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Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola

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  #61 (permalink)  
Vecchio 29-October-2007
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Sei sicuro che si tratti proprio del pozzo di Funtana Coperta di Ballao? Che io ricordi, fu scavato dal Taramelli nel 1918, e non rinvenne materiali molto significativi. Non è che volevi riferirti al pozzo di Cuccuru Nuraxi-Settimo San Pietro, o a quello di Serra Niedda-Sorso?
Se trovi affidabile quanto scritto qui, allora non dovrei sbagliarmi
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Credo si riferisca agli scavi eseguiti, in concomitanza con il restauro, dalla Manunza.
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Ultima Modifica di MarcelloS : 29-October-2007 15:08.
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  #62 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
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Se trovi affidabile quanto scritto qui, allora non dovrei sbagliarmi
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Credo si riferisca agli scavi eseguiti, in concomitanza con il restauro, dalla Manunza.
Intanto complimenti per aver scovato il link: sei un vero segugio!
In effetti, si parla inequivocabilmente di Funtana Coperta di Ballao, anche se la Manunza, nel suo report di scavo (su Quaderni della Soprintendenza di Cagliari, 14, 1997) non fa cenno di resti ossei. Se comunque il materiale proviene da quella campagna, allora proviene dalla porzione di villaggio indagata a 50 metri dal pozzo, mentre il pozzo stesso era già stato svuotato dal Taramelli nel 1918. Lo so che nel titolo della comunicazione al congresso AIAZ si parla di "Pozzo Sacro", ma il titolo è sempre sbrigativo e non è la sede per precisazioni. Come quando si dice "gli scavi nel nuraghe Santa Cristina di Paulilatino" o "nel nuraghe Appiu di Villanova Monteleone" oppure "nel nuraghe Domu 'e S'Orku di Domusnovas", e poi si scopre che hanno scavato qualche capanna del villaggio.
Comunque è solo una puntualizzazione. Il tuo discorso di partenza resta validissimo. In effetti, resti di animali presumibilmente sacrificati sono stati rinvenuti nei pozzi sacri, a partire da quello di Serra Niedda a Sorso (SS). Qui, addirittura (lo dico per gli altri, perché tu, che sei della zona, lo saprai certamente meglio di me), è stato rinvenuto un famoso bronzetto di un guerriero armato di lancia che conduce al sacrificio un ariete, tenuto al guinzaglio come fosse un cagnolino

