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Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola

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Vecchio 26-August-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Predefinito Soppressione Soprintendenza di Sassari e Nuoro

La voce circolava già da tempo, ma di recente queste voci sembrano essersi trasformate in qualcosa di più concreto. Apprendo infatti dal web, che il Ministro Rutelli ha depositato in Parlamento la proposta di soppressione della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro. Quest'iltima quindi verrebbe accorpata alla sede di Cagliari, alla quale verrebbe affidata in toto la gestione e la tutela del patrimonio archeologico sardo.

Ora, non mi è ancora dato sapere quali siano le motivazioni di questa proposta, ma si può immaginare che la decisione sia stata presa per ridurre le spese gestionali delle due soprintendenze... almeno questa è l'unica risposta che riesco a darmi.

Come si può immaginare la proposta di Rutelli ha suscitato grande scalpore negli addetti ai lavori, che proprio in questi giorni si sono mobilitati per protestare contro la, forse imminente?, soppressione. Lettere di contestazione e di protesta stanno quindi lasciando l'isola con destinazione Ministero per Beni e le Attività culturali sperando che il Ministro possa cambiare idea. In merito vi lascio un paio di link:

patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali

Dal mio canto, spero tanto che ciò non accada perchè le conseguenze, per il Nord Sardegna e per il patrimonio archeologico, saranno disastrose...

Che ne pensate?
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa" (Jo Jo)
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Vecchio 26-August-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Le Sopritendenze provinciali ci sono solo in Sicilia e Sardegna. Persino in Trentino Alto Adige, benché gli uffici siano separati non corrispondo per organico a delle vere Soprintendenze. Aosta, benché capoluogo di regione, con un patrimonio da tutelare mica da ridere, non ha una Soprintendenza propria, ma solo una sede operativa.
In tutto il resto d'Italia, fatta eccezione per i casi oggettivamente specialissimi di Roma e Pompei, le Soprintendenze per i Beni Archeologici sono su base regionale e funzionano benone.

Rendiamoci conto: il futuro della discussione è se sia organizzativamente ed economicamente sostenibile l'esistenza stessa delle Soprintendenze per i Beni Archeologici e se non abbia più senso riaccorparne le fuzioni direttamente sotto le Soprintendenze Regionali ai Beni Culturali e Ambientali: sparpagliare le risorse frammentandole a livello provinciale serve solo a mantenere più posti da primo dirigente.
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Vecchio 26-August-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Si, sapevo che nelle altre Regioni le soprintendenze sono a base regionale, tranne le eccezzioni che tu stesso hai riportato... Ma è appunto l'eccezzionalità della Sardegna, sia dal punto di vista geografico, sociale e archeologico, che portò 50 anni fa alla costituzione della soprintendenza di Sassari. Ricordiamoci che la Sardegna è una delle Regioni più vaste e che possiede un patrimonio archeologico vastissimo... Già oggi (con due distaccamenti) è difficile operare a causa del ridotto organico e i pochi finanziamenti...

Se il problema è l'elevato costo della spesa pubblica, allora non credo affatto che la soppressione della soprintendenza sassarese risolvi alcun che (anzi danneggia e basta a mio avviso). Se proprio dobbiamo ridurre i costi statali, so bene io dove andare a tagliare (con forbici giganti però).
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Vecchio 26-August-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Onestamente questa eccezionalità della Sardegna non ce la vedo.
La Sardegna ha gli stessissimi problemi che hanno tutti gli altri: meno personale di quello che servirebbe, scarsezza di fondi, un importante e diffuso patrimonio da tutelare, lunghi tempi di percorrenza da un capo all'altro del territorio, difficoltà giuridiche a rapportarsi con gli Enti Locali.

Insisto che l'entità del patrimonio è assolutamente paragonabile a quello di altre regioni come la Puglia oppure il Veneto, come pure i problemi di percorrenza sono simili (prova te in Liguria a trasferirti in giornata dall'area archeologica di Ventimiglia a quella di Luni, oppure in Lombardia dal parco archeologico di Cividale Camuno al Centro Operativo di Mantova).

Il controllo del territorio mediante presenza diffusa di piccoli uffici che si contendono le poche risorse disponibili ho l'impressione che sia una strategia d'altri tempi che dobbiamo affrettarci ad invertire, concentrandoci su scala regionale dove un numero inferiore di dirigenti e lo stesso numero di funzionari possono lavorare con un numero superiore di tecnici, impiegati, disegnatori, archivisti etc. etc.

