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| Archeologia dei popoli italici pre-romani In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia dei popoli o civiltà italiche di epoca pre-romana o contemporanea, stanziati nella penisola italiana |
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02-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Cultura
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In senso generale, insieme di valori, di conoscenze e di comportamenti attraverso i quali gli individui sottolineano la propria appartenenza ad una etnia e la differenza con quelli che considerano stranieri. Prendendo in prestito questo termine dagli etnologi , i preistoricisti hanno dovuto modificarne sensibilmente il contenuto: essi danno il nome di cultura all'associazione di un certo numero di elementi della cultura materiale di una popolazione , quelli che si conservano e che essi sono capaci di riconoscere.
Nelle industrie litiche dei gruppi umani sono considerati maggiormente significativi i caratteri meno sottomessi a costrizioni tecniche o funzionali. Si cerca di riconoscere le scelte operate da una popolazione tra le differenti soluzioni tecniche possibili , e a discernere a partire da scelte e rifiuti, quello che fu lo stile etnico. I valori estetici , che si cerca di comprendere dagli stessi gesti tecnici ,sono i migliori indici archeologici dell'identità etnica. Così quando nei periodi recenti della presitoria appaiono vestigia testimonianti una esplicita volontà estetica(opere d'arte, decorazione di oggettio d'uso) si utilizzano in primo luogo le loro caratteriasitiche stilistiche per definire le unità culturali.
Tutte le volte che sarà possibilie, inoltre interverranno nella definizione di cultura altri dati forniti dagli scavi: modo d'occupazione di un sito, scelta e organizzazione dell'abitato, forma delle abitazioni ecc. Ci si sforzerà solo di mantenere una certa coerenza nei criteri scelti , e si eviterà di far intervenire nel riconoscimento dell'identità culturale ciò che possiamo sapere riguardo ai modi di sfruttamento economico, dell'organizzazione sociale, o del comportamento religioso: infatti simili tratti di civilizzazione sono largamente transculturali e si possono estenedere a continenti interi.
La definizione delle culture è inoltre complicata da un' esigenza supplementare dei preistoricisti . è necessario che gli elementi utilizzati permettano di fissare ciascuna di esse entro limiti cronoligici relativamente precisi - esigenza che non ha rapporti con le pratiche d'osservazione di culture viventi. Va da sè che riconoscendo una cultura nell'assemblaggio di elementi parziali e disparati , i preistoricisti devono rinunciare a ciò che fece l'unità e la coerenza interna di questa eventuale cultura. . Non si sa a quale realtà potevano corrispondere le entità così definite, anche se, tuttavia, la loro definizione è indispensabile sia per la descrizione di sequenze cronologiche sia per lo studio paletnologico. Basta fare attenzioone a non vedere in queste classificazioni di comodo l'espressione diretta di una realtà antica.
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Voce compilata da J Leclerc e J. Tarréte
Ecco fatto. Ora mi piacerebbe fare il confronto con quanto dice il Dizionario di Archeologia, e forse sarà il caso di aprire una discussione apposita spostando eventualmente questi ultimi messaggi.
intanto mi sto guardando l'ottimo sito segnalato da Pablita :smile:
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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03-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Per ora io continuo qui...
A.BROGLIO, Introduzione al Paleolitico, Laterza 1998:
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Diverso è il problema del riconoscimento e della definizione delle etnie. Già in un precedente volume dedicato al Paleolitico abbiamo adottato un criterio multiaspettuale, che tiene conto, per quanto riguarda le industrie litiche, delle tecniche di produzione dei supporti, della struttura tipologica generale, della tipologia della classe tipologica più significativa del complesso e per quanto riguarda altri aspetti, degli oggetti ricavati da materie dure animali, degli oggetti ornamentali, della produzione artistica, degli abitati e dell'economia, dei metodi di caccia e delle sepolture (Broglio e Kozlowski, 1987, tabb. XVII-XXVI). Non è questo un approccio facile, in quanto molti elementi ci sono spesso totalmente sconosciuti, ed è certamente più impegnativo di diagnosi basate sul confronto tra indici di frequenza.
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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03-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Mi sono (ri)lette le voci cultura e cultura materiale del Dizionario di archeologia, sono troppo lunghe per citarle e troppo difficili nella loro sinteticità per riassumerle. Penso che però sia opportuno leggerle, anche perché i richiami alla pre e protostoria sono non pochi.
