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| Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |
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15-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Il calendario "Nuragico". Ipotesi e teorie
IL CALENDARIO “NURAGICO”
La straordinaria scoperta di questo antico calendario di 4000 anni è stata fatta da Leonardo Melis in contemporanea con un altro studioso, che già aveva decodificato l’”Abaco” degli Inca e il loro sistema di calcolo. Chiameremo convenzionalmente il nostro calendario “Nuragico”, anche se vedremo che fu usato parallelamente da altri popoli aventi la stessa origine del popolo che allora abitava la Sardinia. Fra tutti: i Celti, col cui calendario abbiamo trovato incredibili somiglianze. Soprattutto col calendario festivo annuale. ARRODAS DE TEMPUS l’appellativo usato da Nicola De Pasquale, questo il nome dello studioso col quale siamo in contatto da alcuni mesi e che ha il merito della "DECODIFICAZIONE". Noi abbiamo curato la parte storica.
Nelle immagini che seguono vediamo una “Pintadera” sviluppata da De pasquale… a seguire la “Pietra di Nurdole”, in cui abbiamo ravvisato il calendario delle feste agricole e pastorali rapportate alla Luna e al Sole. Quest’ultimo schema o “ruota” corrisponde, come del resto corrispondono le festività, al calendario dei Celti raffigurato in basso a destra con segnate le feste. Le feste lunari, più importanti, formano la “croce” e quelle solari formano la “X”.
Vediamo a seguire uno schema di queste feste.
FESTE CELTICHE e SARDE
LUNARI:
BELTANE (1° Maggio) = S. EPHIS (in Sardinia le feste hanno preso nomi di santi Cristiani)
LUGHNASAD (Agosto) = ARDIA e le varie feste equestri, candelieri… intitolate all’Assunta
SAMAIN (2 Novembre = SAS ANIMAS (il culto dei Morti. Le usanze sono identiche in sardinia )
INBOLCH (genn. Febbraio) = FESTE DEI FUOCHI (oggi intitolate a S. Antonio)
SOLARI: Solstizi ed Equinozi. In Sardinia hanno preso nomi Cristiani, ma le celebrazioni sono rimaste intatte.
21 Marzo: A Pasqua il rito del sacrificio del primo nato e l’offerta del germoglio di grano (Nenneri) dedicato una volta a Baku-Dioniso.
21 Giugno (LAMPADAS). Oggi S. Giovanni. Una volta dedicata all’iniziazione dei giovani. Accompagnati dal “Santuauanne”, il Padrino, i giovani si cimentavano nel salto del fuoco.
21 Settembre (Capodanni). Inizio dell’anno agricolo con “Sos akkordos”. Si stipulavano i contratti per la gestione di un campo o di un gregge.
21 Dicembre (Paskixedha)… Le celebrazioni antiche non figurano più, soppiantate da una celebrazione tropo importante per il Nuovo Culto: Natale. I sardi lo considerano una “Piccola Pasqua”, quindi una “Piccola Rinascita”. Effettivamente il sole comincia nuovamente ad allungare le giornate.
Leonardo Melis
Shardana: the Sea Peoples
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"Sos Shardana Ribelles ki nemos podet binkere" www.shardana.org
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19-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
shardanaleo
De Pasquale ne ha decodificate 4... vediamo se ricordo... 2 di VILLANOVAFORRU, TORRALBA, che tu citi, BARUMINI... io gli ho fornito intanto quella di TETI (ABINI) e la pietra intera di NURDOLE (TEMPIO), in cui ho ravvisato "s'arroda 'e tempus" delle feste LUNARI e SOLARI... ULTIMORA: Nicola (de pasquale) presenterà a cagliari 8avrei dovuto farlo io) anche il calendario celtico corrispondente esattamente alla ARODA di S. ANTINE... i due calendari, a parere di nicola sono più perfetti dei calendari odierni! ... Naturlamente la mIa esposizione riguardava anche i ritrovamenti da me effettuati nel MEDITERRANEO, ATLANTICO, ASIA e AFRICA di altre PINTADERAS... ora la presentazione di queste scoperte è rimandata, grazie a ... 
