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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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  #1 (permalink)  
Vecchio 16-May-2007
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Data Registrazione: Dec 2006
Messaggi: 75
Predefinito Precisazioni sulla fotogrammetria

Carissimi amici del forum,
chiedo scusa a chi di voi apparirò pedante ma desidererei fare una piccola precisazione sulla fotogrammetria. Ho letto in molte discussioni pareri contrastanti, giudizi di merito sulle tecniche di rilievo indiretto e varie idee sulla fotogrammetria. Molto spesso però mi pare venga confusa la deformazione di immagini digitali mediante programmi di grafica con la fotogrammetria. Mentre il primo impiego è ovviamente da aborrire nel campo del rilievo scientifico essendo proprio del progetto grafico, il secondo è da un secolo una tecnica di rilievo indiretto di carattere altamente scinetifico. Il fatto che il rilievo fotogrammetrico sia di tipo indiretto non significa affatto che venga effettuato senza cognizione di causa e senza sopralluoghi, significa semplicemente che può essere impiegato per rilevare sia ciò che può direttamente essere misurato sia ciò che non può esserlo che indirettamente. La fotogrammetria presuppone l'impiego di strumenti topografici di precisione, di camere metriche o semimetriche, di restitutori digitali o analogici, oltre che ovviamente la conoscenza di una materia che è oggetto di corsi di studio presso molte facoltà oltre che oggetto di tesi di laurea. Vi sono figure professionali che dedicano gran parte delle proprie risorse, sia economiche sia umane, per praticare con attenzione e scrupolo il rilievo indiretto, raggiungendo dei livelli di eccellenza che pongono il nostro paese fra i primi al mondo in questo ambito.
Dichiarandomi disposto quindi a discutere del tema con chi lo ritiene interessante, desidererei fugare ogni dubbio in merito alla scientificità delle operazioni fotogrammetriche e della loro piena applicabilità, affinché non vi sia più confusione tra la propagazione degli errori effettuata con tecniche e programmi di grafica e la correzione degli errori effettuata con i metodi e le tecniche della topografia e della fotogrammetria.
kabur
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  #2 (permalink)  
Vecchio 13-June-2007
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
Messaggi: 1,707
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Visto che ti sei lamentato che nessuno ha risposto ti dico che forse l'argomento scelto non è proprio così conosciuto dalla maggior parte di noi. Per quanto mi riguarda ho sostenuto un esame sul GIS archeologico in cui se ne parlava, in quanto la fotogrammetria rientra tra i dati utilizzati dal GIS per le applicazioni nell'ambito soprattutto dell'elaborazione dei modelli digitali del terreno, quindi non ho dubbi sulla scientificità dei questa disciplina. Ma di più non saprei dire, e forse neanche gli altri, per questo il thread è caduto nel vuoto.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 13-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,561
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Si, KAbur, concordo con leda.

Ti va di fare qualche esempio, di descriverci in dettaglio qualche analisi fotogrammetrica?( si dice così?)
Non mi dite che sono una fissata degli esempi....credo che la pratica (nel nostro caso la descriozione dellla pratica)sia spesso più comprensibile e utile della teoria.

Milena
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  #4 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
Utente attivo
 