(Immagine tratta dal sito del Museo di Sassari)
Iconografia abbastanza fantasiosa, perché (come giustamente fanno notare gli specialisti in zoologia ed etologia) un animale condotto al macello non avrebbe preceduto il padrone trotterellando al guinzaglio, ma avrebbe puntato i piedi e avrebbero dovuto tirarlo con forza! Più credibile è l'altra ben nota iconografia presente nei bronzetti, in cui un uomo è raffigurato mentre conduce l'animale (vivo) in offerta tenendolo sulle spalle, proprio come i pastori del presepe.
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Vecchio 30-October-2007
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Conoscevo anche il caso di Serra Niedda, ma non ricordavo di questo preciso bronzetto... molto interessante!
Senti, sai per caso a quant'è arrivato il censimento dei pozzi sacri?
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  #64 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
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In un recente lavoro, M.G. Meloni (in La Civiltà Nuragica, Nuove Acquisizioni, Atti del congresso di Senorbì, Quaderni della Sopr. Cagliari, Monografie n. 1, 2005, pp. 93-105) parla di 91 pozzi sacri e 45 fonti sacre. Sicuramente è incompleto, perché nel frattempo ne è stato trovato qualche altro (come quello di Tertenia, a doppia camera sovrapposta).
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Vecchio 27-November-2007
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Non voglio addentrarmi nel merito della discussione ma la lettura dei vostri post mi ha suggerito alcune considerazioni generali. Che l’archeologia non sia una scienza ma, al limite, una “disciplina analitica” limitatamente allo scavo e alle successive fasi ad esso legate, o che perlomeno ci sia un grande impegno da parte degli archeologi per renderla tale, è innegabile. Quando, però, si passa a tracciare i quadri storici l’archeologia perde ogni parvenza di pseudo-scienza per approdare a una sorta di “giornalismo di tesi”. L’ampiezza della deviazione è legata in modo stretto alla capacità dell’archeologo di affrancarsi (quando è il caso) dalle sovrastrutture scolastiche.
Così, a memoria, mi vengono in mente un po’ di quelle “acrobazie scientifiche”. La collocazione di Tartesso in Spagna o degli Shardana in Anatolia, che dire poi dei Micenei che non si è mai capito bene chi fossero, o i Fenici che vengono fatti arrivare in Sardegna già nel XI-X secolo, se non prima, anche se di loro c’è traccia solo molto più tardi, così tirando un po’ giù la datazione della Stele di Nora tutto si aggiusta, per non parlare dei fantomatici Celtiberi o dei Greci che se ne vanno in giro nell’Atlantico. Ma l’elenco è certamente più lungo.
Poi, come per magia, salta fuori uno strano pozzo in Bulgaria! Mica è possibile! Che ci sta a fare li? E d’un tratto il mondo archeologico viene pervaso da uno strano “fondamentalismo empirico”, tipo quello che si avverte nell’aria quando si sente parlare delle raffigurazioni dei Popoli del Mare a Medinet Habu. In questi casi fa molto serio dire che “non si può affermare nulla”.
Forse, però, che il pozzo di Garlo è un pozzo nuragico si può dire, non mi sembra un’affermazione così acrobatica. Poi, certo, occorre capire come mai si trova da quelle parti ma far finta che potrebbe essere un caso, dovuto quasi un’anomalia spazio-temporale, e ignorarlo quasi completamente come finora e stato fatto dall’archeologia sarda mi sembra sconcertante.

Ciao.




Ultima Modifica di Sisera : 27-November-2007 01:56.
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  #66 (permalink)  
Vecchio 01-December-2007
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Poi, come per magia, salta fuori uno strano pozzo in Bulgaria! Mica è possibile! Che ci sta a fare li?...
Credo che, prima che vengano fatte ipotesi strampalate, il pozzo di Garlo necessiti di uno studio fatto da archeologi professionisti con competenze specifiche, in modo che il monumento bulgaro possa essere descritto e datato e che i risultati di tale studio siano pubblicati in riviste appropriate. Perche' e' proprio questo tipo di documentazione che al momento non e' disponibile.

Immagino che il reperimento dei fondi per finanaziare questo studio possa risultare non facile

Mario
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Vecchio 02-December-2007
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Credo che, prima che vengano fatte ipotesi strampalate, il pozzo di Garlo necessiti di uno studio fatto da archeologi professionisti con competenze specifiche, in modo che il monumento bulgaro possa essere descritto e datato e che i risultati di tale studio siano pubblicati in riviste appropriate. Perche' e' proprio questo tipo di documentazione che al momento non e' disponibile.

Immagino che il reperimento dei fondi per finanaziare questo studio possa risultare non facile

