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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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  #16 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
L'avatar di  ivan
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Mmm condivido l'idea di fondo, però per me bisognerebbe considerare bene come è la rete oggi, fare una versione elettronica di una versione cartacea, per me è un limite anacronistico.
Si può pensare ad una pubblicazione online, in stile rivista-portale (già ne esistono), con periodicità, se si vuole registrare la testata in tribunale, oppure senza. Per una maggiore ufficialità, si può optare per la registrazione, ma questo non porta niente di più, in teoria si potrebbero chiedere i contributi per l'editoria, ma ovviamente in Italia non vengono concessi a chi ne avrebbe bisogno: i requisiti per accedervi rendono impossibile il finanziamento di nuovi progetti.

La lettura a pagamento delle versioni digitali per me è un passo da farsi molto più avanti, acquisita una certa notorietà.

Se si optasse per la scelta testata registrata (il direttore responsabile non deve essere necessariamente un giornalista, trattandosi di pubblicazione di carattere scientifico, è sufficiente quindi l'iscrizione nell'elenco speciale) per me l'unica strada percorribile sarebbe quella di un'associazione senza scopo di lucro... specialmente questo se si volesse affiancare alla pubblicare elettronica, anche quella cartacea, che porterebbe a far lievitare i costi di gestione.
Il Comitato scientifico si inserisce bene in un contesto associativo, con un proprio statuto e un regolamento ben preciso di nomina e revoca dei membri del comitato.

Ho detto prima che mi aspetto che qualcosa cambi, perché il legislatore continua ad essere sordo e cieco. Non ultima questa assurda legge inserita in sordina.
Disegno di legge S1861
Una norma "degradata" nella forma e nella sostanza

Ci sono infatti alcune considerazioni.
Gli autori devono essere pagati? ciò che scrivono deve essere valido per la "corsa" al pubblicista? Se sì, allora i costi diventano molto più alti, perché bisogna tenere conto di tariffari minimi e inquadramenti regolamentati. Se non c'è interesse a poter utilizzare l'articolo al fine di richiedere l'iscrizione all'albo dei giornalisti come pubblicista, allora forse viene meno anche l'utilità di registrare la testata in tribunale.

Ma come dicevo, ci sono molte voci in questo momento, sia sulla regolamentazione dell'informazione in rete che sulla natura della figura professionale dei giornalisti.
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #17 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
L'avatar di  ivan
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Benvenuta nel club, Leda!!!
Dimenticavo di aggiungere che se il periodico è registrato in Tribunale credo che ci sia l'obbligo di deposito di copie presso le Biblioteche nazionali di Roma e Firenze (che si *** non poco se non gli arrivano le copie gratuite che gli spettano). Ma di certo Ivan ne sa più di me...
La prima copia senz'altro, ma non sono sicuro che valga per tutte le uscite, dovrei controllare, comunque non sarebbe un problema
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  #18 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
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Temo proprio che l'obbligo riguardi tutte le uscite non solo il primo numero...

Per i costi, giusto per dare un'idea e per utilizzare dati pubblici, vi riporto i costi di pubblicazione delle annate 2004 e 2005 di Aquileia Nostra, edita dall'Associazione Nazionale per Aquileia (fonte: Aquileia Nostra, LXXVII, 2006, cc. 538 e 540).
AqN 2004: € 15.935,28
AqN 2005: € 16.500

Non è indicata la tiratura. Ogni volume è venduto a € 31.
Purtroppo non ricordo quale sia la quota associativa.

