 |  |  |  | | Archeologia del Sud America Civiltà delle popolazioni antiche del Sud America. Cultura precolombiana del Sud America. Archeologia precolombiana degli Inca, Mochica, Chavin, Nazca e altre. |  | | 
11-April-2006
| | | Le rovine di Tiwanaku Salve a tutti,
da qualche settimana ho cominciato a studiare, le rovine dell' antica civiltà pre-inca, di Tiwanaku, in questa zona in alcuni punti ci possono essere soltanto rovine, ma in una parte c'è un antichissimo tempio, che all' interno, credo posso nascondere alcuni manufatti, dell' epoca.
Voi cosa ne pensate??? | 
11-April-2006
|  | AI senatus | | Data Registrazione: May 2005 | | Conosco poco, mi spiace... :wink: | 
12-April-2006
|  | AI gens | | Data Registrazione: Oct 2005 | | Io più che poco direi nulla, mi spiace. Ciao. | 
12-April-2006
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Guarda come al solito in Wikipedia in inglese, verdrai che il sito è tutt'altro che non studiato! Misteri sembra non essercene lì ù che altrove.
Claudio
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dott. Claudio Giorgini | 
23-May-2007
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2007 | | Ciao
La civiltà di Tiwanaku sorta nell'antica Bolivia risale almeno al II sec. A.C.
E' una civiltà davvero molto importante per il SudAmerica archeologico, rientra in quella fase dell'orizzonte antico e medio di questa nazione.E' davvero molto interessante poichè ci ha lasciato delle notevoli testimonianze archeologiche come i famosi obelischi nnonchè testimonianze di templi e insediamenti!La puoi vedere come quella cultura che pre- incacica infatti, parecchi elementi culturali hanno influenzato in maniera interessante, ma non totalmente visto che gli Inca sono originari per cert aspetti culturali, la cultura Inca sorta diversi secoli dopo.Questo è quello che sò poi cmq vi sono tanti libri a riguardo di Tiwanaku per qualcosa di molto più approfondito.Cmq penso sia il primo esempio di un nucleo culturale ben svilupatto nel Sud America:diciamo la madre dal quale nacquero tanti figli che sono Nazca, Inca, Moche , Chimu etc.
Spero di esserti stato utile
Ciao  | 
28-June-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Jun 2007 | | culture preincaiche e Tiawanaco Una delle più interessanti culture preincaiche fu Chavin de huantar. L'archeologo Julio Tello sostenne che Chavin fu la cultura andina più antica (1500 aC - 500 aC) e derivava da tribù dell'Amazzonia (terzo impero d'America?).
per quanto riguarda invece Tiawanaco si pensa che questa cultura si sviluppò dal 400 aC al 1100 dC.
Importanti sono le costruzioni megalitiche di Tiawanaco descritte per la prima volta dall'europeo Pedro Cieza de Leon nel 1540 nella sua "Cronica del Peru".
Queste costruzioni si stanno ancora studiando e i misteri racchiusi in esse non sono stati ancora svelati: si pensa infatti che l'orientamento di queste imponenti opere sia la chiave di importanti conoscenze astronomiche e astrologiche.
Siccome la cultura Tiawanaco è successiva a Chavin de Huantar, si sta cercando il popolo antenato di tutte queste culture, forse amazzonico come soteneva l'archeologo Tello?
saluti
YURI LEVERATTO
Ultima Modifica di cambianick5 : 28-June-2007 17:45.
Ragione: è copula
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01-September-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2007 Luogo: Toronto, ON, Canada | | Nel mese di agosto scorso ho avuto modo, tra le altre cose, di trascorrere alcuni giorni tra La Paz e Tiwanaku.
Credo che Tiwanaku sia uno tra i siti archeologici più incredibili e nello stesso tempo meno compresi dell'intero continente americano.
A Tiwanaku esistono vestigia di una cultura sorta millenni prima degli Inca, e nello stesso tempo caratterizzata da un grado di civiltà superiore a quello degli stessi Inca o di qualunque altra civiltà del continente.
La caratteristica forse più affascinante dell'intero sito è l'aspetto quasi lunare di desolazione. Ovunque giacciono sparsi senza alcun ordine preciso blocchi di pietra ciclopici, alcuni pesanti fino a 360 tonnellate: strani portali monolitici, piattaforme, resti contorti di quelli che dovettero essere antichi moli e banchine portuali.
