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| Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre. |
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17-January-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Nuove prove sul leggendario Paititi
Ancient "Lost City" Discovered in Peru, Official Claims
Molto clamore sta suscitando la notizia - recentissima - della scoperta nella regione amazzonica del Perù di quella che viene descritta come una grande città di pietra completamente avvolta dalla fitta vegetazione tropicale.
L'area fino ad ora indagata copre circa 40,000 metri quadri, nel distretto meridionale di Kimbiri.
Il sito, di epoca verosimilmente pre-incaica, ha fino ad ora rivelato numerosi resti di murature megalitiche realizzate con grossi conci finemente squadrati e una quantità di blocchi di pietra sparsi e fondamenta di edifici compatibili con un centro di grandi dimensioni.
L'Istituto Nazionale di Cultura peruviano ha annunciato l'invio a breve di una spedizione scientifica sul posto, mentre ulteriori dettagli sono attesi per i prossimi giorni.
Sebbene le autorità archeologiche peruviane si mantengano caute sulla possibilità che le nuove rovine scoperte possano appartenere alla leggendaria città di Paititi, citata da fonti di epoca coloniale, esse alimentano tuttavia le speculazioni sulla realtà del mito e sulla possibilità di nuove scoperte nell'area.
Link alla news originale:
Ancient "Lost City" Discovered in Peru, Official Claims
Link video (reuters.uk)
Video | Reuters.co.uk
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30-January-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Una notizia davvero molto interessante. Dalle foto che hai postato sembra una architettura davvero notevole, i grossi blocchi sembrano incastrarsi alla perfezione l'uno con l'altro segno di una raffinata tecnica costruttiva. A che epoca potrebbero risalire queste rovine? Aspetto con curiosità gli sviluppi di questa scoperta nel frattempo mi piacerebbe sapere anche se sono stati rinvenuti degli altri reperti in situ.
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31-January-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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E' difficile formulare un parere sulla base delle poche immagini disponibili.
Sebbene gli Inca siano giustamente celebri per le raffinate mura poligonali, è un fatto che i templi di maggiore importanza fossero realizzati in opera quadrata, anzichè nella più comune tecnica poligonale. L'opera quadrata non è dunque una prerogativa esclusiva delle culture pre-incaiche (Tiwanaku e Wari su tutte), come talora si legge in certi commenti.
Senz'altro più interessante dal punto di vista della datazione è il fatto che le rovine si trovino quasi completamente interrate, il che è atipico per edifici appartenenti all'epoca incaica e potrebbe suggerire una datazione antecedente.
Ovviamente, fintanto che non si potranno portare alla luce ceramiche o altri manufatti è estremamente difficile concludere alcunchè in merito all'età dei resti rinvenuti, dato anche il frequente riutilizzo in epoca incaica di siti di epoca pre-incaica.
Anticamente il sito di Kimbiri si sarebbe trovato ad alcuni giorni di marcia dal Cuzco, in quello che gli Inca chiamavano Antisuyu, uno dei quattro cantoni dell'Impero, il più selvaggio, rivolto verso le pianure amazzoniche e il versante orientale della Cordigliera.
Le fonti storiche sono d'altra parte concordi nel situare il Paititi a circa dieci giorni di marcia dal Cuzco. E' quindi possibile che le rovine recentemente scoperte possano essere uno degli avamposti di frontiera del Gran Paititi - verosimilmente un regno vassallo degli Inca - , la cui esistenza è riportata da numerosi documenti di epoca coloniale.
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02-February-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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L'estensione delle rovine potrebbe essere molto più ampia di quanto inizialmente supposto.
Lo scorso 29 gennaio il quotidiano peruviano El Comercio ha riportato nella sua edizione online importanti aggiornamenti in merito alla scoperta, avvenuta tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008 nella regione di Kimbiri.
La parziale ripulitura del sito avrebbe condotto all'individuazione di mura in pietra tagliata alte dai 6 agli 8 metri, interamente sepolte dalla vegetazione tropicale.
Numerosi sono stati anche i ritrovamenti di oggetti in pietra e bronzo.
