 |  |  |  | | Archeologia della Sardegna In questa categoria trattiamo dell'archeologia sarda o relativa alla Sardegna. Trattiamo tutte le epoche storiche e civiltà che si sono succedute nell'isola |  | | 
19-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Antica rotta Sardegna-Creta-Cipro: spedizione Nur ARCHEOLOGIA E SPERIMENTAZIONI/LA SPEDIZIONE Un viaggio nel Mediterraneo sino alle coste siro-palestinesi. Tra Alghero e Sassari mobilitato staff di esperti e appassionati «I nuragici? Marinai provetti Ricostruiremo una loro nave» Imbarcazione monoalbero di undici metri Saranno usati materiali e tecniche compatibili con quelli di tremila anni fa
ALGHERO. Sta per nascere una nave nuragica. Non ha ancora un nome ma è destinata a una missione da favola. Sulla scia del Kon Tiki. Sarà un’imbarcazione di 11 metri. Fatta come solo gli antichi abitatori dell’isola avrebbero potuto costruirla. La sua missione? Solcare il Mediterraneo. Dal Nord Sardegna verso l’Oriente. Prima, rotta su Creta. Poi, barra dritta verso le coste più a Levante. Tutto per emulare l’impresa di Thor Heyerdahl, l’antropologo norvegese che, a bordo della zattera chiamata come il Figlio del Sole, dimostrò la possibilità per le popolazioni incaiche di raggiungere la Polinesia partendo dalle spiagge del Sudamerica.
Ora il sogno è simile, l’avventura diversa. Stavolta un assortito gruppo di professionisti sardi intende trovare elementi indiretti di riscontro su uno dei temi più controversi degli ultimi anni. I nostri progenitori si dedicavano solo ai commerci con gli stranieri lungo i litorali e al piccolo cabotaggio vicino all’isola? Oppure erano capaci di compiere spedizioni molto più a est, sino alle coste dell’odierna Turchia? Gli animatori del progetto vogliono dimostrare la consistenza concreta di questa seconda ipotesi. Provare insomma che, quanto a capacità di navigazione, i nuragici di tremila anni fa non avevano niente da invidiare ai Micenei o ai Fenici. Smentendo nello stesso tempo un abusato luogo comune: e cioè che perfino i sardi più antichi, prima delle invasioni, avessero un sacro quanto inspiegabile terrore del mare. Ma chi sono gli ideatori del progetto? E come mai hanno deciso di lanciarsi in quest’impresa? Il referente del programma è l’algherese Roberto Barbieri. Documentarista e skipper, contitolare di una scuola nautica, fa parte dell’Istituto subacqueo italiano. Una decina d’anni fa, aveva partecipato a una spedizione in qualche modo simile. «Ma allora, con l’imbarcazione Abora I e finanziamenti tedeschi, in Sardegna avevamo ricostruito una nave neolitica fatta di canne, paragonabile a un grande fassoni - dice Barbieri - Adesso le cose sono diverse. In questo caso, con fondi che dovrebbero esserci messi a disposizione dalla Camera di commercio sassarese e forse da altri enti e fondazioni, collaboreremo con la soprintendenza. Oltre alla nave nuragica, vogliamo realizzare un video sul viaggio, che avrà inizio nel maggio 2010 e durerà più di tre mesi».
All’idea hanno aderito il docente-archeologo dell’università turritana Giampiero Pianu e il sub dell’antiquarium di Porto Torres Eugenio Muroni, che ha scoperto un nuraghe e importanti collegamenti legati ad antiche rotte a Cala del vino, l’insenatura vicina ad Alghero da cui partirà l’avventura. E, ancora, Maria Melis e Anna Depalmas, anche loro dell’ateneo di Sassari, oltre a tanti altri esperti, appassionati, scrittori, studiosi. Un gruppo eterogeneo ma estremamente deciso. Anche a far conoscere, come sottolineano alcuni tra loro, siti archeologici nell’isola di particolare interesse e valore. La nave, costruita a Sassari in un capannone della Comunità Primavera, nelle campagne di San Francesco, sarà pronta nella prossima primavera. Ci sarà l’aiuto tecnico dell’Associazione vela latina di Alghero e di Vittorio Cacciotto, uno degli ultimi maestri d’ascia catalani. Il supporto scientifico è assicurato da un team di ricercatori che fanno capo al dipartimento di storia dell’università.