SHAR:twisted:
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Tu hai postato un'immagine del calendario proposto da de pasquale sulla base della pintadera di Santu antine... qua ad ogni linea corrisponde un numero il quale credo stia ad indicare un determinato giorno (però non ho ben capito la sequenza). Ora, altre pintadere, riportano un motivo diverso dalla "stella" di Santu Antine o almeno non identico. Questa differenza comporta per esempio un diverso numero di linee e quindi anche il "calendario" (se ho ben interpretato l'immagine) dovrebbe essere differente. Vorrei sapere da te come de pasquale ha risolto questo problema. Inoltre vorrei dire che pur essendoci la possibilità che le pintadere (o meglio il loro motivo) siano dei calendari non credo sia da escludere la loro funzione di stampo per il pane. Questa peculiarità la si può notare per esempio in un bronzetto raffigurante un offerente con focaccia, dove quest'ultima presenta un motivo tipico delle pintaderas
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19-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Sulla base del n. 26, multiplo del 13, che secondo Nicola sarebbe l'UNITA' NURAGICA, alcuni sono calendari LUNARI, con anni di 13 MESI... la parte scientifica io non l'ho ancora ben aappresa... lunedì avremmo dovuto preserntre i due studi separatamente e poi... con de pasquale ci incontremo martedì per definire gli ulteriori studi e convergenze... con le sue e le mie scoperte... posso già dirti che esiste anche un calendario-pintadera delle canarie, molto simile alla pintadera di Villanovaforru... la ARRODA-PINTADERA di torralba ha una linea a spirale che parte dal centro, seguendo una numerazione da 1 a 26... lo stesso numero è riportato dalle "scanalature a pettine" o SHEVRON... i "buchi" sono a gruppi di 5 con ungruppo di 6, che sta frontamente allo SHEVRON sempre di 6 (gli altri SHEVRON sono di 5 righe...) comunque, per chi non sarà presente lunedì a cagliari, cercherò di postare uno studio ridotto con le elaborazioni di de pasquale...
IL CALENDARIO DELLE FESTE che risulta dalla PIETRA DI NURDOLE è più semplice... ricalca quello celtico e le feste che noi ben conosciamo... 
SHAR:twisted:
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24-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Ho partecipato alla conferenza e devo dire che è stata molto apprezzata dalle molte centinaia di persone e da me in particolare.
L'argomento trattato da Di Pasquale era affascinante, ma ostico. Egli ha proposto un'originale lettura di un complesso calendario lunare nuragico grazie alla lettura di una pietra circolare suddivisa in cinque spicchi da altrettante linea. Quattro di queste linee presentano 5 fori mentre quella principale è dotata di 6 fori.
Il complesso di 26 fori permette sofisticate ricostruzioni di periodi lunari e solari, che non è facile riassumere senza il supporto di uno scritto dell'autore, ma sopratutto senza l'aiuto dei suoi grafici.
L'ipotesi è stata accolta positivamente anche dal mondo accademico, che si è però e giustamente trincerato dietro la necessità di ulteriori accertamenti scientifici (a volte primo passo passo per un insabbiamento).
Bisogna sperare che l'ipotesi di Di Pasquale trovi spazio su qualche rivista italiana e possa così essere portata alla conoscenza di un maggior numero di persone.
Un Saluto da Antonio
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25-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ragazzi tutto ciò è molto interessante; fin quando si parla di Sardegna e nuraghes è chiaro l'ambito culturale a cui ci si riferisce, ma quando si parla di Celti no. Cosa intendete esattamente con tale definizione? Gli antichi chiamavano Celti o Galli, senza far troppa differenza, le popolazioni che abitavano l'Europa occidentale. Inoltre anche se vi è una certa unità di lingua e si può a ragione parlare di lingue "celtiche" , l'archeologia avverte che spesso usi costumi e tecniche cambiano da una regione all'altra.
Dunque, in sostanza, da dove vengono i calendari "celtici" cui ti riferisci Leo? e qual'è il contesto culturale e archeologico?
Milena
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25-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Ciao Milena è da un pò che non ci si sentiva... bentrovata. Ti rispondo subito. Intanto lasciamo perdere quanto i romani dicevano dei CELTI-GALLI, che sono ben precedenti alla datazione da loro data a questi Popoli. Come nel caso dei Fenici che i greci datavano all'VIII sec. a.C. ma solo perchè ESSI I GRECI nascevano allora... così è per i Romani che nascevano ... allora (VIII sec.).