Per chi non conosce la rivista (annuale, scientifica): ogni volume è in formato A4, con testo disposto su due colonne e figure in B/N inserite nel testo o in tavole a fondo articolo. L'annata 2006 è di 270 pagine.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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. . .Se si optasse per la scelta testata registrata (il direttore responsabile non deve essere necessariamente un giornalista, trattandosi di pubblicazione di carattere scientifico, è sufficiente quindi l'iscrizione nell'elenco speciale) per me l'unica strada percorribile sarebbe quella di un'associazione senza scopo di lucro... specialmente questo se si volesse affiancare alla pubblicare elettronica, anche quella cartacea, che porterebbe a far lievitare i costi di gestione.
Il Comitato scientifico si inserisce bene in un contesto associativo, con un proprio statuto e un regolamento ben preciso di nomina e revoca dei membri del comitato. . .
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La prima copia senz'altro, ma non sono sicuro che valga per tutte le uscite, dovrei controllare, comunque non sarebbe un problema

L'esistenza di una versione cartacea, foss'anche in pochissime copie, ed il deposito della doppia copia di TUTTI i numeri presso una Biblioteca Nazionale immagino sarebbe un presupposto irrinunciabile (indipendentemente dal fatto che la normativa lo imponga o meno) se lo scopo dell'operazione è di dare una voce a giovani studiosi che non riescono a trovare spazio nelle riviste tradizionali e che hanno bisogno di costruirsi una notorietà in ambito scientifico.

Lo stimolo per i collaboratori non sarebbe la carriera pubblicistica, ma la circolazione di idee fresche e la formazione di curricola scientifici (indispensabili internazionalmente a chi intraprende una carriera di tipo tradizionale).
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  #20 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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. . .
Per i costi, giusto per dare un'idea e per utilizzare dati pubblici, vi riporto i costi di pubblicazione delle annate 2004 e 2005 di Aquileia Nostra, edita dall'Associazione Nazionale per Aquileia (fonte: Aquileia Nostra, LXXVII, 2006, cc. 538 e 540).
AqN 2004: € 15.935,28
AqN 2005: € 16.500 . . .
Quella è una rivista "alla vecchia maniera" , con costi di impianto piuttosto elevati e con scelte non propriamente "al risparmio" (alcuni anni prima per un progetto simile alla idea della quale parliamo ero stato da un tipografo appunto con uno di quei lussuosi volumi) e con tutto questo il riferimento non mi sembra scoraggiante (immagino ad occhio e croce che ogni anno ne diffondano sulle seicento copie fra Soci, vendite e scambi).
Nondimeno io penserei a qualcosa di decisamente più moderno e prevalentemente elettronico - salvo le indispensabili poche copie cartacee.
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  #21 (permalink)  
Vecchio 15-January-2008
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Non ho ben capito una cosa Mdd: hai detto che il Comitato deve essere composto di giovani per evitare che diventi feudo di qualcuno, quindi quando uno dei membri supera i 30 va automaticamente "in pensione"? Perchè secondo me non dipende dall'età che uno ha, ma dalla mentalità, anche un giovane sotto i 30 potrebbe approfittarsi della posizione e far passare solo certi articoli a lui congeniali (tanto per fare un esempio). Non so, ma a me il limite d'età sembra un limite esso stesso, non è detto che un under 30 sia più aperto mentalmente di un ultratrentenne.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
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Non so, ma a me il limite d'età sembra un limite esso stesso, non è detto che un under 30 sia più aperto mentalmente di un ultratrentenne.
L'affermazione di Leda vien da me condivisa (Cicero pro domo sua, dato che oramai valgo - solo matematicamente s'intende :-\"- due over 30; ma comunque non ho certo né la qualifica necessaria né ambizioni in merito). Ma per favore non toglietemi l'illusione...

Certo l'idea di un comitato composto solo da giovani non è da buttare, ma presenta non pochi rischi e difficoltà, tra cui può esserci la mancanza di esperienza. Non credo però ci sia una ricetta pronta.