«Si chiamerà Spedizione Nur - incalza Barbieri - Al di là degli aspetti legati a quella che possiamo definire una missione di archeologia semi-sperimentale, vogliamo esportare l’immagine della Sardegna rappresentando un ponte ideale di amicizia con gli altri popoli del Mediterraneo. Non a caso il suo simbolo sarà il bronzetto del capotribù con la mano alzata in segno di pace».
In assenza di reperti d’imbarcazioni nuragiche, sinora mai ritrovati, i promotori dell’iniziativa intendono ricorrere a materiali e tecniche compatibili con quelle del medio periodo nuragico (circa 1000 a.C.). Come modello di riferimento, si baseranno sulle navicelle ex voto lasciateci dai nostri progenitori, con i limiti oggettivi che tutto ciò comporta. «Ma da queste stesse navicelle diversi studiosi hanno proposto possibili modelli per ricostruzioni di dimensoni reali - rilevano ancora i promotori del progetto - E noi, bibliografia alla mano, non abbiamo fatto altro che riferirci a questi approfondimenti sulle imbarcazioni dell’Età del bronzo scegliendone alcune tra gli oltre 150 ritrovati negli scavi». Ma del resto, fino a oggi, nell’intero Mediterraneo sono pochissime le testimonianze di fasciami e carichi mercantili risalenti a quel lontano periodo storico.
«Procedere per via indiretta era quindi inevitabile», chiariscono gli ideatori della spedizione. «Ci sono studi che dimostrano gli scambi commerciali tra la nostra isola e altre zone del Mediterraneo», afferma Eugenio Muroni. «È infatti assurdo ritenere, come è stato fatto da parecchi per tanto tempo, che i nuragici siano il solo popolo vissuto per secoli su un’isola che non abbia mai navigato», osserva il professor Giampiero Pianu.
Il legname che sarà usato è da sempre presente in Sardegna: deriva da lecci, ginepri, pini. Le modalità costruttive non differiranno da quelle descritte da Omero nell’Odissea. La nave sarà un monoalbero, con timoni laterali. «Viaggeremo verso Creta, le isole del mar Egeo, le coste del Peloponneso e forse raggiungeremo Cipro e la costa siro-palestinese - chiarisce ancora Barbieri - Lungo la via del ritorno seguiremo i litorali greci. Per poi toccare la Puglia, la Calabria, lo stretto di Sicilia, le isole Eolie. Sino a raggiungere, alla fine, la Sardegna».      
speriamo che sacrifichino a Poseidone un toro nero prima di partire!!!   «I nuragici? Marinai provetti<br>Ricostruiremo una loro nave» - Local | L'espresso | 
19-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | |
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19-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: |
(per il toro, speriamo di no... animalista come sono, mi dispiacerebbe
| caspita per fare le cose ben fatte qualcosa a qualcuno la devono pur sacrificare!!! se no le divinità marine s'incacchiano e finisce tutto a.....
cmq ho sbagliato... non cerchiamo gli Dei degli altri....ma badiamo a quelli sardi......a Forco cosa si sacrificava??? Sostituiamo il toro con una fanciulla illibata?  Quote: |
Tienici informati dedalo!!!
| tanto se ne riparlerà per il prossimo anno...facendo gli scongiuri per i finanziamenti... (a pensarci bene... mi sa tanto che...di tori serva un olocausto ...) Quote: |
Così speriamo venga smentita quella teoria che vede i nuragici terrorizzati dal mare
| Si tratta di archeologia semi sperimentale...quindi dal valore scientifico limitato...mi pare di capire.
però quella che citi non è una teoria, è solo una stupidaggine....ed almeno le frescacce questa impresa dovrebbe servire a farcele buttare nei sanitari senza rimpianti! Che poi.... non faremmo altro che confermare le teorie di Lilliu...
