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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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16-January-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Ragazzi, qui sfondate una porta spalancata....
Sapeste come sono stufa di dover chiedere udienza per avere l'autorizzazione a pubblicare e per supplicare accoglienza in riviste....
Per non parlare della via crucis del reperimento fondi.... la mia tesi di dottorato, per la quale ho già trovato, si noti, posto in una collana non di infimo grado, giace (e marcisce) in attesa di una vincita al lotto!
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16-January-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Come sapete io sono per l'innovazione del web, quindi per me parlare di rivista elettronica è parlare di cose ovvie. Il web consente la diffusione delle idee in modo capillare, questo però non significa che sia semplice da realizzare e concretizzare.
In tutta sincerità io non ho una conoscenza precisa della pubblicistica periodica archeologica (diciamo di quella "scientifica"), da consentirmi di valutare quali siano i limiti, quindi mi fido di quello che mi dite voi, però per me sarebbe indispensabile avere anche un approccio divulgativo, perché se si allarga il canale di diffusione delle idee e si continua a limitarne l'accessibilità, a cosa serve una nuova rivista? A dare spazio ad altri addetti ai lavori che per varie ragioni sono ora esclusi? A me sembra che ogni nuova rivista parta con questo presupposto, o sbaglio?
Per fare qualcosa di nuovo bisognerebbe, o si potrebbe, trovare un posto anche alla divulgazione.
I principi (a parte il discorso età del comitato, che anche a me sembra un pò restrittivo così come lo avevi posto inizialmente Mdd) sono giusti, ma siamo sicuri che questo comitato poi non ricadrà negli stessi errori? e che riuscirà a dare voce a tutte le idee? Perché se si iniziasse mettendo molti paletti, innanzitutto bisognerebbe trovare un accordo comune sui "paletti" da mettere, e già questo non sarebbe semplice, e poi caso per caso potrebbero porsi altri problemi di opportunità.
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
ivan
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I principi (a parte il discorso età del comitato, che anche a me sembra un pò restrittivo così come lo avevi posto inizialmente Mdd) sono giusti, ma siamo sicuri che questo comitato poi non ricadrà negli stessi errori? e che riuscirà a dare voce a tutte le idee? Perché se si iniziasse mettendo molti paletti, innanzitutto bisognerebbe trovare un accordo comune sui "paletti" da mettere, e già questo non sarebbe semplice, e poi caso per caso potrebbero porsi altri problemi di opportunità.
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Quando ponevo un limite di età molto molto basso, oltre il quale si è fuori da coloro che valutano i contributi da pubblicare, pensavo proprio a questo.
Nella mia idea chi fa oggi quel "servizio" sa che lo sta facendo perché è stato investito di una generosa fiducia nelle sue non del tutto dimostrate capacità, sa che non gli è "dovuto" e sa che lo farà per un tempo limitato e poi lo dovrà inevitabilmente lasciare per sempre nelle mani di chi arriverà dopo.
Questo probabilmente gli imporrà un atteggiamento di rigore e allo stesso tempo di apertura verso il nuovo e verso i nuovi Colleghi: tutto l'incontrario di quello che avviene nelle riviste tradizionali, dove a livelli decisionali si arriva solitamente in tarda età e con tutti i propositi di non mollare mai più ed anzi con l'istinto di consolidare con scambi di favori una posizione di potere.
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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beh ma allora piuttosto che limitare l'età, non sarebbe meglio limitare il tempo in cui si può fare parte del comitato? Chessò, si potrebbe proporre 5 anni, e dopo questi 5 anni si è obligati a lasciare il posto a qualcun altro.. e magari fare in modo che risulti scalato, nel senso che non tutti i membri del comitato iniziano lo stesso anno, di modo che ci sia si un cambiamento, ma possa anche esserci una certa continuità.. insomma per evitare dei tagli drastici in stile piani quinquennali sovietici..
magari pensando anche ad un sistema "proporzionale", questo si, rispetto alle età (p.es. 3 sotto i 30 anni e uno sopra), ma cmq lasciando aperta la porta alla gente anche al di sopra dei 30 anni
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Vabbé, questi in fin dei conti sono dettagli.
Il succo del discorso è capire se c'è "voglia" di darsi da fare per uno strumento editoriale nuovo, caratterizzato da un profilo il più possibile di alto livello (io continuo a dire non divulgativo, una cosa divulgativa si può anche fare, ma per me è altra cosa) e per contro da criteri di accesso particolarmente aperti a forze "fresche" rappresentate da studiosi ai loro primi lavori che faticherebbero ad accedere ai canali editoriali tradizionali. Il tutto attraverso un "vaglio scientifico" costituito da persone "nuove", tendenzialmente di età anagrafica molto bassa, e consapevoli di restare in quel ruolo per breve tempo.
