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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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Vecchio 22-October-2007
L'avatar di  Cerebia
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Predefinito Disegnare sul campo

Seguendo il consiglio che mi diede qualche giorno fa Mdd in un'altra discussione (http://www.archeologia.com/forum/ric...html#post16951 )di argomento affine, apro questa sul disegnatore unico o quasi in uno scavo archeologico, per spiegare un po' come funziona la cosa, e portando anche altre esperienze di disegno...

Premetto che negli scavi in cui ho lavorato come disegnatrice tutti sapevano disegnare e alcuni anche molto bene, ma forse per pigrizia e forse per non so quale altra cosa, per circa un paio d'anni sono stata io l'incaricata di disegnare, specialmente grandi planimetrie.... una volta mi capitò di disegnare la stessa cosa per due giorni! Seconda cosa, ho sempre disegnato con matita, scalimetro e compasso... non ho mai usato la stazione totale!

Insomma, quando uno disegna che fanno gli altri? beh proseguono il loro lavoro, lasciando il più possibile il campo libero a chi disegna... il caposaggio mi diceva quale punto disegnare, i limiti delle US e le evidenze venivano segnate con gessetti (sulle pietre) o con puntine (sullo strato) e poi mentre lui/lei proseguiva con gli altri a scavare ecc, io con il mio fido misuratore mi dedicavo ai disegni, operazione a me molto gradita! ;-) A disegno finito, tornavo dal caposaggio e insieme controllavamo le US, differenziandole con riempimenti diversi, colori ecc, ed infine prendevo le quote.
Inoltre essendo io l'addetta alla documentazione grafica, la controllavo, mettendo in ordine i fogli e la numerazione delle piante/sezioni/prospetti e facendo talvolta anche a tavolino le piante generiche dei saggi unendo le varie piccole planimetrie.... piante come lenzuoli!

Indirettamente ho anche assistito ad altri modi di gestire la documentazione grafica! Ad esempio, in uno scavo a cui ho partecipato, ma non disegnando, c'era un giovane archiettto, assunto dalla ditta, che aveva questo incarico, ma molto spesso chiedeva a noi come fare!
Ad uno scavo universitario, invece, mi è capitato addirittura che nessuno disegnasse, nel senso che ogni tanto veniva un architetto che disegnava, quotava ecc con la stazione totale tutto quello che era emerso. In questo caso, infatti, gli studenti non erano molto abili nei rilievi e nella quotatura.... di mattina le quote avevano un numero, di pomeriggio un altro. Anzi, agli studenti si diceva che se volevano disegnare per esercizio potevano pure farlo, ma tanto poi sarebbe venuto l'architetto!

ecco qui le mie esperienze! tocca a voi adesso!
ciao ciao ;-)
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Vecchio 22-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Io sono abituato così: chi affronta lo scavo di una nuova US, ha la responsabilità di numerarla e da quel momento è responsabile di tutti i livelli della sua documentazione (scheda, reperti, foto e appunto disegno). Se non è capace di disegnarla (qualche volta capitano disegni particolarmente difficili) chiede al responsabile del settore (o dello scavo, a seconda delle dimensioni) che mandi qualcuno in aiuto, ma la responsabilità del fatto che il disegno venga eseguito ed eseguito compiutamente rimane di chi ha numerato l'US.
Oltre al vantaggio di far crescere più persone, questo sistema ha anche il quello che mentre l'Archeologo disegna la sua US non c'è nessuno che possa essere interessato a scavare una nuova evidenza sotto i suoi piedi prima che lui abbia finito (non c'è quindi il rischio di sovrapposizioni che causino macelli interpretativi, nè il rischio di "conflitto" fra chi deve disegnare e chi deve per esempio pulire per una foto, nè il rischio che uno non sappia cosa fare mentre aspetta che l'altro finisca, non c'è il rischio che qualcosa venga dimenticato), inoltre il più delle volte l'Archeologo è proprio nel momento in cui disegna che si rende conto meglio sia delle caratteristiche descittive della US, sia della sua interpretazione (personalmente sono cioè portato a considerare l'operazione di rilievo diretto sul cantiere come una esperienza conoscitiva e non come un fatto puramente tecnico). In fine l'Archeologo che ha scavato e disegnato la US precedente è la persona migliore al mondo per individuare il rapporto di superiorità nella impostazione della scheda della prossima US: quindi in definitiva l'Archeologo scava, fotografa, disegna e scheda ciclicamente spostandosi sul cantiere relativamente poco.

