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| Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |
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21-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Eh si l'argomento Mont'e Pramma riesce sempre ad accendere le discussioni. Mi sembra che si sia già detto molto, personalmente penso che la vicenda delle statue forse sia uno dei tanti treni che la regione Sardegna, ma forse i Sardi in generale, abbia perso e ahimè continui ogni tanto a perdere. Solo per aggiungere un piccolo aneddoto, dico che durante la mia visita un paio di anni fa al museo di Cagliari, dove sono esposti i pezzi citati, un signore distinto con valigetta 24 ore in braccio, mi ha pedinato durante la mia permanenza nella sala ben attento che io non scattassi alcuna foto, cosa che peraltro invece ho potuto fare nella altre sale. Era una caldissima giornata di agosto e nel museo non c'era praticamente nessuno. Inoltre come già detto qui, sono presenti parecchie pubblicazioni che mostrano le immagini delle statue, al museo stesso comprai un segnalibro ricordo (magra consolazione) proprio con l'immagine del busto. Perchè quindi nessuno scatto che avrei fatto anche senza flash ?
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Tholoi - neroargento.com
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21-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Tholoi - neroargento.com
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21-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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Caro MarcelloS
purtroppo il progetto di restauro, come tanti altri progetti, ha stentato per la scarsa attenzione politica, intendo dei politici che poi votano le leggi finanziarie della Regione e dello Stato. Leggi nelle quali i fondi per i restauri, per gli scavi e per la ricerca sono sempre pochini. Quando poi si tratta di progetti in ambito archeologico, se non hanno una finalità di valorizzazione, non trovano molta attenzione. Ti porto l’esempio del nuraghe che sto scavando (quando ci sono i fondi): non siamo riusciti ancora ad avere i soldi non solo per lo scavo, ma neanche per togliere la vecchia strada provinciale che passa sopra alcune torri dell’antemurale; contemporaneamente, però, ci hanno finanziato la valorizzazione di un’area archeologica prenuragica (che meritava lo stesso), stralciando la parte del nuraghe.
Per quanto riguarda le statue non so nulla delle dinamiche di distruzione: abbattimento violento o abbandono e crollo nel tempo, forse il restauro potrà darci qualche indizio, in quanto le statue vennero ritrovate in una discarica punica; bisognerà capire ad esempio se i tronconi sono stati accatastati lì dopo una loro permanenza sparsi sul terreno, o se erano in piedi lì sul posto, quindi buttate giù e poi pian piano colmate con terreno ecc.
Sulla dinamica storica invece qualcosa possiamo dire. È evidente che esse, quando erano in piedi, indicavano il pieno possesso politico di quel territorio da parte dei nuragici; G. Lilliu e M. Gras ipotizzarono una loro funzione di indicatore di confine tra le pertinenze di Tharros e quelle nuragiche. Personalmente non ho ancora dati per confermare ciò, ma sicuramente questo possesso del territorio a un certo punto viene meno, a causa dell’espansione territoriale di Tharros. Io credo che le statue non stiano in piedi oltre il periodo che genericamente possiamo indicare tra fine VIII e prima metà VII sec. a.C., perché dopo questo periodo in poi non si hanno nel territorio tracce autonome nuragiche. Anzi a s’Urachi di San Vero Milis la presenza fenicia che fino a quell’epoca era intrecciata con quella nuragica, da questo momento diventa esclusiva. Il che non significa necessariamente la scacciata dei nuragici o il loro massacro; probabilmente ci fu anche una forte acculturazione, per cui almeno una parte si adattò a vivere integrandosi nella nuova realtà.
La rottura dello statu quo nuragici – fenici può notarsi in tutta l’isola, ma questo lo possiamo vedere in un altro intervento.
Se può interessare il 14 e 15 novembre si terrà a Villanovaforru un convegno proprio su questo tema: i nuragici, i fenici e gli altri, al quale parteciperanno quasi tutti gli studiosi che si occupano del problema non solo in Sardegna e il cui programma può essere letto in
Untitled Document
Per la testa di Narbolia:
P. Bernardini – C. Tronchetti, L’effigie, in La civiltà nuragica, Milano 1990. (nello stesso volume, ma nell’articolo di Barreca c’è la foto dello scarabeo.
