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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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  #31 (permalink)  
Vecchio 18-July-2007
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. . . rappresentazione dello scavo . . . simile alla rappresentazione statica degli edifici, statica nel senso di meccanica delle costuzioni. In sostanza si tratta di identificare quale elemento è in quali rapporti (porta o è portato, spinge o assorbe una spinta ...) con gli altri, ovviamente in base alle modifiche intervenute nel tempo ( questo arco scaricava qui e qui poi sono intervenuti così e ha iniziato a comportarsi diversamente ...) . . .
E' solo un paragone, sia chiaro. Comunque sì, si tratta di una scomposizione di quel genere, anche se con la complicazione di tradursi alla fine non in un solo modello, ma in tanti modelli quante risulteranno alla fine poter essere le "fasi" di quella stratigrafia (il che è impossibile e comunque scorretto volerlo predeterminare a priori), intendendo per "fasi" quei raggruppamenti di azioni antiche (rigorosamente testimoniate da Unità Stratigrafiche) che possono ritenersi sostanzialmente coeve, compatibili fra loro in termini spaziali e riconducibili ad una occupazione del suolo unitaria.

Tornando alle possibili applicazioni, come già dicevo, io non sono affatto scettico sulle potenzialità di impiego, purché nel rispetto metodologico dello scavo stratigrafico, che ritengo indissolubilmente legato ad una sistematica operazione di smontaggio di singole Unità (e non di loro documentazione d'insieme).
Per questo, come già dicevo parecchi post fa, al momento vedo con favore l'impiego di tecnologie del genere di fronte ad evidenze unitarie -specie se molto importanti e molto particolareggiate- come paleosuoli preistorici sparsi di artefatti minuti, oppure come mosaici romani con complessi disegni artistici, solo per fare qualche esempio.
Viceversa vedo con preoccupazione il rischio che la "scarsa soddisfazione" di applicare una tecnologia del genere ad una semplice buca di discarica di epoca imprecisata induca ad interferire con le strategie di intervento sullo scavo inducendo a documentare "cumulativamente" tante evidenze vicine o persino (non sia mai) parzialmente sovrapposte.
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  #32 (permalink)  
Vecchio 18-July-2007
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. . . fermo restando il mio secondo discorso, quello sulla necessità della contemporaneità fra scavo e documentazione e sulla necessità che la rappresentazione della US avvenga con un riscontro autoptico da parte di chi effettua il rilievo: non importa se chi rileva ha una matita in mano oppure un portatile dove ha appena importato e sta elaborando una immagine metrica, ma nell'altra mano deve avere pronta la sua cazzuola per verificare man mano l'esattezza dei limiti della US, la sua consistenza, la correttezza di come è stata scavata (di solito è durante il rilievo che ti accorgi degli errori fatti durante lo scavo).
E infine la rappresentazione della US deve essere disponibile prima che venga affrontata la US sottostante, anche perché è sulla base del rilievo precedente che viene "battezzata" la collocazione stratigrafica della US nuova (tentare di ricostruire questa informazione in un secondo momento è fonte di inenarrabili macelli).
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  #33 (permalink)  
Vecchio 18-July-2007
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. . . faccio ancora un esempio: a me personalmente è capitato qualche volta di scavare una pavimentazione antica senza rendermi conto che una certa zona era rifatta in antico (magari una zona usurata e anticamente risarcita) una informazione importante, che parla di intensità d'uso e di zone di passaggio preferenziali, una informazione che potrebbe preludere alla successiva individuazione di qualche fortunato elemento datante magari inglobato nella malta, eppure una informazione che durante la prima messa in luce ti potrebbe qualche volta forse sfuggire. Ma durante il rilievo te ne accorgi eccome.

Per questo dico sempre che l'esecuzione del rilievo è un passaggio importante che fa parte del processo d'indagine; e per questo ritengo che debba essere una operazione contestualmente (non a posteriori) seguita fin nei minimi dettagli da chi sta scavando in quel momento. Con un costante controllo autptico e con la testa di chi ha scavato, ha compilato la scheda, ha preparato l'inquadratura fotografica di dettaglio.
Ma non è questione di escludere a priori una tecnica piuttosto che un'altra se il senso del metodo stratigrafico è rispettato.
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