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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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Vecchio 02-February-2007
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Vi è un aspetto che vorrei toccare, e riguarda il collezionismo alal stessa maniera della ricerca archeologica: abbiamo davvero diritto di utilizzare corredi tombali (e i reperti sono in buona parte tali) legati a credenze religiose o di altro tipo, comunque di "proprietà" dei defunti solo perché i resti mortali sono del tutto o parzialmente scomaprsi e noi non li identifichiamo piú con persone esistite? In fondo siamo in ogni caso profanatori di tombe, sia che cerchiamo il bello che il sapere. Certe culture rifiutano quello che per noi è ovvio. Noi esponiamo i morti (mummie, scheletri, ecc) come oggetti di cultura. Possiamo davvero farlo? Talvolta ho dei dubbi. Vorrei davvero essere anche se tra duemila anni esposto in una vetrina? Non lo so, ma ci tengo alle mie povere ossa e che ognuno me le guardi, mi da un po' di fastidio. Quindi dovremmo rispettare gli altri. O sbaglio? Si tratta di un problema etico. Dove inizia la culture, dove finisce la pietá? Io non lo so, ma talvolta pensare che in uno dei miei oggetti c'erano forse le ceneri di qualcuno mi turba un po'.

Fatemi sapere la vostra opinione.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 02-February-2007
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Ancora una considerazione, se permettete.

Non si tratta solo o tanto di quel che io ritengo sia giusto avvenga con i miei resti, ma piuttosto del rispetto delle idee degli altri: Se gli Egizi ritenevano che il corpo dovesse restare intatto, abbiamo il diritto di agire altrimenti? In nome della scienza? della cultura? o di che?

Un mio potenziale avo, vissuto magari venti secoli fa merita meno rispetto dei miei genitori o nonni? Quando il defunto diviene "reperto"?

Attenzione non vorrei essere frainteso, capisco, condivido e apprezzo il desiderio di conoscere, di sapere, di studiare, di capire, ma sento in qualche modo un certo disagio quando penso che l'oggetto dello studio era qualcuno che magari la pensava diversamente da me. Il rispetto dei vivi è ovvio, quello dei defunti anche, e poi? dove è il confine?

O sarà che alla mia età si sente di essere più vicini alla fine che all'inizio? Melanconia di una sera invernale con Arturo Benedetti Michelangeli che suona stupendamente Chopin! (E anche lui non c'è piú, resta la sua musica).
__________________

dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 02-February-2007 23:41.
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Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Ancora una considerazione, se permettete.

Non si tratta solo o tanto di quel che io ritengo sia giusto avvenga con i miei resti, ma piuttosto del rispetto delle idee degli altri: Se gli Egizi ritenevano che il corpo dovesse restare intatto, abbiamo il diritto di agire altrimenti? In nome della scienza? della cultura? o di che?

Un mio potenziale avo, vissuto magari venti secoli fa merita meno rispetto dei miei genitori o nonni? Quando il defunto diviene "reperto"?

Attenzione non vorrei essere frainteso, capisco, condivido e apprezzo il desiderio di conoscere, di sapere, di studiare, di capire, ma sento in qualche modo un certo disagio quando penso che l'oggetto dello studio era qualcuno che magari la pensava diversamente da me. Il rispetto dei vivi è ovvio, quello dei defunti anche, e poi? dove è il confine?

O sarà che alla mia età si sente di essere più vicini alla fine che all'inizio? Melanconia di una sera invernale con Arturo Benedetti Michelangeli che suona stupendamente Chopin! (E anche lui non c'è piú, resta la sua musica).
Hmm, il tuo ragionamento è sensato... Però, secondo lo stesso ragionamento, non avremmo dovuto neanche studiare i cadaveri (anche recenti) per capire l'anatomia umana o per far progredire la ricerca medica. Credo che in questi casi, come anche per l'archeologia il problema etico del rispetto del definto è relativamente importante.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  Eos
Eos Eos Non in Linea
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Ciao Claudio!

Hai toccato un argomento delicato e credimi che, tante volte, quando entro in qualche tomba etrusca della mia zona, questi dubbi che tu ci porti passano anche da me.

Personalmente non penso soltanto ai corredi dei defunti, ma a cose peggiori come fare un presepe dentro una necropoli etrusca, o addirittura utilizzare le necropoli come magazini!

