Ringrazio Mdd per i link molto interessanti, che sto leggendo.
Vorrei però rispondere su alcuni punti da lui sollevati.
Innanzi tutto sulla questione dell'aerodinamicità e stabilità in volo di una ghianda rispetto ad un proiettile sferico o cubico...
Quote:
Mdd
La "ghianda" secondo me è condannata a perdere di velocità, ad assumere una traettoria complessa e poco prevedibile e a colpire prevalentemente di piatto e praticamente mai di punta; per tutte queste ragioni diminuendo molto il potere di penetrazione.
[...]
I proietti ad ogiva durante la fase propulsiva hanno la tendenza in volo a ruotare in "testa coda", e tra parentesi è proprio per ovviare a questo problema che le armi da fuoco moderne hanno le canne rigate (cioè per indurre un avvitamento sull'asse del proietto durante la volata che contrasti l'altra rotazione).
|
Grazie ad una mia giovanile passione per l'aeronautica, ho delle conoscenze di aerodinamica (bisaleri e un po'annebbiate dal tempo, lo ammetto) sufficienti a poter fare alcune affermazioni.
Ammesso e non concesso che un'adeguata tecnica di lancio non consenta di lanciare il proiettile già "di punta", ma in modo casuale, è vero che è possibile che la ghianda assuma una rotazione casuale lungo la traiettoria di lancio (comunque indipendente dalla rotazione su se stesso del proiettile). La pressione selettiva dell'aria – minore nelle parti appuntite, maggiore nei rigonfiamenti – porterebbe a stabilizzare, almeno in parte il proittile, che tenderebbe naturalmente ad affrire alla resistenza dell'aria la sezione con meno attrito.
Diciamo che, statisticamente, potrebbe aumentare la probabilità che la ghianda colpisca di punta (cioè con maggiore forza di penetrazione) rispetto a qualsiasi altra parte.
Se poi, l'abilità del fromboliere fosse stata tale che, una volta lanciato, il proiettile si presentasse già con l'asse allungato parallelo alla traiettoria, la pressione dell'aria tenderebbe a mantenerlo così, perchè è questa la posizione che offre meno resistenza.
In effetti basta vedere una partita di rugby o, soprattutto, di football americano per accorgersi che il pallone, una volta lanciato compie delle piccole oscillazioni rotatorie delle estremità allungate, ma sostanzialmente mantiene la traiettoria senza girarsi su se stesso.
Le canne rigate imprimono ai proiettili moderni una rotazione lungo l'asse maggiore che ne aumenta la gittata ed evita appunto questo "sfarfallamento" visibile, grazie alla bassa velocità, nei palloni da football ("sfarfallamento", che si avrebbe comunque solo nella fase terminale della traiettoria, quando la velocità del poiettile diminuisce e la pressione aerodinamica dell'aria non è più tale da contrastare leggere forze, come il vento o irregolari distribuzioni di massa, che destabilizzerebbero il proiettile) prolungandone la gittata.
A meno di non imprimere una spinta iniziale asimmetrica, o di un grave sbilanciamento di massa all'interno del proiettile, si può quindi escludere una rotazione "testa-coda". Ed in effetti i primi proiettili ogivali sono anteriori alla rigatura della canna, risalendo ad alcune artiglierie rinascimentali. I proiettili ogivali non sono entrati nell'uso comune solo perché più difficili da produrre, perché la gittata e precisione (prima dell'introduzione della rigatura) rimaneva più o meno la stessa, e perché il maggiore potere di penetrazione era relativamente inutile.
Ad ulteriore riprova, consideriamo che, la deriva verticale degli aerei serve si per evitare l'imbardata (la rotazione della coda rispetto alla punta) ma solo durante le manovre, durante le quali sul velivolo si sviluppano pressioni differenziate sulle varie superfici aerodinamiche... se l'aereo dovesse semplicemente andar dritto la deriva verticale sarebbe inutile ed, in effetti, ci sono razzi (non guidati; non missili cioè) di uso bellico, che sono totalmente privi di superfici stabilizzatrici.
Riassumendo, il vantaggio della forma allungata risiede, in piccola parte, in una forse leggermente maggiore gittata e precisione (alcuni articoli del sito inglese accennano a questo aspetto), ma soprattutto nella possibilità (se non altro statistica) di colpire di punta, con un magiore effetto contudente.
In merito a ciò mi sembra assai improbabile un uso della frombola "a pallonetto". Per quanto fastidioso e fors'anche pericoloso, la caduta dall'alto, praticamente per gravità, di un oggetto di 40-100 gr. difficilmente può creare grossi danni, specie se si è protetti dall'elmo.
Fonti storiche invece descrivono i proiettili di fionda come molto pericolosi (in grado anche di sfondare gli elmi) e, al contrario delle frecce e dei giavellotti, non visibili e non rumorosi. Tutto ciò si ottiene con un tiro teso.
Non voglio del tuttoo escludere che si usasse anche il tiro parabolico, per azioni di disturbo sulla grande distanza (lanciando in alto si aumenta la gittata massima), ma non credo che questa fosse la regola.
Quote:
Mdd
Innanzi tutto gli esemplari pervenuti sembrano presentare la tendenza ad una "bava" longitudinale che non escluderebbe una realizzazione a pressione anziché a colatura.
|
La "bava" la si ottiene anche per semplice colatura, se le valve non chiudono ermeticamente, come è normali negli stampi pre- era industriale.
Le palle dei fucili ottocenteschi, fuse dentro degli stampi con manico a tenaglia, andavano sempre limate per eliminare le sbavature.
Quote:
Mdd
Infine, tanto per dirla tutta: quali prove abbiamo dell'opinio communis che questi manufatti sarebbero proiettili per frombola?
|
Oltre ai numeri identificativi delle legioni o di altri reparti, alcuni proiettili presentano frasi di scherno o di augurio che il proiettile colpisca, esattamente come sui proiettili di artiglieria, sulle bombe d'aereo o sui siluri moderni spesso si scrivono insulti o frasi sarcastiche.