P.s.: nel lungo elenco hai saltato il commercio dell'Ossidiana...
ora e sempre...Forza Paris!!!!   
Ultima Modifica di (DedaloNur) : 19-May-2009 14:37.
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19-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Per i sacrifici, beh, facciamo così: beviamoci una buona bottiglia di Cannonau o un bel bicchiere di Mirto! Alla salute degli dei sardi e dei sardi che si accingono a quest'impresa!! Sì, anche per me la storia dei sardi relegati per sempre sulla loro terra e mai avventuratisi in mare è una stupidata, ma per dargli una sorta di "contegno" l'ho chiamata teoria..
Comunque sia spero che arrivino i soldini (e hai ragione, hai voglia te di tori, fanciulle e bottiglie di vino!!!), ma chissà, anche la speranza andrà aiutata??? Che sia un evento di archeologia semi-sperimentale va da sè, ma la cosa importante e che mi entusiasma è che almeno qualcuno sta tentando di dimostrare questa cosa; l'augurio è che la validità scientifica salga di livello, ma se così non fosse è già molto l'aver comunque instillato il dubbio con un'azione fisica e non solo a teorie, parole o supposizioni, no?
Per l'ossidiana, hai ragione, ma pensavo ai commerci, agli scambi e alle rotte nell'Età del Bronzo, quando la circolazione dell'ossidiana (e qua mi viene in mente Monte Arci, con la sua atmosfera suggestiva e quasi magica) era oramai esaurita, o quasi, a favore di materiali più consoni al periodo come il metallo. Comunque durante il Neolitico è vero, l'ossidiana sarda ha, assieme a quella siciliana una rete commerciale di tutto rispetto!
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19-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: |
'augurio è che la validità scientifica salga di livello, ma se così non fosse è già molto l'aver comunque instillato il dubbio con un'azione fisica e non solo a teorie, parole o supposizioni, no?
| credo che per ricostruire in modo non inverosimile il relitto, si rifaranno intanto a quelli trovati: Uluburum, Inghilterra. Poi da lì capiranno se in rapporto con i materiali disponibili in Sardegna la barca dovesse essere costruita diversamente. Ed infine terranno conto della form degli scafi nei modellini in bronzo. Mi chiedo a quale tra le 150 si vogliano rifare.... Quote: |
Per l'ossidiana, hai ragione, ma pensavo ai commerci,
| L'osservazione l'ho fatta più che altro per rivindicare (in aggiunto a quanto osservavi tu) che l'arte marinara in Sardegna si era affinata da molti più secoli che altrove proprio per commerciare. E non credo commerciassero solo Ossidiana.
poi quelle conoscenze neolitiche, presumo siano entrate nel bagaglio dei Nuragici, i quali a loro volta...con tutta probabilità, provenivano dal mare.
isomma era per meglio rendere l'idea che chi abita in Sardegna in qualsiasi epoca non può aver paura del mare, come ci è stato sin'ora detto.
Io ho rabbrividito quando a commento del passo di Strabone, nel quale si narra della pirateria praticata da Aconiti Sassoniti e Balari, (più un altra tribù delle montagne verso Pisa e il litorale tosco laziale in piena epoca romana....) si spiegava che l'atavica paura del mare fu superata da quelle tribù...perchè a quel punto l'arte marina gli fu insegnata dai Punici    .
