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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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30-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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New Archaeology
Ciao a tutti...Mi chiamo Rossella, sono una nuova utente, e soprattutto sono davvero poco pratica di forum e cose del genere, perciò vi chiedo scusa se per sbaglio ho creato questa nuova discussione nello spazio sbagliato.Sto studiando come una dannata per l'esame di metodologia della ricerca archeologica (che tra l'altro è anche il primo della mia carriera universitaria  ), e non riesco a venire a capo di un problema, che riguarda la New Archaeology.Un mio compagno di corso che ha già sostenuto l'esame mi ha detto che una delle domande che gli sono state poste è :"che cosa direbbe un archeologo della New Archaeology di questo telefono bianco?". Sentendo questa domanda ed il mio compagno che asseriva di aver risposto senza difficoltà, mi sono resa conto che probabilmente non avevo capito proprio nulla di ciò che avevo studiato fino ad allora.Ed ancora non riesco a venirne a capo.Ho pensato di porre la stessa domanda a voi, per vedere se i due o tre concetti che mi sono venuti in mente possano c'entrare qualcosa o meno.
Grazie mille a tutti, e scusate ancora.
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30-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jan 2007
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:-k:-k
Non mi pare una domanda molto chiara in sè, penso vada inserita all'interno di un contesto più ampio... Se ci si riferisce semplicemente all'oggetto "super nuovo cellullare di color bianco perlato iridescente con sfumature arcobaleno" io avrei risposto:"Non è importante l'aspetto esteriore del telefono e quindi il suo ruolo di status symbol, ma sono importanti tutte quelle funzioni che attraverso di esso possono svolgersi: telefonare, mandare sms, fotografare, etc.". In un caso più strettamente archeologico: non è importante l'estetica o il valore "economico" del reperto in sè come oggetto d'arte, piuttosto il suo valore in termini di dati cronologici, antropologici, etc. In realtà non credo di essere stata molto chiara neppure io...:?
Ultima Modifica di polimnia : 30-November-2007 19:37.
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30-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Concordo con Polimnia... Anche secondo me la domanda va interpretata in quel senso:
Il valore del manufatto non è dato dal suo valore artistico ma dalla sua natura in quanto manufatto e quindi prodotto dell'ingegno umano. Secondo quet'ottica quindi ogni manufatto, anche il più povero da un punto di vista estetico, è importante al fine ultimo che è la ricostruzione di processi sociali e umani quali la produzione, l'economia, la tecnologia, lo status sociale, ecc.
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"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa"  (Jo Jo)
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30-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Tendenzialmente risponderei anch'io una cosa del genere. Che però risponderebbe così solo un "new archaeologist" boh... A istinto risponderei più una roba tipo: "ma che cacchio di domanda idiota"  Lui cos'ha risposto? Non gliel'hai chiesto? Un post-new archaeologist magari risponderebbe che è da vedere sia se è un telefono, sia se è bianco 
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30-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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No, lui non mi ha detto cosa ha risposto...Il telefono in questione era un normale telefono da casa credo.
Comunque dalle vostre risposte realizzo di non aver capito una beata cippa della New Archaeology...Wow...come sono contenta...!
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01-December-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ahahahah  Perchè no? Cosa avresti risposto? Magari hai ragione tu...
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01-December-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2007
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La New Archeology conosciuta come archeologia processuale è un movimento archeologico nato nelle facoltà archeologiche dei colleges americani durante gli anni 70'.Essenzialmente si basa sul distaccarsi dell'intepretazioni dei reperti in modo storico e legarlo più al filone delle scienze sperimentali.In pratica la capcità di condurre gli stessi processi sperimanetali durante gli scavi.Nel caso del telefono bianco forse vuole alludere a come si inteprerebbe , sperimentalmente, se ci ritrovassimo un telefono bianco come reperto ;-)
Ciao
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01-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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Allora...Io avevo pensato ad un'interpretazione del genere:
Essendo un'oggetto non prodotto da attività manifatturiera, ma industriale, io "archeologa processuale" (e magari fossi già archeologa...!!) avrei pensato di trovarmi davanti ad una testimonianza materiale di una cultura tendenzialmente "avanzata", con strutture e tecnologie avanzate, atte a far fronte ad un'attività produttiva di massa e, dunque, ad un commercio da esercitare in un'area ampia.
Il fatto, poi, che il telefono sia un mezzo di comunicazione, andrebbe a supportare la mia ipotesi di una società che manifesta la volontà di estendere i propri limiti territoriali attraverso mezzi di interazione con altre zone del mondo, più o meno lontante.
Non so se sia sensato...Credo di aver dato troppo per scontati certi aspetti...tipo il fatto che io so già che il telefono è prodotto in un'industria e che si usa per comunicare a distanza...
Pasquale: in che senso?Cioè...tu come faresti ad interpretarlo come reperto?
Grazie mille a tutti ragazzi, siete gentilissimi!
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01-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2006
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Considerare, di un reperto, le informazioni che se ne possono trarre attraverso l’analisi chimico-fisica dei materiali di cui è composto, per risalire alla provenienza dei materiali stessi, ai processi di lavorazione, ecc. È questo che si intende per “interpretazione sperimentale”?
Inquadrare un reperto secondo il proprio “ruolo storico”, per ciò che fu il suo significato come prodotto finito. Potrebbe essere questo il “modo storico” di interpretazione?
