 |  |  |  | | Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |  | | 
26-July-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Civilta' megalitiche in Sardegna e Corsica Recentemente, durante una vacanza in Corsica, ho visitato il sito megalitico di Filitosa, situato nell'entroterra della costa sud-occidentale dell'isola. Un cartello didattico diceva (cito a memoria) che in Corsica, durante un periodo risalente al 3000-1500 a.C si era sviluppata una cultura originale costruttrice dei menhir antropomorfi caratteristici dell'isola.
Successivamente una cultura megalitica guerriera e meglio organizzata proveniente dal "mediterraneo centrale" invase l'isola sottomettendo questa civilta' autoctona, portando la propria cultura torreana, caratterizzata da torri fortificate di tipo megalitico.
Il cartello non riporta nessun riferimento alla Sardegna. Diversi studiosi (tra i quali Ugas) ritengono che la civilta' torreana della Corsica (e anche quella balearica) sia correlata con la civilta' nuragica.
Ho anche visitato un' interessante costruzione torreana, il "Casteddu de Araghjiu" che si trova sopra un monte sulla costa sud-orientale della Corsica, che mi e' sembrato (ovviamente da un punto di vista di un non-esperto) alquanto somigliante alle costruzioni nuragiche della Sardegna.
Ma allora, la non meglio identificata civilta' "centro-mediterranea" alla quale si riferiscono le spiegazioni poste sul sito di Filitosa, dovrebbe essere stata la civilta' nuragica della vicina Sardegna?
Mario | 
27-July-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Corsica, Sardegna eTalayots.. Ciao MarioA! Cercherò di risponderti in maniera concisa perchè su questo argomento sono tante le cose da dire, e altrettanto si potrebbe ipotizzare. E' fuor di dubbio che tra le due isole vi siano stati scambi e contatti come per es.testimoniano i "bollitoi", una forma ceramica che sembra servisse per la lavorazione del latte, e che risulta molto simile tra Sardegna e Corsica. Per andare al nocciolo della questione da te posta, ti dico che sì, con tutta probabilità la spiegazione da te letta si riferiva proprio alla civiltà nuragica. Ma non bisogna comunque dimenticare che strutture simili a quelle corse e ai nuraghi sardi si trovano anche nella Penisola iberica: sono i Talayots, costruzioni estremamente simili a quelle già citate. Una questione però solleva i miei dubbi: era la Civiltà nuragica, una civiltà a vocazione guerriera? Numerose sono le armi ritrovate sull'isola. Possono essere sia di fattura squisitamente indigena, sia di importazione egea che iberica. A queste bisogna aggiungere tutte le imitazioni e le rielaborazioni delle varie forme, operate da artigiani indigeni. La Sardegna durante l'Età del Bronzo assume il ruolo di "fulcro" sia per le rotte che dal Mediterraneo orientale andavano verso la Penisola iberica, sia per l'interesse a sfruttarne le risorse metallifere. Di conseguenza l'isola è al centro di scambi e contatti anche e soprattutto commerciali. La questione credo ancora aperta è proprio questa: le armi ritrovate sono testimonianza di lotte e azioni violente o erano semplicemente oggetti creati (assieme a molti altri appartenenti ad altre categorie) per scopi meramente commerciali? Se escludessimo la vocazione guerriera, la risposta alla tua domanda potrebbe cambiare. Infatti come già detto, data la presenza di strutture simili ai nuraghi anche in Spagna, potrebbe essere stata quest'ultima ad apportare questo tipo di conoscenza in Corsica, ma volendo anche in Sardegna. Certo è che la spiegazione di cui tu parlavi citava una civiltà del Mediterraneo centrale, per cui si ritornerebbe alla Sardegna. Come ti dicevo la questione è tutt'altro che chiusa, numerose sono le teorie che riguardano la civiltà nuragica; da dove si è sviluppata, chi erano i nuragici, se facevano parte dei popoli del mare ecc.ecc. Spero di non essere stato troppo prolisso e di aver spiegato al meglio. Mi scuso inoltre se ho omesso qualcosa o se vi sono imprecisioni!
Ciao!
Ultima Modifica di massinissa : 27-July-2008 16:17.