Anzi, come dicevo, mi aspetto che il prossimo passo sarà un ripensamento dell'utilità delle Soprintendenze per i Beni Archeologici rispetto alle già esistenti Soprintendenze Regionali ai Beni Culturali.
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Vecchio 26-August-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Non mi azzardo neanche a ribatterti perchè di certo non ho le competenze e l'esperienza per farlo. Le tue parole comunque fanno riflettere ed immagino che siano frutto di un ragionamento nato da anni di attività.

Senti, cos'anno di diverso le Soprintendenze Regionali ai Beni Culturali rispetto alle vechhie? Pensi che la proposta di Rutelli sia rivolta al "ripensamento"a cui fai accenno?
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Vecchio 26-August-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Non è questione di esperienza personale in questo caso ciò che riferisco sono pure chiacchiere orecchiate nei corridoi.

La faccenda delle Soprintendenze Regionali sembra essere il vero nodo che sta dietro alle questioni attuali di organizzazione interna delle Soprintendenze.

Nel 1999 (se ricordo bene, ma se mi sbaglio mi sbaglio di poco) vennero istituite le cosiddette "Soprintendenze Regionali", sostanzialmente degli organi periferici del Ministero che hanno una autorità superiore a quella delle Soprintendenze tradizionali sia archeologiche che architettoniche del proprio territorio e che si rapportano con le Autorità regionali rappresentando il Governo Nazionale in una ottica di tipo vagamente federalista (era l'epoca dell'infausta modifica del Titolo V della Costituzione).
In buona sostanza hanno sul territorio Regionale le competenze che la Legge attribuisce al Ministero (per esempio annullare motivatamente nullaosta ambientali promossi dagli Enti Locali, formulare decreti di vincolo archeologico architettonico o paesaggistico, espletare le verifiche dell'interesse culturale autorizzando demolizioni o distruzioni di beni non meritevoli di tutela etc. etc.).
Ciò significa che nelle Soprintendenze Regionali c'è un dirigente a capo di funzionari che di formazione sono sia architetti che archeologi che storici dell'arte etc. Alla prova pratica questo sistema sta mostrando il difetto di risultare quasi un doppione e di allungare sensibilmente i tempi delle pratiche promosse dal Cittadino, il quale si rivolge alla Soprintendenza competente, per esempio l'archeologica, che istruisce una risposta ma che in molti -troppi- casi deve attendere un placet della regionale.
Qualcuno sta cominciando a far notare che sarebbe molto più efficiente un sistema accentrato a livello regionale sopprimendo le Soprintendenze tradizionali ed accorpandole nell'unica (già esistente) Soprintendenza Regionale, avente un unico dirigente e molti funzionari sia archeologi che architetti che storici dell'arte (e moltissimi impiegati, tecnici, archivisti, disegnatori etc.).
Naturalmente le opposizioni interne sono fortissime, perché una svolta del genere diminuirebbe sensibilmente le possibilità di carriera interna per i funzionari verso ruoli dirigenziali (sostanzialmente verrebbero ad esserci meno posti da dirigente nei ruoli del Ministero).

Personalmente non sono un tifoso di una soluzione piuttosto che di un'altra, ma ho la sensazione che la partita sarà lunga e combattuta e che certi processi di semplificazione su base regionale delle Soprintendenze tradizionali siano da leggersi anche in questa prospettiva.