Forse si potrebbe pensare a un comitato i cui membri siano scelti non solo e non tanto in base all'età, ma piuttosto in base all'appartenenza a gruppi diversi, cercando un certo equilibrio o meglio facendo prevalere certi gruppi rispetto ad altri (ad esempio studenti, specializzandi, docenti ecc.) e in questo modo certamente si potrebbe favorire una rappresentanza giovane.
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dott. Claudio Giorgini
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  #23 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Una bella ventata di inesperienza: proprio quello che ci vorrebbe nel panorama delle riviste archeologiche nazionali

Io a vent'anni mi sono trovato l'opportunità di vedermi pubblicato qualche straccio di lavoretto archeologico, di costruire insieme ad altri qualche iniziativa editoriale, di partecipare con coetanei a scelte che presupponevano un metodo scientifico (ed anche facendo delle cavolate, qualche volta): perché chi ha vent'anni oggi non può fare altro che sognarsela questa opportunità ?
Per il fatto che ha davanti a sè tutti i trentenni e quarantenni (per non dire peggio) famelici (e qualche volta incattiviti)? :-\"

Beh, motivo in più perché noi (trentenni e quarantenni) ci si butti per una volta a fare qualcosa di "veramente rivoluzionario" , mettendo in mano a chi è più giovane di noi il ruolo di "scegliere" e limitandoci a conservare noi quello di "partecipare".

Sono convinto che verrebbe fuori qualcosa di portentoso.

Ultima Modifica di Mdd : 16-January-2008 00:51.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
L'avatar di  ivan
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Sul discorso Aquileia Nostra sono d'accordo con te, sarebbe anacronistico oggi lavorare su un progetto simile, che poi avrebbe una visibilità molto bassa e ad un costo non elevato, ma eccessivo. Le copie si possono stampare in digitale, ci sono ottimi provider che lavorano a bassi costi (non ci sono problemi bn o colore) e con tirature limitate, il punto non è questo però.
Vorrei capire però che cosa intendi per "veramente rivoluzionario". Che cosa potrebbe rivoluzionare quello che già c'è?
Ma stiamo parlando di un progetto per addetti ai lavori o con intento divulgativo?
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  #25 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
L'avatar di  Karl
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Ma non capisco perchè le due cose non possano stare insieme Mdd. Io rispetto la tua esperienza e professionalità, cose che a me mancano entrambe, e proprio per questo a 29 anni non sono molto diverso da un qualsiasi ventenne. E non lo sono neanche molti 35enni, e oramai anche molti 40enni (ecco, dovessi proprio mettere un limite, a parte il fatto che concordo con Leda e dceq, magari lo fisserei al di sotto dei 40. Oppure mi baserei su altri criteri, la carriera per esempio. Magari ci sono in giro 35enni appena iscritti all'università che a 40 anni saranno molto più freschi di coetanei con carriere già avviate...). Non so quanti anni di preciso tu abbia, ma forse quelli erano davvero "altri" tempi... Voglio dire che boh... io non vedo tutti questi trentenni famelici che vivono situazioni molto differenti dai ventenni, ma li vedo invece piuttosto sulla stessa barca e solidali. Ma forse mi baso troppo sulla mia esperienza... Detto questo poi, per quanto mi riguarda posso anche farmi da parte, anche perchè di "parti" non ne occupo nessuna e non ho nessuna da cederne...
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  #26 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
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Ma stiamo parlando di un progetto per addetti ai lavori o con intento divulgativo?
Le due cose non potrebbero convivere all'interno della stessa rivista? Si potrebbe avere una sezione più divulgativa ed una più scientifica...

In effetti ad alcune testate scientifiche si affiancano alcune iniziative editoriali più divulgative. Come membro della Società Paleontologica Italiana conosco bene il suo "Bollettino", che viene distribuito unitamente ad un volumetto divulgativo (destinato però ai soli soci) dal titolo "PaleoItalia". Non credo però che la soluzione "separata" sia obbligatoria. Trovo anzi l'idea di una testata ibrida, che possa cioè interessare tanto il mondo accademico quanto introdurre i semplici appassionati ad argomenti più tecnici, piuttosto interessante.

Immagino che una testata di questo tipo, rientrando nelle pubblicazioni a carattere scientifico, non necessiti di un giornalista come direttore responsabile.
Per quanto riguarda il pagamento degli articoli, poi, le testate scientifiche in genere non pagano gli articolisti (mentre viene pagato il comitato scientifico e la peer review); sono anzi quelli che vogliono pubblicare che devono pagare dei contributi alla stampa (tramite le univirsità o altri enti, ovviamente). Economicamente, quindi, come testata scientifica, questo tipo di costi non dovrebbero essere elevati.

