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| Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre. |
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19-October-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Amazzonia, ultima frontiera
L’Amazzonia, tuttora abitata da popolazioni primitive o semi-primitive, è stata per secoli contraddistinta da un’immagine di selvaggia arretratezza, immagine che ne ha certo accresciuto l’isolamento ponendola altresì ai margini della ricerca archeologica. Recenti scoperte hanno tuttavia costretto a rivedere antichi preconcetti riguardanti il popolamento dell’area amazzonica.
Scoperte come quelle della cultura di Terra Preta, favorite dalle più moderne tecniche di fotografia e rilevamento satellitare, hanno offerto uno spaccato per certi versi sconcertante di un’area densamente popolata, nel quadro di un paesaggio naturale ben più antropizzato di quanto si sia normalmente propensi a riconoscere.
Quanto alla ricerca di una civiltà amazzonica di tipo “superiore”, le recenti scoperte di Terra Preta e di diversi siti megalitici di epoca preistorica e protostorica in area amazzonica, non sono state tuttavia in grado di modificare il quadro delle ricerche in misura significativa.
( per una panoramica più dettagliata riguardo alle scoperte di Terra Preta, si veda l'altro thread aperto sull'argomento in questa sezione: http://www.archeologia.com/forum/archeologia-del-sud-america/1723-terra-preta-antica-civilta-amazzonica.html )
Sebbene infatti simili rinvenimenti ci parlino essenzialmente di una civiltà organizzata e stratificata, senz’altro non ci troviamo di fronte ad una civiltà superiore sul modello di quelle centro-americane o dell’area andina.
Diversi elementi suggeriscono tuttavia che questo non fu sempre e necessariamente vero.
La ricerca di una perduta civiltà amazzonica prosegue almeno fin dalle prime spedizioni spagnole e portoghesi susseguitesi dall’epoca della conquista sull’alto corso del Rio delle Amazzoni, spesso mischiandosi al folklore della letteratura avventurosa.
Molti di questi primi esploratori lasciarono racconti dettagliati dei loro itinerari e delle popolazioni incontrate. Questi racconti offrono il quadro sorprendente di un territorio densamente popolato, disseminato di villaggi e attraversato da strade battute e campi coltivati.
Sebbene la descrizione della maggior parte di questi villaggi non si discosti significativamente dal quadro fino ad ora tracciato del popolamento dell’area amazzonica e delle recenti scoperte di Terra Preta, è tuttavia significativa la menzione fatta da alcuni esploratori a grandi costruzioni in pietra, quasi sempre abbandonate o in rovina, se non a vere e proprie città dotate di templi, piramidi e imponenti assi viari.
Sebbene molte di queste descrizioni debbano essere considerate quanto meno dubbie, vale tuttavia la pena sottolineare come in molti casi queste sembrino effettivamente basarsi su elementi reali o si collochino comunque entro il quadro di racconti per il resto attendibili o comunque verosimili.
Nel corso degli anni ’20 numerose spedizioni si succedettero alla ricerca dei resti di questi antichi centri in rovina della foresta. Tra queste, due in particolare catalizzarono a lungo l’attenzione dell’opinione pubblica. Le spedizioni tedesche degli anni ’20 e ’30 del ‘900, tra le più vaste mai organizzate nell’area amazzonica, condussero a risultati assolutamente modesti, rivelandosi, per quel che è noto, un sostanziale quanto clamoroso fallimento (sebbene nessuna città perduta venne effettivamente trovata - ed erano passati solo pochi anni dal clamoroso ritrovamento di Machu Picchu da parte di Hiram Bingham sulle Ande peruviane - le spedizioni tedesche ebbero tuttavia il merito di riportare in patria un gran numero di calchi, disegni e immagini relative a petroglifi e incisioni rupestri)
Ad ancor più tragiche conseguenze sarebbe stata votata anche la spedizione Fawcett, la cui scomparsa alimentò negli anni successivi le più svariate leggende: Fawcett era fermamente convinto della reale esistenza di una civiltà amazzonica di tipo superiore, ed è veramente possibile che in diverse occasioni, come riferisce, si fosse trovato di fronte ai resti di grandi centri urbani con mura ed edifici di pietra, per quanto consumati dalla vegetazione. Proprio verso uno di questi centri, raggiunto durante una precedente spedizione, sembra altresì Fawcett fosse diretto prima della sua misteriosa scomparsa nella foreste del Mato Grosso.
