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| Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre. |
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29-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Scuse
  
Avete ragione,chiedo umilmente scusa.Sono stata irrispettosa delle opinioni e del lavoro altrui,e molto presuntuosa.Per una settimana dormirò con il cilicio su un letto di chiodi accuminati e arrugginiti (fanno più male!!)
Un'affranta e mortificatissima Meritaton
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29-May-2008
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Se hai fatto l'antitetanica però non vale... 
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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29-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Devo dire che però non mi convinco lo stesso, Marco. Le foto che hai postato mostrano sì rocce perfettamente incastrate, ma non altrettanto liscie. Le formazioni rocciose presentano sempre delle asperità o irregolarità sulla superficie perché gli agenti atmosferici le levigano in maniera non omogenea, a seconda di come l'acqua scorre o il vento spira, ad esempio. Quelle postate da Neo invece sembrano (ma bisognerebbe vederle da vicino) levigate in modo troppo uniforme per essere naturali. Il blocco tronco-piramidale poi già citato da Meritaton non credo davvero possa essere dovuto ad una spezzatura casuale della roccia. In realtà basterebbe analizzare la superficie delle rocce, se sono state lavorate con qualche strumento ci dovrebbero essere dei segni inequivocabili sia pure molto piccoli. Possibile che nessuno abbia guardato bene?
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29-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Mi vuoi vedere morta???
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29-May-2008
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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No, dai, non prenderla male... :-P Si scherza :wink:
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29-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
leda
Devo dire che però non mi convinco lo stesso, Marco. Le foto che hai postato mostrano sì rocce perfettamente incastrate, ma non altrettanto liscie. Le formazioni rocciose presentano sempre delle asperità o irregolarità sulla superficie perché gli agenti atmosferici le levigano in maniera non omogenea, a seconda di come l'acqua scorre o il vento spira, ad esempio. Quelle postate da Neo invece sembrano (ma bisognerebbe vederle da vicino) levigate in modo troppo uniforme per essere naturali.
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Non è del tutto vero... asperità e irregolarità si vedono soprattutto quando una roccia è stata per un po' di tempo esposta agli agenti esterni (come la maggior parte delle sezioni fotografate) cosicchè erosione e nuove fratture si vanno sommare alla superfice di taglio originale, mentre se prendi una roccia tagliata di fresco, cioè, se si asporta lo strato di terra e roccia alterata, o se questa è stata nataurlmente asportata od erosa da poco tempo, e si estrae od osserva la roccia sottostante, si vedranno superfici molto più nette. Superfici tanto più nette quanto fina è la matrice della roccia (quella in questione, ad occhio, mi sembra una calcilutite), e anche tanto più netta quanto la storia geologica di quegli strati è elementare.
Trovare foto che mostrino questa particolarissima situazione non è facile, perché lo stato di maggiore o minore "pulizia" del joint non è cosa che interessa il geologo, più interessato al fenomeno in se o megio ancora alla decifrazione di patern di joint complessi (che a sua volta offre indizi per la risoluzione di problemi di geologia strautturale).
Comunque ti invito a rivedere il sito Fractures&Joints.lec1, in particolare la 12a foto dall'alto (quella in B/N con i coltello, che mi sembra mostri abbastanza bene una regolarità di taglio e superficie non dissimile.
guarda inoltre qui (anche se si tratta di basalti)...
Mi spiace anche che il secondo sito che avevo segnalato non si apra nella pagina che avevo visto. C'era una foto abbastanza chiarificatrice. Pazienza.
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30-May-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Quote:
MIK
Stavo pensando ad una cosa, Paititi ed El Dorado dovrebbero essere la stessa cosa solo con nomi diversi, giusto?
Bene, su wikipedia, andando a cercare Mario Polia, si può notare sulla destra un riquadro in cui c'è scritto che Polia ha trovato un documento del Vaticano dove c'è scritta l'esatta ubicazione di El Dorado. Mi domando io, xkè se sanno già l'esatta ubicazione non sono ancora andati a cercarla?
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Il documento in questione venne pubblicato in versione integrale alcuni anni or sono su di un numero della rivista Archeo.
Purtroppo le indicazioni fornite sono estremamente vaghe. E forse non è un caso, dati i contenuti a dir poco clamorosi del documento. Sembra tuttavia che Paititi ( o almeno, la città così citata nel documento) si trovasse ad alcuni giorni di marcia dal Qusco, oltre la cordigliera. Ciò consente di localizzarla - almeno approssimativamente - nella regione del Rio Pantiacolla, dove sembrano esistere in effetti evidenze di un'intensa frequentazione in epoca incaica e forse pre-incaica ( non tanto le discusse "piramidi", in realtà semplici formazioni naturali, quanto piuttosto in forma di numerosi manufatti e petroglifi, questi ultimi particolarmente abbondanti in quella regione delle Ande).
