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| Archeologia dei popoli italici pre-romani In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia dei popoli o civiltà italiche di epoca pre-romana o contemporanea, stanziati nella penisola italiana |
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22-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Per Lama su: concordo pienamente con quanto hai detto, però ti pregherei di usare toni meno veementi, altrimenti anche il tuo interlocutore si sentirà autorizzato ad usare la stessa veemenza, con il rischio che la discussione degeneri.
Per elkjaer: Ivan ti ha censurato non tanto per il link da te riportato, ma perché era sbagliato il posto in cui l'hai postato. Qui si parla di archeologia e quel link non aveva nulla a che vedere con essa; se vuoi discutere di altro ci sono sessioni apposite, ma credo che se l'orientamento della tua discussione è simile a quello finora mostrato, non avrai molte risposte.
Sulla questione ti ha già risposto Lama su e noi siamo d'accordo con lui.
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22-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: Friuli Venezia Giulia
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sono pienamente d'accordo con mdd, piantiamola con questa storia delle "razze". Per quanto riguarda gli esseri umani le razze NON ESISTONO, e non me ne frega niente se gli americani (perchè la citazione che fai di "afro american AND race AND caucasian" è riferito al contesto americano)
La banca dati è statunitense, gli articoli sono scritti in inglese ma gli autori provengono da tutto il mondo. In più vi sono anche articoli in lingua italiana, spagnola, russa, cinese, ecc.
lo credono, il fatto che loro sbaglino non giustifica che noi dobbiamo accettarlo, sbagliando a nostra volta. Le razze esistono nei cani, ma non negli uomini. se tu credi nell'esistenza delle razze, forse ti ritieni simile ad un cane; se è così basta dirlo, e ti si tratterà di conseguenza.
Le offese gratuite ti qualificano ampiamente, quale è il meccanismo: chi non la pensa come me è un cane. Bello, complimenti.
Allo stesso modo piantiamola di cercare "origini" per di più "genetiche" o addirittura "razziali" nel mondo antico, tanto più se riferite a regioni come il veneto: nel veneto c'è passato di tutto, e sinceramente trovo più probabile trovare, in un veneto attuale, una vicinanza genetica con i popoli balbanici, con turchi, i greci, i palestinesi (nel senso della regione palestina), gli austriaci e in generale i popoli del nord europa o anche gli africani (vedi il discorso degli schiavi giunti in epoca romana) che non una vicinanza con i celti.
Se rileggi i post io non ricercavo origini genetiche, ho citato studi di genetica perchè sono un biologo e sono andato sulle banche dati biomediche. Sul fatto che i Veneti siano imparentati con i palestinesi ho "qualche dubbio". L'"importazione" di persone di colore avvenne invece in Sardegna.
Le razze esistono eccome. La biologia degli animali è la stessa dell'uomo (che piaccia o non piaccia). La questione culturale è altra cosa (specificatamente umana). Per esempio quella romana fu una civiltà (chiamiamola così) aperta: nel senso che cittadini romani non italiani potevano diventare (e sono diventati) imperatori ma avevano accettato le leggi romane.
Cesare nel de bello gallico dava anche una descrizione fisica dei Galli e così fecero altri studiosi dell'epoca. E' chiaro che la descrizione non si limitava al dato antropometrico.
e per concludere, tanto per precisare, a me sembra che la censura di ivan non ha riguardato che i tuoi link a siti con contenuti politici, quindi è stata una censura più che giustificata, e che anzi, non avrebbe neppure dovuto essere necessaria.
Dopo cane, bugiardo. Io non mento: la "censura" riguardò esattamente ciò che ho detto probabilmente per timore di avere a che fare con un odinista deviato o di innescare polemiche.
Credo di parlare a nome di tutti dicendo che se vuoi parlare di archeologia per l'archeologia o storia per la storia sei il ben venuto qui, ma se vuoi far polemica, fa pure, se vuoi discutere di politica, fa pure, se vuoi cercare delle presunte origini razziali fa pure, però fallo lontano da questo forum.
Io lascerei decidere i moderatori. La questione è un'altra:gli studi genetici stanno diventando parte integrante dell'archeologia anche perchè consentono di stabilire l'origine dei diversi popoli e le loro migrazioni.
Il principio è il seguente:
- in una certa zona, sulla base di dati "archeologici" (es. tombe, reperti), linguistici, ecc. si rileva la presenza di un certo popolo (non è una parolaccia popolo);
- i biologi ricercano una sequenza di DNA che sia presente SOLO nei discendenti di quel popolo e non in altri;
- si prelavano campioni biologici da persone che vivono in una regione geografica che si ritiene sia stata oggetto della migrazione di quel popolo e si valuta la percentuale di presenza della sequenza di DNA.
In tal modo si può stabilire non solo il grado di "affinità genetica" ma anche il periodo storico durante il quale tale migraizone avvenne oltre che il "percorso" (l"itinerario") seguito da quel popolo.