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27-July-2008
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | bella Filitosa...c'è ancora il poster con uno shardana affiancato a una statua menhir?
vi segnalo questo articolo per quanto riguarda le correlazioni tra Sardegna e Iberia legata alla questione dei Popoli del Mare. The Origin of the Sea Peoples
Le Talayot sono infatti site nelle isole Baleari. Se non erro
. In questo articolo si parla invece della cultura di El Argar sita nella penisola iberica. e si esaminano le Motilla Del Azuer of the El Argar
alcune considerazioni che l'autore fa mi sembrano basate sul nulla. Non si capisce ad esempio perchè dica che i cotruttori di quelle torri andassero dall'Iberia alla sardegna e non viceversa.
però la cosa che mi aveva più incuriosito è che, parlava del ritrovamento del modello di S.iroxi in rame arsenicato. Abbastanza simili a quelle di Filitosa, e ritratte nei templi egiziani.
Se però la memoria non 'inganna sono molti i vasi Askos trovati in Iberia. Il che forse dimostra una direttrice di viaggio inversa a quella suggerita dall'autore.
anche questo Antiquity, Project Gallery: Molina, Nájera, Aranda & Sánchez
Ultima Modifica di (DedaloNur) : 27-July-2008 22:51.
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28-July-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Sardegna-Iberia o Iberia- Sardegna?? In effetti si tende quasi sempre a considerare tutto quello che riguarda la Sardegna come assorbito dall'esterno o per contatti o per colonizzazioni o per conquiste più o meno pacifiche. Ma non bisogna invece dimenticare che l'isola ha sempre avuto una sua cultura e una sua modalità di espressione che io ho sempre trovato originale. I nuraghi sono solo uno dei tanti esempi. Ma basterebbe citare il fenomeno del megalitismo sardo per fare un altro paragone! In passato si è cercata l'origine dei nuraghi nella tholos micenea; nente di più screditato. Si è poi infatti scoperto che il nuraghe non era influenzato da caratteri egei e che le esigenze architettoniche avevano semplicemente condotto ad una convergenza di strutture e modalità di costruzione. Per cui, si potrebbe anche ipotizzare che sia stata la Sardegna nuragica a influenzare le costruzioni corse ed iberiche. In fondo come dicevo prima l'isola era tutt'altro che priva di una sua originalità culturale e come dicevo nel post precedente era anche il centro di scambi, commerci, e fulcro quindi anche di conoscenze tecnologiche alloctone che appportavano all'isola ricchezza culturale, ma quelle stesse tecnologie erano altrettanto arricchite e diversificate grazie alla ricchezza culturale indigena. | 
28-July-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2008 | | Nel quiz del Forum (nella domanda sui nuraghi) c'è la foto di una talaiot iberica che assomiglia in modo impressionante ad un nuraghe.Ciao!!! | 
28-July-2008
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | nell'area mediterranea e non solo ci sono varie costruzioni che assomigliano ai Nuraghi. provo a farne un elenco:
1) strutture della c.d. civiltà turretana in corsica
2) talayot baleari
3) motillas iberiche
4) sese grande pantelleria.
5) tombe di bat nell'Oman
sto cercando anche di capire come son fatte alcune costruzioni berbere, ma non ho fonti
qualcuno poi parla di somiglianze anche con alcune strutture scozzesi ma non le ho mai viste..quindi non aggiungo nulla al riguardo.
nel post precedente avendo scritto di corsa, quando citavo S.Iroxi, mi riferivo alle spade di rame arsenicato
poi c'è il caso a sè del pozzo di Garlo (nell'antic Sardica, attuale Sofia, Bulgaria) simile in tutto e per tutto, dalla struttura alle misure, ad un pozzo sacro sardo
sono interessanti anche le allè couvert in europa continentale dalle quali discenderebbero le tombe dei giganti sarde
sul sito di Filitosa:
ho letto inoltre che il sito è composto per allineare durante il tramonto ad un monolito e una stele con apertura c.d. "vulvare". con chiaro significato religioso
ciao a tutti | 
28-July-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Quote: (DedaloNur) poi c'è il caso a sè del pozzo di Garlo (nell'antic Sardica, attuale Sofia, Bulgaria) simile in tutto e per tutto, dalla struttura alle misure, ad un pozzo sacro sardo | Su questo pozzo si è dicusso in passato qui sul forum Pozzo sacro nuragico in Bulgaria?