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dott. Claudio Giorgini
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03-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Pablita
Ma voglio ancora capire: sarà quindi la storiografia romana che classificherà ed etichetterà tutte quelle culture che si sono formate a pertire dall'età del Ferro?
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Non è proprio la storiografia romana che classificherà queste etnie però i nomi usati dai Romani, ma anche dai Greci nelle opere letterarie che ci sono pervenute, sono stati usati dagli studiosi per classificarle. In alcuni casi abbiamo una corrispondenza nome-etnia, in altri invece si discute ancora sulla reale corrispondenza del nome. Le fonti greche, soprattutto quelle più antiche, vanno prese con le pinze perchè i Greci pensavano alla nascita di un popolo come alla migrazione di una popolazione guidata da un mitico condottiero (re o ecista). Oggi sappiamo che in realtà non è così ma alcuni nomi dati dai Greci (per esempio gli Ausoni che giunsero in Italia guidati proprio dal re Ausone) vengono ancora usati anche se non hanno una chiara corrispondenza etnografica.
Inoltre c'è anche da dire che alcuni dei nomi riportati dalle fonti greche e romane sono anche quelli con cui il popolo stesso si definiva. Infatti siccome erano vicini e si "conoscevano" erano anche a conoscenza del nome con cui si autodefiniva il popolo. L'esempio dei Sanniti fatto prima è esplicativo, cambia poco tra Safineis e Samnites, è solo un cambiamento per adattamento di un nome a una lingua diversa, in questo caso dall'osco al latino.
Se vuoi appena ho un po' di tempo si può approfondire con altri esempi.
Ciao 
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03-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Che bello!  Mi si stanno chiarendo sempre più le idee. Allora immagino che non bisogna prendere per oro colato quello quello che scriveva Erodoto sui vari popoli! (Tra l'altro si sa come quest'ultimo condisse la realtà col "favoloso" per rendere più appassionante la lettura)
Ma mi stupisco per come certe teorie attuali si basino proprio su questo tipo di fonti!
C'è una bibliografia a riguardo?
Ritornando all'argomento precedente, ecco la voce cultura tratta dal Dizionario di Archeologia / a cura di Francovich e Manacorda (Laterza, 2000). Per ragioni pratiche salto la parte introduttiva che esplica come il concetto di cultura si sia modificato nel tempo, a partire da E.B.Tylor (186 fino a David Clarke (196 .
Quote:
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[…]Depurata dalle identificazioni etniche e/o linguistiche, la "cultura" (spesso identificata con il nome della località in cui è stata identificata la prima volta) è divenuta una forma di classificazione dei dati archeologici largamente utilizzata, sia in opere scientifiche sia in testi di divulgazione.
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Quote:
Allo stesso tempo, la maggior quantità di dati oggi disponibile ha consentito l'individuazione di raggruppamenti più ampi di elementi culturali, denominati "cerchie" e "ambiti" (insediativi, stilistici funerari ecc.), laddove si voleva sottolineare l'ampia diffusione di fenomeni legati alla moda, al gusto o al movimento di merci e idee, o "tecnocomplessi", poiché si preferiva privilegiare l'elemento della somiglianza tra diverse culture come risultato di una stessa "risposta" a determinate condizioni ambientali.
Un esempio del primo tipo di classificazione è costituito dalle cerchie officinali dei prodotti metallurgici ben individuabili in determinate aree della penisola italiana nel corso dell'età del bronzo finale; nel caso dell’industria litica “pontiniana” su ciottolo, del Paleolitico medio, il termine “tecnocomplesso” è stato utilizzato proprio per sottolineare come l’area di distribuzione di questo particolare tipo di litotecnica coincidesse con zone della penisola dove sono assenti i filoni di selce.
Altri autori hanno impiegato termini come “aspetto”, “gruppo” o “corrente” culturale, nei casi in cui la distribuzione di alcuni tipi di manufatti non autorizzava a delimitare ben definite aree di diffusione. Appare effettivamente difficile, in molti casi, individuare confini netti per la distribuzione di determinate culture archeologiche; tratti un tempo ritenuti esclusivi di una data cultura appaiono oggi condivisi da più culture o, al contrario, quella che era stata interpretata come cultura unitaria rivela, al suo interno, molteplici “varietà” dialettali.