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
Il succo del discorso è capire se c'è "voglia" di darsi da fare per uno strumento editoriale nuovo, caratterizzato da un profilo il più possibile di alto livello (io continuo a dire non divulgativo, una cosa divulgativa si può anche fare, ma per me è altra cosa) e per contro da criteri di accesso particolarmente aperti a forze "fresche" rappresentate da studiosi ai loro primi lavori che faticherebbero ad accedere ai canali editoriali tradizionali.
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Beh, per quanto riguarda me, l'idea mi attira molto...
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16-January-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Ho letto con attenzione tutti i post di questa discussione e mi sembra proprio che ci siano tutti i presupposti per potere costruire un progetto editoriale valido. Vi dico alcune mie opinioni in merito:
1) concordo con mdd sul carattere prevalentemente scientifico piuttosto che divulgativo: non si può fare divulgazione (o fruizione in altri ambiti) prima di aver pienamente soddisfatto l'esigenza di comunicazione e confronto scientifico fra specialisti;
2) la rivista dovrebbe possedere tutti i crismi perchè chi scrive possa acquisire un titolo valido, non per essere un pubblicista, ma per arricchire il proprio curriculum in quanto studioso dell'antichità (archeologo, numismatico, storico dell'arte, iconografo, ceramologo, epigrafista etc etc etc), anche al fine di concorsi pubblici nell'università o nelle soprintendenze; sarebbe quindi necessario conoscere bene i criteri di valutazione dei titoli ai fini dei concorsi per aiutare i giovani (e non) che volessero presentare il proprio lavoro;
3) un minimo di diffusione di copie cartacee nelle biblioteche nazionali e universitarie secondo me è importante;
4) bisogna considerare, per non incorrere in violazioni varie, che per pubblicare lavori su materiale o monumenti inediti spesso è necessaria una autorizzazione scritta da parte della competente soprintendenza che autorizzi l'autore (non la redazione o la testata) alla pubblicazione;
5) ogni giovane e meno giovane ricercatore italiano ha forti difficoltà a tagliare il cordone ombelicale con l'ambito universitario di provenienza, anche dal punto di vista della 'sponsorizzazione scientifica' di progetti editoriali di qualsiasi entità: in altre parole, la pubblicazione di un articolo anche breve da parte di un allievo che segua vie indipendenti o concorrenti con il 'padrino' o la 'madrina' è quasi sempre interpretato dagli accademici come uno scavalcamento dell'autorità, e si rischia l'ostracismo. Quello che dico è frutto della mia esperienza, ovviamente lo reputo un delirio, ma potrebbe di fatto inibire la fortuna di un'iniziativa fresca e giovane come quella di cui stiamo parlando.
Consideratemi a disposizione per qualsiasi contributo io possa dare a questa splendida iniziativa.
dizzi
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Per quel che può valere il mio parere concordo con Mdd sul rigore scientifico, non sul limite di età ovviamente. La scossa sarebbe da dare anche a questo sistema di stallo delle pubblicazioni, che se pure uno si trova a scavare qualcosa di interessante magari non potrà mai pubblicare per svariati motivi.... ovviamente però c'è da tener presente che ,per quanto riguarda problemeatiche strettamente archeologiche, non basta una rivista a far muovere tutta la macchina.... chi andrà ,ad esempio, a prendere per le orecchie i restauratori addetti che magari lavano un coccio al giorno e per ricostruire un vaso fanno passare mesi? Ovviamente è più facile se si tratta solo di proporre nuove idee su materiale teoricamente disponibile o che si è comunque avuto modo di studiare a fondo ( come la tesi di dottorato di Moneta ad esempio)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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16-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dizzi
. . . bisogna considerare, per non incorrere in violazioni varie, che per pubblicare lavori su materiale o monumenti inediti spesso è necessaria una autorizzazione scritta da parte della competente soprintendenza che autorizzi l'autore (non la redazione o la testata) alla pubblicazione;. . .
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Intervengo solo per notare che su tale questione sarebbe interessante aprire una discussione a parte, uno di questi giorni.
La "autorizzazione alla pubblicazione" -se la vogliamo intendere in maniera letterale e formale- è una cosa che a me suona piuttosto strana, a meno che non ci sia di mezzo una riproduzione di immagini fotografiche oppure un obbligo morale di correttezza di fronte alla divulgazione di notizie ricavate dalla rilettura di dati d'archivio.
Non starei però a sviscerare la questione ora e qui.
Potrebbe essere il tema di una discussione futura.
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17-January-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
... La "autorizzazione alla pubblicazione" -se la vogliamo intendere in maniera letterale e formale- è una cosa che a me suona piuttosto strana, a meno che non ci sia di mezzo una riproduzione di immagini fotografiche oppure un obbligo morale di correttezza di fronte alla divulgazione di notizie ricavate dalla rilettura di dati d'archivio...
