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Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre.

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Vecchio 04-September-2007
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Predefinito Ollantaytambo e culture preincaiche nell'alta valle dell'Urubamba

L'alta valle del Rio Urubamba, nel Peru Meridionale, vanta una densità archeologica con pochi eguali al mondo.
Ritenuta sacra fino dalla più remota antichità per via dell'eccezionale fertilità del suolo e della spettacolare cornice di montagne che la cinge su ogni lato, essa custodisce testimonianze archeologiche che vanno dalle prime culture andine fino all'epoca Incaica.

Uno dei siti più straordinari della valle è quello di Ollantaytambo, arroccato su di un'impressionante parete rocciosa a strapiombo sul villaggio omonimo.
Sebbene Ollantaytambo sia principalmente nota per via del grande tempio del sole che sorge sulla sommità del colle, l'intera rupe è di fatto disseminata di impressionanti rovine megalitiche.

Lo stesso tempio del sole sorge su ciclopiche fondazioni costituite da una serie di monoliti verticali di porfido rosso perfettamente giuntati per mezzo di listelli di pietra di più piccola dimensione.
Sebbene l'intero complesso sia frequentemente datato, in modo alquanto approssimativo, alla tarda epoca inca, appare tuttavia certo che l'origine delle grandi costruzioni megalitiche debba farsi risalire con ogni probabilità all'epoca pre-incaica ed alla sfera di influenza dei due grandi imperi andini dell'orizzonte antico, Tiwanaku e Wari.
In particolare, la presenza di motivi decorativi incompiuti in forma di croce andina richiama inequivocabilmente le decorazioni del sito boliviano di Tiwanaku, 600 Km più a Sud, pur con chiare influenze legate alla cultura Wari.

In molti punti è evidente il riutilizzo delle strutture in epoca incaica, quando all'edificio di epoca Tiwanaku-Wari vennero con ogni probabilità aggiunti diversi avancorpi realizzati con ciottoli di media dimensione accostati a secco.

La letture del cosiddetto tempio del sole ne risulta perciò enormemente complicata, sia in quanto ad esso si sono parzialmente sovrapposte strutture di epoca incaica, sia in quanto l'edificio dovette soffrire pesanti spoliazioni e crolli già in antico.

L'intero tempio poggia su ciclopiche fondazioni di basalto, che per la loro posizione devono certamente intendersi come contemporanee al tempio stesso. Si tratta di un enorme muro poligonale continuo, caratterizzato dalla presenza di un grande portale privo di architrave e di numerose nicchie tagliate nella pietra basaltica. Si tratta di quello che è diffusamente considerato come il più alto e completo esempio di muratura poligonale di tutta l'area andina.
La pietra presenta ovunque interessanti sporgenze che si suppone essere legate alla movimentazione e sollevamento dei blocchi. Significativamente, la posizione di queste sporgenze suggerisce che la direzione del trascinamento (o sollevamento) fosse verticale anzichè orizzontale.
La posizione del sito, arroccato sulla sommità di una parete di roccia quasi verticale, avrebbe infatti reso impraticabile la costruzione di rampe, le quali avrebbero dovuto superare un dislivello superiore ai 200 metri dalla base della rupe. Sebbene infatti l'esistenza di una simile rampa sia spesso stata teorizzata (e risulta d'altra parte difficile immaginare un qualunque altro modo in cui blocchi di porfido pesanti fino a 120 tonnellate potessero essere innalzati fino alla sommità della rupe), di questa rampa non resta attualmente traccia. Ciò pare strano specie se si considera come l'intero tempio sia chiaramente incompiuto, ragion per cui la rampa, ammesso che sia mai esistita, avrebbe dovuto trovarsi in piena attività al momento dell'arrivo degli spagnoli, nè si vede perchè questi ultimi avrebbero dovuto smantellarla.

Sebbene l'attenzione sia spesso focalizzata sul solo tempio del sole, Ollantaytambo possiede altre strutture che per l'eccezionalità della lavorazione della pietra e l'armonia delle proporzioni si collocano sullo stesso piano del tempio del sole.
Si tratta di un grande tempio a pianta quadrangolare interamente costruito con blocchi di diorite e basalto nero finemente squadrati. La stessa pianta del tempio è difficilmente ricostruibile a causa del fatto che sui suoi resti insistono terrazzamenti e strutture di epoca incaica. Ovunque giacciono sparsi elementi architettonici tra i quali pilastri, architravi e parti di scalinate e portali. La precisione della lavorazione e degli incastri rendono questo tempio uno dei migliori esempi di architettura Tiwanaku al di fuori del grande centro cerimoniale. Da notare come anche qui sia attestato l'uso del bronzo nella ramponatura dei grandi blocchi litici, tecnica chiaramente importata da Tiwanaku, dove conobbe notevole diffusione per scomparire poi in epoca incaica.
La presenza di numerosi pilastri di diorite suggerisce l'esistenza di una sala ipostele nell'area oggi occupata dalle costruzioni di epoca incaica.
Ovunque tutto intorno la parete rocciosa è stata poi tagliata in forma di appoggi o gradinate, che danno un'idea seppure approssimativa dell'aspetto esterno del tempio: questo doveva essere distribuito su due o più livelli, addossato su di un lato alla parete rocciosa, e con portali sui lati lunghi. Si tratta di un edificio assolutamente unico nell'area andina, sia per il materiale impiegato (l'uso della diorite come materiale da costruzione è fatto raro, se non unico nell'area andina) sia per l'eccezionale qualità della lavorazione della pietra.

Lo stile monumentale suggerisce anche interessanti paragoni, oltre che con i grandi edifici di Tiwanaku, anche con i templi dell'area sacra di Machu Picchu, in particolare il tempio delle tre finestre e il c.d. "tempio principale", per i quali pure sono state proposte datazioni antecedenti all'epoca incaica.