I due aspetti andrebbero entrambe presi in considerazione e credo che, di fatto, questo avvenga (quando possibile).
Pasquale, potresti fare un esempio pratico?
Ciao
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01-December-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quello che scrive Pasquale effettivamente è corretto. Tuttavia c'è da tener presente che l'interpretazione "storica" criticata dai new archaeologist è frutto anche di fraintendimenti. In sostanza come approccio storico loro intendono (intendevano) quello meramente descrittivo e non esplicativo. Uno storico serio di fronte a questo approccio inorridirebbe non meno che un un new archaeologist, per cui... Da qui poi anche la diatriba, a mio avviso sterile, sul fatto che l'archeologia dovesse essere più antropologia che non storia. La dicotomia a mio avviso non esiste. Inoltre se mi posso permettere di fare una piccola critica, la conoscenza delle tendenze storiografiche da parte dei new archaeologist, e degli archeologi in generale, anche e forse soprattutto fuori dell'Italia, onestamente non mi pare un granchè... Questo ovviamente senza nulla togliere ai progressi scaturiti dalla New Archaeology.
La tua risposta Rossella, nonostante come noti tu stessa dia forse per scontate alcune cose che già conosci, onestamente non mi sentirei di dire che è sbagliata (e anzi, sinceramente mettendomi dall'altra parte, se fossi l'esaminatore, mi susciterebbe anche una certa simpatia perchè significa che hai ragionato. Almeno secondo me...). Non so neanche se ad una domanda così esista una sola risposta giusta. Per questo sapere cosa ha risposto il tuo collega sarebbe stato d'aiuto...
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01-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Dec 2006
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Da wikipedia:
^^Negli anni '60 si sviluppò, in particolare negli Stati Uniti la cosiddetta archeologia processuale o "nuova archeologia" ("processual archaeology" o "new archaeology", soprattutto in ambito preistorico e protostorico), che ambiva a collocare l'archeologia tra le scienze esatte attraverso l'elaborazione di un metodo completamente nuovo, che partisse da ipotesi teoretiche sui grandi processi culturali, da verificare quindi attraverso metodi scientifici (lo scavo). Si tendeva a ricollegare l'archeologia all'antropologia, come studio dei fenomeni culturali, staccandola invece dalla storia e dalla ricostruzione storica delle diverse culture umane. Si criticava in modo particolare la tendenza degli archeologi "tradizionali" a limitarsi alla pura e semplice raccolta di manufatti e il loro mero inserimento in serie cronologiche e la mancanza di una riflessione metodologica e sugli scopi della disciplina. Il ruolo centrale era riconosciuto ai "processi culturali" che costituivano comportamenti umani fondamentali. Nell'attività archeologica queste premesse teoriche si traducevano in una nuova attenzione rivolta ai modelli di insediamento e di rapporto con l'ambiente.
La successiva archeologia post-processuale, sviluppatasi in Gran Bretagna criticava in particolare la possibilità di un'osservazione oggettiva e asettica dei fenomeni culturali e quindi la pretesa di raggiungere una scientificità astratta poco coerente con le specificità della ricerca archeologica. Nell'archeologia italiana e mediterranea la nuova archeologia ha avuto scarso seguito, anche a causa della mancanza di una prospettiva storica e del meccanicismo dei processi culturali, intesi come inevitabili adattamenti delle culture alle trasformazioni ambientali.^^
A questo punto, cosa direbbe un “archeologo processuale” di un telefono bianco?…direi che la risposta di Rossella potrebbe essere una buona risposta. Certo permangono delle riserve sulla consistenza e validità concettuale della domanda…per volerci andare piano...
Ciao
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01-December-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Consigllio anche un'occhiata alla voce New Archaeolgy del solito e sempre valido R. Francovich e D. Manacorda, Dizionario di archeologia, Roma-Bari 2000.
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dott. Claudio Giorgini
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01-December-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Sì. Beh, il modo migliore per farsi un'idea della New Archaeology, anche nelle sue evoluzioni recenti, è il Renfrew, Bahn (anche se sul versante storia del pensiero archeologico è un poco "teleologico" e stringato. Più esaustivo e più "storicamente" fondato è Bruce Trigger, Storia del pensiero archeologico, La Nuova Italia, anche se oramai risale al 1989. Del resto proprio Trigger è "accusato" da Renfrew di preferire l'approccio storico "tradizionale". Il che a mio avviso già mostra, con tutto il rispetto, quanta poca dimestichezza abbia Renfrew con la storiografia, e quanto facili siano i fraintendimenti). Ma suppongo che già studierai su quello... Forse ti potrebbe essere utile Archeologia Teorica di Enrico Giannichedda, Carocci. E' piuttosto snello.
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02-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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I miei libri sono Renfrew-Bahn e Manacorda-Francovich.
Comunque avevo già intenzione di rintanarmi in biblioteca di facoltà a spulciare qualche altro volume sul tema.Grazie!
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02-December-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Sì quello puoi farlo, e buono studio :wink: Però per quanto riguarda la domanda del telefono bianco, onestamente non lo so se ne puoi uscir fuori leggendo altri libri. Secondo me dipende anche un po' da cosa il docente vorrebbe sentirsi dire, a meno che non esista un passo da qualche parte su una domanda simile, ma non mi pare di ricordarlo...
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