Ciò che è certo è che nessuno abbia fino ad ora potuto provare o meno la veridicità del racconto di Fawcett così come pure delle precedenti spedizioni succedutesi nell’area amazzonica fin dall’epoca della conquista.
In linea di principio, questo non esclude tuttavia che civiltà superiori possano essere effettivamente esistite nella regione amazzonica, le quali siano quindi scomparse senza lasciare altra traccia che poche rovine avvolte dalla vegetazione.
Una delle obiezioni più ragionevoli è che se simili rovine esistessero, avrebbero già dovuto essere trovate da diverso tempo, se non a seguito di una ricognizione diretta al suolo, almeno per mezzo di fotografie satellitari. E si tratta di un'obiezione assolutamente convincente.
Ciò non di meno, numerosi elementi lasciano aperta la questione:
In primo luogo, è ormai acclarato che l’origine delle attuali popolazioni andine debba in qualche modo farsi risalire ad un punto imprecisato dell’area amazzonica. Recenti analisi hanno altresì confermato l’appartenenza al ceppo amazzonico di una fascia consistente della popolazione Tiwanaku, vera cultura madre delle Ande insieme alla peruviana Chavin de Huantar. L’architettura monumentale in pietra fa la sua comparsa in modo assolutamente singolare e improvviso nell’area andina, né si conoscono antecedenti per nessuna delle due culture madri: Tiwanaku e Chavin de Huantar, che pure possiedono fin dalle loro origini un’elaborata architettura monumentale.
Secondo, e non meno importante, Tiwanaku è una città-santuario priva di un retroterra, i cui antecedenti sono sconosciuti e della quale non si conoscono altri centri di dimensione significativa. E’ pur chiaro tuttavia che questo retroterra non potesse certo trovarsi nelle inospitali regioni andine, alle quote prossime ai 4,000 metri della regione del Titicaca, del tutto inadatte a supportare stabilmente una vasta popolazione urbana. Esiste quindi una concreta possibilità che la culla della civiltà andina e della stessa Tiwanaku possa trovarsi altrove, oltre le montagne della cordigliera, fin nel profondo dell’Amazzonia. Vedendo quanto ancora giaccia sepolto dell’antica Tiwanaku, e quanto poco ancora si conosca dell’origine delle civiltà andine, non è difficile credere che intere città possano essere letteralmente scomparse, inghiottite dalla foresta senza quasi lasciare traccia.
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Ultima Modifica di Neo Ikon Epifanes : 19-October-2007 21:54.
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27-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Il fatto che Tiwanacu o Chavin de Huantar abbiano delle origini amazzoniche e' possibile. Gli Uro, che ancora oggi vivono sul lago Titicaca, parlano Arawak, percui hanno origine amazzonica. Peró l'etnia dominante di Tiwanaku erano i Colla, (idioma Aymara) che non ebbe origine amazzonica, ma bensí, come il quechua e il chibcha, mesoamericana.
In ogni caso la teoria da te esposta puó avere un senso. I tre idiomi piú diffusi in Amazzonia, il Caribe, l'Arawak e il Tupí Guaraní, e la loro strana somiglianza in alcune parole indicano che in un remoto passato forse l'origine di questi popoli fu comune.
Le descrizioni di Gaspar de Carvajal, il religioso che prese parte al viaggio di Orellana, sono forse fantasiose, ma ricordiamoci che nella successiva spedizione in Amazzonia, quella del portoghese Texteira, che esploró il fiume nel 1637, quindi quasi cent'anni dopo Orellana, le descrizioni del Padre Acuña, che viaggiava con Texteira, confermano quelle di Carvajal: vi erano molti popoli che vivevano presso il fiume.
Erano forse i lontani discendenti di un popolo che aveva vissuto in Amazzonia in un remoto passato? Magari quando il clima non era cosí umido? Sarebbe bello sapere il parere di un paleoclimatologo...
Poi probabilmente quando il clima cambió alcuni si diressero verso ovest e popolarono le Ande, altri si fermarono in Amazzonia ma le loro societá non evolsero verso forme piú complesse, forse perché non vi era competizione per il cibo.
grazie
YURI LEVERATTO
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