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| Archeologia del Paesaggio Quest'area del forum vuole trattare gli aspetti relativi all'introduzione della recente archeologia del paesaggio. Rientrano quindi le discussioni relative alle ricognizioni e alle indagini riferite alla diffusione di insediamenti umani in un determinato territorio, quindi con le interrelazioni con altre discipline come la geografia, geologia, lo studio del clima, topografia e urbanistica, etc. |
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02-September-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2005
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Ricognitori di tutto il mondo?...UNIAMOCI!
Salve a tutti!
che ne dite di confrontarci sulle nostre esperienze di ricognizione archeologica?
vi saluto...a presto!
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02-September-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2005
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Sei un' archeologa?
Se non lo sei puoi spiegarmi qualcosa delle tue ricognizioni?
Io studio archeologia ma non ho mai avuto occasione di farne una.
A chi mi posso rivolgere? La mia uni la organizza ma è difficile essere tra gli "eletti" chi vi partecipano.
Grazie ciao!
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02-September-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2005
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risposta!
Ciao ilacar!
io sono una laureanda ma fortunatamente sono alle prese con la mia terza esperienza di ricognizione sistematica (sulla quale sto ultimando anche la tesi)...però in Calabria!
Ho visto che tu sei di Napoli..e sinceramente non so quali sono le procedure da seguire per poter partecipare! posso solo dirti che io, per partecipare ad uno scavo, organizzato dalla "Sapienza" di Roma, ho dovuto provvedere a tutto da sola...dalla assicurazione alla sistemazione...un "botto" di soldi! si sa che però i sacrifici vengono... ripagati!ah ah
Comunque, a parte le battute, ti consiglio di fare esperienza il più presto possibile..per capire se la laurea che hai scelto fa davvero per te oppure no...perchè sui manuali non viene spiegato quanto è faticoso alzarsi presto la mattina per un mese di fila, camminare per circa nove ore ( con un paio di pause), sopportare il sole cocente tra picchetti, fettucce, schede e cocci da raccogliere...e per giunta sopportarne il peso sulle spalle durante il ritorno!...Ma..soprattutto leggendo i libri non ti renderai mai conto di quanto è meraviglioso alzarti in mezzo a tante persone che come te amano l'indagine archeologica sul campo, e con te esultano al ritrovamento di una, seppur piccola, unità di contesto (se non dovessi saperlo è in poche parole un'area di cocci con densità molto alta di frammenti per mq)!..
come anche non riuscirai mai a distinguere a pieno le diversità che ci sono tra le varie tipologie di una stessa classe ceramica..perchè è solo avendo i cocci (e la tenaglia) tra le mani che riuscirai a stabilire quale frammento è, per esempio, appartenente alla classe della ceramica sigillata A e quale alla D!
poi che dire del momento in cui ci si confronta sulle interpretazioni da dare ai ritrovamenti, alle liti e alle risate che si fanno durante una qualsiasi campagna ..
penso che siano cose da provare..
non riesco a rendere l'idea attraverso una tastiera di computer..!scusami..
posso solo dirti che, a fine giornata, il senso di soddisfazione e compiacimento per aver imparato e compiuto un buon lavoro si approprierà di te!! sarà difficile allontanarlo...fai attenzione!
E' un'occasione di lavoro e di vita da non perdere, informati!ok?
spero di esserti stata almeno un tantino utile..se hai qualche domanda..comunque io sono sempre qui..
ti saluto, a presto!
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02-September-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2005
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Ti ringarzio per avermi risposto.
Hai ragione quando dici che i libri non fanno capire a pieno il mestiere di archeologo, che non spiegano quanta fatica ci voglia, quanti sacrifici vanno fatti...Ma dalle tue parole si evince un entusiasmo e una passione che vanno oltre gli aspetti difficili di questo lavoro, e che danno la forza, e soprattutto la voglia, girno dopo giorno di alzarsi la mattina e buttarsi a capofitto nella personale impresa di riportare alla luce un pezzetto del nostro passato, che ci sia un sole cocente o la pioggia, il caldo o il freddo, la brezza o la bufera..