Ciò che è certo è che i più recenti scavi abbiano appena scalfito la superficie di quello che nelle parole degli archeologi boliviani è probabilmente il più grande, antico e importante sito archeologico dell'intero continente americano: una metropoli estesa su di un'area di oltre 600 ettari, della cui storia, lingua e cultura non si conosce pressochè nulla, e che esercitò per secoli la sua influenza su di un'area vastissima.
Recenti scoperte suggeriscono che a Tiwanaku si fondesse e lavorasse il bronzo già nel 1500 a.C. , mentre i pochi esempi di statuaria in pietra, principalmente diorite e basalto nero, fino ad ora recuperati presentano caratteri di una raffinatezza paragonabile alle migliori realizzazioni del mondo mediterraneo. Si aggiunga la possibilità che a Tiwanaku fosse in uso una scrittura geroglifica estremamente complessa, possibilmente la più antica del continente.
Ancora più sconcertanti risultano le affermazioni degli archeologi boliviani secondo i quali meno del 2% dell'immensa metropoli sia stato portato alla luce, mentre una fase ancora più antica giacerebbe sepolta sotto oltre 21 metri di sedimenti, una fase della quale non si conosce nulla e che potrebbe risalire all'alba della civiltà umana.
Riguardo all'esistenza di templi, i due unici edifici di chiara funzione templare fino ad ora scoperti sono la grande piramide di Akapana e la piramide di Puma Punku, quest'ultimo senz'altro il maggiore tempio tiwanakota.
Sia l'Akapana che il Puma Punku risultano attraversati da un inestricabile labirinto di condutture, tubazioni, pozzi e camere, fino ad ora solo scarsamente esplorati.
Proprio all'esistenza di grandi camere sotterranee al di sotto della piramide Akapana (o più probabilmente del Puma Punku), punterebbe lo stesso rilievo della celebre porta del sole di Tiwanaku. In esso è raffigurata una piramide a tre livelli (da qui l'identificazione con il Puma Punku) ed una camera rettangolare più piccola al suo interno, contenente un glifo identificato come un serpente, e dalla quale si dipartono sette corridoi simili a condutture idrauliche (che corrono sotto l'intera area occupata dal centro cerimoniale).
Sarò ben lieto di rispondere, per quanto mi è possibile, ad ogni altra domanda sull'argomento. | 
01-September-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Grazie per il tuo contributo, interessante anche per l'esperienza diretta.
Hai fatto delle foto? Ne potresti pubblicare?
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dott. Claudio Giorgini | 
02-September-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2007 Luogo: Toronto, ON, Canada | | La base della piramide Akapana, mentre viene lentamente riportata alla luce. E' evidente il diffuso ricorso ad elementi di reimpiego, inframezzate a materiale più incoerente.
Si nota lo sbocco di uno dei numerosi collettori idrici. 
Un'altra veduta della base della piramide presso una delle numerose trincee di scavo. Da notare lo spessore del sedimento argilloso, che raggiunge in alcuni punti i 7 metri. 
La scalinata principale della piramide Akapana, fiancheggiata da altari di andesite. In origine gli altari (o piedistalli) erano sormontati da statue di basalto nero, dei quali si conservano alcuni esemplari presso il locale museo litico. 
Una vista d'insieme del recinto sacro di Kalasasaya, come si presenta dalla sommità della piramide Akapana. 
La grande porta di Kalasasaya, formata da un trilite di blocchi di arenaria del peso di diverse decine di tonnellate. L'aspetto attuale della porta è frutto di una anastilosi operata nei primi anni '50. 
Morsetti metallici ancora in situ tra le giunzioni dei blocchi di uno dei numerosi condotti di scarico delle acque. 
Blocchi di andesite nella zona del Kantat Allyta, decorati con il tipico motivo della crux andina. 
Un blocco di andesite nei pressi del Puma Punku: sono evidenti, a fianco della decorazione a crocette, gli elementi di incastro volti a favorire l'assemblaggio con altri blocchi, in forma di morsetti e incavi semisferici. 
Decorazioni del fregio di una delle porte cadute di Puma Punku. 
Alcuni degli elementi architettonici emersi dagli scavi di Puma Punku. L'intero tempio era costruito di enormi blocchi di andesite grigia splendidamente lavorati. | 
02-September-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2007 Luogo: Toronto, ON, Canada | | Modello di un tempio sconosciuto di Tiwanaku, rinvenuto nell'area del Kantat Allyta e costituito da un'ampia corte sprofondata e una sala a pilastri (?) disposta frontalmente all'ingresso. 