Questa tipologia di studi è attuata con le stesse metodiche (e apllicando gli stessi calcoli statistici) non solo su uomini ed animali ma anche su batteri e virus.
Che non siamo tutti uguali è un dato che, oltre ad essere anatomicamente evidente, è legato alla selezione naturale.
Anche alcune pecularità caratteriali sono, parzialmente, di derivazione genetica.
Se un popolo è perennemente in guerra saranno selezionati geneticamente gli individui più aggressivi (cioè quelli, ad esempio, che da un punto di vista endocrino, "gestiscono meglio" la produzione ormonale di adrenalina e cortisolo). Una eccessiva produzione di cortisolo (uno degli ormoni dello stress) determina una riduzione dei globuli bianchi che regolano le difese immunitarie esponendo l'individuo ad infezioni e ad alcuni tipi di neoplasie.
Se non ti va di chiamarla razza chiamiamola "pincopallo" di fatto si tratta di caratteristiche anatomiche, fisiologiche, endocrine e metaboliche che caratterizzano una popolazione che vive in un certo ambiente. Caratteristiche trasmissibili geneticamente.
Gli eschimesi, ad esempio, hanno una maggiore percentuale di tessuto adiposo bruno che ha una funzione termogenetica ed un metabolismo basale dal 10% al 30% superiore rispetto a quello delle popolazioni europee.
Inoltre nelle popolazioni che risiedono in climi freddi sono geneticamente favoriti gli individui che abbiano un adeguato rapporto tra massa e superficie corporea (tanto maggiore è la massa - e quindi il tessuto muscolare, metabolicamente attivo- tanto maggiore è la produzione di calore - caratteristica che favorisce le popolazioni che vivono in climi freddi-; tanto maggiore è la superficie corporea tanto più calore viene disperso - per irraggiamento- e quindi sono favoriti gli individui che vivono nei climi caldi).
La corporatura degli eschimesi (bassa statura - bassa superficie corporea-, fisico robusto - sviluppo del tessuto muscolare- e arti corti - gli arti superiori ed inferiori rendono conto del 50% della superficie corporea) rappresenta una forma di adattamento evolutivo al clima freddo.
Discorso analogo per le popolazioni dell'Alto Nilo: altezza superiore al metro e ottata, notevole sviluppo degli arti superiori ed inferiori rispetto al tronco, basso peso.
Tanto per restare in argomento gli stessi adattamenti valgono anche per le razze di cani. Le razze di cani che vivono in climi freddi sono robuste, quelle che vivono in climi caldi "snelle".
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22-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Nov 2006
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wow lama su, quoto in toto il tuo post non avrei saputo dirlo meglio....e dire che i Celti mi sembrava un argomento interessante
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Cuor leale e lingua cortese ti faranno fare molta strada nella Giungla...
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22-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Elkjaek prego anche te, come già fatto con Lama su, di moderare i termini, altrimenti sarò costretta a chiudere il thread. Se poi volete continuare sull'argomento, purché il tutto avvenga in toni civili e senza offese, vi prego di spostarvi su Discussioni fuori tema (vi avrei già spostato io, ma non sono ancora pratica dei comandi).
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22-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Casualmente oggi passeggiando per Friburgo (Freiburg in Breisgau, Germania) ho trovato in un piccolo negozio di libri usati il volume "I Celti" curato da Severino Moscati, catalogo della mostra di palazzo Grassi del 1991 (ISBN88-452-1753-1) e per 30€ l'ho naturalmente comperato. Nella prefazione Moscati cita un volume pubblicato in suo onore, gli atti di un convegno tenutosi a Bologna nel 1985, (Celti ed Etruschi nell'Italia settentrionale dal V secolo alla romanizzazione, Bologna 1987) in cui vi sono tra l'altro un saggio sulla Problematica del Celtismo nel Veneto (Loredana Calzavilal Capuis) e uno studio sulla Necropoli di Arquà Petrarca (Mariolina Gamba)
Per il resto non posso che associarmi a Leda
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dott. Claudio Giorgini
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22-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: Friuli Venezia Giulia
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[quote=dceg;16049] Casualmente oggi passeggiando per Friburgo (Freiburg in Breisgau, Germania) ho trovato in un piccolo negozio di libri usati il volume "I Celti" curato da Severino Moscati, catalogo della mostra di palazzo Grassi del 1991 (ISBN88-452-1753-1) e per 30€ l'ho naturalmente comperato. Nella prefazione Moscati cita un volume pubblicato in suo onore, gli atti di un convegno tenutosi a Bologna nel 1985, (Celti ed Etruschi nell'Italia settentrionale dal V secolo alla romanizzazione, Bologna 1987) in cui vi sono tra l'altro un saggio sulla Problematica del Celtismo nel Veneto (Loredana Calzavilal Capuis) e uno studio sulla Necropoli di Arquà Petrarca (Mariolina Gamba)
Cercherò di recuperarlo (anche se le possibilità sono scarse, trattandosi di un catalogo). Aldilà del "celtismo nel veneto" il punto era se vi fossero dati oggettivi, da un punto di vista archeologico, di una presenza celtica rilevante in Veneto. Il dato dell'origine celtica del nome di Treviso non deriva da un testo "new age" ma da una enciclopedia di oltre ventanni fa.
