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| Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Senza alcuna vena polemica, ma mossa da volontà di chiarezza, devo dire che le tue risposte, caro Leo, le ho trovate piuttosto vaghe, almeno rispetto alle mie domande.
Mi hai spiegato cosa intendi col termine Celti, sebbene io possa ampieamente contestare(e in parte già l'ho fatto) tale uso, in quanto credo che ingeneri confusione, ma contento tu.....
poi ti ho chiesto di portarmi prove archeologiche sia di una continuità tra le popolazioni del II millennio che tu chiami Celti e le popolazioni dell'età del ferro che in genere si chiamano Celti(anche in questo caso poco esattamente e per semplificazione) sia dei tempi e delle modalità con cui sarebbe avvenuto il loro spostamento chiedendoti gentilmente di spiegarmi attraverso elementi tangibili (cultura materiale ad esempio)la tua idea, solo per poterne discutere secondo le rispettive conoscenze.
Le risposte sono state queste:
Quote:
La tua domanda ma non ho ben capito come la provi, in base a quali documenti archeologici?, in altro ambito e fatta da altri che so io avrebbe avuto ben altra e poco cordiale risposta ... ma qui siamo in ambito archeo e io SONO OSPITE ( e il medico non mi ha ordinato di venirmi a ficcare nella tana del...LUPO). I miei libri sono pieni di fotografie e testi e documenti di vario genere (non solo archeo quindi).
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a parte l'allusione alla tana del Lupo, che mi pare abbastanza fuori luogo visto che qui nessuno ti osteggia per partito preso, ma si cerca il confronto e il dialogo cercando di capire la tua idea e di analizzarla, secondo le conoscenze e le possibilità di ciascuno, usando i metodi dell'archeologi e della storia, ho dedotto che invitassi a consultare i tuoi libri per avere risposte precise.......e ho interpretato tutto ciò come una volontà di sottrarsi al dialogo, forse mi sono sbagliata e se si ti chiedo scusa.
Anche riguardo al tempo questa risposta non mi spiega proprio niente,
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In quanto tempo? Agli Europei sono bastati DUE SECOLI PER COLONIZZARE UNA TERRA IMMENSAMENTE PIU VASTA: l'America.
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Sarà che sbaglio, ma io, per me stessa, cerco nell'analizzare un fenomeno del passato di visualizzare dettagliatamente come esso si sia effettivamente svolto nella realtà, e di supportare le mie "immagini" attraverso dati tangibili e verificabili quindi oltre a chiedermi, ad esempio, chi si spostava da dove, mi chiedo pure secondo quali meccanismi, supportato da quale tecnologia, secondo quale interazione con altri(e quali altri) che si poteva eventualmente incontrare sul cammino, in quanto tempo quante persone ecc ecc. di conseguenza ti giro le domande visto che la ricerca è tua e sicuramente ne saprai di più di me
Sui Caldei:
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I KALDEI non parlavano ARAMAICO, ma usavano il SUMERO e l?AKKADIKO e tracce di queste Lingue sono rimaste intatte nei Gruppi NON contaminati dalle invasioni Romaniche.
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dici che non parlavano aramaico, ma accadico- e questo può essere probabile- e sumerico -e questo non può essere probabile visto che nel II mill. il sumerico era lingua morta ( tuttalpiù lo potevano usare in maniera dotta per certi ambiti......)
Ad ogni modo se andiamo a guardare l'articolo in Wikipedia inglese ci si rende conto dov'è l'equivoco. L'aramaico fu usato dai "Caldei" dopo la scomparsa dell'accadico nel Vcino Oriente. In un modo o nell'altro possiamo essere sicuri che quelli che si indicano come Caldei parlassero una lingua semitica.
Chaldea - Wikipedia, the free encyclopedia
Infine mi spieghi che sono queste invasioni Romaniche? Secondo le teorie più accreditate le lingue indoeuropee si sono diffuse in Europa abbastanza presto o durante l'età del Rame e del Bronzo a partire dall'Europa Sud-orientale (Gimbutas) o con la Neolitizzazione (Renfrew) a partire dall'Anatolia. Per cui i gruppi cui ti riferisci erano stati "contaminati" mooolto prima dei Romani e delle lingue roamnze(sempre che per Romani tu intenda gli stessi che generalmente si intende).
Tra l'altro sarebbe bello che portassi qualche esempio delle tracce linguistiche di cui parli, in modo che tutti si abbia un minimo di dato su cui confrontarsi.
L'unica risposta adeguata me l'hai data sul calendario nuragico dicendomi che il De Pasquale lo vede come solare e lunare insieme.