Blocchi di andesite semisepolti della piattaforma megalitica di Puma Punku. Alcuni dei blocchi raggiungono un peso stimato di 450 tonnellate. 
Alloggiamenti per i morsetti metallici tra i blocchi megalitici di Puma Punku. 
Elementi decorativi ricollocati nella loro posizione originaria sopra una delle piattaforma di Puma Punku. 
Particolare di un elemento ad incastro di andesite. 
Il monolito Ponce, una delle principali sculture di Tiwanaku. Per dimensioni, è superato solamente dal monolito Bennet, attualmente conservato presso il locale museo litico.
I motivi decorativi presenti sulla statua richiamano quelli della porta del sole. 
Uno dei due portali monolitici recentemente scoperti a Puma Punku. Si tratta di un portale di tipo identico a quello della più celebre porta del sole. Il fregio superiore è purtroppo frammentario.
Lavoi di anastilosi relativi ad uno dei due portali recentemente scoperti. Anche in questo caso il fregio risulta mancante.  | 
02-September-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2007 Luogo: Toronto, ON, Canada | | Un tratto delle banchine portuali a breve distanza dal Puma Punku quali stanno emergendo dai recenti scavi tuttora in corso. E' evidente il totale disordine in cui giacciono i grandi blocchi di pietra, alcuni dei quali superano le 120 tonnellate di peso. 
Lo sbocco di uno dei canali che percorrono il sottosuolo della piramide di Puma Punku. Stranamente, la perfetta condizione dei blocchi fa pensare che questi canali non abbiano mai portato acqua. 
La cosiddetta "pietra scrittoio". Si tratta in realtà di un modello architettonico presumibilmente dello stesso Puma Punku. Se ne desume che l'edificio principale di Puma Punku fosse distribuito su due o più livelli, con una serie di portali monolitici al primo dei due livelli e grandi finestre su quello superiore. 
La celebre porta del sole di Tiwanaku, il singolo monolito decorato più studiato dell'intero continente sud-americano. La porta del sole proviene quasi certamente da Puma Punku, e non si trova oggi nella sua posizione originaria.
Sebbene oggi si presenti isolata, era certamente parte di una facciata continua costituita da una successione di portali monolitici e destinata ad essere assemblata con altri blocchi di pietra.
Il significato del fregio è tuttora incerto. Secondo una diffusa teoria, si tratterebbe di glifi aventi un significato calendariale, presumibilmente legati ai cicli di Venere.
Da notare la peculiare raffigurazione del "Dio degli scettri", raffigurato inginocchiato sopra una piramide a tre livelli e con il volto rigato da lacrime d'oro.
Come tutti gli edifici di Tiwanaku, anche la porta del sole era originariamente coperta di sottili lamine d'oro, delle quali restano evidenti i minuscoli fori praticati nella pietra per il loro inserimento.  | 
02-September-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Fantastico!
Grazie!
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dott. Claudio Giorgini | 
02-September-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Feb 2006 | | Veramente un sito affascinante. Qual'è la datazione delle strutture che hai fotografato? Nel tuo post parli di vestigia risalenti a millenni prima degli Inca nel sito di Tiwanaku, che tu sappia qualche studioso se ne è occupato? Ci sono pubblicazioni che ne parlino?
Grazie | 
02-September-2007
|  | AI gens | | Data Registrazione: May 2007 | | Sono senza parole!!!! 
Grazie, grazie...e spero tanto di poter andare anch'io!!
Anch'io vorrei sapere la datazione delle strutture. Su quali basi sostengono che risale a molto tempo prima degli Inca? Sai, se hanno fatto delle analisi scientifiche? Ti hanno detto cosa suggerisce loro che il bronzo si fondesse già prima del 1500 a.C.? I reperti mobili di che tipo erano? Come erano realizzati?
Guardando queste immagini, mi rendo sempre più conto di quanto siamo piccoli noi "moderni" e quanto siamo limitati noi "europei" negli studi e nel giudicare le civiltà diverse da quelle formatesi e sviluppatesi intorno al Mediterraneo! Spero tanto che anche per questo meraviglioso sito e per la gente che lo ha abitato non speculino i soliti pseudostudiosi che vogliono giustificare il tutto mettendolo in relazione a contatti extraterrestri...capisco che non si deve essere antropocentrici, però bisogna ricordarsi che l'uomo "preistorico" non era proprio come Fred Flintstones...:razz:
Ehi, grazie ancora! | 
02-September-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2007 Luogo: Toronto, ON, Canada | | La datazione del sito è tuttora oggetto di accese controversie.