A. Usai, Testimonianze prenuragiche e nuragiche nel territorio di Narbolia in Nurabulia Narbolia. Una villa di frontiera del Giudicato di Arborea, a cura di R. Zucca, Narbolia, 2005.
Sulla statuaria nuragica in generale:
G. Lilliu, La grande statuaria nella Sardegna nuragica: Mem. Mor. Acc. Lincei s. 9, v. 9 (1997).
alfonso
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21-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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Posso aggiungere che dal sito della regione "Sardegnacultura" è scaricabile il primo quaderni di Darwin dedicato all'archeologia sarda, nel quale potete trovare un interessante articolo di R. Sirigu sulle statue
Sardegna Cultura - Argomenti - Archeologia
alfonso
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21-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
alfonso
se non hanno una finalità di valorizzazione, non trovano molta attenzione.
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Parole sante... ma nel caso Monti Prama è proprio questo che lascia perplessi. Le potenzialità di valorizzazione, sia del territorio che della cultura, delle statue sono lampanti ma pare proprio non siano mai state colte dalle amministrazione succedutesi negli anni. Tant' è che il restauro odierno coincide (come ho già scritto) proprio con le odierne linee politiche della Regione, finalizzate proprio alla valorizzazione della cultura e dell' archeologia isolana.
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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28-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2006
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^^Il 31 marzo 1974 nelle pagine della “Nuova Sardegna”, quotidiano di Sassari, veniva data la notizia dal rinvenimento, nella collina di Monti Prama presso Cabras di un tempio punico (La Nuova Sardegna – Eccezionale ritrovamento nella Penisola del Sinis: un aratro scopre un tempio punico-) con pezzi di colonne, cippi e capitelli e, soprattutto, con frammenti di statue antropomorfe (teste, busti, braccia con manicotti parabraccio, mani con armi, ecc.) di notevoli dimensioni.
[…]
…non si trattava di un tempio punico come sosteneva all’inizio la Sovrintendenza di Cagliari ma di uno straordinario tempio nuragico…
[…]
La storia del rinvenimento, con le date degli interventi e degli scavi e le modalità con cui questi vennero effettuati è purtroppo una storia, archeologicamente e culturalmente parlando, certo non edificante: mancanza di tempestività nell’accogliere le segnalazioni, grossolane incertezze interpretative e soprattutto assenza totale di fiuto nel cogliere immediatamente l’aspetto dell’eccezionalità “nuragica” e non punica della scoperta, determinarono, sia prima che venissero fatti i primi scavi ufficiali sia successivamente, dei “vuoti” (Lilliu 1977, cit. pp. 41-42) temporali di vigile “presenza scientifica” durante i quali avvenne un vero e proprio saccheggio da parte di numerosi clandestini, i quali riuscirono a sottrarre i “pezzi” più importanti del tempio e delle statue. Motivo per cui quelli che sono stati successivamente rinvenuti, studiati, esaltati poi e quindi esposti al museo nazionale di Cagliari stando a numerose “voci” del luogo, non sono che inferiori e pallidi resti di manufatti non paragonabili per bellezza e valore artistico ad altri reperti finiti un po’ dappertutto (Lilliu 1977, p. 41 -So per certo, da una testimonianza diretta e ripetutami più volte dal compianto Gianni Attori, che “carrelli” di trattore trasportarono “un po’ qui e un po’ la” un ingente materiale trafugato dalla collina e che un busto con un volto di “un’espressività indescrivibile” e di bellezza d’arte quasi “classica” venne “regalato” da un cittadino di Cabras a degli amici continentali.-).^^
Tratto da: Gigi Sanna 2004, Sardoa Grommata, Editrice S’Alvure, pp. 397, 398.
Tra parentesi ho inserito le note al testo, solo alcune.
E poi dopo…nei magazzini del museo di Cagliari, fino a ieri. Per mancanza di fondi? Che profonda tristezza!
Saluti
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29-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Aquamarina
mi riferivo ai manuali generali, quelli che parlano di tutta l' Italia......
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Scopro con piacere che invece il Guidi in "preistoria della complessità sociale" parla delle statue di monti prama( fin dove sono arrivata a leggere vi è solo un accenno ma ho visto che più avanti ci sono delle figure).
Il libro è del 2000.......meno male!
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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30-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Molto bene
A che pro ne parla?