Ultima Modifica di Mdd : 26-August-2007 23:49.
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Vecchio 26-August-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Poi dire cosa precisamente abbia in mente Rutelli . . . chi l'indovina è bravo.
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Vecchio 26-August-2007
L'avatar di  leda
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Non so che tipo di esperienza tu abbia Mdd, ma la maggior parte dei funzionari delle Soprintendenze giudica inappropriate prorpio quelle regionali, come un ulteriore ingigantimento della struttura, ulteriore ed inutile. Ogni regione d'Italia è divisa in zone che hanno caratteristiche a volte diversissime: ad esempio nel Lazio, il patrimonio della Tuscia non ha nulla a che vedere con quello dei Colli Albani, ed infatti esiste la Soprintendenza per l'Etruria meridionale. E' vero che i fondi sono pochi e bisogna razionalizzare le risorse, ma la diffusione capillare delle Soprintendenze sul territorio, a mio avviso, sarebbe una forza, se lo stato stanziasse i fondi necessari. Tra l'altro le unicità di cui parlavo sono già state colte da alcune realtà locali, con la creazione dei cosiddetti sistemi museali, quali quello del lago di Bolsena (la cui area presenta caratteristiche particolari rispetto alla stessa Tuscia di cui fa parte), dei Monti Lepini, dei Colli Albani. Si potrebbe quindi lasciare autonomia ai vari musei (o sistemi museali) ed anche ai singoli siti (come il caso di Pompei), magari integrando museo e sito in un'unica gestione, sopprimere le varie Soprintendenze (a parte casi eccezionali come Roma) e lasciare solo le Soprintendenze regionali? A me non sembra una buona idea, perché le Soprintendenze "territoriali" svolgono l'importantissima funzione di controllo che un'unica Soprintendenza regionale sarebbe portata a limitare. La tua idea potrebbe essere buona pensando ad una Soprintendenza unica, ma che abbia sedi dislocate su tutto il territorio, in sostanza si unifica il tutto, ma si lasciano le sedi attuali e comunque si scelgono i funzionari delle varie sedi in base alla preparazione specifica sull'area di interesse: un etruscologo, lo si manda in una sede della Tuscia, non in una dei Colli Abani. Non vorrei che unificare significasse meno controllo di quello scarso che già c'è.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 26-August-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Non so che tipo di esperienza tu abbia Mdd, ma la maggior parte dei funzionari delle Soprintendenze giudica inappropriate prorpio quelle regionali, come un ulteriore ingigantimento della struttura, ulteriore ed inutile.

Sì, ti confermo che i commenti più frequenti sono in questo senso.

Personalmente non ho più una mia idea a riguardo; nel senso che una idea ce l'avevo, ma ormai è superata dai fatti: secondo me le Regionali sono state un errore, non sarebbero dovute esistere proprio, mentre le tradizionali si sarebbero dovute organizzare rigorosamente su base regionale (non solo le archeologiche che lo sono sempre state, ma anche le architettoniche che spesso raccolgono alcune province e non l'intero territorio regionale).

Allo stato attuale non so proprio cosa sia meglio fare.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 27-August-2007
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. . . una Soprintendenza unica, ma che abbia sedi dislocate su tutto il territorio, in sostanza si unifica il tutto, ma si lasciano le sedi attuali e comunque si scelgono i funzionari delle varie sedi in base alla preparazione specifica sull'area di interesse: un etruscologo, lo si manda in una sede della Tuscia, non in una dei Colli Abani. Non vorrei che unificare significasse meno controllo di quello scarso che già c'è.

Beh, il sistema delle "unità operative" c'è già quasi ovunque e non mi pare che sia in discussione.
Il problema è capire dove sta (e se è una sola persona o più persone che magari stanno anche in posti diversi) il dirigente che prende le decisioni, che firma, che autorizza o ferma un procedimento, che approva delle procedure operative, che ha la responsabilità di fornire una risposta -positiva o negativa che sia- al Cittadino in tempi ragionevoli (senza rimpalli fra uffici differenti ognuno dei quali si prende sessanta giorni per dirti che la competenza è anche di quell'altro).

Poi c'è un altro aspetto: non c'è nulla di più devastante per la credibilità dell'intera categoria e di frustrante per chi ci lavora di quando le regole o anche solo i criteri o puramente le procedure cambiano nel giro di pochi chilometri di distanza: di quando il sondaggio preventivo lo fai in un paesino con una semplice trincea oppure in quello confinante con migliaia di metri di splateamento, quando per la documentazione di qua basta uno scatto digitale di là serve tutto l'ambaradan in quattro formati, quando di qua si possono smontare intere strutture con una semplice documentazione di scavo mentre di là parlare di strappo di mosaici è un assoluto tabù.

Non so quale sia il modo migliore per garantire ciò, ma c'è bisogno di uniformità decisionale almeno su base regionale.

Ultima Modifica di Mdd : 27-August-2007 00:25.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 29-August-2007
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Com'era prevedibile, la stessa situazione si sta verificando anche in altre Regioni. Vi posto un paio di link che un'utente di un altro forum mi ha gentilmente segnalato:

patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali

ArcheoTarget.it - Articoli: Scompare la Soprintendenza di Pompei
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  #12 (permalink)  
Vecchio 31-August-2007
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Come volevasi dimostrare :wink: .
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  #13 (permalink)  
Vecchio 31-August-2007
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Si... ma non ho capito ancora l'obbiettivo di questa riforma sinceramente.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 31-August-2007
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Boh. Nemmeno io. L'obiettivo "tattico" è evidentemente un processo di semplificazione a livello regionale, che nell'immediato si limita a comportare la riduzione di qualche posto da dirigente.
L'obiettivo "strategico" chi l'indovina è bravo :-? .
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