Saluti
Milena
Ultima Modifica di Aquamarina : 31-May-2007 10:31.
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Sisera
Mi ha colpito particolarmente il passaggio in cui il professore sosteneva l’interpretazione di alcuni elementi decorativi, su certe ceramiche della Cultura di Ozieri, come rappresentanti il disco solare
. Le pintadera sarebbero dei calendari lunari (principalmente ma non solo) imperniati su cicli astronomici di migliaia di anni. Sarebbero dei calendari perpetui le cui correzioni periodiche portano a un errore che cade sulla quarta, quinta cifra decimale. Su queste correzioni il professore ha effettuato un calcolo dell’errore, in modo indipendente, arrivando agli stessi risultati, il che ha dell’incredibile.
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Ciao Sisera, visto che sei stato alla conferenza vorrei chiederti alcune cose.
Sono state per caso messe in relazione le immagini interpretate da Ugas come disco solare sulle ceramiche Ozieri e i "calendari" delle pintaderas? oppure si è fatto cenno alle pietre di cui ci ha raccontato Leo(pietra di Nordule)?. Sarebbe bello se qualcuno postasse un'immagine almeno delle pintaderas analizzate dal De Pasquale.
Cosa intendi con " Le pintadera sarebbero dei calendari lunari (principalmente ma non solo) " che possano essere anche calendari solari come ha detto Leo parlando del calendario decodificato da De Pasquale (definito solare e lunare)
"Sarebbero dei calendari perpetui le cui correzioni periodiche portano a un errore che cade sulla quarta, quinta cifra decimale. "
Scusa sono un pò di coccio mi spieghi più in dettaglio ?
Ciao
Milena
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Bè... quando si dice che su internet quando si vuole si trova tutto e di più.
Ho trovato un forum in cui un utente ha postato alcune immagini che gli sono state inviate per posta: sono parti del lavoro che De Pasquale ha pubblicato sul notiziario dell’Ordine degli Ingegneri di Pescara.
Le immagine le trovate a metà strada.
Il link:
Sa Pintadera Era Il Calendario Nuragico? - Politica OnLine Forum
Questo è invece il sito ufficiale di De Pasquale:
Nicolino De Pasquale Home Page
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Parte delle "Pietanze" richieste da Milena:
Con l’aiuto de “Il sistema linguistico della civiltà nuragica” del professor Raffaele Sardella proponiamo alcuni esempi di vocaboli sardi equiparati al Latino e al Sumerico-Accadico:
Mara = Lat. mar-e = Sum. mar = It. palude
Abba = Lat. am-nis, ab-nis = Sum. abba = It. acqua
Araku = Lat. arx = Sum. araku = It. alto, forte
Barraka = Lat. barakka = Sum. barag = It. capanna
(B)inu = Lat. vinus = Acc. Inu = It. vino
Jeka = Lat. iacca = Acc. iaku = It. porta esterna
Kappai = Lat. capio = Acc. kappu = It. palmo della mano
Korra = Lat. cornus = Sum. ker = It. bucina (conchiglia, corno da richiamo)
Piskedda = Lat. fiscellus = Sum. pish-kesh-da = It. cesto di canne
Lippu = Lat. lippus = Acc. Lipu = It. strato limoso delle acque stagnanti
Marra = Lat. marra = Acc. marra = It. zappa
Kilivru (Cibiriu) = Lat. ciribrum = Acc. kilibu = It. recipiente di vimini
Orgìa: una citazione a parte per questo vocabolo. Sinonimo di sorgente, Dea delle acque sorgive. A Sparta Orthia era l’appellativo di Artemide-Diana, Dea dei pozzi sacri per i Celti dell’Alsazia. La stessa radice OR era usata in Latino col significato identico di sorgere, nascere, iniziare. Orior = sorgere, levarsi, nascere, spuntare, aver origine… il part. perf. è Ortus
Da: "Shardana i Popoli del Mare"
SHAR:twisted:
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"Sos Shardana Ribelles ki nemos podet binkere" www.shardana.org
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ora si comincia a ragionare Leo.
Come interpreti le somiglianze linguistiche che hai riportato?(lingua ancestrale comune, prestiti , convergenze casuali....quant'altro)
Aggiungo solo questo Da Devoto Olii: Italiano= Marra: strumento agricolo a foggia di zappa con ferro triangolare per lavorare il terreno in superfice.......poi ci sono altri ambiti :edilizia nautica ecc
Grazie Marcello per i link; me li guardo con calma.