In molti mi hanno detto che io non reggerei simili ritmi, che non riuscirei a scendere in una grotta sotterranea, in un ipogeo, che non riuscirei a scavare nel terreno con la polvere e il fango, che non resisterei a vedermi sudicia, sudata, affaticata..Ma loro non capiscono.
E' vero che sono una che ci tiene alla propria persona, ho cura di me stessa e del mio aspetto sempre, ma se solo penso a quale immensa soddisfazione si cela dietro ad un ritrovamento anche all'apparenza insignificante, ma che può restituire a me (e al mondo), una piccola parte delle nostre radici, allora riesco solo ad immaginare a quanto sarei felice e fortaunata se questo accadesse. Quando il nosrto prof di Archelogia Greca ci ha raccontato dei lati per così dire "negativi" del mestiere, ho ascoltato i commenti delle mie compagne di corso, allibite e quasi scandalizzate alla notizia che probabilmente lavorando avrebbero potuto spezzarsi un' unghia...Sai cosa ho pensato io invece?
"Tutto ciò è bellissimo, non vedo l'ora di poter lavorare e sgobbare per ottenere i risultati che sogno!"
Chi mi sta intorno non capisce è non capirà mai. Solo chi ha la stessa passione e lo stesso amore per l'archeologia può farlo.
Ora ti saluto, mi informerò per quanto riguarda ricognizioni organizzate da altre università.
Grazie perchè ho avuto occasione di comunicare con una persona che la pensa come me.
So che ce ne sono tante altre e spero di conoscerne ancora molte!
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08-November-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2005
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ciao ragazzi...
mi sembra ancora assurdo che ci siano Università in giro con vari corsi di Archeologia attivati che non prevedono (e se lo fanno sono solo per pochi eletti) attività pratiche le più disparate.
Vi porto la mia testimonianza leccese... il nostro corso di Archeologia fa parte della Facoltà di Beni Culturali e questo è il nocciolo della questione. In Italia esistono solo 2 Facoltà di Beni Culturali (Lecce e Bologna)... tutte le altre che propongono vari corsi di Archeologia sono Facoltà di Lettere e Filosofia. Quest'ultime si limitano ad una variegata informazione esasperatamente umanistica dell'archeologia con qualche spruzzatina di attività pratica e un tocco di scientificità. Mentre da noi la didattica è suddivisa con un bel 50% di discipline umanistiche e un 50% di discipline scientifiche... inoltre sono obbligatori scavi archeologici, ricognizioni, laboratori. L'Ateneo leccese è titolare di numerosi cantieri di scavo in tutto il bacino del Mediterraneo. Nei miei 3 anni di corso di I grado ho scavato 3 settimane un insediamento del V sec. a.C. a Cavallino; 1 mese uno scavo semi subacqueo dell'antico porto di Adriano a San Cataldo; 2 settimane a Mersin in Turchia; 2 settimane a Hierapolis in Turchia; 3 settimane ad Arpi. Numerose ricognizioni in Puglia e nel Lazio. I più svariati laboratori: Paletnologia, Topografia antica, Aerotopografia archeologica, Archeometria, Archeozoologia, Antropologia, Archeologia Classica... e non ho ancora finito... esci fuori da questo corso che hai letteralmente i calli alle mani.
Ora per la felicità vostra vi comunico che la nostra Facoltà non solo non discrimina nessuno e coinvolge (sei obbligato!) tutti gli studenti, ma è anche molto aperta agli studenti provenienti da altri atenei e il tutto gratuitamente il più delle volte. Anzi vi dirò di più, tutte le mie esperienze che vi ho elencato sopra le ho fatte tutte a carico dell'università. Inoltre l'ateneo salentino è anche proprietario esclusivo (unico esempio in Italia) di un intero sito Archeologico (quindi non il classico scavo stagionale senza un fine preciso) ove è stato realizzato un parco archeologico e un cantiere scuola per le prime esperienze che le matricole fanno a partire dal II semestre del I anno.
