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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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03-May-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2007
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archeologia sociale
sapete se c'è qualche università con indirizzo specifico?
è una branca molto interessante:wink:
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03-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Con indirizzo specifico non saprei, non credo... Tuttavia ci sono atenei i cui docenti maggiormente si indirizzano verso questo filone di ricerca...
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04-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Che ne dite di approfondire un pò il discorso?
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05-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Sssì, volendo... O 
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05-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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A che ti riferivi in particolare Milena?
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Al fatto che non ho idea di cosa sia e come operi l'archeologia sociale 
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06-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ah. Ma sì che lo saprai... Solo che magari in questo momento non colleghi (in Renfrew, Bahn c'è un capitolo dedicato all'archeologia sociale per esempio). Anche perchè in Italia non è che si adottino poi troppo queste distinzioni, che del resto secondo me possono essere utili magari su un piano "analitico" o "didattico", ma poi nella pratica... Che io sappia per archeologia sociale si intende solitamente quel filone di studi o indirizzo di ricerca che tenta di ricostruire l'organizzazione sociale o socio-politica, o anche socio-economica, delle società antiche, in particolare per quei periodi in cui mancano le fonti scritte (per cui pre e protostoria), oppure anche per i periodi storici però ovviamente con le fonti e i metodi tipici dell'archeologia. Tra i metodi alla base solitamente c'è l'archeologia insediamentale. Per cui si usano le surveys (o le si progettano apposta) per cercare di verificare se esista per esempio un'eventuale gerarchia negli insediamenti di una data regione o per ricavare modelli insediamentali (se per esempio i siti si distribuiscono attorno a una località centrale come una città o un grande villaggio, dalla quale magari dipendono). Per far ciò generalmente ci si aiuta con modelli presi a prestito dalla Geografia. In particolare vengono ancora utilizzate la teoria del "central place" di Christaller e i poligoni di Thiessen (chi ha dato l'esame di geografia probabilmente si ricorderà qualcosa...). Più recentemente il modello XTENT.
Nella classificazione delle società invece si ricorre a modelli antropologici: bande, tribù, chiefdom, stati. Con ulteriori affinamenti e sfumature possibili. Tuttavia tale "dipendenza" dall'antropologia più recentemente è stata criticata, non tanto per questioni "ideologiche", o comunque non solo, ma perchè trattasi di modelli ricalcati su casi etnografici che, di fatto, non sono mai sfociati in una formazione statale vera e propria. Per cui non è tanto l'esistenza di un'organizzazione in bande o tribù o chiefdom che viene criticata, quanto il fatto che dalla banda o quanto meno dal chiefdom si passi allo stato secondo un'evoluzione progressiva e scontata. Insomma come se il chiefdom fosse uno stato in embrione. Il passaggio dall'una all'altra forma avverrebbe in sostanza senza grandi scossoni ma secondo una transizione molto più graduale, al cui interno nella maggior parte dei casi non c'è posto per una "rivoluzione urbana", pur con tutte le cautele del caso. Critiche in tali direzioni sono state fatte per esempio da Liverani (in Uruk. La prima città), da Yoffee, e altri (per quanto possa importare personalmente io condivido le critiche).
Altri aiuti fondamentali sono quelli che provengono dall'etnoarcheologia, dall'analisi spaziale, delle attività svolte all'interno di un insediamento e dello sfruttamento del territorio anche circostante, dall'archeologia funeraria per cercare di individuare se esistono eventuali differenze sociali, di status ecc., e altro ancora (ci sono per esempio mezzi più adatti per cogliere l'organizzazione di supposte società di banda, altri migliori per le società statali, e così via). Quando è il caso e se c'è la possibilità si può ricorrere alla statistica con analisi fattoriali e cluster analysis, che sostanzialmente servono a mettere in relazioni i vari ritrovamenti e manufatti. Quando si hanno parecchi ritrovamenti, ben studiati e quindi divisi in classi ecc. (e sempre se stratigrafia e processo di formazione lo permettono), si possono per esempio ricavare dei coefficienti per vedere se le funzioni di due stanze di un edificio sono, in base appunto agli oggetti ritrovati, simili oppure no, o fino a che punto lo sono, e cose di questo tipo.
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06-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Beh ,detta così......:idea:
Lo sai Karl che sono una frana per quanto riguarda certi tipi di studi, e mi si accrasta il cervello qunado si creano ad hoc specialismi e correnti e metodi da applicare indistintamente, per quanto possa sembrare crebrale su molte cose preferisco essere, diciamo così, "empirica".
Ovviamente ritengo che il confronto con altre discipline affini sia utile e costruttivo, purchè appunto non crei dipendneza e persino pregiudizio.
Milena
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06-May-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ti si accrasta  Sì poi dipende dai casi concreti di studio... C'è chi mette più l'accento su una cosa chi più su un'altra, evidentemente anche in base al materiale che si ha a disposizione. In Italia non so se ci sia qualcuno che si occupa prevalentemente di tali aspetti. E del resto sia in Italia che fuori, al di là poi del fatto che possano esistere lavori considerati "classici" di certi indirizzi (che so, archeologia sociale, archeologia funeraria, archeologia del potere, archeologia di genere, ecc.), capita spesso che nella pubblicazione di uno scavo si avanzino, a seconda del materiale a disposizione, ipotesi sull'organizzazione sociale, politica, economica, ecc. Senza troppo perdersi nel cercare di "incasellare" le proprie tesi in queso o quest'altro indirizzo (anche se tuttavia tale "incasellamento" spesso esiste, e viene lasciato implicito. Esplicitarlo, senza magari filosofeggiare più di tanto, male forse non farebbe...). Per cui... Che io sappia in Italia in quest'ottica - dell'archeologia sociale - c'è per esempio il lavoro di Alessandro Guidi (Preistoria della complessità sociale, Laterza, 2000), della Frangipane (La nascita dello Stato nel Vicino Oriente, Laterza, 1996), credo (perchè ho letto solo una piccola parte) anche alcuni lavori della Bietti Sestieri, e non so chi altri.
Ultima Modifica di Karl : 06-May-2007 23:50.
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07-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ad ogni modo sono studi interessanti anche perchè ,d'altra parte, invece che pregiudizi possono creare nuovi spunti,sebbene io credo che una certa ottica "sociale" sia basilare(anche se magari non sempre esprimibile all'interno di un unico lavoro) a qualsiasi interpretazione dei dati archeologici.
Mi
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