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Archeologia del Paesaggio Quest'area del forum vuole trattare gli aspetti relativi all'introduzione della recente archeologia del paesaggio. Rientrano quindi le discussioni relative alle ricognizioni e alle indagini riferite alla diffusione di insediamenti umani in un determinato territorio, quindi con le interrelazioni con altre discipline come la geografia, geologia, lo studio del clima, topografia e urbanistica, etc.


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Vecchio 06-January-2006
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Predefinito Mappa di Soleto. Cosa ne dite?

Ciao a tutti. Due anni fa durante la campagna di scavo del sito messapico di Soleto (Le) venne alla luce un frammento di ceramica a vernice nera che recava un graffito raffigurante una rappresentazione cartografica del Salento con l'indicazione in messapico -ma utilizzando un alfabeto greco - dei diversi centri indigeni. Sin dall'inizio la scoperta venne accolta con un certo scetticismo, tuttavia da pochi mesi il reperto è stato esposto al museo di Taranto e viene considerato dagli scopritori (T. Van Coppernolle, Univ. di Montpellier) come eccezionale in quanto costituirebbe la più antica mappa del mondo occidentale conosciuta dal momento che la datazione proposta risale al VI-V sec. a.C.
Premesso che l'epigrafia o la cartografia non sono il mio settore di ricerca, e quindi perdonatemi se arrivo a conclusioni affrettate, quello che mi ha colpito sin da subito è stata la tecnica usata per rappresentare i veri centri - un puntino - che mi è parsa quantomeno originale per un documento così antico, facendomi pensare più ad una moderna mappa stradale. Inoltre mi sono preso la briga di sovrapporre la mappa di Soleto ad una moderna carta del Salento e ho notato con stupore un senso delle proprozioni e delle distanze davvero eccezionale: notate le distanze sul versante occidentale fra i centri di Otranto (sul frammento indicato con le iniziali HYDP), Vaste (BAS) e Muro Leccese (MIOS), così come eccezionale è la distanza fra il capo di Leuca (LIOS) e la stessa Otranto. Le due immagini, quella del frammento originale e quella del confronto, le trovate qui: http://img345.imageshack.us/img_view...asoleto3fc.jpg

Insomma, io sarei più propenso a riconsiderare la datazione del frammento, se non proprio a ritenerlo una burla. Voi cosa ne dite?
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Vecchio 06-January-2006
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Sì in effetti... Però non ho nè competenze nè esperienza nè altro per proporre datazioni. In base a cosa è stato datato il frammento? Criteri epigrafici?
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  #3 (permalink)  
Vecchio 06-January-2006
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Bè, a quanto ne so la datazione si è basata sia sul contesto stratigrafico in cui si è rinvenuto il frammento che per l'alfabeto utilizzato. Il supporto utilizzato -ceramica a vernice nera- dovrebbe aver confermato l'ipotesi del VI-V secolo. A questo punto le possibili interpretazioni sono:
1. La mappa è autentica e 2500 anni fa in una regione "periferica" dell'Italia meridionale esistevano competenze tali da poter ricostruire il paesaggio in maniera assolutamente precisa, fermo restando che l'autore potrebbe tranquillamente essere stato un greco (Otranto era un famoso emporion) quindi qualcuno che per diversi motivi (commerciali o militari) aveva già una consuetudine con la cartografia.
2. La datazione andrebbe spostata di qualche secolo in avanti quando evidentemente esisteva già una discreta conoscenza delle scienze cartografiche. Subito dopo la scoperta si pensò all'epoca medievale, ma in questo caso perchè utilizzare dei toponimi che si riferiscono al primo nome dei centri in esame?
3. La mappa è un falso.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 10-January-2006
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...bhà forse se avessi detto che la mappa l'hanno fatta gli alieni avrei ottenuto un successo maggiore... :-#
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  #5 (permalink)  
Vecchio 10-January-2006
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Questo è poco ma sicuro Possiamo metterla insieme a quella di Piri Reis
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  #6 (permalink)  
Vecchio 26-September-2006
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Smile Mappa di Soleto

La Mappa di Soleto è un ostrakon di ceramica a vernice nera del V sec. a.C., con su scritta la mappa del Salento in età messapica , lo studio è stato fatto sia dal punto di vista stratigrafico dato dal punto di rinvenimento della mappa, cioè al di sotto della capanne iapigie(VII-VIII SEC. A.c.), e sia dal punto di vista epigrafico studiato dal prof. Mario Lombardo, docente di Storia Greca e Epigrafia Greca a Lecce, ha affermato che l'iscrizione è in lingua messapica, e sono state fatti anche dei confronti con i tipi monetali raffigurati sulle monete fatto da Aldo Siciliano, che conferma la toponomastica antica dei siti presenti sulla mappa, io quest'estate avendo partecipato alla campagna di scavi a Soleto ho chiesto al prof. Van Compernolle dei chiaimenti sulla mappa, e mi ha risposto che come ultima analisi per un ultima conferma della sua autenticità la porterà all'estero per ulteriori ricerche. Ciao Gabriele Sternatia
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