 |
 |
 |
 |
| Archeologia, arte e storia egiziana. Sezione Generica In questa sezione rientrano le discussioni che non trovano luogo nelle altre categorie sull'Egitto Antico e l'egittologia |
 |
|

25-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Nefertiti
Nefertiti è una delle più note regine della storia.Un suo ritratto si trova all'ALTES MUSEUM di berlino.Questo è un busto che ritrae la piu bella regina dell'antichita egizia vissuta nella XVIII dinastia a finaco del faraone AKHENATON.Da tanto tempo la nazione egiziana sta combattendo per far si che questo tesoro ritorni dal paese di origine (l'EGITTO).Secondo voi e giusto che questo bellissimo busto che ritrae la regina Nefertiti sia esposto al museo di berlino?Voi cosa ne dite?
Grazie per l'attenzione.
Saluti da ARCHEO93
|

25-March-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2005
|
|
Quote:
archeo93
Secondo voi e giusto che questo bellissimo busto che ritrae la regina Nefertiti sia esposto al museo di berlino?Voi cosa ne dite?
|
Per poter esprimere un giudizio dovrei prima conoscere il perche' quel busto si trova a Berlino. Tu sapresti spiegarlo?
grazie
Mario
PS. credo che la sezione in cui si trova questo thread non sia la piu' appropriata. Qualche moderatore globale potrebbe spostarla?
Ultima Modifica di Mario_A : 25-March-2008 20:50.
|

25-March-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Ho spostato qui la discussione.
In ogni caso ritengo, egoisticamente - sicuro - in quanto cittadino tedesco, meglio aver a Berlino Nofretete che il bastone di maresciallo di Rommel, che era stato offerto dalle autorità egiziane a quelle tedesche in cambio del busto della regina! :-\"
__________________

dott. Claudio Giorgini
|

25-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Dced buona sera.Hai perfettamente ragione,ma in tal caso in non sono daccordo anche se hanno fatto uno scambio.Pero oramai il danno è stato effetuato non si puo tronare in dietro.
Io non so cosa altro aggiungere perchè non so altro.
Buona serata.
ARCHEO93
|

25-March-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Beh, allora aggiungo qualcosa io, ricavando le informazioni anche dalla voce Nofretete – Wikipedia :
Gli scavi a Tell-el-Amarna furono condotti con una concessione delle autorità egiziane del 1906 da Ludwig Borhardt per incarico dell'Accademia prussiana delle scienze con l'appoggio della Deutsche Orient Gesellschaft e finanziamenti di un ricco commerciante berlinese.
Nel dicembre del 1912 nel corso degli scavi venne rinvenuto il busto di Nofretete (uso la grafia corrente in Germania). I reperti vennero poi presentati alle autorità egiziane e divisi in due parti eguali come stabilito dalla concessione, una rimase in Egitto, l'altra ottenne l'autorizzazione ad essere esportata in Germania, il che avvenne nel 1913. Come mai le autorità egiziane non scelsero il busto di Nofretete non si è mai chiarito, ci sono state voci che sostenevano che Borhardt avesse occultato la statua in modo che non ne apparisse il valore, ma si tratta di voci non confermate. L'esportazione fu quindi legale, in base ad accordi stipulati tra le autorità egiziane e i ricercatori tedeschi.
In seguito, quando si accorsero del valore della statua, gli Egiziani cercarono più volte, anche di recente, di ottenere la "restituzione" del busto. Qualche anno fa ci fu un tentativo di ottenere il busto "in prestito" temporaneo. Una legge egiziana prevede però che una volta in Egitto i reperti, indipendentemente dal modo in cui siano stati esportati, restino nel paese. Ovvio quindi che la proposta non venisse accettata dai tedeschi che avevano annusato un trucco per non restituire più la statua.
Il discorso della "restituzione" è analogo anche per altre opere, L'altare di Pergamo ad esempio, i fregi del Partenone, ecc. Dal punto di vista legale si tratta di vendite o di trasferimenti autorizzati dalle autorità dell'epoca, con cui tali reperti vennero salvati dalla distruzione (stavano entrambi per diventare calce). Comprensibile è il desiderio di Egitto, Turchia o Grecia di ottenere come "restituzione" tali reperti famosi. Certamente aspetti turistico-commerciali contano in questi casi non meno di quelli culturali.
__________________

dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 25-March-2008 23:47.
|

25-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Questo che lei mi ha appena citato,merita un'appaluso.Grazie per l'informazione e grazie per la pazienza che lei a inpiegato per scrivere tutto ciò.Ora ho le idee chiarite.
Cordiali saluti.
ARCHEO93
|