D'altronde però, come ha detto Marcello, "secondo lo stesso ragionamento, non avremmo dovuto neanche studiare i cadaveri (anche recenti) per capire l'anatomia umana o per far progredire la ricerca medica" .

Inoltre, dobbiamo considerare che noi siamo curiosi per natura, mi sembra scontatto che si troviamo una mummia vogliamo sapere chi era, come è morta questa persona e via dicendo. Se non fosse per la nostra curiosità (e anche mancanza di rispetto) oggi non sapremmo tante cose.

Personamente, come studentessa d'archeologia e seguace del neopaganesimo, mi trovo in una situazione un pò difficile, per non dire contradditoria.

L'unica cosa che mi consola è forse il fatto che abbiamo reso immortali i nostri antenati e i nostri "sacrilegi" sono serviti per avvicinare tante persone a questo mondo perduto, a capire il nostro passato e la nostra storia.
__________________
Eos
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  #5 (permalink)  
Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Lasciando perdere le tombe antiche, dovresti vedere come trattano le ossa, dei morti più o meno recenti, nel momento in cui devono spostare il defunto.
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Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  dceg
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D'altronde però, come ha detto Marcello, "secondo lo stesso ragionamento, non avremmo dovuto neanche studiare i cadaveri (anche recenti) per capire l'anatomia umana o per far progredire la ricerca medica" .

In realtà la penso anch'io cosí, ma talora mi vengono dei dubbi. Non sarei peró credo disposto a sacrificare il sapere a favore dell credenze.

Una delle cose che piú mi ha colpito, e in maniera negativa naturalmente, come segno di inciviltà e di disprezzo è una tomba etrusca a Volterra ridotta a latrina. Questo è per me davvero troppo, non solo perché tomba, ma perché elemento di un patrimonio comune.

Buon fine settimana dalla Foresta Nera (in realtà quest'anno particolarmente verde)!
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dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  Eos
Eos Eos Non in Linea
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Predefinito Re:

"Una delle cose che piú mi ha colpito, e in maniera negativa naturalmente, come segno di inciviltà e di disprezzo è una tomba etrusca a Volterra ridotta a latrina. Questo è per me davvero troppo, non solo perché tomba, ma perché elemento di un patrimonio comune"




Se proprio di tombe etrusche dobbiamo parlare...ti invito a visitare le tombe di Grotte di Castro (VT), sono una vergogna! Se tralasciamo il fatto che la segnaletica è scarsa, le tombe si trovano in uno stato pietoso (sono rimasta così colpita che ancora sto pensando di inviare una lettera al sindaco).

In particolare c'è una che, dovuto alla sua importanza, è "protetta" con una "porta" di vetro. L'ho scritto fra virgolette perchè, in realtà, è tutto meno che una porta! Non è attaccata a terra (come ad esempio le porte delle tombe di Tarquinia), perciò in realtà la struttura non è protetta dall'acqua, dal vento, ecc.

Quello che mi rode di più è che quella "porta" l'ho pagata pure io (con le mie tasse!) e sono soldi spregati. Tra l'latro, il posto dove questa "necropoli" si trova è particolarmente bello e si presterebbe anche per realizzare una passeggiata non solo archeologica, ma anche naturalistica. Personalmente credo che l'obiettivo di queste necropoli dovrebbe essere avvicinare le persone al passato, fare in modo che, chi non conosce gli etruschi, si interesse della loro cultura.

Con necropoli in queste condizioni si spaventano le persone e si da una visione distorta di quello che l'archeologia rappresenta. Chi vede queste cose per la prima volta, penserà che gli etruschi erano un popolo "mediocre", inoltre, che l'archeologia si riduce ad un mucchio di tombe e sassi.So che sono andata OT, ma ci tenevo a dire questa cosa. D'altronde, il rispetto per gli antichi si vede anche da queste "piccolezze".
__________________
Eos

