzava una composizione etnica differente) c'erano concetti come: "crani brachicefali, probabile origine Indoeuropea, e crani dolicocefali, quindi di razza mediterranea"!
Attualmente nell'antropologia fisica moderna e' ancora aperto il dibattito su quanto le misure cranio-facciali siano dovute a fattori genetici rispetto ai fattori plastici. Su questo aspetto della questione un interessante commento dell'autorevole antropologo Ralph Holloway della Columbia University:
http://www.pubmedcentral.nih.gov/pic...7&blobtype=pdf
Mario
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30-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Quote:
Mario_A
"crani brachicefali, probabile origine Indoeuropea, e crani dolicocefali, quindi di razza mediterranea"!
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Ecco...dimenticavo ancora (  )... si riteneva che i crani brachicefali fossero indoeuropei e i dolicocefali non indoeuropei? Ho capito bene?
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31-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
Wanax
Ecco...dimenticavo ancora (  )... si riteneva che i crani brachicefali fossero indoeuropei e i dolicocefali non indoeuropei? Ho capito bene?
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Piu' o meno questa era l'idea.
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