I disegni, indipendentemente dalla tecnica con la quale vengono eseguiti o posizionati, vengono in ogni caso immediatamente materializzati su fogli traslucidi di formato standard (solitamente UNI A3, comunque sempre il medesimo formato per tutta la durata del cantiere) e solitamente NON vengono numerati, ma denominati con il numero della US rappresentata e le coordinate. Non ci sono mai in cantiere "lenzuoli" o comunque fogli fuori formato, nè fogli contenenti contemporaneamewnte US differenti.

Il "Responsabile della documentazione grafica", quando esistente, è quello che disegna meno di tutti, perché il suo compito è più che altro di revisione della correttezza dei disegni che gli vengno consegnati.
A seconda del contratto e della disponibilità anche organizzativa, il "Responsabile della documentazione grafica" (o in alternativa il Responsabile di cantiere o anche entrambi) cominciano a predisporre i montaggi dei disegni di dettaglio delle singole US in grandi piante di fase esclusivamente in digitale e con l'accortezza di prevedere possibili spostamenti da una fase ad un'altra man mano che viene perfezionata la messa in fase interpretativa della sequenza.
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Vecchio 22-October-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Ad uno scavo universitario, invece, mi è capitato addirittura che nessuno disegnasse, nel senso che ogni tanto veniva un architetto che disegnava, quotava ecc con la stazione totale tutto quello che era emerso. In questo caso, infatti, gli studenti non erano molto abili nei rilievi e nella quotatura.... di mattina le quote avevano un numero, di pomeriggio un altro. Anzi, agli studenti si diceva che se volevano disegnare per esercizio potevano pure farlo, ma tanto poi sarebbe venuto l'architetto!

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Complimenti a chi ha diretto quello scavo universitario! Bell'esmpio di scavo didattico:???:
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Vecchio 22-October-2007
L'avatar di  archeo85
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Nel mio piccolo io ho sempre disegnato ciò che scavavo...infatti ho preso parte soltanto a scavi didattici portati avanti dalla mia università.
Quando poi mi sono trovata a scavare delle sepolture, più difficili da rilevare di un semplice strato secondo me, ho capito quanto è importante rilevare qualcosa che si è scavata prima...voglio dire...ogni piccolo particolare era molto più chiaro a me che l'avevo scavato in prima persona.
Mi è capitato di dover disegnare altre sepolture, scavate da altri ragazzi, perchè loro non volevano disegnare...l'ho fatto volentieri, ma ho talvolta avuto delle difficoltà: se non hai mai disegnato una sepoltura, o la scavi sapendo che la documentazione la farà qualcun'altro per te, è facile che tendi a "tirare via" la cosa...a volte ho dovuto interrompere il rilievo per scavare le parti ancora coperte...uff.
Questa è la mia piccola testimonianza...
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Vecchio 22-October-2007
L'avatar di  Cerebia
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Complimenti a chi ha diretto quello scavo universitario! Bell'esmpio di scavo didattico:???:
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anche io quando ho visto questa cosa ci sono rimasta di sasso... e non mi era mai capitato!