Questo e altri convenienti , legati alla constatazione di quanto sia frammentaria e incompleta la conoscenza che abbiamo nel patrimonio della CULTURA MATERIALE delle popolazioni pre- e protostoriche, sono base della proposta di Renato Peroni di sostituire il temine “cultura” con quello, assai più aderente ai dati, di “facies archeologica”.[…]
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La voce continua, ma non riporto tutto per ovvie ragioni. Comunque poi considera la critica dell’etnografo D.F. Thomposon secondo la quale la distribuzione di diversi tipi di manufatti può nascondere una realtà più articolata e complessa, in quanto prodotta da tipi di attività differenti all’interno di una stessa “cultura”; evidenzia come tale metodologia sia la base delle concezioni della New Archeology. Riporta poi la concezione della scuola Postprocessuale. Segue (ed ora copio fedelmente):
Quote:
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[…]Ve registrata, in tempi recenti, la ripresa di interesse di molti studiosi per un tema come quello di “etnicità” e dei suoi riflessi nella documentazione archeologica. In quest’ambito va sottolineato il legame particolarmente evidente tra aree “culturali” ben definite, manifestazioni di altro tipo (come la documentazione linguistica) e forme di complessità sociale; tale situazione appare particolarmente ben documentata, per esempio, nella penisola italiana, nella prima età del Ferro. Si deve osservare, infine, come il risorgere in tempi recenti di forme, anche violente, di nazionalismo abbia stimolato il dibattito sulla strumentalizzazione, in periodi e in contesti geografici diversi, del concetto di cultura archeologica di cui alcuni studiosi, proprio per ragioni “politiche”, auspicano il superamento.
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La voce è di Alessandro Guidi
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03-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Considerate i primi due brani quotati come tutt'uno. (non capisco perchè siano venuti separati!)
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03-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Grazie, hai avuto più pazienza di me!
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dott. Claudio Giorgini
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03-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Insomma come al solito non si raggiunge una omogeneità terminologica, sebbene i problemi siano piuttosto chiari, e ognuno alla fin fine usa le definizioni che gli pare.......
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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03-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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interrompo la vostra disquisizione per segnalare un sito che parla un pò più ampiamente della storia (e preistoria) della zona del parco (quella con la quale vi ho stressato). E' del comune di Opi, poco distante dalla mia mitica Barrea.
Per chi è interessato lo giri un pò perchè è ampio
Comune di Opi - Terre Marsicane :: Comune di Opi
comunque più siti e libri leggo e più casino c'è: chi dice che c'erano i carricini, chi i pentri, chi i volsci... mah!
un pò di immagini di reperti da Alfedena (belli!)
fotografie e immagini di Alfedena - archeologia - Abruzzo
ho sprecato questi giorni di silenzio per cercare un sito figo sul "mio" paesino (davvero -ino) ma non ho trovato niente di entusiasmante.
'sti montanari! non hanno niente da fare e manco si sbattono un pò per fare un sito gagliardo!
non vi resta che andarci per vedere coi vostri occhi che non sono un mentiroso.
ciao!
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14-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2007
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Scusate l'intrusione! :)
Non sono qui per rispondere a un quesito, sono qui per chiedervi la ovstra collaborazione, sto cercando di creare una comunità che serva a nostrare tutte le caratteristiche, la storia, la cultura ecc. dalle prime città italiche alla caduta dell'impero. per ora sto lavorando su 3 cittadine Chieti, Lanciano e Sulmona... queste perchè sono luoghi limitrofi dove abito. Ma vorrei allargare molto il discorso. se vi va di darmi una mano ne sarei veramente onorato!
Ultima Modifica di Aquamarina : 17-December-2007 17:31.
Ragione: eliminazione link: è vietata l'autopromozione
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18-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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Che discussione interessante!! anche io provengo da una zona con forte influenza Osco-Sannita (vivo tra Nuvla ed Abella), volevo chiedervi se avete immagini di reperti o bassorilievi o dipinti o qualsiasi cosa in cui sia raffigurato lo scutum sannita descritto da Livio (quello trapezoidale, largo sopra e che si stringe verso il basso), vorrei costruirne uno, grazie!
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27-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Il 17 agosto andrò a fare il mio primo scavo a Pietrabbondante! Qualcuno ha qualche notizia da darmi? 
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"e solo, in parte, vidi 'l Saladino" Dante, Inf.IV, 129.
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28-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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mitici! (alla homer simpson) tenete alta la bandiera!
(giusto per fare morale perchè consigli non ne ho...)
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11-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Vorrei segnalare "Il Sannio e i Sanniti" di E.T. Salmon, Einaudi Tascabili. L'ho appena acquistato (costa anche poco) e non posso quindi darne un giudizio approfondito, ma a prima vista semba un libro ben fatto...
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