Stime prudenziali collocano la civiltà Tiwanaku a cavallo tra il 1500 a.C. e il 700 d.C. circa, distinguendo tra diversi periodi: pre-urbano (aldeano), classico (urbano) e finale.
Si ritiene che la maggior parte degli edifici sia sorta intorno al 200 d.C. , ma si tratta di mere congetture principalmente basate sul rinvenimento di materiale ceramico.
Datazioni al C14 di alcuni edifici (templete semisubterraneo) suggeriscono tuttavia datazioni antecedenti, fino al 2700 a.C.
La forte affinità tra la produzione artistica e la scultura in pietra Tiwanaku e quella del sito peruviano di Chavin de Huantar fa inoltre propendere per uno sviluppo contemporaneo e per l'esistenza di contatti diffusi, o persino dell'appartenenza ad una medesima sfera di influenza tra le due culture.
Recentemente, hanno suscitato scalpore le dichiarazioni di Oswaldo Rivera, direttore negli anni '90 dell'INAR, l'istituto nazionale di archeologia boliviano, secondo il quale le rovine di Tiwanaku potrebbero risalire anche a 7000 o persino 9000 anni prima di quanto fino ad ora accetttato, datazioni che Rivera basa sul ritrovamento di una fase insediativa ancora precedente a quella Tiwanaku e situata ad una profondità di circa 21 metri sotto l'attuale livello del suolo.
Prevedibilmente, le dichiarazioni di Rivera hanno suscitato notevole scalpore e un comprensibile scetticismo, in quanto largamente basate sulle congetture archeoastronomiche di A. Posnansky, che giunse ad attribuire a Tiwanaku l'incredibile antichità di 17.000 anni, stime successivamente rivedute e corrette fino agli attuali 10.000 o 12.000 anni.
Il quadro cronologico è immensamente complicato dal continuo riutilizzo del sito e dalla sovrapposizione delle diverse fasi insediative, che rende la ceramica scarsamente significativa ai fini di una datazione accurata delle fasi più antiche.
Una possibile conferma dell'enome antichità di Tiwanaku giunge tuttavia dal lago Titicaca. Il ritrovamento di estese strutture portuali e di una spesso strato di sedimento alluvionale conferma che Tiwanaku sorgesse originariamente sulle rive del lago, le quali si trovano oggi a quasi 28 Km di distanza dal sito.
Poichè il livello del lago è rimasto sostanzialmente costante dall'epoca Inca ad oggi (come confermato dai templi incaici rinvenuti sulle isole del sole e della luna, nel lago Titicaca), e tuttora presenta fluttuazioni minime di anno in anno, pare confermata l'idea di una notevole antichità dei resti di Tiwanaku.
Un aspetto particolare è quello relativo alla lavorazione del bronzo. Il bronzo sembra apparire in modo improvviso a Tiwanaku sino dalle fasi più antiche. Di bronzo sono attestate altresì numerose varietà, tra le quali la più diffusa sembra essere stata un particolare tipo di bronzo arsenicato. Non sono invece mai più state confermate le congetture sull'esistenza di ferro tra le rovine di Tiwanaku, principalmente basate sulla spessa patina di ossido di ferro che ricopre molte delle pietre rinvenute sul sito e che non sembra di origine naturale, dato il basso tenore di ferro riscontrato nell'andesite impiegata.
Riguardo ai materiali rinvenuti nel corso degli scavi, una ricca documentazione è fornita da J. Escalante, "Arquitectura prehispanica en los andes bolivianos".
Oltre alla produzione ceramica, risultano di particolare interesse alcune sculture di basalto nero. Tra queste particolarmente degne di nota risultano alcune statue di puma seduti. Escalante pubblica nel suo libro anche un'immagine di un atlante di basalto nero del quale non sono riuscito tuttavia a trovare traccia nè presso il locale museo litico di Tiwanaku nè al museo nazionale di La Paz.
Poichè non era possibile prendere fotografie all'interno dei musei, cercherò prossimamente di scannerizzare alcune immagini. | | Strumenti Discussione | | | | Modalità Visualizzazione | Modalità lineare |
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