I calendari: Il Primo LA PINTADERA, è stato decodificato dal De Pasquale (che non è l'ultimo arrivato, avendo decodificato anche il CLAENDARIO INCA).. io gli inviai a febbraio di quest'anno il CALENDARIO CELTICO raffigurato... il de Pasquale trovò la incredibile somiglianza... che potremmo spiegare in seguito. La scopert di leonardo Melis rigurada la PIETRA DI NURDOLE... dove la ARRODA 'E TEMPUS è raffigurata a fianco di simboli ben precisi: la VULVA e la SPIGA, ad indicare delle ricorrenze ben precise, che nel CLENDARIO DELLE FESTE SARDE é UGUALE A QUELLO DELLE FESTE CELTICHE...POSTO dopo 
ciao SHAR
Quote:
Aquamarina
Ragazzi tutto ciò è molto interessante; fin quando si parla di Sardegna e nuraghes è chiaro l'ambito culturale a cui ci si riferisce, ma quando si parla di Celti no. Cosa intendete esattamente con tale definizione? Gli antichi chiamavano Celti o Galli, senza far troppa differenza, le popolazioni che abitavano l'Europa occidentale. Inoltre anche se vi è una certa unità di lingua e si può a ragione parlare di lingue "celtiche" , l'archeologia avverte che spesso usi costumi e tecniche cambiano da una regione all'altra.
Dunque, in sostanza, da dove vengono i calendari "celtici" cui ti riferisci Leo? e qual'è il contesto culturale e archeologico?
Milena
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ciao Leo.
Ciò che dici mi era chiaro. Solo ancora non capisco cosa tu intenda per "Celti " che è una definizione piuttosto "larga". Inoltre non credo che si possa prescindere dai Romani e dai Greci poichè furono essi che usarono le parole "Celti" e "Galli" per indicare, in generale, gli abitanti dell'europa occidentale(così come Sciti erano gli abitanti dell'europa orientale ). I popoli comunemente noti ai greci e ai romani con i nomi suddetti non chiamavano se stessi Celti. Ugualmente sono le fonti in lingua latina che ci parlano degli usi e costumi di queste popolazioni, mentre archeologicamente possiamo identificare alcune "culture" , come quella di Hallstatt o quella di La Tène. Si tenga inoltre presente che, ad esempio, i Greci contiunuarono a chiamare Celti anche quellli che i Romani già avevano differenziato, chimandoli Germani. Il concetto di Germani fu introdotto da Cesare, il quale parlò anche di un 'altro popolo: i Britanni.....ancora potremmo citare i Pitti, gli Scotti etc etc.
Sebbene dunque si possa supporre una comune origine di tali popoli , considerando anche l'appartenenza linguistica a un gruppo specifico di lingu/e indoeuropee ,appunto le lingue celtiche, è bene, quando trattiamo di reperti archeologici darne un inquadramento crono-culturale preciso.
Dunque, ripeto la domanda giusto per chiarezza, rispondi ,sempre se ti va, con comodo e senza fretta : da dove viene il calendario che hai postato e a che epoca risale? le stesse informazioni mi piacerebbe averle per la pintadera sarda (provenienza e cronologia) e la pietra di Nordule(cronologia)
altro problema per me è la comparazione delle Festività celtiche e sarde.
A parte i problemi di prospettiva e ricostruzione storica, almeno alcune di quelle che citi non sono affatto esclusive dei due popoli in questione : le più evidenti sono la festa dei morti, la festa di S.Antonio abate con falò,quella di S. Giovanni con i riti del fuoco. Vi sono poi tutte quelle semi dimenticate di solstizi ed equinozi importanti in tutte le società contadine, o quelle come il 1 Maggio che hanno preso un significato del tutto diverso.
Una volta chiariti questi punto si può provare ad analizzare le immagini postate.
Ciao
Milena
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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Bisogna tener presente che i miei studi si riferiscono a un periodo storico ben preciso: il II MIllennio a.C. periodo dell'Insediamento dei PdM in Europa,Nordafrica e Mediterraneo (Occid. e Orient.).
LE FESTE celtiche e Sarde si riferiscono già a quel periodo... per queste ricerche potremmo orientarci alle tradizioni BRETONE e IRLANDESE su tutte, ma a seguire anche Scozzesi (che Irlandesi erano), Gallesi... e nel continente troviamo tradizioni (e reèperti... Pintaderas identiche nelle Canarie, in Anatolia...) anche presso gruppi etnici in katalunya, galizia, paesi baschi, corsi.. Il termine CELTI-KELTOI coniato da romani e greci potrebbe comunque derivare dal nome che questi Popoli avevano nella loro terra d'origine prima della migrazione del 2000 a.C.. KALDEI. POSTO UNA CARTINA per comodità.