__________________ 
dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 28-July-2008 17:24.
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03-August-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Ringrazio Massinissa, Dedalonur e gli altri per le risposte e gli interessanti spunti.
Sono d'accordo con te, Massinissa, sulla tendenza, presente da lunga data, a minimizzare sull'originalita' della civilta' della Sardegna durante l'Eta' del Bronzo. Probabilmente cio' e' dovuto a pregiudizi storici duri a morire, oppure al fatto che si e' sempre supposto che i popoli nuragici non conoscessero la navigazione.
Almeno per una questione di quantita' e qualita', (cioe' il gran numero di questi monumenti in Sardegna e l'imponenza di alcuni rispetto alla Corsica o all'Iberia), e' piu' probabile che sia stata la Sardegna il centro della civilta' nuragica, piuttosto che l'Iberia.
Sull'origine dei manufatti in rame e bronzo della civilta' nuragica, esiste un ampio studio di buona qualita' scientifica fatto con una collaborazione tra l'archeologa Fulvia Lo Schiavo e ricercatori tedeschi dell'Istituto di Chimica Max-Planck di Mainz ed un Istituto di Archeometallurgia di Friburgo, che hanno eseguito analisi della composizione degli isotopi del piombo su un gran numero di reperti metallici nuragici, inclusi oxhide ingots di rame, asce e frammenti di spade (incluse anche armi ad uso votivo).
I risultati indicherebbero che la maggioranza dei manufatti (inclusa anche un'ascia di stile iberico) avrebbero origine locale essendo derivati da rame sardo (proveniente dalle miniere del Sulcis-Iglesiente e da Funtana Raminosa, nel centro dell'isola). I lingotti di rame invece sono risultati essere fatti in gran parte con rame di Cipro, ma alcuni di questi erano di rame sardo. E' interessante il risultato che, a parte i lingotti, nessuno dei manufatti esaminati contenesse rame di Cipro.
I lingotti oxhide infatti erano una moneta di scambio ed i lingotti ciprioti venivano usati come tali.
Friedrich Begemann, Sigrid Schmitt-Strecker, E Pernicka and Fulvia Lo Schiavo Chemical composition and lead isotopy of copper and bronze from Nuragic Sardinia European Journal of Archaeology 2001; 4; 43 Mario | 
03-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Sono d'accordo con te. Esiste anche un altro interessante lavoro di Fulvia Lo Schiavo, "Archaeometallurgy in Sardinia", del 2005, che visiona la quasi totalità dei ritrovamenti metallici effettuati in Sardegna, e prende in esame
tutta l'Età dei Metalli. In accordo con quello che tu esponi infatti la maggior parte dei manufatti dell'Età del Bronzo eccetto gli oxhide e forme di lingotti affini, il metallo utilizzato per armi ed altre creazioni è di origine alloctona per quanto riguarda le importazioni (iberiche o egee), e autoctono per le imitazioni e le rielaborazioni che scaturiscono dalle prime. Solo una parte dei lingotti è sarda. Il resto è cipriota. Inoltre per quanto riguarda l'originalità della cultura nuragica, mi viene in mente un esempio: i globetti che costituiscono i pendagli nei tripodi, vengono non solo imitati, ma resi "originali" appunto dagli artigiani indigeni. Infatti mentre quelli di origine egea mostrano una decorazione elaborata, quelli sardi ne sono completamente privi. Ora, è chiaro che qui si tratta di imitazioni, ma mi viene pensato, che se la civiltà nuragica fosse stata di natura solamente passiva nell'accogliere queste innovazioni, non avrebbe poi ideato delle forme del tutto nuove e forse più consone ai gusti indigeni. Proprio per questo doveva essere una civiltà attiva, creativa ed originale nelle sue espressioni per potersi poi permettere di "originalizzare" qualcosa di già creato e presente. Di andare oltre, insomma.
Ultima Modifica di massinissa : 03-August-2008 22:10.