argomentazioni libere...senza uno straccio di prova...mere supposizioni...: molto più fondate le teorie sugli shardana=sardi a questo punto... | 
21-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Ma non farebbero prima a realizzarla partendo direttamente dai modellini sardi? Il relitto di Uluburun (di quello inglese non ne so niente) non credo sia considerato di provenienza sarda. Almeno a quello che so, deve la sua importanza anche al fatto che era ricco di lingotti oxhide. Per le supposizioni, teorie e quant'altro senza prove, beh, caro Dedalo, c'è pieno zeppo!!! E' un pò la storia che accomuna le varie strade della conoscenza. Sta a chi può smentire o provare con forza e in modo inoppugnabile, rendere queste strade sgombre da false verità da verità parziali o da fole complete! Come chi, e faccio un esempio, calcola l'estensione dei villaggi dell'Età del Bronzo in base al numero di frammenti ceramici ritrovati.... finchè non ci sarà qualcuno che riuscirà a demolire questo modo di agire, il metodo suddetto rimarrà purtroppo "valido"....
Parli di una tribù dei Monti Pisani? Ma non saranno gli Apuani? Che se non erro erano una tribù ligure che abitava appunto le zone delle Alpi Apuane(che vedo tutti i giorni!!), peraltro zona interessante anche per i romani dato che era di confine con l'area ligure e quella toscana ( un castro romano è divenuto poi una piccola città vicinissima alla mia, e posta proprio in quest'area). Ma dire che impararono dai fenici a navigare, mah.......... 
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21-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2006 | | Quote: (DedaloNur) credo che per ricostruire in modo non inverosimile il relitto, | ohibò speriamo che non ricostruiscano un relitto, altrimenti più che di archeologia semi -spèerimentale si dovrà trattare di archeologia subacquea
comunque io non estremizzerei nè da un lato nè da un altro, la Sardegna è un'isola abbastanza grande per aver contenuto nel passato come nel presente navigatori e non navigatori, come è per l'italia stessa che anche se è in mezzo al mare non è una nazione di marinai! ( al mio paese che è in montagna ma dista solo un'ora dal mare più vicino, che nei giorni chiari si vede pure, ancora quand'ero piccola io esistevano persone che non avevano mai visto il mare da vicino....e se eistevano 20 anni fa, a maggior ragione 3000 anni fa....)
__________________ Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro. | 
21-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: massinissa Ma non farebbero prima a realizzarla partendo direttamente dai modellini sardi? | i modellini sardi sono oggetti artistici. ne ensistono almeno 150 , e stanno sempre aumentando, ma a parte la forma dello scafo che è diviso in due categorie, così come la larghezza e lunghezza della nave, che ci fa distinguere tra navi da corsa e navi da carico..gli altri elementi non sono affidabili.
Il relitto di uluburum, non si sa da dove provenisse poicheè il carico era troppo eterogneo . si ipotizza Cipro. ma è solo un ipotesi. Iocredo che se, sulla base del relitto di uluburum, considerassero quale fosse la probabile tecnologia utilizzata per il fasciame, non sarebbe poi tanto male....
poi per carità ..... certamente le navi sarde potevan essere diverse. ma in mancanza di meglio... Quote: massinissa Parli di una tribù dei Monti Pisani? Ma non saranno gli Apuani? Che se non erro erano una tribù ligure che abitava appunto le zone delle Alpi Apuane(. Ma dire che impararono dai fenici a navigare, mah..........  | Tu quoque?  No, Strabone, (è un fatto poco noto) afferma espressamente che 4 tribù di montanari sardi, poichè ovviamente non potevn coltivare (le pianure erano in mano ai romani) facevan razzie verso le popolazioni confinanti oppure, s'imbarcavano e pirateggiavano nel litorale toscano. Strabone afferma: a Pisa in particolare.
In sardo le razzie di primavera si chiamano Bardane, e seguivano un po, leggi non scritte.
esistono anche notizie di convogli romani verso le bocche di bonifacio od olbia, rafforzate per timore dei pirati. edi certo non erano pirati fenici o punici.