Secondo le autorità locali il sito, ribattezzato con il nome di Manco Pata, presenterebbe traccia di estese edificazioni in pietra da taglio definite allo stesso tempo "enigmatiche e impressionanti". E' atteso intanto a breve un primo dettagliato sopralluogo da parte dell'Istituto Nazionale di Cultura (INC) di Cuzco, nel cui distretto si trovano le rovine recentemente portate alla luce.
Se hallan nuevos vestigios en Manco Pata | El Comercio Perú
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05-February-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Nov 2007
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Mah... secondo me una bella notizia...
sono d'accordo con gigiastrolo...
I blocchi di pietra che ha postato Neo, sono incastonai PERFETTAMENTE uno dentro l'altro...
Questa civiltà era molto brava riguardo alle costruzioni in pietra...
Grazie ancora per aver riportato questa notizia...
ciao da cennis. 
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29-February-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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La citta' perduta sarebbe una formazione naturale
Secondo una recente notizia nel sito del National Geographic, sembra tuttavia che dopo sopralluoghi piu' professionali, si e' scoperto che la presunta citta' perduta altro non sarebbe che una formazione naturale e non un sito archeologico.
Peru's "Lost City" Is a Natural Formation, Experts Rule
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 29-February-2008 00:25.
Ragione: Correzioni ortografiche
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01-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
Mario_A
Secondo una recente notizia nel sito del National Geographic, sembra tuttavia che dopo sopralluoghi piu' professionali, si e' scoperto che la presunta citta' perduta altro non sarebbe che una formazione naturale e non un sito archeologico.
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Cose come questa mi convincono sempre più che gli archeologi dovrebbero avere qualche cognizione in più di geologia, oppure, dovrebbero sempre farsi affiancare d un geologo, specie prima di gridare a qualche "miracolo".
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27-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Il Paititi é una leggenda che si é tramandata nei secoli. Come tutte le leggende probabilmente ha un fondo di veritá. E' probabile che alcuni sacerdoti incaici scapparono in seguito alla conquista del Cuzco da parte di Francisco Pizarro. Nel dipartimento del Madre de Dios, vi sono alcuni petroglifi, tra i quali quello di Pusharo é il piú famoso, dove sono stati fatti segni che richiamano la cultura incaica. E' verosimile che gli Incas nascosero i loro tesori, in una parte remota della selva del Madre de Dios, come narra la leggenda. Molti dicono che sia stato sulle rive del Piñi Piñi. Ho viaggiato nel Madre de Dios recentemente e mi sono reso conto che la storia potrebbe aver avuto un fondamento di veritá. In ogni caso se cosí fosse secondo me Paititi fu saccheggiata nel XVII secolo, anche in considerazione degli interessanti documenti che il noto archeologo Mario Polia incontró negli archivi vaticani.
Grazie
YURI LEVERATTO
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29-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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A furia di guardare mummie mi sarò completamente rimbambita (ah,l'età...3300 anni sono tantini!!),e può darsi che una parte della città sia una formazione naturale,ma il resto? Quegli spigoli netti,quegli angoli a 90°,quegli incastri perfetti,quelle pietre perfettamente lisce,quei manufatti...non sono naturali!! Cos'avevano bevuto,quei geologi,tequila? Non è che hanno visto un altro posto?Sono arrabbiatissima!!!
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29-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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In effetti anche a me quelle rovine non hanno dato mai l'idea di essere completamente naturali, però non essendo geologa e non avendo sostenuto alcun esame di geologia o altro (nel V.O. non era previsto nulla di tutto ciò) mi devo fidare di quello che dicono i geologi. Però mi piacerebbe sapere da Astracedi se è possibile ottenere in natura degli angoli così precisi e delle pietre lisciate in tal modo come giustamente osservato da Meritaton e, se sì, avere magari qualche foto di siti con caratteristiche simili per un confronto.
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29-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
Meritaton
Quegli spigoli netti,quegli angoli a 90°,quegli incastri perfetti,quelle pietre perfettamente lisce,quei manufatti...non sono naturali!! Cos'avevano bevuto,quei geologi,tequila?
