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Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre.

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Vecchio 06-September-2007
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Predefinito La fortezza di Sachsaywaman

Sachsaywaman

Sachsaywaman, "il nido dell'acquila", così come era chiamato in epoca Inca, è una delle costruzioni più grandi mai innalzate dall'uomo: il più grande edificio in pietra del nuovo mondo, capace da solo di rivaleggiare per mole e imponenza con le stesse piramidi egizie.
Si tratta di una costruzione per cui l'aggettivo ciclopico è veramente l'unico possibile. Tutto è stato realizzato su di una scala enorme, a partire dalle stesse pietre: enormi megaliti, alcuni dei quali pesanti fino a 360 tonnellate, sormontati da altri ancora di 200, via via fino a quelli più piccoli di 100 e 80 tonnellate.
Tre ordini di mura circondano la sommità del colle di Sachsaywaman, con un'altezza che supera in alcuni punti i 18 metri. Per 540 metri ininterrotti una incredibile triplice cinta poligonale sovrasta la città di Cuzco con uno straordinario profilo a dente di sega.
Si ritiene che meno di un terzo della fortezza originaria sia sopravvissuto agli assalti dei conquistadores, assetati di pietra da costruzione tanto quanto lo erano d'oro. Ciò che resta, tuttavia è tanto grandioso da sovrastare e superare per magnificenza e dimensioni qualunque altra cosa sia mai stata costruita in tutto il continente sud-americano.
Una successione di enormi portali sormontati da architravi monolitici dà accesso alla parte alta, dove sorgeva il grande tempio del sole.
Del tempio vero e proprio non restano oggi che pochi resti: le fondamenta di due grandi torrioni a pianta rettangolare e di un'altro ancora, immenso, di forma circolare, scandito da murature radiali a simboleggiare i raggi del sole. Riguardo alla funzione di questo torrione, detto Muyuq Marca, granaio, torre di avvistamento o sofisticato osservatorio solare, si sono formulate le ipotesi più varie e incredibili.
Ovunque sotto e sopra il pavimento corrono canalette e tubature, la cui funzione risulta tanto incomprensibile quanto quella del torrione stesso.L'importanza dell'edificio è confermata dall'eccezionale qualità dei pochi blocchi superstiti, tutti tagliati nel basalto nero e nella durissima diorite.
All'epoca della conquista queste torri dovevano essere rivestite d'oro, come riferito da Garcilaso de la Vega, e collegate da gallerie sotterranee, che ancora correrebbero sotto tutta la fortezza.
Gli spagnoli non ebbero dubbi nel riconoscere in Sachsaywaman una straordinaria opera d'arte militare, e la prima impressione alla vista delle enormi cinte murarie è che veramente di una colossale fortezza si trattasse.
Tale spiegazione non è tuttavia l'unica riguardo alla reale funzione di Sachsaywaman.
Cuzco era la capitale di un impero esteso dall'Ecuador al Cile, i cui unici nemici rimasti dopo il regno di Pachacutec erano le bellicose ma primitive tribù amazzoniche.
La minaccia delle tribù amazzoniche poteva essere tale da giustificare la costruzione di una così incredibile fortezza nel cuore pulsante dell'impero?
Garcilaso de la Vega non doveva essere lontano dalla verità quando affermava che Sachsaywaman fu costruita più per stupire che per una qualsiasi altra ragione.
La sua completa inutilità come fortezza fu chiara quando pochi giorni di assedio bastarono agli spagnoli per fiaccare la resistenza degli ultimi difensori ed impossessarsi così del cuore del Tawaintinsuyu, come gli Inca chiamavano il loro impero.
Sicuramente al tempo della conquista i cantieri dovevano essere in piena attività, così che tutto ciò che resta è una grande fortezza incompiuta.
Sebbene Sachsaywaman fosse certamente una fortezza, essa era tuttavia anche un tempio, forse il più importante di Cuzco, dedicato al Sole.
I grandi portali megalitici paiono più porte cerimoniali che non i cancelli di una fortezza, mentre è chiara l'antica sacralità del luogo, dal quale si domina l'intera valle di Cuzco.
Come ben sottolineano M.Longhena e Walter Alva, le vere origini di Sachsaywaman restano tuttavia sconosciute, ed è ben probabile che gli Inca si siano limitati a proseguire un'opera abbandonata da civiltà ancora più antiche.
Sachsaywaman era collegata al principale tempio della città bassa, il Koricancha, non solo a livello simbolico, ma anche attraverso una fitta rete di gallerie sotterranee che correrebbero sotto l'intera città di Cuzco.
Quasi nulla si conosce dell'origine di queste gallerie e della loro funzione. Si tratta di un impenetrabile labirinto sotterraneo scavato a profondità che superano in alcuni punti i 140 metri nella durissima andesite. Le entrate al labirinto che corre sotto Cuzco sono sparse in diversi punti strategici dell'antica capitale incaica. Due in particolare sono tuttavia quelle che hanno destato nel corso del tempo la maggiore curiosità: quella presso Sachsaywaman e quella sotto il Koricancha, nell'attuale convento di Santo Domingo, dove gli antichi ingressi sono chiaramente segnalati da ampie botole nel pavimento.
Nei pressi di Sachsaywaman, sulla collina di Roncadero, si trova uno straordinario paesaggio di grandi blocchi di pietra lavorati, alcuni tagliati in chiare forme geometriche, altri ancora attraversati da gallerie e passaggi ciechi. In questo paesaggio surreale e per certi versi inquietante si trovava fino agli anni '30 la Chincana, uno dei iù conosciuti accessi alle gallerie sotto la città.
Nel corso degli anni '30, dopo la sparizione di numerose spedizioni, o più spesso di semplici avventurieri alla ricerca dei favolosi tesori che da tempo si dice giacciano sepolti nel sottosuolo di Cuzco, la Chincana venne definitivamente sigillata da parte delle autorità peruviane, che ne fecero saltare l'ingresso murandone quindi i resti.
Una decisione che ha purtroppo avuto la conseguenza di precludere fino ad oggi l'esplorazione di quello straordinario sistema sotterraneo di ipogei e camere sepolcrali.
Nell'agosto del 2000 una spedizione spagnola, nell'ambito del progetto Wiracocha di esplorazione del sottosuolo di Cuzco, riuscì a inoltrarsi per oltre 2 km nel sistema sotterraneo a partire dal Koricancha, scoprendovi numerosi passaggi laterali verso altri edifici sacri dell'antica città incaica.
Nei pressi della Chincana si trovano altri interessanti monumenti, dei quali il più singolare risulta essere un grande anfiteatro di forma perfettamente ellittica, parte costruito e parte scavato nella viva roccia sottostante.