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04-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: (DedaloNur) come lo interpretate il fatto che il rame sardo non venisse utilizzato come moneta di scambio, (lingotti cirpioti) ma solo per fare manufatti?
molto curiosa la cosa... | Secondo me dipende dal fatto che sia il sistema ponderale (se così si vuole chiamare) che regola il peso dei lingotti sia la produzione degli oxhide sono ciprioti e quindi hanno una validità limitata alle emissioni dell'isola stessa. Una garanzia che nelle emissioni monetarie sarà data dalla zecca - anche se è chiaro che per i lingotti non si parla ancora di un sistema nominale.
E comunque non sono così sicura che il rame sardo non abbia il suo "mercato", anche se magari non in forma di lingotti! | 
04-August-2008
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Ciao!
se così fosse, allora bisognerebbe spiegare perchè ci fossero anche dei lingotti, in rame sardo. esistono altre eccezioni di questo tipo? altro rame di altre zone veniva usato come moneta di scambio? Quote: Lefkandi E comunque non sono così sicura che il rame sardo non abbia il suo "mercato", anche se magari non in forma di lingotti! | sembra però che il suo "mercato" fosse interno e del tutto legato alla produzione manifatturiera.
inoltre vorrei capire, se anche in Sardegna vennero utilizzati le fornaci alimentate a olio d'oliva come in Cipro. | 
04-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Gli oxhide come i bun ingots e gli slab ingots, avevano una funzione sia monetale per cui meramente di scambio, ma erano utilizzati anche come scorte di metallo grezzo da rifondere e trasformare in oggetti. La stessa cosa vale anche per quelli composti essenzialmente da metallo indigeno. Probabilmente vi era un'affluenza maggiore di quelli egei rispetto a quelli sardi. O, come è stato detto, il metallo sardo che fosse in origine in "pani" e poi rifuso, o usato direttamente serviva quasi esclusivamente per la produzione metallurgica indigena anche su imitazione. Bisogna poi ricordare che anche i lingotti sardi avevano la stessa morfologia a "pelle di bue" di quelli egei. E' probabile che essi venissero utilizzati come moneta dalle genti alloctone e come materiale da lavoro dagli artigiani indigeni che ne imitavano comunque la forma, forse più consona al trasporto.
Infine: che sappia io, non ci sono altre fonti di metallo a parte la Sardegna e Cipro. Di sicuro c'è che l'isola del Mediterraneo centrale assurge a ruolo di centro commerciale e di scambi intensi durante l'Età del Bronzo nella sua parte media, recente e finale. Oltre ai suddetti lingotti, vi è un'affluenza di armi, strumentazione da fonditore, ceramica (essenzialmente micenea con qualche presenza cipriota), oggetti ornamentali come perline in pasta vitrea, fibule, braccialetti, appliques. Le armi per es. affluiscono sia dall'Egeo che dalla Penisola Iberica e sono presenti anche esemplari tipo Arreton Down, la strumentazione per la fusione è quasi esclusivamente egea. Poi bisogna menzionare tutte le imitazioni indigene e tra esse di grande importanza la ceramica italo-micenea che ad un certo punto si scava una nicchia nel mercato a "discapito" di quella di origine.
Ultima Modifica di massinissa : 04-August-2008 16:10.
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05-August-2008
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: massinissa Bisogna poi ricordare che anche i lingotti sardi avevano la stessa morfologia a "pelle di bue" di quelli egei. E' probabile che essi venissero utilizzati come moneta dalle genti alloctone e come materiale da lavoro dagli artigiani indigeni che ne imitavano comunque la forma, forse più consona al trasporto. | interessante. quindi cipro e la sardegna avevano una sorta di moneta comune. credo che da questo possano derivare molte implicazioni.
Se non erro nel relitto di Uluburum alcuni di questi lingotti a pelle di bue hanno come marchio la stlizzazione del pugnale gammato sardo.