Milena
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Li interpreto in un solo modo: LINGUA ORIGINALE ANTICA DEI SARDI. Anche perchè questo elenco è un minima parte di un intero vocabolario SARDO-MESOPOTAMICO... con vocaboli ancora oggi di uso comune. Uno su tutti: BABAI è il nome dato al padre-genitore e al GRANDE PADRE dei sardi, il SID BABAI (da cui forse anche l'etrusco BABBO, l'aramaico ABA-ABAI... usato ancora oggi da parecchie lingue orintali e persino africane, come i MASAI). I SHARDANA venivano, come gli altri PdM da UR dei KALDEI, MESOPOTAMIA. E in quel periodo (2000 a.C) dopo il regno AKKADIKO-SEMITICO di sargon di akkad, erano tornati al potewre i SUMERI. AKKODI è ad essmpio il nome della località dove trovi la PIRAMIDE IN PIETRA, unica del Mediterraneo (in sardinia naturalemnte  ).
CIAO. :razz:
LEO:twisted:
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31-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
shardanaleo
AKKODI è ad essmpio il nome della località dove trovi la PIRAMIDE IN PIETRA, unica del Mediterraneo
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Tralasciando il fatto che questo argomento non c'entra niente col titolo del thread (cerchaimo di rimanere in tema su), io so invece che il nome di Monte d'Accoddi deriva da l'antico nome che questa piccola collina aveva in età medievale. Ercole Contu scrive infatti che "il prof. Virgilio Tetti ha potuto potuto accertare che il nome più antico [dell'altare] documentato nelle carte catastali è Monte de Code, che significava monte-collina delle pietre (coda/e = pietra/e)" (L'*altare preistorico di Monte d'Accoddi / Ercole Contu. - Sassari : Delfino, [2000]).
Ritornando al calendario... Ho dato uno sguardo al lavoro di De Pasquale, quella riguardante la pintadera di santu Antine, e devo dire che ho avuto difficoltà nel capire l'ensemble dei concetti su cui si basa la teoria dello studioso. A parte il fatto che sicuramente non bastrerà una sola lettura per comprendere il significato delle argomentazione, credo che lo studio risulterà un po' ostico per chi non ha familiarità con i calcoli matematici e con l'astronomia. Non so... credo che il mondo archeologico si dividerà tra chi, a priori, rifiuta questo tipo di ricerche e chi, in quanto ignorante e non preparato (tra cui me) starà in silenzio. Ad altri quindi sarà affidata l'attendibilità del lavoro di De Pasquale. 'Sto penso.
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01-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Marcello ha ragione, siamo andati fuori tema...ma chi glielo dice a Milena?  .. per akkodi... sai meglio di me che parecchi nomi e non solo in sardinia, hanno diversi significati e non neccessariamente uno esclude l'altro. Del resto, se AKKODOI è attinente col concetto di ZIGGURAT, mesopotamica come il nome, anche KODA-KODU (sasso levigato) è un nome di derivazione mesopotamico (SARDIANO, come direbbe Pittau, ASIANO, come direbbe Sardella...).
Sul discorso della non facile digeribilità della decifrazione del calendario, sono d'accordo con te. Ho avuto anch'io parecchio da "trumentare" per capirci qualcosa... poi ho passato un'intera giornata chiuso in un Hotel di cagliari con Nicola(De Pasquale) e... sono più convinto... fino a capire le previsioni millenarie di eclissi e allineamento di pianeti... 
SHAR:twisted:
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01-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Beh, per non andare fuori tema non risponderò all'ultimo messaggio di Leo in modo puntuale, dico solo, molto francamente, che ho l'impressione che più che il "metodo storico" Leo usi il "metodo mitico" (Sardi discendenti nientepocodimeno che dai Sumeri o altre popolazioni abitanti in Mesopotamia "culla della Civiltà" ) facendo una grand confusione spazio -temporale.
Questo ovviamente non è peccato, e può fornire ottimi spunti, solo che bisogna saperlo riconoscere :twisted:.
Tornando al calendario nuragico ho trovato quello che fin'ora ho letto dal link dato da Marcello estremamente interessante. Studi analoghi sono stati fatti ,come accennavo, per alcune pietre incise paleolitiche, molto meno geometricamente delineate, dal Marshack.
Trovo molto affascinanti questo tipo di studi e verosimile che gli antichi,quantomento da quando inizarono ad usare sistematicamente segni grafici, abbiano potuto "notare il tempo" ed elaborare sistemi per tale scopo. Tuttavia è molto difficile passare dall'ipotesi alla teoria comprovata.