La tesi dei suffissi delle città ci veniva insegnata a scuola ("cultura locale") oltre ventanni fa.
Una cosa mi sembrerebbe assodata che i culti di Veneti e Celti fossero nettamente distinti (esempio reincarnazione).
Tra l'altro nei tre popoli (Celti, Romani e Veneti) cambiavano anche:
- il ruolo della donna nella società (cito da rainettuno sat: "nell'antica Roma, per un uomo, l'essere il partner attivo in un rapporto sessuale orale con una donna era considerato segno di debolezza; cfr con "pantheon" Veneto che poneva come divinità principale una entità femminile -Reitia- e con il ruolo delle donne nella società Celta);
- il rapporto con la disabilità: c'era un articolo a pagamento - che non ho acquistato, From the Mute God to the Lesser God: disability in Medieval Celtic and Old Norse literature - Disability & Society -
dalla lettura del cui abstract si evinceva una visione sostanzialmente "positiva" della disabilità per Celti e Germani (d'altronde Odino era privo di un occhio, Tyr era senza una mano, ecc.), visione diversa da quella romana (Vulcano era il Dio più deriso del pantheon romano e pluricornificato dalla moglie Venere).
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22-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Ad una prima sommaria occhiata non ci sono nel catalogo I Celti informazioni sul raopporto Celti-Veneti o sulla presenza celtica in Veneto in particolare, il volume è tuttavia reperibile in Italia sul mercato antiquario e di certo nelle biblioteche. Un motore di ricerca adeguato lo trova subito, a prezzi un po'superiori a qualto lo ho pagato io.
L'argomento della celticità del veneto è trattata negli atti del convegno che ho indicato.
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dott. Claudio Giorgini
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23-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: Friuli Venezia Giulia
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Ho trovato. La bibliografia della Dott.ssa Capuis si può leggere al link: Biografia Socio
Per cui è probabile che la biblioteca dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti abbia le pubblicazioni di cui in oggetto.
Molto cortese.
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23-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2007
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Pienamente d'accordo con Mdd e Lama su.
Personalmente ritengo che non se ne può più [-X di certe ricerche 'parascientifiche' e di certi tentativi zoppicanti di costruirsi un'ideologia e una bandiera...  che ci sia gente che va a cercarsi bisnonni celtici, così come c'è gente che si mette un fazzoletto verde e va a pagliacciate come quella sottospecie di rito moderno dell'acqua del Po, purtroppo è vero... Ma almeno chi scrive in questo Forum dovrebbe cercare di mantenersi all'altezza degli studi che ha fatto o delle passioni che coltiva senza prestarsi a queste cose...
Chiedo scusa a Ivan e a tutti per il tono del messaggio, ma, come si suol dire, quando ci vuole, ci vuole.
Probabilmente sono al limite della censura, perciò se Ivan sarà costretto a coprirmi di XXXXX, capirò... O 
Scusate
Michele
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23-September-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2007
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Scusatemi per il doppione, per mettere due faccine in più ho fatto una frittata...
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23-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
elkjaer
è probabile che la biblioteca dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti abbia le pubblicazioni di cui in oggetto.
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All'Università di Padova ci sono
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dott. Claudio Giorgini
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23-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Frittata rimediata
Quote:
Samiodizeest
Scusatemi per il doppione, per mettere due faccine in più ho fatto una frittata...
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Ho rimediato alla frittata 
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dott. Claudio Giorgini
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23-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Per Samiodizeest:
Per quanto d'accordo con te e gli altri ritengo che il forum debba rispondere ai desideri e tentativi di strumentalizzazione con la chiarezza delle argomentazioni scientifiche, fornendo anche, come in questo caso, strumenti bibliografici e di altro genere che permettano di chiarire i quesiti che si pongono. Poi ognuno si formi l'opinione che crede, ma cerchiamo di rinunciare a polemiche e diatribe, che leggittime altrove non dovrebbereo aver posto qui.
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dott. Claudio Giorgini
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23-September-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
elkjaer
Tra l'altro nei tre popoli (Celti, Romani e Veneti) cambiavano anche:
- il ruolo della donna nella società (cito da rainettuno sat: "nell'antica Roma, per un uomo, l'essere il partner attivo in un rapporto sessuale orale con una donna era considerato segno di debolezza;
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Non sono davvero sicuro che questo sia l'esempio più significativo del ruolo sociale della donna nella societá romana. E quale fonte conferma quest'affermazione?
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dott. Claudio Giorgini
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23-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: Friuli Venezia Giulia
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