26-March-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Il famoso busto di Nefertiti fu scoperto da Borchardt nel luglio del 1913 nel quadrilatero Q 47 ad Amarna (la casa studio dello scultore Thutmosi),dove,poco prima ,era stata rinvenuta una pala d'altare che raffigurava Akhenaton,Nefertiti e le principessine in adorazione dell'Aton.Resosi conto del valore della scoperta,e desideroso di portarla in Germania,lo studioso elaborò un piano per farlo,dato che secondo gli accordi,poteva esportare solo dei duplicati di scarso valore e sempre previa autorizzazione della sovrintendenza alle antichità del Cairo,idiretta da Pierre Lacau.Telefonò allora a Lacau e lo invitò a venire ad Amarna a prendere visione dei reperti-di scarso valore-che intendeva inviare in Europa.Lacau,disinteressato,mandò un suo giovane assistente,al quale vennero mostrate delle ceste di cocci privi di valore.L'assistente,senza più interpellare il suo capo,firmò quindi i documenti che ne autorizzavano l'esportazione. Qualche giorno dopo 5 casse di cocci partivano per Alessandria e la Germania; una,però,conteneva il busto di Nefertiti.La cosa rimase nascosta fino al 1925,quando il finanziatore degli scavi della Deutsche Orient-Gesellschaft,James Simon,donò il busto al Museo Egizio di Berlino.Le autorità egiziane chiesero spiegazioni,ma si sentirono rispondere che era tutto a posto,con tanto di permessi,e negarono la restituzione dell'opera.Spero di esserti stata utile,Meritaton
|

26-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Salve MERITATON , fai bene a pensare che mi sei stato utile,io direi molto piu che utile.Scusami ma debbo andare a fare la spessa con la mamma.
Cordiali saluti.
ARCHEO93
P.S. BUONA GIRONATA.
Ultima Modifica di archeo93 : 26-March-2008 11:21.
|

26-March-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Quella dei reperti scavati in un luogo e conservati in un altro è una questione assai spinosa. Certamente, quando non ci fu razzia, ma una concessione o autorizzazione allo scavo, è difficile pretendere la restituzione. Tuttavia, la decontestualizzazione secondo me è sempre deprecabile, perché il significato di un oggetto lo si può apprrezzare solo quando si può metterlo in relazione al contesto nel quale è stato ritrovato. E siccome Berlino rispetto all'Egitto non è proprio dietro l'angolo, inevitabilmente quando si va a vedere il busto di Nefertiti già si è perso il ricordo del viaggio in Egitto e viceversa.
Anche per quanto riguarda i reperti "razziati" la maggior parte sono stati esportati quando non c'erano specifiche leggi in materia, quindi anche in questo caso non è possibile chiedere restituzioni. Tuttavia secondo me in alcuni casi alcuni reperti sarebbero decisamente da restituire, per l'alto valore che hanno per la nazione che li ha prodotti. Penso ai marmi del Partenone, che tra l'altro sono stati studiati appositamente per essere collocati su un edificio di una certa altezza e quindi offrono una visione leggermente sfalsata se collocati in un punto più basso (non sono stata al British, ma da quello che so non si trovano certo in alto). Penso altresì ai pezzi dell'Ara Pacis al Louvre, che si trovano come disiecta membra anonimi e negletti, mentre ben altro significato avrebbero se ricollocati sul monumento a cui appartengono. Oltretutto in questo caso non credo che il museo sarebbe sminuito più di tanto dalla loro restituzione, visto che la gente va a vederlo per ben altri pezzi. Le logiche di mercato sono però più forti del buon senso, come giustamente osservato da Claudio.
__________________
|

26-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Salve cara LEDA.Io personalmente sono daccordo con le tue affermazioni.Io stesso vorrei che il busto della Nefertiti tornasse dal suo luogo d'origine (l'EGITTO),ma questa cosa non accadra mai,perchè la Germania non la cederà mai agli egiziani.Io non ho altro da aggiungere,poichè non ho molte conoscenze su queste cose essendo ancora un quindicenne.
Cordiali saluti.
ARCHEO93
|

26-March-2008
|
|
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Sep 2006
|
|
Io ritengo che i reperti archeologici di vari scavi, sparsi tra i vari musei debbano ritornare nei luoghi di appartenenza...perchè come prima è stato detto da leda "il significato di un oggetto lo si può apprrezzare solo quando si può metterlo in relazione al contesto nel quale è stato ritrovato". Anche perchè penso sia molto importante a valore patriottico avere oggetti che ricordino il proprio passato, le proprie origini. (spero di essermi espressa in modo chiaro ed aver reso chiaro il concetto)
|

