Caro MarcelloS sono finalmente riuiscito a partecipare al Forum.
Lo faccio in questa discussione perchè mi sto occupando delle statue all'interno di una ricerca archeologica sulla prima età del Ferro nella Sardegna.
Credo sia necessario chiarire che le statue non sono mai state nascoste; furono esposte quasi subito al Museo di Cagliari e li sono rimaste esposte sino a oggi. In esposizione vi sono quei frammenti che hanno meno problemi di conservazione. Sono, infatti, reperti molto delicati realizzati in un'arenaria che tende a sfaldarsi facilmente. La mancanza di fondi e di laboratori attrezzati ha impedito fino a oggi il trattamento e restauro dei frammenti, ma non il loro studio. Sono state abbondantemente pubblicate sia in ambito scientifico che divulgativo in tutti questi trent'anni.
Il restauro potrà permettere ulteriori analisi.
La loro scoperta non fu e non è "imbarazzante", ma ha permesso di ipotizzare nuovi scenari. Restano grossi problemi legati al fatto che finora, salvo una testa da Narbolia, restano uniche in Sardegna e che sia a Cabras che a Narbolia sono decontestualizzate: sono cioè fuori dal contesto originario, per cui non conosciamo con esattezza se fossero poste sopra le tombe o nei pressi o in un saccello votivo al quale era annessa la necropoli.
La datazione è complicata da questo fatto e dalla natura delle tombe: dei pozzetti con pochi reperti. Uno dei rari reperti è lo scarabeo che trent'anni fa venne definito PseudoHyksos. In realtà la definizione non è corretta, si tratta, infatti di uno scarabeo egiziano dell'età del Ferro con raffigurato un doppio fiore di loto schematizzato; una tipologia nota a partire dagli ultimi secoli del II millennio fino a parte del I. La presenza di uno scarabeo identico a Tiro, in uno strato dell'VIII sec. a.C. mi ha portato a ipotizzare una medesima datazione per quello di Cabras, a conferma della datazione ipotizzata da Lilliu per le statue Ci sono anche altri elementi che portano a questa cronologia). Il fatto che le statue e la necropoli si trovino a pochi chilometri da Tharros e sull'unica strada che unisce il Capo San Marco (dove c'è Tharros) e il Monti Ferru, dove ci sono i giacimenti di Ferro e lungo la quale è stata rinvenuta la statua di Narbolia, indirizzano la ricerca verso quest'epoca.
Il fatto che nei manuali non sardi non si parli delle statue non sorprende, si parla poco e con poca cognizione anche dei nuraghi; denota una visione molto italocentrica dell'archeologia e una scarsa competenza.
alfonso
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