Nel mondo accademico, inoltre, si sta diffondendo sempre più l'uso di pubblicazioni esclusivamente on-line, in formato PDF. Rimane l'obbligo di depositare alcune copie cartacee (ma la stampa digitale ha abbassato di molto i prezzi) ma la vera diffusione è on-line, a meno che non si voglia diffondersi capillarmente nelle biblioteche (universitarie e non).
In questo caso (o per richieste private) si potrebbe prevedere un abbonamento, a cui rispondere con stampa digitale on-demand, almeno finché il numero delle copie è basso.
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
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  #27 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
AI magister
 
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Quella è una rivista "alla vecchia maniera" , con costi di impianto piuttosto elevati e con scelte non propriamente "al risparmio"
E chi ha mai detto il contrario?
Era giusto per dare un'idea del tipo di costi cui si va incontro con una rivista di quel tipo...

Scusate. Sarebbe il caso di capire che tipo di rivista "ideale" abbiamo in testa. Se serve un prodotto editoriale in grado di far conoscere idee nuove e di dare spazio giovani studiosi in modo serio, temo che alcuni requisiti di scientificità siano indispensabili: il vaglio della commissione scientifica deve essere fatto bene, senza favoritismi nè per argomenti nè per persone e con una buona dose di senso critico. In questo senso credo che sarebbe opportuna la presenza in commissione di qualcuno con un po' di esperienza (e quindi over 30: con, però, l'esclusione degli studiosi già incardinati: professori universitari, funzionari di soprintendenza etc. se no si ricade nel solito gioco).
Niente toglie reputazione a lavori anche ben fatti come essere pubblicati su riviste che accolgono testi raffazzonati (e ne ho letti!): questo non solo a livello di concorsi ma anche in generale di diffusione delle idee.

Si può pensare anche a una sezione più divulgativa. La proposta mi pare interessante. Ma le due cose devono, comunque, essere tenute distinte: che so, tanto per fare un esempio, come in alcune riviste c'è la sezione articoli e quella del bollettino degli scavi. A proposito: penso che informazioni agili, preliminari ma fatte bene su nuovi rinvenimenti possano essere utili a tutti e che possano interessare molti.

Credo, poi, che gli autori dei lavori scientifici non pensino proprio alla carriera da pubblicisti. Ma qui magari mi sbaglio....
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  #28 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Il profilo per come lo vedo io dovrebbe essere di tipo assolutamente "alto", cioè con pretese di eccellenza scientifica, di proposta innovativa ed originale, non di divulgazione (nè tanto meno di "volgarizzazione").

Però dovrebbe essere molto, molto "aperto" sia nella individuazione dei contributi da mettere al vaglio del Comitato Scientifico per la pubblicazione (sulla base della loro qualità e non del nome di chi li propone), sia nella accessibilità dell'edito a chiunque sia interessato (non su introvabili riviste vecchia maniera, ma su un supporto elettronico di facile distribuzione).

Dico questo questo perché il presupposto dal quale siamo partiti è che ci sono tanti giovani e giovanissimi che hanno delle belle idee, voglia (o necessità) di farsi conoscere nel mondo scientifico (anche per onesti fini di carriera archeologica, non pubblicistica), capacità -se sapessero di poter contare su uno spazio editoriale pur che fosse- di esporre i propri progetti in termini tecnicamente corretti, ma che si trovano chiuse in faccia le porte delle riviste tradizionali.
Io vorrei dare una voce a costoro.

E una cosa del genere a me parrebbe molto rivoluzionaria rispetto al mondo archeologico italiano: soprattutto se in un sistema del genere fossero di volta in volta proprio i più giovani (lasciamo per un momento da parte l'unità di misura della giovinezza) ad essere chiamati a valutare i lavori degli altri.

Ultima Modifica di Mdd : 16-January-2008 11:23.
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  #29 (permalink)  
Vecchio 16-January-2008
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Io vorrei che progetti del genere spuntassero fuori come i funghi
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