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hold82
Anche se in Italia certi metodi sono poco utilizzati: non ho ancora capito perchè si faccia così fatica a rintracciare il DNA delle antiche popolazioni d'Italia, mentre in UK testano a tutto spiano sui loro avi...
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Francesco, a quali studi ti riferisci di preciso?
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Bisogna mettere in preventivo che in certi casi (sottolineo solo in certi casi) i millenni impediscono l'accuratezza dei test, ma questo mi sembra un ostacolo minore
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Non direi proprio: gli studi sul DNA antico sono invece particolarmente difficili per i seguenti motivi:
1) generalmente, con il tempo e le condizioni di conservazione del reperto, il DNA viene distrutto nella maggior parte dei casi. I campioni che possono venire analizzati sono una frazione del totale, quindi si tratta di un grosso problema.
2) in queste analisi il DNA viene amplificato in vitro e poi sequenziato. Poiche' si tratta di tecniche molto potenti, se non vengono prese le dovute precauzioni, (solo i ricercatori molto esperti lo fanno), si ha un'alta probabilita' di analizzare il DNA dei ricercatori oppure di altri esseri umani moderni che sono venuti in contatto con il reperto.
3) Anche quando i problemi dei punti 1 e 2 sono stati risolti, ne rimane un terzo, ancora piu' difficile. Nel tempo il DNA viene danneggiato da modificazioni chimiche. In questo tipo di analisi, in realta', non sono le molecole di DNA originario ad essere analizzate, ma le molecole "discendenti" da queste, prodotte in modo esponenziale dalla amplificazione in vitro. Le modifiche chimiche presenti nel DNA antico, danno come risultato finale degli errori che sono indistinguibili dalle mutazioni genetiche. Cioe' quando la sequenza finale viene paragonata ad un'altra, per esempio una sequenza corrispondente moderna, non e' possibile sapere se le differenze che si osservano sono vere mutazioni genetiche oppure questo tipo di artefatto. L'unica cosa che rimane da fare e' un'accurata analisi statistica utilizzando banche dati di (ad. es. ) DNA mitocondriale umano (se si sta analizzando il mtDNA) per escludere certi artefatti: se per es. si trova una mutazione che in quel punto esatto non e' stata mai trovata in migliaia di mtDNA umani moderni, allora e' possibile che si tratti di un artefatto.
Per quanto riguarda il lavoro del DNA degli Etruschi, e' stato fatto da un gruppo veramente esperto nel campo. Per il punto 1, su 80 reperti altamente selezionati, poco meno della meta' erano idonei all'analisi.
Per il punto 2, sono stati veramente bravi e hanno preso tutta una serie di precauzioni considerevoli che dovrebbero aver escluso ogni possibilita' di contaminazione.
Gli artefatti del punto 3 invece, anche se discussi nell'articolo, potrebbero comunque aver falsato i dati.
L'anno seguente, lo stesso gruppo ha pubblicato un'analisi teorica piu' approfondita di quei dati.
Gli autori concludono che, esistono due possibilita'(come alternative alla sostituzione della popolazione): o il tasso di mutazione del mtDNA nel caso degli Etruschi e' stato piu' alto del previsto, oppure le linee mitocondriali sono state sostituite. Entrambi i casi sono possibili. Infatti non esistono molti altri studi del genere, e quindi non ne sappiamo abbastanza. Oppure, le linee mitocondriali analizzate sono andate perdute, senza che necessariamente la popolazione sia stata completamente sostituita.
Una linea mitocondriale, essendo ereditata per via materna, puo' perdersi quando, dopo un certo numero di generazioni, una donna ha come discendenti solo maschi, per effetto del caso. Molte linee mitocondriali possono perdersi se per esempio, una data popolazione si riduce grandemente di numero (come nel caso delle pestilenze) per ricrescere nuovamente. Inoltre, i reperti analizzati nello studio provenivano da tombe etrusche e non rappresentavano certo il popolo, ma l'elite dirigente. Se per esempio, avessero avuto l'abitudine di sposare spesso donne straniere, avrebbero portato linee mitocondriali non etrusche.
Quindi, caro Francesco, il caso e' ancora aperto, ed e' ancora molto probabile che una buona parte dei Toscani (specialmente gli abitanti della provincia di Siena) siano i discendenti diretti degli Etruschi.
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E' incredibile come proprio in un paese come l' Italia nessuno ne parli...
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E' ben noto che la patria di Galileo (uno dei padri fondatori della scienza) non si curi un granche' della ricerca scientifica in generale. Figuriamoci poi dell'interesse in campi come l'antropologia genetica...
Saluti
Mario