Partendo da destra in basso troviamo le tre direzioni prese dai popoli che si insediarono a occidente. Notare che nei luoghi tradizionali dei celti europei ho inserito il nome SHARDANA, per com,odità, anche perchè furono quelli che insieme ai sardi conservarono USI, ARMI, COSTUMI originali i puntini verdi segnano i luoghi dove abbiamo effettuato ritrovamenti che ci riportavano in modo specifico ai POPOLI DEL MARE.
A SEGUIRE.
LEO
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Leo, premetto che non è mia intenzione fare critiche non costruttive, visto che comunque ritengo le tue ipotesi interessanti, sebbene non ancora comprovate. Dunque prendi ciò che dirò come uno spunto al miglioramento.
Le mie riflessioni derivano da recenti letture ed approfondimenti che mi hanno palesato alcuni "problemi" di carattere se vogliamo metodologico del tipo: è possibile identificare etnie ,popolazioni e spostamenti attraverso il materiale archeologico senza "forzarlo"? e quanto è possibile comprendere riguardo al grado e alle modalità di interazione tra popolazioni diverse ?
tutto ciò è estremamente complicato e per ottenere un grado rilevante di verosimiglinza presuppone una vasta e approfondita conoscenza del record archeologico ed anche una sufficiente capacità di oggettività riguardo alle proprie ipotesi e al modo di verificarle( si prenda tra tutti il caso Gimbutas ,che elaborò un'interpretazione dei dati archeologici, che pure conosceva molto bene, senz'altro affascinante e valida per alcuni aspetti, ma oggi riconosciuta sostanzialmente soggettiva, fuorviante ed ideologicamente condizionata.)
Ma torniamo a noi:
Come fai a dire che le feste celtiche e sarde, ricostruite a quanto pare in base a documenti di epoca molto recente (se non ho capito male si tratti di usi conservati nel folklore la cui origine antica, i se e i quando sono molto diffcili da stabilire ) "si riferiscono già a quel periodo" e come fai a distinguere, retaggi ereditati dai popoli da culture antreriori e quello che ritieni prettamente "shardana" o"celta"?
Inoltre ricorda che la diffusione di certi modi figurativi o di certi oggetti NON significa necessariamente spostamento di persone (si ricordi il caso famoso del Bicchiere Campaniforme ritenuto un tempo l'indicatore archeologico della migrazione indoeuropea, la quale forse è stata anteriore, non assumendo per nulla il carattere di uno spostamento massiccio di popolazione, ma semmai graduale).
insomma non è cos'ì facile nè scontato fare raffronti e stabilire derivazioni culturali e movimenti di popoli.
riguardo ai Caldei non so molto, so però che già esistevano nel XIV sec. ac e parlavano una lingua semitica. l'aramaico.
Invece il percosrso che indichi lo ritengo sufficientemente plausibile visto che rasppresenta vie di penetrazione naturali lungo grandi fiumi ben attestate ed utilizzate anche in periodi più antichi.
Insomma, dico, non è facile compravare teorie specie se esse sono innovative, ma meglio lo si fa, meno possibilità vi è di essere contraddetti e denigrati
Ciao
Milena
P.s.
non mi hai detto l'epoca del calendario celta postato, anche se a occhio e croce non mi sembra molto vecchio........
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
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le stesse informazioni mi piacerebbe averle per la pintadera sarda (provenienza e cronologia) e la pietra di Nordule(cronologia)
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La pintadera proviene da Santu Antine e dovrebbe essere datata al Bronzo recente (1300 a.C.). La pietra di Nordule (NU) proviene dall'area dell'omonimo nuraghe: sempre Bronzo Recente.