Il problema è che organizzare spedizioni in quella particolare regione non è facile oggi come non lo era cinque secoli fa. E purtroppo neppure le ricognizioni aeree aiutano, dal momento che i resti potrebbero trovarsi sepolti da secoli nella vegetazione tropicale.
Il fatto che il presunto sito di Manco Pata sia stato poi giudicato da esperti competenti come di origine naturale, pone consistenti interrogativi su quante delle presunte città di pietra avvistate sporadicamente da conquistadores ed esploratori delle regioni tropicali del Sud America altro non fossero che formazioni naturali, per quanto elaborate, ingigantite dall'immaginazione.
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09-June-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Ragazzi, interessante tutta questa descrizione di Paititi. Per avere un'idea piú chiara di questa leggenda che ha attraversato foreste e nazione nel corso dei secoli bisogna andare nel Madre de Dios, che sta a circa 1 giorno di viaggio (in fuoristrada) dal Cuzco.
Nello scorso aprile sono stato a Pilcopata che sta giá in ambiente amazzonico (selva alta). la leggenda parla del Rio Piñi Piñi ma gli innumerevoli avventurieri che vi si sono inoltrati non hanno trovato nulla. Innanzitutto si deve avere il permesso per entrare nella zona "intangible" del Manu e non e' facile bisogna presentare un progetto. Sono riuscito ad entrarvi perche sto da tempo effettuando degli studi sui petroglifi precolombiani. Per questo con una guida e il capo dei Matsiguenkas siamo andati fino a Pusharo, che sono i petroglifi piú grandi e meglio conservati del mondo.
A mio pare e´possibile che gli Incas, scappando dal Cuzco si siano nascosti bel Piñi Piñi, intorno al 1535, ma se cosí fosse e´possible che il sito sia stato visitato dai gesuiti nel 1610-1620 come testimonia ció che Mario Polia ha trovato negli archivi vaticani.
Per quanto riguarda Pusharo a mio parere e' una prova che gli Incas lo visitarono, infatti nel petroglifo vi sono molti segni che testimoniano la cultura incaica. Peró non e' una prova assoluta: potrebbero essere stati gli antenati dei Matsiguenkas (idioma Arawak) ad averlo fatto alla fine del primo millennio dopo Cristo e poi all'arrivo degli Incas, influenzati dalla loro cultura, lo potrebbero aver ritoccato aggiungendo segni propri della cultura incaica. In ogni caso per giungervi bisogna risalire il Palotoa e non e' cosí facile.
Il Rio Pantiacolla in realtá e´il Palotoa. Pantiacolla e' il nome della cordillera che si vede in lontananza. In ogni caso spingersi oltre Pusharo (zona immensa di centinaia di chilometri quadrati di selva vergine) e' pericoloso perche gli indigeni che vi vivono (sempre Matsiguenkas) sono no contactados cioe´non sono mai venuti in contatto con peruviani o stranieri e l'eventuale incontro con loro potrebbe essere pericolosissimo (si chiamano Kuga-Pacoris). Inoltre e' sconsigliabile camminare al di lá di Pusharo anche perche si spargerebbeo virus e batteri tipici delle nostre cittá che potrebbero decimare quelle popolazioni.
se volete guardare le foto dei petroglifi di Pusharo potete cliccare qui: [Link rimosso]
per l'articolo potete cliccare qui:
[Link rimosso]
Saluti
Yuri
Ultima Modifica di ivan : 11-June-2008 03:19.
Ragione: Violazione regolamento
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10-June-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Caro Yuri,
Ti ringrazio infinitamente per le stupende immagini e per la descrizione dei petroglifi di Pusharo.
Ricordo inoltre come nella stessa regione in cui si trovano i petroglifi di Pusharo (scoperti per la prima volta da Neuenshcwander Landa nel 1969), i coniugi Cartagena riportarono negli anni '70 la notizia della scoperta di terrazzamenti incaici e di un insediamento costituito da una ventina di capanne e costruzioni rustiche in pietra di chiara origine incaica, ribattezzato con il nome di Mameria.
I petroglifi di Pusharo sono stati paragonati per importanza a un altro complesso di pittogrammi dell'Amazzonia, quello brasiliano di Pedra Pintada, rispetto al quale presentano numerose affinità stilistiche.