In effetti sulla forma atta al trasporto credo che tu abbia ragione. coe per le anfore si è cercata la forma più idonea al trasporto
il fatto però che si sia scelto la pelle di bue sembra però anche riferisi ad un unità di misura molto più antica: il capo di bestiame. Quote: massinissa Infine: che sappia io, non ci sono altre fonti di metallo a parte la Sardegna e Cipro. Di sicuro c'è che l'isola del Mediterraneo centrale assurge a ruolo di centro commerciale e di scambi intensi durante l'Età del Bronzo nella sua parte media, recente e finale. | scusa ti riferisci alla Sardegna? Quote: massinissa Oltre ai suddetti lingotti, vi è un'affluenza di armi, strumentazione da fonditore, ceramica (essenzialmente micenea con qualche presenza cipriota), oggetti ornamentali come perline in pasta vitrea, fibule, braccialetti, appliques. Le armi per es. affluiscono sia dall'Egeo che dalla Penisola Iberica e sono presenti anche esemplari tip Arreton Down, la strumentazione per la fusione è quasi esclusivamente egea. Poi bisogna menzionare tutte le imitazioni indigene e tra esse di grande importanza la ceramica italo-micenea che ad un certo punto si scava una nicchia nel mercato a "discapito" di quella di origine. | aprofitto un poco delel tue conoscenze:
in merito alle armi cosa ti fa dire che provenissero dall'egeo? qui in sardegna ono state trovate molte spade in rame arsenicato, e s enon erro è stata dimostrata l sua provenienza sarda
la stessa cosa per quanto riguarda la strumentazione delle fonditorie. Se Cipro e la Sardegna avevano rapporti così stretti, è naturale che si siano scambiati del Know how. Ma cosa ci induce a pensare che esso fosse prevalentemente cipriota piuttosto che sardo?
cosa sono gli arreton down?
ciao | 
05-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Si, per isola del Mediterraneo centrale intendevo la Sardegna. Per quanto riguarda la metallurgia si riconoscono le importazioni dalle imitazioni sia dal tipo di metallo utilizzato sia dal fatto che le seconde a volte non sono perfettamente identiche a quelle di origine, me è evidente che le produzioni indigene ne hanno preso spunto. Le armi rinvenute che non presentano caratteri identici a quelle per es. micenee, ma solo con alcuni parametri uguali o simili, e che sono costituite da rame di provenienza sarda sono considerate imitazioni e rielaborazioni. Se al contrario sono del tutto uguali alla produzione alloctona e anche il metallo usato non è di origine sarda ecco che viene considerata importazione. Arreton Down è una cultura dell'Età del Bronzo britannica. Ad Ottana fu rinvenuto un gruppo di armi poi analizzato da Fulvia Lo Schiavo che apparteneva (in parte) ad importazioni da questa area europea. Per la strumentazione da fonditore, è vero che anche qui vi è una parte dei ritrovamenti che è di origine sarda, ma mi riferivo in particolare non al confronto con la produzione indigena ma con quella di importazione (egea ed iberica) e il materiale di origine egea prevale su quello di origine iberica (numericamente), come nella produzione di armi è prevalente l'etnos iberico rispetto a quello egeo. Come lo so? Perchè era l'argomento della mia tesi di laurea e alla fine di essa ho dovuto creare delle tabelle per avere un'idea precisa anche del numero e della quantità delle importazioni sia egee sia iberiche sia di imitazione!
Ps: Sempre per quanto riguarda le armi, ma anche la strumentazione da fonditore e volendo per tutto il materiale nella sua globalità non mi riferisco alla produzione sarda, ma alle importazioni e alla produzione sì indigena, ma che era volta all'imitazione e alla rielaborazione delle forme nuove giunte sull'isola. La produzione esclusivamente isolana rimane tale e non subisce influenze. Per cui come tu dici è vero che vi è una produzione esclusivamente indigena che rimane inalterata e continua a vivere sull'isola accanto ad una presenza di materiale imitativo e di importazione. Ed è anche qui che secondo me sta la forza della cultura sarda e delle sue genti; rimanere inalterate nonostante i contatti con etnie differenti e oltre a ciò inglobare nuove conoscenze e tecnologie per far nascere qualcosa di nuovo, ma rimanere appunto padroni della propria identità etnica e culturale, che è tutt'altro che statica, intendiamoci!
Ultima Modifica di massinissa : 05-August-2008 15:30.
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