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Anche per rispondere a Leda direi proprio: no, niente tequila (semmai qualche bicchiere di buon vino che ogni geologo degno di questo nome non disdegna affatto). Semmai credo che gli archeologi dovrebbero necessariamente avere qualche conoscenza in più di geologia, ma anche qualche nozione base di statica ed edilizia.
Dal punto di vista geologico non è affatto strano, anche se ammetto che è abbastanza raro trovare situazioni così "pulite" e tettonicamente indisturbate. Il punto è che quando rocce stratificate (calcari, calcareniti, ecc.), specie se a grana molto fine, rispondono a sforzi tettonici, soprattutto distensivi, di media debole intensità, si fratturano seguendo particolari linee geometriche che hanno una precisa relazione cona direzione della forza tettonica. Queste fratture, più precisamente chiamate joints, nelle nostre montagne, dalla storia geologica assai complessa, spesso si sovrappongono tra loro, rendondone difficile la leggibilià dei singoli fenomeni. Quando però la storia tettonica è molto semplice e con un unico blano evento, il risultato è proprio quello che si vede nelle foto della "misteriosa Paititi".
Anche non avendo alcuna cognizione di archeologia, credo foto e filmato, avrebbero dovuto far venire a molti non pochi dubbi. I blocchi rocciosi, ben squadrati, non sono affatto incastrati tra loro, bensì incolonnati verticalmente.
Mia figlia, che ha 5 anni, si incapponisce ancora a fare le costruzioni col Lego montando i mattoncini uno sopra l'altro, come colonne affiancate, col risultato che arrivata ad una certa altezza basta la minima pressione perché tutta la costruzione crolli. Spero che la bimba impari presto a fare come le ho mostrato, ovvero ad incastrare i mattoncini alternando gli strati (appunto come si fa con il normali mattoni o pietre da costruzione).
Gli Inca, pur usando poco rocce squadrate, facevano abilissimi incastri. Possibile che appena giunti nella giungla abiano dimenticato tutto e realizzato costruzione che avrebbero avuto la stabilità di un castello di carte?
In ogni caso Leda ha chiesto delle foto. Ecco una piccola rassegna presa da Internet.
http://www.outreach.canterbury.ac.nz...ary/joints.jpg
www.uwsp.edu/.../dutch/202slide/eqkslide.htm (in particolare la seconda foto)
NationMaster - Encyclopedia: Image:Limestone pavement above Malham Cove.jpg (superficie di strato con evidenti incisioni carsiche, in cui si distingue anche abbastanza chiaramente l'andamento "ortogonale" dei joints che, sicuramente, tagliano verticalmente anche gli strati sottostanti)
http://piru.alexandria.ucsb.edu/coll...-tab_06-10.jpg (un'altra superficie di strato che fa vedere dall'alto, quello che nel video e nelle foto della presunta Paititi si vede in sezione)
www.jkmrc.uq.edu.au/.../hsbm_code_validation.htm (joint che seguono un curioso e raro andamento cilindrico a spicchi. quanti archeologi avrebbero dato per certo l'origine antropica?)
In questo sito ( Fractures&Joints.lec1), che comprende anche molte immagini, di cui alcune affini al discorso che stiamo facendo, spiega in modo semplice e chiaro (ma in inglese, purtroppo) il fenomeno dei joints e delle linee di frattura, come dovuto a cause microtettoniche.
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29-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Non è detto che gli archeologi non abbiano nozioni di geologia.Bisognerebbe comunque sapere di che tipo di roccia siano le presunte "costruzioni" della foto.Mi sembra strano che il blocco trapezoidale della foto 1 sia naturale,è troppo perfetto (bisognerebbe però vederlo meglio,e soprattutto,da vicino).Anche ammettendo comunque che la formazione sia naturale,come si spiegano i manufatti rinvenuti? Chiedo comunque scusa per aver accusato i geologi di aver bevuto tequila.Sono stata scortese.Ah,i miei 3300 anni....
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