26-March-2008
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Feb 2007
|
|
Son d'accordo con tutto ciò detto fin'ora. E' vero che un oggetto lo si apprezza meglio se vicino al suo contesto di rinvenimento. E' altresì vero che ormai il luogo in cui si trova attualmente un qualsiasi oggetto, fa parte della storia stessa del reperto.
Voglio dire: se adesso il busto si trova in Germania e non in Egitto è solo per una serie di avvenimenti che determinano la storia della statua. Io sono di questa idea, pur restando dell'opinione che, da oggi in poi si debba comunque tentare almeno di evitare altri spostamenti simili.
__________________
|

26-March-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Quote:
archeo85
E' altresì vero che ormai il luogo in cui si trova attualmente un qualsiasi oggetto, fa parte della storia stessa del reperto.
|
Trovo il tuo atteggiamento molto corretto. In realtà anche il trasportare l'oggetto in un museo è un toglierlo dal contesto. In fondo non vi è molta diversità se il busto in questione ad esempio si trova nel museo del cairo o di Berlino. Il quesito naturalmenre si potrebbe porre ad absurdum per ogni oggetto e opera d'arte, e quindi Dresda dovrebbe "restituire" la Madonna Sistina regolarmente acquistata a suo tempo e così via. Diverso è il discorso dei beni culturali divenuti bottino di guerra (la controversia tra Russia e Germania è per molti versi ancora aperta). Ma in fondo anche questa è storia, o bisognerebbe persino riportare i vai attici deposti nelle tombe etrusche ad Atene?
__________________

dott. Claudio Giorgini
|

26-March-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Parlate voi,io apparte dopo quello che ho citato, non conosco nient'altro su questo,ho solo appreso ciò che tutti voi mi state riferendo.
Graie a tutti.
Tanti saluti da ARCHEO93
|

26-March-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
mah non so..
Da una parte sono d'accordo con dceg, che anche le "avventure post-ritrovamento" vissute da un reperto facciano parte della sua storia, e dunque sono più o meno scettico verso un rientro generalizzato nei paesi d'origine (nel caso di oggetti esportati legalmente ovviamente) basato sul principio "è stato trovato nei nostri confini, deve stare nei nostri musei" e politiche simili (sono quindi scettico sulla politica attuale dell'egitto, che in teoria vorrebbe il ritorno di qualsiasi reperto, dalla mummia di faraone al coccio o al frammento d'ushabti... tanto più se si considerano gli infiniti reperti che hanno nei magazzini, non studiato e addirittura dimenticato).
D'altro lato però, penso che vi siano reperti che per il loro valore artistico/culturale/scientifico debbano stare nel paese d'origine perchè rappresentanti fondamentali della storia e/o della cultura di un popolo, oppure perchè frammenti di un insieme ancora presente in situ, e questo indipendentemente dalle condizioni di ritrovamento e di esportazione.
Il primo esempio che mi viene in mente è il carro etrusco di new york, che secondo me dovrebbe tornare in italia in quanto unicum, o il carro egizio di firenze, altro unicum. Allo stesso modo i frammenti dell'ara pacis dovrebbero tornare in italia in quanto parti di un insieme.
Per quanto riguarda i fregi del partenone a me piacerebbe rivederli sul partenone,sfortunatamente però penso che se anche mai dovessero essere restituiti non verrebbero più ricollocati nella loro posizione, anche solo per questioni di conservazione (sarebbe una follia mettere dei fregi del genere all'aria aperte in una città inquinata come atene...). Inoltre, bisogna tenere conto dell'impatto che i fregi hanno avuto sulla cultura europea: quanti artisci si sono ispirati a loro, quanto hanno marcato la nostra concezione dell'arte? E dunque si possono veramente di un frammento di storia "greca", o non si tratta piuttosto di un frammento di storia "europea"?
Sinceramente non so quale dei due aspetti sia più importante: riportarli ad atene sarebbe certamente "giusto", però ho paura che significherebbe perdere un riferimento importante alla storia dell'europa moderna.
Per quanto riguarda nefertiti invece credo che la situazione sia diversa, ed in fin dei conti penso sia giusto che rientri in egitto (magari scambiandolo con alcuni reperti trovati dalla stessa spedizione, perché no?) in quanto non solo è un unicum, ma è indubbiamente un capolavoro dell'arte egizia. Inoltre, per quanto riguarda la sua "storia in germania" non mi sembra che abbia poi marcato così tanto la cultura e l'arte europea (come appunto hanno fatto i fregi del partenone o l'altare di pergamo) e dunque non capisco poi molto questo "attaccamento" del museo di berlino...
|
| |