Data Registrazione: Dec 2006
Messaggi: 75
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tornerò più tardi con esempi dettagliati, comunque una cosa che potrebbe essere interesante e utile per tutti potrebbe essere quella di esporre, per gli archeologi, le proprie necessità operative riguardanti la documentazione e il rilievo, mentre, limitatamente alle mia capacità, potrei provare a dirvi come applicare alcune tecniche fotogrammetriche. Probabilmente in questo modo tutti potrebbero arricchire, anche se di poco, il proprio bagaglio culturale in uno spirito di vera collaborazione e condivisione.
Come premessa va detto che la fotogrammetria viene normalmente divisa in aereofotogrammetria, necessaria per la produzione di carte tecniche a grande scala, e in fotogrammetria dei vicini, non di quelli con l'erba più buona eh!
Quest'ultima, ovvero quella terrestre, è quella maggiormente impiegabile in campo archeologico come nel campo della conservazione dei beni culturali.
I presupposti base sono:
1_ conoscenza di un minimo di teoria della fotografia e di geometria descrittiva,
2_ un minimo di pratica topografica,
3_ impiego di una camera metrica, semi-metrica o anche semplicemente di una camera digitale calibrata,
4_ impiego minimo di un software restitutore.
La cosa che occorre precisare è che in primo luogo la fotogrammetria è una tecnica scientifica per il rilievo indiretto e non ha nulla a che spartire con la deformazione e il tirocco di immagini fotografiche, e in secondo luogo che necessita comunque delle operazioni preliminari di rilevamento diretto e di conoscenza diretta dell'oggetto da restituire. In sostanza non è che consenta di rilevare standosene comodamente alla scrivania, si trascorrono comunque delle giornate in campo o in cantiere, la grande differenza rispetto al rilievo diretto è ravvisabile nella precisione, nella possibilità di continuare il rilievo, dopo aver acquisito i dati necesari, anche quando non si è più in campo, oppure anche quando il campo non ha più la stessa forma di quando è stato ripreso nei fotogrammi.
Più tardi farò qualche esempio ma sarebbe bello se ci si confrontasse sulle necessità del rilevamento operativo.
kabur
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  #5 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
L'avatar di  dceg
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Quote:
kabur Visualizza Messaggio
3_ impiego di una camera metrica, semi-metrica o anche semplicemente di una camera digitale calibrata,
Sarebbe forse opportuno spiegare che cosa si intende, penso che si tratti di concetti ai più sconosciuti.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #6 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,619
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Un link interessante
http://circe.iuav.it/labfot/pubblica...6_balletti.pdf
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #7 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
necessita comunque delle operazioni preliminari di rilevamento diretto e di conoscenza diretta dell'oggetto da restituire.
In che senso, conoscenza diretta del'oggetto da restituire?
è applicabile dunque anche per i rilievi di strutture non sepolte?
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  #8 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
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la differenza tra fotografia a e fotogramma sta nel fatto che solo la seconda è dotata di caratteri metrici, ovvero sono noti tutti quei dati che consentono di eliminare gli errori e le deformazioni introdotte dall'obiettivo, dalla pellicola, conoscendo infine gli elementi geometrici per ricostruire le dimensioni dell'oggetto rappresentato nel fotogramma. In sostanza se un fotogramma è una prospettiva centrale della quale conosco alcuni parametri, posso, con un fotogramma ricostruire i dati geometrici di tutti gli elementi che giacciono su un piano, mentre con due fotogrammi, o meglio con una coppia stereoscopica, posso ricostruire le tre dimensioni dell'oggetto ripreso. Pertanto la fotogrammetria aerea nel campo dell'infrarosso, impiegabile per "vedere" manufatti sepolti, è solo uno dei possibili impieghi della fotogrammetria, mentre quello più diffuso permette di rilevare, non diversamente da quanto si fa con una stazione totale, le dimensioni di un manufatto. Considerate che il dem (digital elevation model), che peraltro preferisco chiamare modello digitale in elevazione, come il dtm (digital terrain model) ovvero il modello del terreno a curve di livello, può essere realizzato a partire da coppie stereoscopiche di fotogrammi. Le applicazioni in campo archeologico ritengo possano essere molte e molto utili.
kabur
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  #9 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
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Provo a fare un esempio:

situazione: scavo in trasformazione
operazioni topografiche preliminari fisse:identificazione di un numero sufficiente in funzione della dimensione e della forma dello scavo di caposaldi dei quali si determina la mutua posizione e si realizzano le monografie

operazione fotografiche: si fa stazione sui caposaldi e si determina la posizione di un numero di punti chiaramente visibili sulle evidenze che si stanno scavando, volendo si possono impiegare degli scopi in lamiera a quattro quadranti o in plastica riflettente; si realizzano le prese fotografiche avendo cura di rispettare le condizioni per realizzare correttamente il modello stereoscopico, ovvero avere una covrapposizione sufficiente tra i fotogrammi.

operazioni di dettaglio in campo: tutti gli eidotipi disegnati a mano in cantiere, le fotografie e gli appunti che si possono prendere per conoscere il manifatto sono necessari per guidare la restituzione

a questo punto il cantiere ricomincia a essere scavato dopo la pausa della durata corrispondente al tempo impiegato per effettuare le prese fotogrammetriche

in studio, dopo aver sviluppato le pellicole, acquisito i fotogrammi con scanner fotografico, si elabora con il software il modello digitale del terreno che genera automaticamente le curve di livello e i segmenti che definiscono i piani con i quali sono approssimabili le superfici delle evidenze.

vantaggi: vi è una sovrabbondanza di punti determinabili mentre nel rilievo topografico sono noti solo i punti battuti con la stazione, il lavoro di rilevamento può essere condotto anche quando lo scavo ha cambiato la sua forma.

svantaggi: richiede qualche operazione preliminare in più rispetto al rilievo topografico e soprattutto le attrezzature necessarie sono molto più costose. Vi sono però studi specializzati che eseguono rilevamenti per conto terzi e che quindi possono permettersi attrezzature costose e aggiornate.