A Mdd rispondo invece che ha sicuramente ragione quando dice che l'Archeologo deve saper far tutto, perchè secondo me deve anche prendersi la responsabilità di eventuali errori e mancanze! di questo me ne sono accorta proprio lavorando da sola in cantiere, quando ero sola a fare tutto, diario, schedatura, disegni, ecc. Mi capitò di essere assente un paio di giorni per salute e che un ragazzo mi sostituisse... proprio in quei giorni fu trovato un camminamento sotterraneo. Ebbene, io ho dovuto curare il tutto perchè era il mio cantiere, ma essendo stata assente alla scoperta non avevo alcuna documentazione nè foto, nè schede US perchè l'altro non aveva documentato nulla, visto che lo avrei fatto io, così gli dissero. Insomma alla fine mi sono industriata e fortunatamente mi è venuto anche bene il tutto, però il fatto che non fossi stata presente al rivenimento mi ha fatto capire quanto sia importante ed essenziale vedere autopticamente e fare tutto da soli, senza affidarsi nessuno.
Chi fa da sè fa per tre!
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Vecchio 22-October-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Data Registrazione: Jan 2006
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Come dicevo altrove negli scavi classici cui ho partecipato, con operai, gli archeologi per lo più si occupavano di supervisionare e documentare . I disegni e le foto si facevano a fine scavo di Us, ma per strutture molto coplesse chiamavano l'architetto.

Sugli scavi preistorici è tutto molto differente; una volta individuata l'Us vengono di solito praticati dei tagli di spessore standard( 5 o 10 cm in genere, anzi ne approfitto per correggere una castroneria detta in un altra discussione tempo fa: dovevo essere parecchio annebbiata per confondere il taglio con l' US...perdonatemi!).Le metodologie di rilievo sono differenti. In uno scavo facevano fare il rilievo di tutti i pezzi(selci e ossa) superiori a 5 cm direttamente sul posto su fogli di carta millimetrata, in un altro si prendevano solo misure e quote di ogni singolo pezzo di dimensioni supèeriori a 2 cm segnandole su una scheda . Il rilievo sarebbe poi stato effettuato a tavolino.

Infine le piante generali di Us venivano fatte dai più esperti.
In un caso mi è capitato però di fare tutti insieme la pianta finale........dipende molto anche da quante persone scavano.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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Vecchio 22-October-2007
AI gens
 
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io invece ho scavato in un sito dove non ho visto una matita, ma si faceva tutto "in digitale". non solo le foto erano fatte tutte solo ed esclusivamente con una macchina digitale, ma anche tutti i rilievi erano fatti con la stazione totale e poi messi sul cad, dalle semplici quote delle US al disegno dei sassi dei muri.

L'unica cosa che era fatta "a mano" era scrivere le note descrittive delle us.

Devo dire che facendo così si velocizza il lavoro, e di parecchi anche, e probabilmente si ha anche una maggiore precisione (o cmq il rapporto precisione/velocità è superiore), però non so, io qualche dubbio su questo modo di procedere, soprattutto a livello "tecnico", nonostante tutto ce l'ho..
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Vecchio 22-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Qualche volta lo faccio anche io (anche se da noi la documentazione in solo digitale non passa, occorre comunque avere anche un livello di documentazione tradizionale).
Però si pone un problema di metodo: un conto è rilevare digitalmente una US alla volta (ed è un sistema che mi piace) ed elaborare digitalmente il rilievo mentre l'operatore vede autopticamente la US (cioè non in laboratorio a posteriori, ma direttamente sul cantiere, con il portatile in mano e la tua US davanti ai piedi): questo modo rende notevolmente migliore la qualità del rilievo, ma non direi che velocizzi in maniera sigificativa i tempi di esecuzione.
Altra faccenda è passare giorni a pulire tutto, poi fare un'unica campagna di riprese che vengono elaborate planimetricamente in separata sede e spacciare questo per una documentazione grafica archeologica.
Lo dico perché so che la tentazione è forte e anzi qualche volta veramente succede (e lì chi lo fa non sta "risparmiando tempo", sta semplicemente "barando") ;-) .

Ultima Modifica di Mdd : 22-October-2007 18:12.
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