Particolare di unt tratto dei bastioni poligonali di Sachsaywaman.

Un'ulteriore vista dei bastioni poligonali, dalla quale è evidente il profilo a dente di sega e il triplice ordine di mura.

Una delle numerose porte di accesso alla sommità della fortezza, sormontata da un architrave monolitico.

La cosiddetta "porta Aymara", la più grande e imponente tra le porte della fortezza.

Particolare del torrione circolare di Muyuc Marca: sono evidenti le murature radiali.

Massi di pietra scolpiti in forme geometriche sulla collina di Rodadero, di fronte a Sachsaywaman.

Un impressionante esempio della maestria raggiunta dai costruttori di Sachsaywaman nel taglio della pietra: si tratta del cosiddetto "trono dell'Inca", che domina Sachsaywaman dalla sommità della collina di Rodadero.

Particolare di una galleria sepolcrale a Q'enko. Grandi finestre trapezoidali scavate nella roccia portavano la luce all'interno della galleria e della camera funeraria: si ritiene che qui avvenissero i riti di imbalsamazione e inumazione degli Inca defunti.

La Chincana, l'ingresso alle gallerie sotto la città di Cuzco. L'ingresso originario, attualmente murato e al di sotto del suolo, si trovava alcuni metri sotto il trono visibile nell'immagine.

Una vista del Koricancha illuminato dagli ultimi raggi del giorno. Sulle fondamenta del principale tempio della città bassa venne edificata in epoca coloniale la chiesa e il convento di Santo Domingo.

Ultima Modifica di Neo Ikon Epifanes : 06-September-2007 13:56.
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