Spero di essere stato chiaro
Sarebbe comunque bello provare insieme a trovare la soluzione a problemi di rilevamento archeologico, mi è capitato in altri ambiti di trovare soluzioni inaspettate grazie alla contaminazione tra discipline diverse.

kabur
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  #10 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Ricordo di aver studiato la fotogrammetria per l'esame di disegno... però lo feci in modo alquanto grossolano e al tempo non afferrai molto bene la procedura. Nel testo venivano riportate immagini di rilevamenti fotogrammetici su edifici, tu invece porti l'esempio di tale rilievo sullo scavo. Non è che potresti postare un'immagine del risultato che si ottiene attraverso questa procedura?
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa" (Jo Jo)
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  #11 (permalink)  
Vecchio 14-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Molto interessante, ma anch'io sono piuttosto ignorante in materia e non mi è ben chiaro il risultato: cioè il fatto che tu parli di manufatto mi fa immaginare che tu ti riferisca a strutture di una certa consistenza; se è così mi chiedevo invece se è possibile ottenere un rilievo dettagliato di una superficie di scavo -mettiamo- preistorico in cui le evidenze sono costituite per lo più da pietre ed ossa. In tal caso sarebbe, quella fotogrammetrica, una buona fase preliminare per una ricostruzione (magari a fini espositivi) di interi strati.....:-)

Milena
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  #12 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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Visto il carattere di inutilità che la fotogrammetria riveste all'interno della pratica archeologica più volte chiaramente ribadito da noti esperti nel campo dei rilevamenti tecnici con particolare riferimento al campo archeologico, si richiede di spostare la discussione tra quelle fuori tema.
kabur
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  #13 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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. . . il fatto che tu parli di manufatto mi fa immaginare che tu ti riferisca a strutture di una certa consistenza; se è così mi chiedevo invece se è possibile ottenere un rilievo dettagliato di una superficie di scavo -mettiamo- preistorico in cui le evidenze sono costituite per lo più da pietre ed ossa. In tal caso sarebbe, quella fotogrammetrica, una buona fase preliminare per una ricostruzione (magari a fini espositivi) di interi strati.....:-)

E già. Perché è un conto fintanto che parliamo di "topografia antica" (cioè finché si tratta di una situazione che intanto è molto estesa, ma soprattutto è una realtà sulla quale noi stessi non stiamo contestualmente conducendo una azione di smontaggio progressivo) . E qui la fotogrametria viene incontro all'Archeologo sin da antica data nella storia degli studi.

Un altro discorso è invece è la conduzione dello scavo archeologico in divenire, dove una tecnica del genere ha senso di fronte ad una evidenza ampia, minuziosa e soprattutto unitaria.
Per esempio un paleosuolo preistorico con il suo bel spargimento di artefatti, oppure, che ne so, un mosaico romano dal disegno artisticamente elaborato.

Mentre invece alla prova dei fatti l'applicazione di tecniche di questo genere in uno scavo molto complesso (a livello di scavo urbano, fatto sostanzialmente di centinaia di buche che tagliano altre buche senza quasi mai un piano di calpestio) si traduce in un intralcio operativo e in un rallentamento complessivo delle attività di scavo (quelle enormi e antipaticissime pulizie generali "in fase" di centinaia di metri quadri di superfici pertinenti ad US differenti, che purtroppo qualche disgraziatissima volta capita di dover fare) e nella tentazione di posticipare rispetto allo scavo l'attuazione dei grafici planimetrici (che invece sono necessari in corso di scavo come elemento di controllo della sequenza).
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  #14 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Potrei azzardare delle raccomandazioni di buona tecnica archeologica:
sullo scavo qualunque modalità di documentazione può essere impiegata purché soddisfi alle due seguenti condizioni:
1) ogni singolo Archeologo non deve mai prendere in considerazione più di una US alla volta;
2) mai smontare una US prima di aver accertato di essere assolutamete in pari con i vari formati di documentazione (non vale "lo farò dopo ricavandolo da una foto").

Ultima Modifica di Mdd : 16-July-2007 19:16.
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  #15 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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Potrei azzardare delle raccomandazioni di buona tecnica archeologica:
sullo scavo qualunque modalità di documentazione può essere impiegata purché soddisfi alle due seguenti condizioni:
1) ogni singolo Archeologo non deve mai prendere in considerazione più di una US alla volta;
2) mai smontare una US prima di aver accertato di essere assolutamete in pari con i vari formati di documentazione (non vale "lo farò dopo ricavandolo da una foto").
La fotogrammetria non serve per ricavare le misure dopo, ma per ricavare quelle misure che nessun rilievo diretto può dare. In realtà richiede un numero di misure dirette di base superiore per numero e precisione rispetto a quanto si fa nel rilievo diretto.
Che poi ci sia chi usa impropriamente e male delle tecniche fotogrammetriche per pigrizia non mi riguarda e non mi interessa, come non mi interessa il pregiudizio sulle tecniche scientifiche.

Un malato arriva al pronto soccorso e attende dolorante minuti e minuti per la diagnosi perchè il medico vuole esclusivamente palparlo, aumentando la sofferenza, senza impiegare indagini non invasive pur di avere il legittimo e enecessario contatto diretto. Se voi foste il paziente in quale paese mandereste il medico a esercitare?
mah

kabur
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