Ultima Modifica di Eos : 03-February-2007 13:17.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  Karl
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Secondo me, ma non solo secondo me, dico una cosa ovvia, il passato è condizionato dal presente. Lo è dal punto di vista archeologico, storico, ed anche dal punto di vista della memoria. Comprendo bene il dilemma etico, ma sarò cinico, pur essendomelo posto anch'io non ci ho perso tempo più di tanto. Almeno se si tratta di tombe egizie, etrusche, o chessò io. Diverso è, secondo me, il problema per esempio dei luoghi sacri di popolazioni ancora esistenti, luoghi ritenuti sacri da queste stesse popolazioni, che per loro quindi hanno ancora più o meno lo stesso senso e significato del passato. In questo caso, volendo o nolendo, ci si deve fare i conti (basta guardare la diatriba che riguarda e ha riguardato gli indiani d'America).
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  #9 (permalink)  
Vecchio 03-February-2007
L'avatar di  dceg
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Quanto dici, Karl, mi pare vero e lo condivido. In fondo neppure io mi sento lacerato dal problema, che però è presente soprattutto quando mi rendo conto che l'oggetto che osservo o persino tengo in mano è legato ad una persona singola, era di qualcuno con sentimenti, idee e dignità umama, magari è stato deposto con affetto nella sua tomba o doveva servirgli nell'aldilà, secondo le sue credenze.
Il problema dei luoghi sacri è legato al problema di una civilizazione, quella occidentale cui apparteniamo ad esempio, che si ritiene superiore alle altre e quindi pretende di imporre le sue norme agli altri, a tutti gli altri. E, per fortuna debbo dire anche se questo ostacola la "conoscenza scientifica", taluni non ci stanno più al gioco. E nei casi peggiori proprio di gioco si trattava, come nel caso di George Bush sen. con i resti di un capo indiano.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #10 (permalink)  
Vecchio 04-February-2007
L'avatar di  Janez
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Anch'io ho provato le stesse cose e sentimenti che voi dite, come Eos, ogni volta che entro in una tomba etrusca ho la sensazione di essere l'unica cosa "fuori posto" del luogo in cui mi trovo. Compendio questo dubbio imponendomi il rispetto del luogo e nel fatto che anche lo scavo e la "profanazione" delle spoglie e del corredo rendano comunque merito e valorizzino a posteriori il defunto. Non so se sono riuscito a spiegarmi in modo chiaro e non vorrei che il mio modo di ragionare fosse preso per ipocrita.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  Eos
Eos Eos Non in Linea
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Per Janez:

Altro che ipocrita! Capisco perfettamente, caso mai piccole contradizioni di coloro che amano l'archeologia e, allo stesso tempo, riconoscono la sacralità di certi luoghi.

Per Dceg:
[tu hai detto:]
"In realtà la penso anch'io cosí, ma talora mi vengono dei dubbi. Non sarei peró credo disposto a sacrificare il sapere a favore dell credenze. "

E mi hai fatto riflettere un pò...adesso ti domando: Cosa proponi? Se non sei disposto a sacrificare il sapere a favore delle credenze? Hai qualche soluzione? Oppure la facciamo finita con l'archeologia delle necropoli?

Ps: cosa è questa Foresta Nera?
__________________
Eos
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  #12 (permalink)  
Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  dceg
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Quote:
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Per Dceg:

E mi hai fatto riflettere un pò...adesso ti domando: Cosa proponi? Se non sei disposto a sacrificare il sapere a favore delle credenze? Hai qualche soluzione? Oppure la facciamo finita con l'archeologia delle necropoli?

Ps: cosa è questa Foresta Nera?
No di certo non la facciamo finita con l'archeologia delle necropoli; peró ci sono problemi che non hanno soluzione, ma che esistono e ci si può dedicare la propria attenzione e essere coscienti di certe contraddizioni. Nulla di piú, ma neanche di meno.

La Foresta Nera non è la selva selvaggia e aspra e forte di dantesca memoria, ma la regione della Germania Meridionale (Baden-Württemberg) in cui vivo. Quella degli orologi a cucù per intenderci ;-), ricca di boschi - da cui il nome - ma anche di città, Friburgo in Brisgovia/Freiburg in Breisgau ad esempio.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #13 (permalink)  
Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  ivan
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Sono in sintonia con Claudio.
Oggi a nessuno verrebbe in mente di profanare (sarebbe anche reato) un cimitero cristiano di diversi secoli fa per raccogliere oggetti di uso personale e fare un'analisi degli usi e costumi di quell'epoca... probabilmente la prossima specie homo sapiens-sapiens-sapiens non avrà i nostri stessi scrupoli... o chissà

A me non piace l'esibizione delle mummie nei musei (vabbè che si è arrivati ad esibire corpi ben più recenti in stato di imbalsamazione, fino a pochi decenni fa, ma a quei tempi non si vantano principi e valori religiosi o trascendentali di qualsivoglia genere), ma non posso non ammettere di avere osservato con interesse, e credo senza un sentimento di pietà, la mummia di Otzi a Bolzano, forse perchè in quel contesto assumeva per me un significato diverso.
Non mi era piaciuta invece la rassegna di mummie egizie al British Museum... non so perchè, ma credo che si trattasse di sentimenti che non ho mai voluto comprendere fino in fondo, e che comunque sicuramente coinvolgevano quella pietà di cui parlava Claudio.

