L'uso di rendere inutilizzabili oggetti appartenuti al defunto era diffuso tra l'altro tra le popolazioni celtiche: non solo spade, ma anche spilloni venivano piegati e disposti nel corredo funebre. Altrove le armi venivano gettate in acqua, nei fiumi o nei laghi. Bisogna tener conto che le armi partecipavano della forza del guerriero, erano in qualche modo parte di lui e quindi dovevano essere distrutte dopo la sua morte, perchè altrimenti la sua forza sarebbe passata ad un altro, forse a un nemico. Nello stesso modo in altre culture le armi venivano trasmesse di generazione in generazione, trasmettendo e perpetuando così la forza.
Talora venivano resi inutilizzabili anche altri oggetti, vasi, recipienti in bronzo ecc. Nella cultura dei cavalieri danubiani (III - IV secolo d. C.) le placchette votive in piombo venivano piegate con scopi rituali. Purtroppo quasta forma di religione sincretistica sviluppatasi nell'area danubiana tra i militari è documentata quasi esclusivamente dalle placchette volive, mentre mancano documenti di altro tipo.
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dott. Claudio Giorgini
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