Mi pare di capire che si tratti di un ulteriore tratto dell'acquedotto della Val Rosandra.
Ne hai parlato alla Dott.sa Scotti? La trovi in Soprintendenza a Trieste quasi ogni giorno salvo missioni o presenza ad Aquileia. Riguardo alla domus come dici, o meglio alla Villa Rustica, non è che non c'è più, è, come quelle di Villesse, Ronchi, Aiello, Cervignano, ecc., finita sotto le case. Quelle che ancora non hanno fatto questa fine e sono situate in aree destinate all'edilizia, presto o tardi resteranno solo un punto di riferimento sulla Carta Archeologica regionale. Anche a me duole il cuore per questo ma credo sia facile rendersi conto di quanto, questa parte del Friuli, sia ricca di testimonianze archeologiche e che sarebbe praticamente impossibile riuscire a valorizzare tutto; a parte i costi in termini economici, la successiva fruibilità da parte della popolazione sarebbe abbastanza scarsa. Certo è importante che ogni singolo sito venga segnalato e ove possibile assogettato ad un saggio esplorativo per verificare la reale consistenza dei resti. Purtroppo, a fronte di una notevole frequenza di insediamenti antichi, spesso si è costretti a costatare che il loro stato di conservazione è pessimo. Il Friuli è una regione densamente urbanizzata e la quasi totalità del terreno coltivabile viene da secoli sottoposto ad arature e riordini.
Nella nostra regione abbiamo la fortuna ed al contempo sfortuna di avere una città come Aquileia. Fortuna perchè l' area urbana ha dato è continuerà a dare risultati esaltanti in termini di scoperte archeologiche, sfortuna perchè essa ha catalizzato gli interessi di tutti gli studiosi per secoli con la conseguenza di uno scarso o meglio nullo interesse per l'agro ed i suoi insediamenti. Questo interesse, purtroppo, si è risvegliato solo pochi anni fà, troppo tardi per salvare il salvabile ed ora che i buoi sono scappati è abbastanza vano cercare di chiudere la stalla. Pensa che solo nell'area del territorio comunale di Aiello del Friuli, una delle più piccole della regione, sono stati identificati una cinquantina di punti di interesse archeologico tra Ville Rustiche, ad esempio quella nota di Mazzillis, o quella dell' ex aeroporto, insediamenti rurali di medio piccole dimensioni, necropoli relative, tratti stradali ecc.ecc. Ebbene di tutto questo solo un piccolo insediamento rurale sembra si sia conservato in condizioni discrete e questo solo perchè durante l'ultimo secolo non è mai stato arato. Prima era un boschetto su un'altura e dopo l'ultima guerra è stato cotivato a vigneto. Da una decina di anni a questa parte anche la vigna è stata abbandonata per decesso del coltivatore ed oggi le poche viti rimaste sono infestate da rovi e da vegetazione spontanea. Il proprietario attuale vuole vendere tutto al più presto visto che non abita in zona ed è probabile che il nuovo acquirente, per prima cosa farà spianare l'altura con la distruzione di quanto sotto si conserva.
Non so se riusciremo a fare qualcosa, lo spero sinceramente, ma le prospettive sono tutt'altro che rosee.
Beh, ti saluto caramente e spero proprio che vi siano altri giovani come te che si prendano a cuore quel che ancora rimane e riescano a valorizzare quello che noi non siamo stati in grado di far conservare.
Ciao.
Freddy
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