In ogni caso ,se almeno si riuscisse a dimostrare una continuità temporale rispetto a certi usi e "scoperte" così come possiamo farlo, ad esempio, per la litica o per la ceramica il discorso acquisterebbe maggiore spessore.
Una riflessione in proposito.
Mentre studiavo per la tesi sfogliando riviste mi sono imbattuta nell'immagine di una pintadera proveniente dall'Acropoli di Lipari che mi ha fatto subito pensare , a causa della decorazione in cui si riconosce chiaramente almeno una vulva, e una volta ruotata di 90 gradi, alle tipiche stilizzazioni delle veneri paleolitiche (fino ai cosiddetti "segni claviformi") ...........Certo non è un'ottica comune per le Pintaderas,considerando che ve ne sono anche altre di forma diversa( premetto però che non conosco molto bene l'argomento pintaderas) però , riallacciandoci al nostro discorso, e postulando una correlazione di forma pintaderas-veneri,almeno per le più antiche, potremmo pensare anche che computi temporali a base lunare fossero in origine correlati al "femmineo" (ciclo mestruale, oppure dvinità solare a carattere femminile)
Si consideri inoltre che in Sardegna il modello della Venere paleolitica continua per lungo tempo, almeno fino alla Venere di Macomer.
Ovviamente è solo un'idea bassata su pochi dati e ,come per molte altre, avrebbe bisogno di un pò di ricerca per essere confermata o abbandonata.
Allego alcune immagini
pintadera di Lipari( perdonate, mi si è fulminato lo scanner proprio scannerizzando quella che già era una fotocopia- l'avrò detta troppo grossa?:-o- e ho dovuto arrangiare con una scarsissima macchina fotografica digitale.)
L'immagine è tratta da BPI 1956, vol. 65. Bernabò-Brea: Civiltà preistoriche delle Isole Eolie e del territorio di Milazzo.
Venere paleolitica stilizzata da neuchatel:
Segni claviformi della grotta del Pindal :
e infine pietra dei balzi rossi (Barma Grande, ) intrerpretata come calendario dal Marshack( i segmenti evidenziati sono ipotetichi "periodi", ognuno con un tot di segni all'interno) :
Milena
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01-June-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2006
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Purtroppo questi giorni sono molto occupato e non ho il tempo per partecipare alla discussione molto interessante che state portando avanti. Spero nei prossimi giorni…
Intanto qui trovate il video della conferenza di Ugas e De Pasquale, non so quale sia la qualità perchè io non l’ho ancora visto ma in genere quelli di teleindipendentzia fanno le cose bene!
www.teleindipendentzia.net
Buon divertimento!
Ciao a tutti!
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01-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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"Sos Shardana Ribelles ki nemos podet binkere" www.shardana.org
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04-June-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Sisera
Purtroppo questi giorni sono molto occupato e non ho il tempo per partecipare alla discussione molto interessante che state portando avanti. Spero nei prossimi giorni…
Intanto qui trovate il video della conferenza di Ugas e De Pasquale, non so quale sia la qualità perchè io non l’ho ancora visto ma in genere quelli di teleindipendentzia fanno le cose bene!
www.teleindipendentzia.net
Buon divertimento!
Ciao a tutti!
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Sisera, ti ringrazio molto per il link, però sono tre giorni che cerco di scaricarlo, solo che è troppo pesante per la mia connessione con cellulare....non è che si potrebbe estrapolare l'audio ? tra l'altro non vedo nulla( tutto a macchie) ......forse mi mancano dei codec....
Milena
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04-June-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Sono riuscito a guardare in parte lo scritto di De Pasquale sul sito indicato da Marcello.
Come in molti altri calendari antichi si usano alcuni cicli temporali standard che mediante numeri particolari vengono collegati tra loro. Per esempio 73 anni da 360 giorni corrispondono a 72 da 365 giorni, oppure 5 anni venusiani corrispondono a 8 anni terrestri. Arrivare a certi risultati presuppone una osservazione dei fenomeni celesti molti antica; penso sia essenziale per calcolare certi cicli e soprattutto verificarne la correttezza su lunghi periodi di tempo. Si può supporre che fin dalla preistoria si sia iniziato a calcolare il ciclo lunare, poi quello solare e via via quello dei pianeti, riuscendo di volta in volta a sincronizzare certi cicli. Milena giustamente accennava a reperti paleolitici; personalmente ricordo vagamente di alcune incisioni (forse su ossa) a gruppi di 14, interpretate come rappresentazioni di mezzo ciclo lunare.
La mia idea è che l'uomo moderno abbia osservato gli astri per | | |