Ciao a tutti. Due anni fa durante la campagna di scavo del sito messapico di Soleto (Le) venne alla luce un frammento di ceramica a vernice nera che recava un graffito raffigurante una rappresentazione cartografica del Salento con l'indicazione in messapico -ma utilizzando un alfabeto greco - dei diversi centri indigeni. Sin dall'inizio la scoperta venne accolta con un certo scetticismo, tuttavia da pochi mesi il reperto è stato esposto al museo di Taranto e viene considerato dagli scopritori (T. Van Coppernolle, Univ. di Montpellier) come eccezionale in quanto costituirebbe la più antica mappa del mondo occidentale conosciuta dal momento che la datazione proposta risale al VI-V sec. a.C.
Premesso che l'epigrafia o la cartografia non sono il mio settore di ricerca, e quindi perdonatemi se arrivo a conclusioni affrettate, quello che mi ha colpito sin da subito è stata la tecnica usata per rappresentare i veri centri - un puntino - che mi è parsa quantomeno originale per un documento così antico, facendomi pensare più ad una moderna mappa stradale. Inoltre mi sono preso la briga di sovrapporre la mappa di Soleto ad una moderna carta del Salento e ho notato con stupore un senso delle proprozioni e delle distanze davvero eccezionale: notate le distanze sul versante occidentale fra i centri di Otranto (sul frammento indicato con le iniziali HYDP), Vaste (BAS) e Muro Leccese (MIOS), così come eccezionale è la distanza fra il capo di Leuca (LIOS) e la stessa Otranto. Le due immagini, quella del frammento originale e quella del confronto, le trovate qui:
http://img345.imageshack.us/img_view...asoleto3fc.jpg
Insomma, io sarei più propenso a riconsiderare la datazione del frammento, se non proprio a ritenerlo una burla. Voi cosa ne dite?