Mario
Sono perfettamente d’accordo con te! Occorre chiedersi perchè questo non sia ancora avvenuto, il sito in questione è noto da tempo. O il pozzo di G. potrebbe essere nuragico e mi catapulto in Bulgaria per vedere di capire se è così o no, oppure il pozzo di G. non può essere nuragico perché si trova in Bulgaria e non ci vado nemmeno: la prima prevede una verifica “sperimentale”, la seconda è l’archeologia sarda del periodo nuragico!...non mi pare una posizione supportata da studi approfonditi. La “scientificità” dell’archeologia che si occupa della Sardegna del II millennio mi sembra in alcuni casi piuttosto inconsistente, questo è il problema. Mi pare che la forza con cui si sostengono certe ipotesi interpretative superi spesso la forza del dato archeologico che dovrebbe tenerle in piedi, ma questo non sembra rappresentare un grande problema. D’altra parte, altrettanto spesso, si ritiene che non sia neanche necessario fare le verifiche o si ritiene che quelle eseguite non siano sufficienti per rivedere un bel niente. In alcuni casi insomma ci si attacca anche solo a un coccio, quando c’è, se no si ipotizza pure il suo ritrovamento futuro (vedi Fenici in Sardegna sul finire del II millennio) ma, si sa, a partire da una teoria scientifica che si rispetti devono poter essere fatte delle previsioni, in altri casi non basta un intero pozzo sacro! Voglio dire che di frequente in archeologia (in particolare mi riferisco all’archeologia che riguarda la Sardegna Nuragica) quando ci si trova di fronte a un nuovo elemento non inquadrabile perfettamente all’interno degli “schemi” ritenuti solidi si tende a forzarlo all’interno di detti “schemi” (Monti Prama è, credo, di questo atteggiamento il paradigma perfetto) o, quando possibile, non lo si prende in considerazione o lo so liquida in modo imbarazzante (citerei a questo proposito quanto ha finora riguardato l’ipotesi di una scrittura nuragica: le interpretazioni che sono state date di documenti come il sigillo di S. Imbenia o del brassard di Locci Santus hanno, francamente, del ridicolo, per non parlare del silenzio assordante intorno alle tavolette bronzee di Tzricotu; in questa casistica dei non considerati o liquidati metterei anche il Pozzo di G.). Naturalmente alcuni studiosi vanno posti al di fuori da questo quadro malinconico, sono evidentemente ancora troppo pochi e piuttosto isolati all’interno del mondo accademico sardo. I fondi per la ricerca in Italia sono molto scarsi ma questo argomento, non è certo il tuo caso, viene spesso portato a pretesto e strumentalizzato secondo convenienza.Ciao
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  #68 (permalink)  
Vecchio 02-December-2007
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Per Sisera
mi rendo conto che non hai molta simpatia per l’archeologia, alla quale neghi la scientificità, però hai un modo abbastanza curioso di ragionare, infatti, non dai alcuna motivazione al tuo giudizio salvo criticare il posizionamento di Tartesso in Spagna, che è incontrovertibile (ma forse confondi con Tarshish, che sarebbe un discorso un po’ più ampio); o degli Shardana in Anatolia, ma anche qui temo sia un po’ indietro rispetto al dibattito scientifico; o il forzare le Statue di Monti Prama in uno schema (ma non capisco a quale schema ti riferisci visto che il dibattito archeologico è molto aperto); o la datazione dei Fenici (ma evidentemente ti riferisci a vecchie ipotesi che peraltro riguardavano tutte le fondazioni coloniali: oggi si discute tra X, secondo alcune calibrature al C14, e fine IX, vedi S. Imbenia, prima metà VIII, vedi S. Giorgio di Portoscuso); l’abbassamento (?) della stele di Nora (presumo che tu non la ritenga fenicia) visto che parteggi per le Tavolette di Tziricottu: comunque, tranquillo, su quelle tavolette nessun “silenzio assordante” sono state pianamente interpretate e pubblicate per quello che realmente sono, matrici per la realizzazione di elementi decorativi da cintura bizantini (come mostrano i molti esemplari rinvenuti nelle necropoli italiane).
Se non crediamo che il pozzo di Giarlo sia nuragico è perché l’edizione del monumento (sebbene molto discutibile ed esilarante quanto si trasferisce nell’analisi dei pozzi sardi) mi sembra metta in chiaro la distanza dai nostri e semmai la vicinanza a tipologie più tarde e, generalmente, di ambito orientale; per te, invece, il pozzo è nuragico a prescindere. Le ipotesi hanno necessità di basi scientifiche per essere tali e l’archeologia si muove su percorsi scientifici, non con l’inseguimento di sensazioni, intuizioni qui e là nel mondo. Pensa quanti “nuraghi” sono stati avvistati in tutto il mondo ma non credo che sarebbe molto scientifico una spedizione per verificare ciascuno di essi (oltre che improponibile economicamente). Per questi basta vedere dove sono e quando sono stati fatti, questa è la base di inizio per verificare se si può proporre un’ipotesi.
Prova a sottoporre a critica, con i tuoi, criteri, lo studio del pozzo di Giarlo o quello delle Tavolette di Tziricottu: prova a vedere se danno un dato concreto, verificabile, ragionato che permetta, ad esempio, di datarli. Temo che non ne troverai.
Forse se ti confronti con più disponibilità con i “cattivi” archeologi troverai un ampio dibattito. Se sei in Sardegna vieni a metà dicembre a seguire il congresso di Villanovaforru, penso potrai trovare stimoli interessanti e poco scolastici proprio su questi argomenti e magari ne possiamo discutere a voce.
alfonso
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  #69 (permalink)  
Vecchio 03-December-2007
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Soltanto due facezie veloci, con il permesso di Marcello.
Devo confessare, Alfonso, che a un certo punto mi hai strappato un sorriso: non penso che gli archeologi siano “cattivi”, non so perché tu mi attribuisca questa idea, non vedo gli archeologi come “esseri avvolti di oscuro mistero” come per i bambini gli orchi delle favole, quanto al modo “curioso” di ragionare me lo diceva mia nonna (lei diceva “ma se’ curiosu”) quando cercavo di farle capire le ragioni per cui, ogni tanto, cambiavo fidanzata!
La discussione è molto interessante, purtroppo devo rimandare una risposta articolata (e seria) perché sto partendo e sono di frettissima.
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Se sei in Sardegna vieni a metà dicembre a seguire il congresso di Villanovaforru, penso potrai trovare stimoli interessanti e poco scolastici proprio su questi argomenti e magari ne possiamo discutere a voce.
alfonso
Potresti, per favore, darci qualche informazione in più sul congresso, o qualche indirizzo utile. Spero proprio di poterci andare. Grazie.