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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30-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Parlava di artigianato altamente specializzato e committenza aristocratica, però devo ancora arrivare a leggere il capitolo dove ne parla più in dettaglio.
ti farò sapere.
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02-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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Per Sisera
guarda che un articolo di giornale, per di più del 1974, non è una fonte autorevole. Da allora sono stati pubblicati numerosi studi sulle statue e sullo scavo, a partire da quello citato da Sanna nel suo libro. E' indubbio che prima dell'intervento ufficiale ci sia stato un danneggiamento dell'area, ma se hai un po' di esperienza delle nostre campagne, sai bene che questo avviene spesso proprio per impedire l'intervento degli archeologi. In quel caso l'intervento e i successivi sacavi portarono a recuperare buona parte dei reperti, che erano ancora in situ; i pezzi scomparsi (ma qui aleggiano molte leggende metropolitane) furono trafugati quando il lavoro dell'aratro mise in luce i primi pezzi (i contadini si guardarono bene da avvisare del ritrovamento; è curioso che oggi siano quasi diventati degli eroi). E il primo intervento sul posto fu fatto proprio dal fratello di Gianni Atzori (quello citato nel testo che riporti), che fu il primo a parlare, nell'immediato, di tempio punico. L'ipotesi immediata nasceva soprattutto dai primi elementi architettonici rinvenuti, in un'epoca, più di trent'anni fa, in cui certi elementi erano ancora lontani da essere conosciuti. Ma poi i pezzi vennero studiati e correttamente analizzati da Lilliu che nel 1977 pubblicò un ampio studio scientifico con i dati di scavo e l'analisi delle statue. Tieni anche conto che Monti Pramma appartiene a un epoca , la prima età del Ferro nuragica, che all'epoca era ancora pochissimo nota, visto che tutte le energie erano rivolte all'età del Bronzo, cioè ai nuraghi.
Alfonso
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04-December-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
Aquamarina
Scopro con piacere che invece il Guidi in "preistoria della complessità sociale" parla delle statue di monti prama( fin dove sono arrivata a leggere vi è solo un accenno ma ho visto che più avanti ci sono delle figure).
Il libro è del 2000.......meno male!
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E' vero... ecco anche dove avevo letto qualcosa...:idea:
Guidi ne parla in un pararagrafo dedicato alle manifestazioni artistiche (considerate dall'autore spesso come espressione di un'elite dominante) e religiose proprie del I millennio a. C.
Voglio riportare quanto scrive a proposito delle statue, trattandosi veramente di pochissime righe, anche per mostratre come oggi l'argomento è trattato in validi testi
Quote:
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Anche la scultura fa la sua comparsa nelle fasi più tarde della protostoria europea. A Monte Prama presso Oristano, in Sardegna, sono state rinvenute diverse statue di arenaria a grandezza naturale di guerrieri, pugili e arcieri, associate a tombe di armati e databili al passaggio tra la fase recente della prima età del ferro e l'età del ferro avanzato;... (Guidi; 2000, pag. 234)
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Poi seguita nel citare altri esempi di statuaria come le teste di Monte Sarceno in Puglia e il famoso guerriero di Capestrano. E basta. Si tratta quindi solo di un accenno e niente più
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Gli uomini distruggono più della terra
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04-December-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Incuriosito, il libro di Guidi l'ho appena ordinato su internet, quando riuscirò a leggerlo, vi dirò...
Ah, Milena, ho ordinato anche "Regalità e sciamanesimo nell'antico Egitto" ;-)
Ciao
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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04-December-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Grande Shem!
per tutti e due i testi. D i Tubi mi dovrai poi dire eh?
Di quello di guidi se ne potrà discutere.
Ciao
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05-December-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Pablita
Si tratta quindi solo di un accenno e niente più
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Beh nel Guidi un pò tutto è un accenno ,meglio di niente :-) Inoltre soprattutto la comparazione col "guerriero" di Capestrano e quello di Hirschlanden è chiaro che tende a delineare aspetti comuni in molte parti d'Europa, poichè simili statue si trovano spesso a coronamento di tumuli.
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02-April-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Segnalo che è all'indirizzo monteprama potete prendere visione del progetto di restauro e dei cenni storici e archeologici sul ritrovamento. Segnalo sopratutto la sezione "Bibliografia" che permette di accedere ad alcuni importanti articoli sul tema.
Un saluto
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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