A breve aggiungerò alcune immagini scattate sul sito.
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Vecchio 04-September-2007
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Mmmmm molto interessante come sito archeologico.Il Perù è insieme al Messico la zona più "archeologica"delle Americhe quindi è normale la presenza di certe strutture.Il fatto di certe presenze ciclopiche pre-inca molto antiche si riallaccia a determinate teorie e leggende:tuttavia è probabile che possano rientrare(non sò poi visto che nn conosco benissimo il luogo)nella sfera di influenza dell'impero Inca:ricordiamoci che l'impero Inca è stato il più vasto del'america precolombiana paragonabile,anche per potere,allo stesso impero Romano.

Ciao :wink:
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Vecchio 04-September-2007
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Vista d'insieme del c.d tempio del sole di Ollantaytambo. E' visibile la grande parete megalitica e numerosi altri blocchi di pietra sparsi.

Motivo decorativo incompiuto su uno dei megaliti costituenti la piattaforma del tempio del sole. La decorazione richiama il tipico motivo della crux andina caratteristico della regione del Titicaca e degli imperi Tiwanaku-Wari in modo particolare.

Particolare degli enormi megaliti costituenti la piattaforma del tempio del sole, ciascuno dei quali del peso di 70 tonnellate. L'opera venne quasi certamente lasciata incompiuta.

Altri megaliti completamente inglobati all'interno di strutture successive di epoca incaica.

Un tratto delle sostruzioni del tempio del sole. L'enorme blocco di pietra disposto orizzontalmente è il più pesante che si incontri sul sito, e supera le 120 tonnellate di peso.

Particolare di un incavo destinato ad accogliere un morsetto metallico di circa 32 cm. Da notare anche la straordinaria finitura della pietra.

Un tratto del muro poligonale che costituisce la piattaforma del tempio del sole. L'intero muro è realizzato con grandi blocchi di basalto nero perfettamente giuntati.
Le sporgenze sui blocchi servivano probabilmente al trasporto.

Un altro tratto del muro poligonale caratterizzato dalla presenza di una successione di nicchie.

Particolare dell'accesso originario al tempio del sole dalla piattaforma. Da notare la splendida finitura dei blocchi.
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Vecchio 04-September-2007
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Pilastri di diorite, nei pressi di un tempio ormai distrutto e parzialmente sepolto al di sotto dei successivi terrazzamenti incaici.

Un altro particolare del tempio di diorite, nei pressi di uno degli ingressi.

blocchi di diorite alla base della rupe di Ollantaytambo.

Particolare di uno dei blocchi di diorite alla base della rupe. Si tratta probabilmente dell'elemento di un portale.

Nicchie nel tempio di diorite. Lo stile delle nicchie richiama da vicino quello degli edifici di Tiwanaku.
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Vecchio 07-September-2007
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Come sospettavo:tipico esempio di architettura inca o anche pre-inca.Purtroppo vedendo queste strutture,involontariamente,si scade nel fantastico e nel meraviglioso.Architettonicamente parlando è un esempio unico che testimonia l'originalità di questo popolo.Tuttavia al di là delle teorie fantascientifiche è risaputo che cmq l'architettura inca trova/troverebbe fondamento all'interno di quello che è la Bolivia precolombiana dove, a detta di alcuni, simile strutture architettoniche sarebbero già evidenti pare nel I o II sec. A.C.

Ciao
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Vecchio 12-September-2007
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La sensazione che ho avuto visitando molti siti "incaici" delle ande peruviane è quella che tali siti, o quanto meno la loro fondazione, sia attribuita agli Inca con una facilità talora sconcertante.
Certo alla preminenza degli Inca su tutte le altre culture andine ha concorso il fatto che gli Inca si trovassero nel pieno della loro fioritura all'epoca della conquista, nonchè il ben scarso interesse nutrito dai primi colonizzatori spagnoli per il passato di quelle regioni, un passato il cui inizio - è bene ricordare - sta venendo continuamente retrodatato da nuove e sorprendenti scoperte archeologiche. Ne emerge un quadro in cui la civiltà Inca fu solamente l'ultima, o persino una tra le tante che si succedettero nell'area andina, e neppure la più prospera o evoluta.
Considerare gli Inca in modo avulso dal contesto della civiltà andina, sarebbe dunque come considerare l'Europa rinascimentale ignorando completamente l'esistenza dell'Impero romano o della Grecia classica.
E' solo da pochi decenni che il ruolo dei grandi stati preincaici ha potuto essere nuovamente, e per il vero neppure interamente compreso.
E' emerso dunque con chiarezza come l'architettura Inca affondasse di fatto le sue origini a Tiwanaku, o come lo stesso sistema stradale e l'apparato burocratico dell'impero incaico fossero in realtà un lascito dei Wari, più antichi di quasi sei secoli.

Persino le due città Inca per eccellenza, Cuzco e Machu Picchu, vantano in realtà un'origine che è probabilmente molto più antica, come ben testimonia la successione e sovrapposizione di stili architettonici tanto evidente in località come Machu Picchu.

Uno dei più grandi misteri dell'archeologia precolombiana è proprio l'inspiegabile tracollo dell'impero Tiwanaku-Wari: dai resti archeologici emerge il quadro sconcertante di un abbandono rapido e disordinato dei centri urbani: Wari cade in rovina per non essere mai più ricostruita, mentre la stessa Tiwanaku si riduce ad un modesto villaggio di capanne di fango e paglia.
Fu solo a questo punto che potè affermarsi la supremazia incaica, la quale si limitò a occupare il vuoto di potere lasciato dal crollo improvviso dell'impero Tiwanaku-Wari.
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