Rispondo (finalmente) a Milena fornendo alcuni titoli riguardanti la questione del popolamento umano e in particolare le due tesi principali (Out of Africa vs. Multiragionale) nelle loro varie sfaccettature, e il relativo dibattito scientifico.
Alcuni riguardano l'aspetto genetico ma la maggior parte sono scritti da paleoantropologi.
Quanto segue non ha certo la pretesa di essere una bibliografia completa, anzi potrebbero forse mancare alcuni testi "fondamentali". Quelli riportati sono quelli presenti nella mia biblioteca (di cui, sinceramente non tutti letti in modo approfondito) o che figurano nel mio personalissimo elenco di testi "interessanti" (da acquistare, cioè, il giorno in cui avrò un po' più di soldi o da leggere in biblioteca quelle rare volte che riesco a recarmi all'Università) ma su cui posso dire ben poco oltre il titolo.
Kramer, A. 1991. "Modern human origins in Australia: Replacement or evolution?" In American Journal of Physical Anthropology, vol. 86, no. 4, pp. 455-473
Aiello, L.C. 1993. "The fossil evidence for modern human origins in Africa: A revised view." In American Anthropologist, vol. 95, no. 1, pp. 73-96.
Wood, B.A. 1994. "The problems of our origins." In Journal of Human Evolution, vol. 27, no. 6, pp. 323-330.
Barbujani, G., A. Magagni, E. Minch, and L. L. Cavalli-Sforza. 1997. "An apportionment of human DNA diversity". Proceedings of the National Academy of Sciences (USA) 94:4516-4519.
(Luigi L. Cavalli-Sforza ha prodotto, anche recentemente una mole notevole di studi dal punto di vista genico, consiglio di andare a cercare meglio su Internet)
Leonard Lieberman, Fatimah Linda C. Jackson, "Race and Three Models of Human Origin", American Anthropologist, New Series, Vol. 97, No. 2 (Jun., 1995), pp. 231-242
Oppenheimer, Stephen, "The Real Eve: Modern Man's Journey Out of Africa", ISBN 0-7867-1192-2 (Hardcover), 2003.
Michael Ruse, Edward O. Wilson, "The Evolution Wars: A Guide to the Debates", Rutgers University Press; New Ed edition (December 2001)
Stringer, C. 2001 "The evolution of modern humans: where are we now?", General Anthropology 7 (2): 1-5.
Ian Tattersall, 2002 "The Monkey in the Mirror: Essays on the Science of What Makes Us Human". New York: Harcourt Brace.
Giorgio Manzi, "Argil‚ antenato d'Europa", in "Le Scienze", n. aprile 2004
Gianfranco Biondi e Olga Rickards, "Il codice darwin. Nuove contese nell'evoluzione dell'uomo e delle scimmie antropomorfe", "Biblioteca delle scienze", in edicola con "Le Scienze" di dicembre 2006
Sempre per "Le Scienze" esistono due fascicoli della serie "Quaderni" (Francesco Fedele, a cura di, "L'Evoluzione dell'Uomo" settembre 1993, e Alberto Salza, a cura di, "Le origini dell'umanità", aprile 2000) e il llibretto "Le origini dell'uomo", collana "frontiere", agosto 2005, nei quali viene affrontato anche quest'argomento. Si tratta comunque di articoli precedentemente apparsi sula rivista, a cura di Ian Tattersal; Nina Jablonski e george Chaplin; Kate Wong; Veronique Barriel, Francesco Fedele; Allan Wilson e Rebecca Cann; Alan Thorne e Milford Wolpoff
Credo poi di fare cosa gradita allegando di seguito alcuni siti che avevo messo tra i bookmarks del mio browser
http://en.wikipedia.org/wiki/Recent_...gin_hypothesis
http://en.wikipedia.org/wiki/Multiregional_hypothesis
http://en.wikibooks.org/wiki/Paleoan...dlePaleolithic
http://www.bradshawfoundation.com/journey/
http://www.bradshawfoundation.com/notafrica.html
http://www.archaeologyinfo.com/homosapiens.htm
http://www.berkeley.edu/news/media/r...1_idaltu.shtml
http://www.cartage.org.lb/en/themes/...arlyModern.htm
http://www-personal.une.edu.au/~pbrown3/KowS.html
http://www.actionbioscience.org/evolution/johanson.html
(articolo di Johanson)
http://www.atmos.washington.edu/~ear...0Evolution.pdf
(Pdf da Scientific American sullo studio di Thorne & Wolpoff già citato da Mario)
http://www.hawaii.edu/geog_mr/ssci15...ion/fiedel.pdf
(PDF popolamento americhe)
Vorrei concludere dicendo che le due teorie contrastanti sono delle estremizzazioni, diciamo anche delle provocazioni. Se i genetisti sono generalmente d'accordo nel dare credito alla teoria dell'Eva africana – ma il lavoro citato da Mario, sul DNA genico dei Neanderthal, sembra non escludere una possibile "interdigitazione" genica con i sapiens (mi pare che qualcosa ci sia anche su uno dei siti sopra elencati) – i paleontologi non sono così categorici. Sebbene molti (come Tattersal, White, Stringer) siano forse più favorevole all'origine africana non mancano i sostenitori di Wolpoff e Thorne, ossia dell'altra campana. La mia impressione è che la maggior parte propendano alla teoria della sostituzione (Out of Africa) in modo però "sfumato", non escludendo possibili influenze geniche di popolazioni più arcaiche che andrebbero a spiegare alcuni reperti antichi o anche la presenza di caratteri "arcaici", ad esempio negli aborigeni, senza che però venga messa in discussione la sostanziale provenienza africana di tutte le varietà umane oggi presenti sul pianeta (con tutti i relativi problemi riguardanti il razzismo).