E pensare che dopo la maturità ero emigrato a Milano per studiare lì... ovviamente l'anno dopo sono scappato (e ne sono felicissimo di quella mia decisione).
Per cocludere, io dovrei laurearmi in Archeologia Subacquea... secondo voi il brevetto dove l'ho preso? Inioltre tutto questo mi ha dato la possibilità di entrare in un formidabile gruppo speleologico e praticare speleologia subacquea.
Ragazzi insomma... se volete fare un po' di esperienza vi consiglio il Salento, ne vale la pena, non fosse altro che per il mare fantastico... immaginatevi a scavare il Neandertal nella Baia di Uluzzo (nord di Gallipoli) nella Grotta del Cavallo con quel mare assurdo a pochi metri da voi... vi posso garantire che si tratta di una piacevole tortura!!!
Sono a vostra disposizione per qualsiasi informazione!!!
by Rox
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09-November-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2005
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09-November-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2004
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Ciao ragazzi, ho letto quanto scritto da Paoletta e concordo in pieno con lei su tutto. MI sono laureata già 3 anni fa e ho lavorato alla mia tesi per più di un anno rilevando un intero sito non ancora oggetto di studio e vi lasico solo immaginare la fatica, le andate in collina 8dove si trovava il villaggio) con il sole, il freddo e una volta anche la neve. Per non parlare le "scampagnate" nei dintorni per cercare altre tracce di insediamento....essendo da sola sapete che ho fatto un giorno mi sono portata mio fratello e la sua ragazza su per la collina a cercare cocci ceramici...non vi dico che ridere vedendo le schifezze che prendevano.
Comunque è proprio vero, l'unico modo di amare realmente l'archeologia, non chè impararla sul serio, è quella di andare sullo scavo. Personalmente ho imparato a riconoscere la sigillata o la ceramica da cucina e via dicendop trovandomela tra le mani, toccandole e vedendone l'impasto...e purtroppo i libri non rendono l'idea.
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10-November-2005
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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ArcheoSalento, se le cose stanno veramente come dici tu mi verrebbe voglia di iscrivermi alla tua facoltà, e lo dico con sincerità. Ti voglio chiedere una cosa, giusto per curiosità, ma con i tempi che corrono in fatto di quattrini agli atenei, come fa la tua facoltà a permettersi tutto questo? Hanno uno o più sponsors oppure hanno un metodo manageriale vincente con il quale riuscire a portare avanti tutte le attività sul campo?
Invece riprendendo il secondo post di Paoletta vorrei sollevare un problema che a suo tempo, durante una conferenza, fu evidenziato dal prof.Francovich. Molto spesso, vedi Siena, le università svolgono un intenso lavoro di ricognizione e mappatura dei siti archeologici, il ciò implica l'asportazione di materiale ceramico e non dalla superficie, un minimo atto a produrre una campionatura rappresentativa. Però le soprintendenze non sono sempre informate di questo, ma più spesso sono contrarie ed osteggiano, a volte anche con atti ufficiali, l'esecuzione delle ricognizioni. Capisco il loro punto di vista, ma fino ad un certo punto.
Cosa ne pensate voi? Vi siete mai confrontati con situazioni simili?
Saluti.