Ciao

Ultima Modifica di Sisera : 03-December-2007 19:32.
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  #70 (permalink)  
Vecchio 03-December-2007
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Ecco qua il programma del convegno

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  #71 (permalink)  
Vecchio 04-March-2008
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Questo lo dico non per fare l'avvocato del diavolo, ma solo giusto per chiarire il contesto del pozzo di Funtana Coperta di Ballao, che viene portato come stringente confronto per il pozzo di Garlo in Bulgaria. A questo volevo aggiungere, se forse qualcuno non lo ha già detto, che oltre a quello di Ballao, un solo altro pozzo (quello di Cuccuru Nuraxi-Settimo San Pietro) presenta, come quello di Garlo, la caratteristica di avere un normale pozzo a canna cilindrica scavato nel pavimento della camera voltata a Tholos. Tutti gli altri pozzi sacri nuragici, invece, non lo avevano, e l'acqua sgorgava direttamente alla base della camera sotterranea.
...a me sembra che ce ne siano anche altri...
Quello di Irru - Nulvi e Santa Anastasia ...se non sbaglio anche quello di su romanzesu prima del restauro! per esempio...
e ce ne sono anche altri!
...Se si tiente conto che la maggior parte non è stata scavata scientificamente e non si hanno dati sufficienti...
La maggior parte dei pozzi ha ancora l'acqua...e non si può dire senza uno scavo approfondito!
Secondo quello che dici nel pozzo di Santa Cristina e su tempiesu di orune o di predio canopolo o santa vittoria di Serri l'acqua sgorga dal fondo del pozzo??
A me sembra che sgorghi da circa 2m di altezza, dai fori di canalizzazione!