Queste notizie...sono state tenute un po in sordina. Inoltre io immagino tutto ciò che non sappiamo di quando per es. i traffici tra etruria e sardegna erano floridissimi. Non credo che allora la pirateria fosse assente. oppure anche, tutto ciò che la storiografia romana non ci ha fatto pervenire, su questi argomenti. Quote: |
hibò speriamo che non ricostruiscano un relitto, altrimenti più che di archeologia semi -spèerimentale si dovrà trattare di archeologia subacque
| Sbagliai!   | 
21-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Durante la stesura della mia tesi mi è capitato di catalogare un modellino di nave. Purtroppo l'oggetto era estremamente rovinato e le foto sulle pubblicazioni erano anche peggio!! Per il relitto di Uluburun, ho capito. Si "ispirano" in un cero senso ad esso per avere idee più solide in merito al loro progetto. E sì, mi sovviene or ora che era, almeno fino a prova contraria, di origine cipriota ( e parliamo di Età del Bronzo).
Per le tribù, no Dedalo, lungi da me contraddire quello fino ad ora detto!!   Intendevo che, data la circolazione di beni anche sardi sia nel Neolitico con l'ossidiana per fare un es, e nell'Età del Bronzo con altri prodotti, e dato che fenici e punici almeno fino a quel momento non erano ancora sbarcati sull'isola, i sardi (o comunque essi chiamassero la loro gente), avevano imparato a navigare già da un pò, al momento citato da te, pienamente storico o comunque già in totale epoca storica!!
Comunque se parli anche di una tribù "tosca" assieme a quelle sarde, e se mi citi proprio Pisa, mi sa che allora non erano Apuani, stanziati comunque più a nord, nell'arco che le Alpi Apuane fanno prima di finire al confine con la Liguria, nell'odierna Versilia insomma (che in quelle zone è detta Alta Versilia) e nelle zone della provincia di Massa Carrara.
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22-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: massinissa Per il relitto di Uluburun, ho capito. Si "ispirano" in un cero senso ad esso per avere idee più solide in merito al loro progetto. | esatto sarebbe opportuno fare così... e contemporaneamente studiare anche quelle micenee..; avevo letto tempo fa che vari studiosi,vedevano in una nave ritratta in un vaso miceneo, una nave sarda. Tra questi studiosi c'era anche il lilliu. vedrò di recuperare il passo... Quote: | Comunque se parli anche di una tribù "tosca" assieme a quelle sarde, e se mi citi proprio Pisa, mi sa che allora non erano Apuani, stanziati comunque più a nord, nell'arco che le Alpi Apuane fanno prima di finire al confine con la Liguria, nell'odierna Versilia insomma (che in quelle zone è detta Alta Versilia) e nelle zone della provincia di Massa Carrara.
| no scusa non parlo di alcuna tribù tosca... nulla a che fare con quelle sarde. riporto il passo di Strabone: Quote: The greater part of Sardo is rugged and not at peace, though much of it has also soil that is blessed with all products ? especially with grain. As for cities, there are indeed several, but only Caralis and Sulchi are noteworthy. But the excellence of the places is offset by a serious defect, for in summer the island is unhealthful, particularly in the fruitful districts; and it is precisely these districts that are continually ravaged by those mountaineers who are now called Diagesbes; in earlier times, however, their name was Iolaos; for Iolaos, it is said, came hither, bringing with him some of the children of Heracles, and took up his abode with the barbarians who held the island (the latter were Tyrrheni).
Later on, the Phoenicians of Carthage got the mastery over them, and along with them carried on war against the Romans; but upon the defeat of the Phoenicians, everything became subject to the Romans. There are four tribes of the mountaineers, the Parati, the Sossinati, the Balari, and the Aconites, and they live in caverns; but if they do hold a bit of land that is fit for sowing, they do not sow even this diligently; instead, they pillage the lands of the farmers. not only of the farmers on the island, but they actually sail against the people on the opposite coast, the Pisatae in particular.
Now the military governors who are sent to the island resist the mountaineers part of the time, but sometimes they grow weary of it ? when it is not profitable continuously to maintain a camp in unhealthful places, and then the only thing left for them is to employ stratagems; and so, having observed a certain custom of the barbarians (who come together after their forays for a general celebration extending over several days), attack them at that time and overpower many of them.