Tanto il documento rinvenuto da Polia negli archivi vaticani che le fonti di epoca coloniale suggeriscono inoltre un'origine più antica, forse pre-incaica degli insediamenti nella regione dell'Antisuyu.
Lo stesso documento di Polia parla infatti di costruzioni simili ai templi di Cuzco, ovvero di costruzioni in pietra, e non semplici capanne.
Non si deve inoltre sottovalutare come le città nella regione potrebbero essere anche più di una, forse parte di una rete di centri e avamposti di confine estesa fino al Beni della Bolivia a Sud e alle regioni tropicali dell'Ecuador e della Colombia a Nord.
Le stesse "piramidi" di Paratoari, pur di chiara origine naturale, potrebbero essere state centro di qualche frequentazione in epoca Incaica, costituendo un importante punto di riferimento per le vallate circostanti e situandosi a relativamente breve distanza dai petroglifi di Pusharo.
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11-June-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Quote:
yurileveratto
se volete guardare le foto dei petroglifi di Pusharo potete cliccare qui: [Link rimosso]
per l'articolo potete cliccare qui:
[Link rimosso]
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Yuri ti ricordo di leggere il regolamento per quanto riguarda le norme sui links.
Regolamento generale. LEGGETE prima di inviare messaggi
I links generici (come il primo) e autopromozionali non sono consentiti.
Potrai inserire in firma un link quando avrai raggiunto il livello utente che lo consente, o nel tuo profilo già da subito
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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11-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2007
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O Madre Natura ha molta fantasia oppure queste popolazioni erano molto abili nel costruire questi tipi di edifici.Personalmente sembrano costruzioni raramente in natura si trovano cose così perfette.Basta guardare Cuzco per rendersene conto.Chissà se poi appartengono o meno alle leggendaria Paititi purtroppo nel Sud America regna una certa confusione tra Eldorado , Vilcabamba e appunto Paititi.Troppi si sono messi alla ricerca di queste città e inevitabilmente si è creato un certo trambusto a riguardo.
Ciao
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Una Settimana Fa
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Quote:
MIK
Stavo pensando ad una cosa, Paititi ed El Dorado dovrebbero essere la stessa cosa solo con nomi diversi, giusto?
Bene, su wikipedia, andando a cercare Mario Polia, si può notare sulla destra un riquadro in cui c'è scritto che Polia ha trovato un documento del Vaticano dove c'è scritta l'esatta ubicazione di El Dorado. Mi domando io, xkè se sanno già l'esatta ubicazione non sono ancora andati a cercarla?
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Mi dispiace deluderti ma in quel documento, c'è una descrizione del Paititi ma non ne viene rivelata la esatta ubicazione (si dice genericamente "a dieci giorni dal Cuzco").
E' comunque una prova che il Paititi sia esistito realmente.
Paititi e' stata cercata molte volte e in molti posti diversi sia nel dipartimento del Madre de Dios e di Puno, ma anche nel Cuzco e nell'Ucayali. Ti assicuro però che non è semplice inoltrarsi nella selva. Il Madre de Dios per farti un esempio, è una foresta grande più o meno come l'Italia settentrionale. E' un po' come cercare un ago in un pagliaio.
Per rispondere anche a un altro utente il quale sostiene che ci sia confusione tra El Dorado e Paititi ... beh Paititi è il nome dell'El Dorado degli Incas, ma l'El Dorado è una leggenda che si è originata in Colombia nel lago di Guatavita.
La leggenda poi, nel corso degli anni, è passata da essere una ricerca aurifera (o della città pavimentata d'oro) ad una ricerca archeologica, ovvero di una supposta civiltà amazzonica che avrebbe dominato il continente in epoche remote (vedi "La cronaca di Akakor", ma anche ritrovamenti archeologici reali come Calcolene nel Macapa, Piedra Pintada e lo stesso Pusharo, cioè prove di una civilizzazione (Arawak?) che risalirebbe a 5-6 millenni prima di Cristo).
Insomma il Sud America, proprio perchè la selva nasconde i reperti archeologici per la sua inacessibilità è ancora un mondo pieno di sorprese, per esempio: la ciudad perdida dei Tayrona (Teyuna) che sta sulla Sierra Nevada di Santa Marta, è stata scoperta solo nel 1975, dopo più di 375 anni d'abbandono.
YURI LEVERATTO
Ultima Modifica di cambianick5 : Una Settimana Fa 03:56.
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