Mirko Zaru
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Drem 2006 ®
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Vecchio 06-March-2008
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Per quanto riguarda la prima parte dell'intervento di Dremelv-Mirko Zaru, mi dispiace contraddirti. Se parliamo di pozzi tipo Funtana Coperta-Ballao e Cuccuru Nuraxi-Settimo San Pietro, che sono i confronti da portare con quello di Garlo, allora i monumenti che hai citato, come direbbe il buon Di Pietro, non ci azzeccano. Irru-Nulvi è un monstrum, purtroppo talmente raso al suolo che è difficile identificarne con precisione le diverse fasi edilizie: comunque non c'è nessun pozzo a canna cilindrica sul pavimento della tholos, bensì una piccola tholos inserita in una struttura più grande (ma le diverse trasformazioni edilizie rendono il tutto quasi illeggibile). Santa Anastasia non ha assolutamente un pozzo cilindrico nel pavimento; dovrebbe avere una sorta di piccolo collettore laterale alla base della tholos, ma non c'entra nulla col discorso che stiamo facendo. Sempre che tu non ti voglia riferire al pozzo a canna che è dentro la chiesa, e che in origine era inserito nel villaggio di capanne: ed anche in questo caso non ci azzecca. Per quanto riguarda Romanzesu, non so a cosa ti riferisca: c'è una sorta di gradino circolare alla base della tholos (come anche a Santa Cristina di Paulilatino) che non delimita un pozzo a canna, ma una bassa conca di raccolta scavata nella roccia, e c'è forse anche un collettore laterale (come a Sardara): niente a che vedere, quindi, con Ballao, Settimo San Pietro e Garlo.
La seconda parte dell'intervento mi sembra una questione di lana caprina: che l'acqua trasudi dalla base della tholos o dalle pareti, qual'è il problema? Comunque Su Tempiesu è una fonte e non un pozzo, e per quanto riguarda i siti non scavati, possiamo parlare solo di ciò che vediamo in superficie, ma discutere di quello che sta ancora sotto terra mi pare del tutto inutile.
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  #73 (permalink)  
Vecchio 10-March-2008
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Per quanto riguarda la prima parte dell'intervento di Dremelv-Mirko Zaru, mi dispiace contraddirti. Se parliamo di pozzi tipo Funtana Coperta-Ballao e Cuccuru Nuraxi-Settimo San Pietro, che sono i confronti da portare con quello di Garlo, allora i monumenti che hai citato, come direbbe il buon Di Pietro, non ci azzeccano. Irru-Nulvi è un monstrum, purtroppo talmente raso al suolo che è difficile identificarne con precisione le diverse fasi edilizie: comunque non c'è nessun pozzo a canna cilindrica sul pavimento della tholos, bensì una piccola tholos inserita in una struttura più grande (ma le diverse trasformazioni edilizie rendono il tutto quasi illeggibile).
Irru, non è assolutamente raso al suolo, non sò che pozzo abbia visto tu!
Se per le diverse fasi edilizie intendi le strutture sulla pavimentazione a destra in alto rispetto alla tholos, non sono affatto di strutture precedenti!
Addirittura nel pozzo di Irru, ci sono tutti gli elementi per la comprensione della struttura, e, sulla pavimentazione della tholos, c'è un bel pozzo come dici tu "a canna".
Non si tratta, tra l'altro di una piccola tholos in una struttura più grande, ma è la tholos vera e propria della struttura.
Non ho la possibilità di inserire le foto altrimenti avremo anche la documentazione fotografica di quello che sto dicendo!
(sono sempre pronto a sentire le tue motivazioni)

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Santa Anastasia non ha assolutamente un pozzo cilindrico nel pavimento; dovrebbe avere una sorta di piccolo collettore laterale alla base della tholos, ma non c'entra nulla col discorso che stiamo facendo. Sempre che tu non ti voglia riferire al pozzo a canna che è dentro la chiesa, e che in origine era inserito nel villaggio di capanne: ed anche in questo caso non ci azzecca.
Per quanto riguarda Santa Anastasia di Sardara sbagli ugualmente!
La pavimentazione che si vede sul fondo della tholos, non è la pavimentazione originale, il pozzo "a canna" è stato obbliterato in fase di scavo... il Taramelli scavò il pozzo nella pavimentazione trovandoci anche uno scheletro.
Il pozzo dentro la chiesa, (avente la tholos edificata tale e quale a quello di Santa Cristina)
in origine si doveva presentare come quello di Irru...infatti i conci martellinati finemente lavorati (un tempo inglobati nella chiesa e rimossi dal pozzo durante l'edificazione della stessa) vengono da quest'ultimo pozzo comunicante con quello attualmente visibile all'esterno tramite una canalizzazione.

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