Da sottolineare, però, che il ritrovamento di individui con caratteristiche ibride tra Sapiens e Neanderthal, non sono necessariamente la prova di questo possibile miscuglio genico. Infatti, anche ipotizzando che si tratti di individui ibridi, niente può provare che fossero a loro volta fertili o che lo fosse la loro discendenza. E anche se si trattasse di individui fertili è possibile che siano stati geneticamente più soggetti di altri a certe malattie (con un effetto selettivo che spiegherebbe la mancanza di relazione tra le due specie riscontrabile nell'mtDNA). Insomma, le variabili, anche da un punto di vista strettamente paleontologico sono veramente molte.
Più interessanti, perché sollevano maggiori dubbi sull'Out of Africa, sono semmai i reperti australiani, come quelli di Mungo o Kaw Swamp, che presentano tratti veramente "arcaici", tanto da far pensare ad una possibile evoluzione di H. erectus, piuttosto che a sapiens immigrati, e che sono anche realativamente numerosi e sicuramente non ascrivibili a possibili ibridi non interfertili.
Naturalmente se si trattasse di un'evoluzione locale di H. erectus (sembrano esistere reperti anche molto più antichi la cui datazione è controversa), esattamente come era stato inizialmente ipotizzato per H. floresiensis, nulla prova contro la teoria dell'Eva africana, perché gli aborigeni attuali avrebbero semplicemente sostituito una specie più antica, esattamente come riporta la visione "classica" tra Neanderthal e sapiens.
E qui sorge il problema della convergenza evolutiva. Anche se negli aborigeni attuali è presente una cresta periorbitale, questa non è paragonabile a quella di reperti come quelli di Mungo: si tratta di mescolamento genico o di convegenza evolutiva? Forse esistono dei fattori ambientali che non ci sembrano così evidenti oppure la selezione può essere avvenuta su base sessuale... Nel caso della mandibola dei sapiens europei arcaici, la delimitazione ossea del nervo mandibolare a forma di canale, può essere un caso di convergenza evolutiva determinato dalla forma dell'attaccatura del massetere (cioè dalla necessità di muscoli masticatori particolarmente potenti)? Oppure può trattarsi di un caso di carattere ancestrale che può riemergere (anche casualmente) all'interno di una popolazione numericamente ristretta? Wolpoff e Thorne dicono anche che questa forma particolare della mandibola, sia pur non frequente, è a volte presente anche negli individui moderni, e anche tra i neanderthaliani, sia pure molto diffusa, non rappresenta la regola assoluta; si tratta forse di una caso legato alla normale variabilità morfologica infraspecifica?
Le risposte che la paleontologia, in tutti i settori, deve ancora dare sono molti e ad alcuni interrogativi forse non si riuscirà mai a rispondere. Ma la paleoantropologia è una scienza in continuo e frenitico divenire...
MArio dice: «Penso che gli studi futuri ci daranno senz'altro scoperte sensazionali, ma sara' pero' molto difficile, se non impossibile, ricostruire tutti i passaggi dell'evoluzione umana.
Certamente non capisco il perche' nessun tipo di uomo piu' vicino a noi rispetto alle scimmie sia mai sopravissuto in nessuna parte del mondo. Solo noi e le scimmie, perche'?
Cosi' come e' senza risposta la domanda sul perche' nessuna forma di dinosauro sia sopravissuta. E' vero che abbiamo i discendenti di un loro ramo, gli uccelli, ma perche' nessun dinosauro vero e proprio e' sopravissuto? Eppure ce ne erano anche di piccoli, oppure viventi nel mondo protetto del mare, mentre invece sono sopravissuti i coccodrilli.»
Personalmente, "a pelle", sono anch'io dell'idea che altre specie di uomini siano sopravvissute per alcuni millenni dopo l'arrivo dei sapiens, non sono però sicuro che con essi abbiano interagito sessualmente, lasciando una traccia genetica e quindi morfologica. Poi, col tempo e la pressione ecologica, anche gli ultimi "cugini" si sono estinti... Quando? Bho, forse, in qualche area più isolata del mondo, solo alcuni millenni o secoli fa... C'è poi chi pensa allo yeti...
Comunque l'estinzione di una o più specie di ominidi è un problema assai diverso dalle estinzioni di migliaia di generi, famiglie o di interi phila.
Il problema delle estinzioni di massa è uno dei più "gettonati" dalla paleontologia contemporanea. Sull'estinzione "selettiva" di dinosauri & Co. sono state formulate centinaia di ipotesi, alcune campate per aria altre molto sensate (spesso legate all'alto grado di specializzazione dei gruppi estinti), ma nessuna che dia una risposta definitiva.
Un interessantissimo libro di Stephen Jay Gould ("La vita meravigliosa", FEltrinelli, 1989) analizza non l'estinzione dei dinosauri ma la primissima estinzione di massa avvenuta alla fine del Cambriano, 500 milioni di anni fa. L'affascinante ipotesi avanzata da Gould è che a dettare il destino dei diversi organismi non sia solo la capacità adattiva ma semplicemente il caso, o perlomeno fenomeni contingenti. Che alla prima grande estinzione sopravvisse, tra le tante il phylum dei cordati (l'organismo originario potrebbe essere il "Pikaya" degli argilloscisti di Burgess) ovvero il più antico antenato di tutti i vertebrati, compreso l'uomo, sarebbe quindi semplicemente frutto del caso.
Perché no?
In ogni caso, buon Natale a tutti.