Quote:
Aquamarina
Grazie Cerebia, ci stai davvero chiarificando le idee 
Interessante il rapporto tra "villanoviano" ed "etrusco" .
La continuiotà del rituale funerario villanoviano nella cultura etrusca mi risulta, sicuramente per la mia ignoranza in questo campo,poco evidente .... Infatti quando penso alle sepolture etrusche mi vengonmo in mente tombe a camera o a tumulo dipinte, sforzandomi anche qualche urna a capanna.....,ma sono vecchi ricordi e non ci sono più ritornata, magari ci fu una sostizione graduale del rituale funebre, o esso è copletamente diverso fin dall'inizio di quello che noi definiamo comunemente etrusco?
|
Grazie Aquamarina! ;-) ...non so quanto sia accettato da tutti il concetto di villanoviano come aspetto solamente religioso... io ho fonti che si contraddicono a vicenda!

Alcune comunità etrusche continuarono il rituale incineratorio anche in epoche successive, come testimoniano i canopi chiusini (VII sec. a.C.) e le statue cinerarie come la Mater Matuta sempre dal territorio chiusino, e in quest'ultimo caso siamo nel V sec. a.C.

Quindi in Etruria non c'è un unico rituale.
Quote:
Aquamarina
Possono esssere comprese nella definizione "villanoviano" produzioni materiali come ceramica e metallurgia?
Da quel che si evince dal tuo primo messaggio queste due categorie di oggetti vengono prese in considerazione per il Bronzo Recente accanto al rituale funebre per definire delle facies.
|
Anche per il primo Ferro c'è una produzione materiale metallurgica che è continuazione del Bronzo Finale.... ed infatti questi gruppi si chiamano essenzialmente come quelli dell'epoca precedente. Più che nei bronzi, di solito si parla di stile villanoviano nelle ceramiche, che sono caratterizzate da decorazioni complesse e varie tecniche decorative (falsa cordicella, stampigliatura, pettine). Questa produzione è rappresentata dalle ceramiche dell'Etruria propria.
Quote:
Mario_A
Cerebia,
anch'io vorrei capire un po' meglio il passaggio tra la cultura Villanoviana dell'Italia centrale e gli Etruschi. Immagino che, anche se la mancanza di fonti scritte rende tutto ipotetico, il popolo che ha generato i manufatti classificati come "cultura Villanoviana" nell'Italia centrale, dovesse parlare etrusco o una lingua antenata (proto-etrusco?). La distanza tra le due culture e' di alcuni secoli, ed una lingua non si improvvisa, considerando anche che si tratta di una lingua non correlata a nessun'altra conosciuta.
|
Il mio prof di etruscologia, Camporeale, sosteneva la facies villanoviana fosse etrusca al 90%... perchè vi è continuità di seppellimenti, se fosse stato un altro popolo avrebbe seppellito i morti in un altro luogo rispetto al precedente, come i Galli a Marzabotto. Sulla lingua è sempre il solito... non essendoci la scrittura non si può sapere se siano stati etruschi, ma nulla lo vieta... il fatto che ci sia distanza temporale non implica che non fossero gli stessi, ma solo che prima non scrivevano e quindi 'non si autodefinivano' mentre dal VII sec.a.C. lo scrivono!
Quote:
Mario_A
Riguardo ai riti funerari, usare l'incinerazione piuttosto che l'inumazione non credo che sia una "moda" ma deve implicare profonde differenze religiose (non sono un esperto di religioni antiche, ma penso ad es. alla religione cristiana cattolica, ed al significato che l'inumazione ha avuto in questa religione).
Cosa si sa a riguardo?
|
I due rituali, incineratorio e inumatorio, secondo alcuni studiosi implicano un diverso rapporto con il divino, nel primo caso si ha una dissoluzione del corpo inseguito alla quale l'essenza del defunto potrà condividere l'eternità insieme alla divinità, nel secondo caso invece il rapporto con il divino non cambia rispetto a quando il defunto era in vita, poichè ne è postulata una sopravvivenza nella tomba.
Ci sono necropoli che vedono contemporaneamente sia inumati che incinerati, come Osteria dell'Osa. In questo caso gli incinerati sono essenzialmente maschi e sono disposti in posizione preminente rispetto agli inumati che possono essere donne o inumati di ceto inferiore.
L'alternanza di questi due rituali non è spiegata con un avvicendamento di popoli nè di percezioni sacrali, ma piuttosto è interpretata in base a mutamenti sociali, in quanto quando l'elite una l'incinerazione, il resto dela popolazione ha linumazione, quando l'incinerazione si generalizza, l'elite diventa inumatrice.
mi sto accorgendo ora, che 'il villanoviano' è un argomento assai complicato... abbiate pietà se certe volte non riesco ad essere completamente chiara o se mi contraddico! [-o<
ciao ciao