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Io parlavo appunto di materiale inedito, tipo disegni di materiale ceramico, rilievi di strutture etc. eseguiti ad esempio per una tesi di laurea (per cui è già stata necessaria la 'autorizzazione allo studio'). Per i miei studi e pubblicazioni ho spesso dovuto seguire questa pallosissima ma evidentemente necessaria prassi, che purtroppo mi ha fatto perdere un sacco di tempo. Se non lo avessi fatto, il rischio era quello della violazione dei diritti che l'amministrazione dei bb.cc. ha sui materiali inediti che siano custoditi nei magazzini o non esposti al pubblico. In altri casi mi è stato simpaticamente raccomandato di non fare girare il mio lavoro, che è poi stato sfruttato da altri a cui lo avevo dovuto consegnare per forza (correlatori, funzionari di soprintendenza et alii..)
Se poi si scrive un contributo compilativo, basta, come è ovvio, citare correttamente tutte le fonti bibliografiche, archivistiche etc
Continuiamo a parlarne!
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17-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dizzi
. . . prassi, che purtroppo mi ha fatto perdere un sacco di tempo. Se non lo avessi fatto, il rischio era quello della violazione dei diritti che l'amministrazione dei bb.cc. ha sui materiali inediti che siano custoditi nei magazzini o non esposti al pubblico. . .
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Ho l'impressione che nel nostro ambiente ci sia della disinformazione (e dell'esagerazione) su questo argomento.
Credo veramente che varrebbe la pena, prima o poi, di aprire qui sul Forum una discussione specifica.
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17-January-2008
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Non credevo si sviluppasse un discorso del genere...
Ho letto tutti i vostri contributi.
Sicuramente, non sono d'accordo sul limite di età, sebbene comprenda quanto voglia dire Mdd. Bisogna ci sia uno "svecchiamento", allora forse sarebbe ottimo che i componenti del comitato scientifico siano indipendenti, così da evitare quanto sottolineato da Dizzi
Per quanto riguarda i permessi, in realtà, a volte, i paletti ce li mettiamo noi stessi. Sicuramente, quando si tratta di materiale inedito è necessario verificare che non sia in corso di studio, ma normalmente sono gli enti che lo dicono. Tuttavia, vorrei ricordarvi che c'è tanto materiale edito che necessita di essere rivisto, dalle grandi opere d'arte ai reperti rinvenuti in uno scavo.
Per quanto riguarda i costi, se non sbaglio l'ho già accennato, si potrebbero ammortizzare organizzando dei convegni (magari ogni anno, non ogni 20....), così da avere degli sponsors....
Infine, sono dell'avviso che sarebbe ottimale la stampa anche in pdf, come qualcuno ha scritto, oggi pure per le tesi di dottorato è gradito il cd...le copie cartacee da depositare presso la biblioteca di Roma e di Firenze, poi on demand...contribuiremmo pure a non inquinare più!!! 
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L'ignoranza è la madre di tutti i mali: l'ignoranza è schiavitù, la conoscenza è libertà!
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17-January-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
Ho l'impressione che nel nostro ambiente ci sia della disinformazione (e dell'esagerazione) su questo argomento.
Credo veramente che varrebbe la pena, prima o poi, di aprire qui sul Forum una discussione specifica.
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Sono d'accordo sull'opportunità di aprire una discussione su questo nebuloso argomento.
Vi assicuro che certe soprintendenze pretendono di ricevere la richiesta ufficiale per poi autorizzare la pubblicazione di riprese fotografiche di materiale anche già edito ed esposto in museo, in cui sia specificata la tiratura della rivista o monografia per definire la tariffa da pagare all'amministrazione; conosco una professoressa associata (non una anonima tesista) che ha dovuto aspettare un anno prima di avere riscontro.
Se poi è un abuso non lo so... (non me ne stupirei, dato che ogni soprintendenza è di fatto una repubblica indipendente...)
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17-January-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Aprite la discussione: ne ho anche io delle belle da raccontare... (ovviamente in forma anonima! mica vorremo violare il diritto alla privacy ;-)).
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17-January-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Io la discussione la intitolerei "Archeologia e editoria" e la metterei sotto 'Archeologia-TEMI', oppure sotto 'Archeologia-AREE'; avevo pensato che poteva starci anche come una specie di sotto-tema di 'professione archeologo', ma dato che non si è mai pagati per scrivere... forse meglio di no.
Tempo fa avevo cercato in rete un pò di leggi che regolano la valutazione dei titoli scientifici nei concorsi pubblici, spero di recuperare i risultati se potrà essere utile; e forse potrebbe servire anche mettere a disposizione qualche dato generale (a prescindere dal progetto di rivista di cui si è parlato) sulle norme redazionali, correzione di bozze etc.: dovrei avere qualcosa anche su questo
Che ne pensate tutti voi? Ivan, tu che ne dici?
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