Again, Sardo produces the rams that grow goat-hair instead of wool; they are called, however, "musmones," and it is with the hides of these that the people there make their cuirasses. They also use a small leather shield and a small dagger. | Strabo geografia, libro V cap.2 par.7 (361 265) | 
22-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Ora ho capito! Scusa, il fatto è che ho letto il tuo penultimo post praticamente con Morfeo alle calcagna...   in effetti rileggendolo lo spieghi chiaramente, e di tribù "tosche" non ne parli! Di nuovo scusa!! 
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22-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | figurati!! capita anche a me di scrivere a notte fonda! 
__________________ I Sardi sembrano i devoti e implacabili figli di un Marte barbaro. Lilliu. | 
23-May-2009
|  | AI magister | | Data Registrazione: Feb 2008 | | Già, la notte concilia la concentrazione per riunire pensieri e idee, ma anche il sonno!!! 
Bella la frase di Lilliu, da quel poco o tanto che conosco dei sardi rende l'idea della forza, dell' orgoglio e del profondo e stupefacente amore per la terra che li ha generati. Terra peraltro di cui non è difficile innamorarsi.
Scusate l'OT!! 
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23-May-2009
|  | AI gens | | Data Registrazione: Jul 2008 | | grazie Massinissa... a Lilliu questo Marte barbaro ha fatto prendere(secondo me) una grossa e dannosissima cantonata....
l'interesse che mi porta a scrivere qui, pur non essenso archeologo, è quello di capire meglio questo Marte, e magari un giorno di scriverne...la religione protostorica in Sardegna è uno dei miei massimi interessi.
ciao!
__________________ I Sardi sembrano i devoti e implacabili figli di un Marte barbaro. Lilliu. | 
24-May-2009
| | AI gens | | Data Registrazione: Jan 2005 | | Quote: massinissa Proprio una notizia veramente interessante!! Così speriamo venga smentita quella teoria che vede i nuragici terrorizzati dal mare. Teoria che non mi ha mai trovato d'accordo. Con tutti gli scambi, i commerci che interessavano l'isola, e con la stessa centro nevralgico di rotte dall'Egeo all'Iberia, come non pensare che gli stessi sardi non ricoprissero le medesime?? | In generale sono d'accordo con te, tuttavia ho un mio commento su questa iniziativa:
La ricostruzione di una nave nuragica per un viaggio nel Mediterraneo potrebbe essere un’iniziativa positiva per attirare l’attenzione generale sulla questione dei rapporti tra gli antichi Sardi e il mare.
Dal punto di vista dell’archeologia sperimentale, invece, non ha molto senso ed in nessun modo puo’ essere paragonata alle spedizioni di Thor Heyerdahl o analoghe iniziative con navi vichinghe.
Infatti mentre la ricostruzione di un natante oceanico, di una nave egizia o vichinga e’ basata su solide conoscenze (si sa praticamente quasi tutto sulle tecniche costruttive, materiali e dimensioni di queste imbarcazioni), sulle navi nuragiche tutto quello che abbiamo sono solo le navicelle.
Non sappiamo nulla sui materiali o le tecniche costruttive. Ricostruire una nave nuragica usando le tecniche costruttive della civilta’ micenea o dei Britannici dell’eta’ del bronzo non ha alcun senso, perche’ si attribuisce ad una civilta’ una cultura di un’altra civilta’ contemporanea senza alcuna prova. Non sappiamo purtroppo quasi nulla sulle imbarcazioni rappresentate nei modellini nuragici, sui loro materiali e sulle loro caratteristiche.
Sono d’accordo che l’idea a priori che gli antichi Sardi dell’eta’ del bronzo non conoscessero la navigazione sia un pregiudizio, anche se lo stesso Lilliu nell’ultima versione della “Civilta’ dei Sardi” ed una nota didattica posta nella bacheca delle navicelle nuragiche nel museo archeologico di Cagliari ammettono tranquillamente la navigazione nuragica. | | Strumenti Discussione | | | | Modalità Visualizzazione | Modalità lineare |
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