In ogni caso abbiamo compiuto una violenza estrema alle loro credenze e, perchè no, alle loro speranze di vita al di là della morte, proprio perchè la conservazione del luogo e del corpo erano parte essenziale di queste.

Non bisogna dimenticare però che in principio e anche fino alla fine dell'ottocento, spesso si "saccheggiavano" le tombe, il concetto di scavo e di ricerca archeologica è molto posteriore; noto però che oggi si tende a trattare con più rispetto e attenzione i corpi.

Ivan
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Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Argomento veramente interessante e che devo dire, caro Claudio, mi ha più volte toccato nel vivo.......perchè se fa impressione avere a casa un oggetto proveniente da una tomba figuriamoci scavarla. Non posso dire che simili scavi che mi sono capitati mi abbiano entusiasmato.......e un certo disagio si avverte; anzi per parte mia dopo aver scavato una grotta piena zeppa di resti ossei umani e neanche un reperto:sad:, ho deciso che era meglio dedicarsi ai "santuari" dell'arte paleolitica che sta lì e volte non cìè neanche bisogno di scavi .......o comunque a periodi per i quali non v'è una così chiara intenzione di seppellimento.... sebbene sempre possa fare un certo effetto quando si tengono tra le mani ossa umane antiche e per di più di sconosciuti.

Questo da un punto di vista puramente emotivo.
Da un punto di vista scientifico direi, concordando con tutti, che tutto comunque deve essere fatto con rispetto e "pietas" sia per i morti antichi che per quelli moderni ,che poverini non godono sorte migliore venendo in certi contesdti riesumati dopo soli 3 anni!

La museificazione potrebbe anch'essa esprimere una forma di rispetto per i morti antichi , perchè è come se fosse un ulteriore atto rituale nei confronti di essi, a cui viene rivolto un interesse specifico in quanto riconosciuti come "antenat"i e dunque determinate azioni fatte sulle loro ossa possono esser considerate lecite anche da un punto di vista etico ed "energetico" ; molte culture del resto prevedevano il riutilizzo delle tombe per generazioni con conseguente disarticolazione e spostamento delle ossa più vecchie; da parte mia comunque preferirei che i morti vengano lasciati dove sono e che un'eventuale visita, con tutti i rispetti del caso, sia fatta sul posto, (con eventuale ricostruzione in un museo)........ )un pò come quando si va a visitar catacombe........ sempre meglio secondo me e sempre per una questione di rispetto che siano i vivi a "entrare nella casa della morte" che i morti a uscirne forzatamente( ovviamente nessun antropologo potrà concordare......... ma lameno che li rimettano a posto dopo studiati, come si proponeva di fare per gli indiani d'america.......); inoltre l'idea di museificare i luoghi invece di trasferire interi luoghi in musei "non luoghi" sarebbe a mio avviso da promuovere ed applicare su larga scala.

Per quel che riguarda il collezionesmo, anche in questo caso, seppur tombe sono state profanate ,gli oggetti continuano ad essere tenuti in un valore che è diverso da quello ordinario, quasi come un'eredità di un avo che si tiene in gran conto

Quello poi che si fa con i resti egizi è a mio parere assolutamente sacrilego e quoto ivan in tutto...... prendere sti poverini e trasportarli nei musei ....brrrrrrrr


Milena
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Vecchio 05-February-2007
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Per quel che riguarda il collezionesmo, anche in questo caso, seppur tombe sono state profanate ,gli oggetti continuano ad essere tenuti in un valore che è diverso da quello ordinario, quasi come un'eredità di un avo che si tiene in gran conto

Milena
Ben tornata, Milena!

Questo aspetto del collezionismo, come tributo agli avi mi pare nuovo e in qualche modo interessante.
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dott. Claudio Giorgini
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