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11-November-2005
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2002
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Io ho lavorato parecchi anni al progetto di ricognizione Alto Medio Polesine Basso Veronese con l'università di Padova. La Soprintendenza del veneto aveva ovviamente dato la concessione all'indagine, ma il progetto sperimentale prevedeva tre diverse 'intensità'. Ricognizione a bassa intensità con rilevazione e mappatura delle concentrazioni per gli off sites. Media intensità con mappatura totale degli off sites più rilevanti o dei nuovi siti. Alta intensità con raccolta totale e sezione stratigrafica (zona di bonifiche, quindi canali e scoline a volontà) per i siti. Quindi la raccolta rappresentava l'ultima ratio, e in fase di ricognizione a bassa intensità si raccoglieva solo qualche pezzo diagnostico (anse, orli, altri manufatti come perline, osso lavorato, frammenti di fibule), non più di 2-3 frammenti ceramici per cluster. Funzionava, ma va detto che il progetto era enorme, di lunga durata e ben finanziato. I risultati sono pubblicati sui QUaderni di Archeologia del Veneto.
Anna
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16-November-2005
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2005
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Cara Janez
devi sapere che in Puglia, caso rarissimo se non unico in Italia, la sovrintendenza è divisa letteralmente in due: a Bari quella per i beni Architettonici, Ambientali e Paesaggistici; a Taranto quella per i Beni Archeologici. Il fatto di avere una sovrintendenza che si occupi esclusivamente di archeologia è un grossissimo vantaggio e lo fa collaborando moltissimo con le università di Bari e di Lecce ed in particolare con quest'ultima. I soldi da dove arrivano? Beh... ministero, regione, provincia, tutta una serie di enti privati. La cosa può sembrare molto ovvia... siamo al sud e lavoro non ce nè molto... quindi si cerca almeno a livello accademico di creare le premesse per uno sviluppo futuro... si cerca di inquadrare la fruizione dei beni culturali all'interno di un più complesso circuito turistico che ci possa aiutare a destagionalizzare questo settore che fino a qualche anno fa campava solo con il turismo balneare. Quindi ecco saltati fuori i privati che hanno tutto l'interesse affinché settori come il nostro diano buoni frutti, lavorerebbero anche loro e ne gioirebbe tutta la comunità locale. Tanto è vero che negli ultimi anni sono nati in provincia tutta una serie di parchi archeologici e musei specifici. L'ultimo appena approvato è a Muro Leccese. Se vi interessa c'è lavoro x circa una quarantina di archeologi per 1 anno impeganti nella realizzazione di questo parco. Il bando scade a breve... questo è il link: http://www.unile.it/ateneo/news/dett...=30&ident=4430
ragazzi ora vi saluto... alla prox!
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18-November-2005
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AI gens
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Data Registrazione: Oct 2005
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Ottimo! Tranne per il "cara", sarebbe stato meglio se mi davi del "caro"  . Sono contento di sentire che da voi si riescano ad attuare tante belle cose, in Italia finalmente qualcosa di buono viene fatto, continuate così.
Saluti.
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26-September-2006
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2006
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ciao a tutti! quest'anno, per la prima volta , ho preso parte ad una campagna di ricognizione! sono stata tre settimane con l'università di siena a marsiliana. ho svolto ricognizione nel bosco, e non vi dico che avventure!! è una vera e propria escursione, devi muoverti in zone intricatissime, stando attenti a vipere e cinghiali (di vipere ne ho viste due, ma per fortuna i cinghiali no!), lottando tra i rovi che si aggancianciano allo zaino e che ti intrappolano i piedi, e i pungitopo che pungevano anche da sopra i jeanse! la visibilita era molto scarsa, ma questo rendeva ancora più avvincente il tutto! è una vera emozionone gironzolare e trovare un laterizio, e poi un altro, e un altro ancora, e poi tantissimi laterizi affioranti, e renderti conto che sei sopra una casa etrusca!
ho provato per un giorno anche la ricognizione sui campi, che da più soddisfazioni dal punto di vista dei ritrovamenti, ma che mi è sembrata troppo monotona rispetto al bosco.
spero di avervi trasmesso la mia euforia!
un saluto, valeria
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"...e così città etrusche svanirono completamente come fiori. Solo le tombe, i bulbi, rimasero sotto terra." D. H. Lawrence
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