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2006
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X Marcello: in un tempo in cui mi devo guardare dagli "amici" trovo chi perora la mia causa pur trovandosi su FRONTE OPPOSTO. Ti ringrazio per la tua lealtà e il tuo aiuto. la tua richiesta non osavo porla personalmente, perchè già un mio Thread fu portato su FANTARCHEOLOGIA. No, non mi sto lamentando, capisco bene di essere ospite in campo avversario e quindi mi adeguo. Non me lo ha ordinato il medico di venire qui a "provocarvi"... ritengo però di essere stato accolto qui meglio che in altri forum che ritenevo "amici". Vi ringrazio, anche quanti mi pognono quesiti "contestatari"... penso quindi che la tua richiesta di trsferire il Thread CALENDARIO NURAGICO su altra sezione più adatta, sia da prendere in considerazione. Ho notato che l'argomento stuzzica...=P~
MERCI BEAUCOUP!:-({|=
SHAR:twisted:
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26-May-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2006
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Sono stato alla conferenza lunedì, purtroppo ho perso buona parte della relazione di Ugas ma devo dire che quel poco che ho sentito mi è parso interessante. Al di là dell’incidente che ha riguardato L.M., credo che ad Ugas vada comunque riconosciuto un atteggiamento sempre molto aperto e innovativo, senza dimenticare che lui deve comunque muoversi all’interno di certi canoni di rigore (e qui mi ricollego a quanto diceva Milena sull’opportunità e la pericolosità di “forzare” i risultati archeologici), canoni di rigore che non devono essere sempre confusi con un “impagliarsi” all’interno di un indirizzo scolastico chiuso ma che sono, in alcuni casi, garanzia di onestà intellettuale. Mi ha colpito particolarmente il passaggio in cui il professore sosteneva l’interpretazione di alcuni elementi decorativi, su certe ceramiche della Cultura di Ozieri, come rappresentanti il disco solare, ipotesi scartata da Lilliu per la difficoltà di inquadrare tale supposizione all’interno dell’ideologia di quelle genti, per le implicazioni religiose che ha una tale interpretazione (forse Marcello può aiutarmi ad essere più preciso, non ho avuto il tempo di andarmi a cercare il passo in cui Lilliu ne parla…mi riprometto di farlo quanto prima).
La relazione del prof De Pasquale, poi, è stata a dir poco sconvolgente! Premetto che è impossibile trattare i suoi argomenti senza avere sotto mano il suo materiale. Le pintadera sarebbero dei calendari lunari (principalmente ma non solo) imperniati su cicli astronomici di migliaia di anni. Sarebbero dei calendari perpetui le cui correzioni periodiche portano a un errore che cade sulla quarta, quinta cifra decimale. Su queste correzioni il professore ha effettuato un calcolo dell’errore, in modo indipendente, arrivando agli stessi risultati, il che ha dell’incredibile.
Ripercorrendo all’indietro o in avanti nel tempo i cicli tracciati sulle pintadera si possono fare delle previsioni(!), per le quali il professore è stato coadiuvato dall’osservatorio astronomico dell’università di…(e qui avrei dovuto prendere appunti ma non volevo assolutamente distrarmi…forse qui può aiutarmi Leo…), delle previsioni di allineamenti straordinari di pianeti, allineamenti che si verificano a distanza di migliaia di anni l'uno dall'altro (circa 8000 anni…anche qui niente appunti…), con una precisione di meno di 24 ore, si arriva cioè al giorno esatto: fantastico! Naturalmente queste sono solo due “cosette” tra le tante che il prof De Pasquale ha spiegato in una esposizione brillantissima durata più di un’ora. Lui si pure divertito a calcolare quante probabilità ci sono che i suoi risultati possano essere frutto di coincidenza: qualcosa come 1 su 10 milioni!
Il prof Ugas, alla fine, era sconvolto come tutti noi, e non sapeva bene che cosa dire. Inutile dire che le ricadute di una simile scoperta, se ulteriormente confermata e affinata (anche se già così mi pare sufficientemente verificata), sono molteplici e pesanti, fino a richiedere la ridiscussione di aspetti della cultura nuragica fino ad oggi esclusi dal dibattito accademico, o trattati in modo molto periferico (per usare un eufemismo), come, ad esempio, la scrittura nuragica.
Ultima Modifica di Sisera : 26-May-2007 20:37.
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26-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Mah caro Leo, forse quello che stai trovando qui è soltanto un po' di mentalità aperta (attenzione però, non spalancata all'infinito  ). In merito la postare il trhead intendevo non spostarlo di sezione, ma almeno dividere la polemica de "La santa inquisizione  " dall'argomento "calendario nuragico" che trovo molto interessante.
Comunque anche io vorrei sapere di più sul calendario celtico. A che epoca risale? Ci sono studi cui hai fatto riferimento?
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