 |
 |
 |
 |
| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
 |

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Apr 2006
|
|
TESI in archeologia: ricerca e stesura
Salve a tutta la community.
Posto in questa sezione il mio messaggio, e non nello spazio dedicato all'università, perché il mio dubbio riguarda la preparazione della tesi, e avrei bisogno del saggio consiglio di chi l'università l'ha già finita...
In breve: del tempo totale dedicato ad una tesi di laurea, quanto è bene, generalmente, lasciarne alla sola stesura? La metà? Un terzo?
Lo so che è una domanda aperta a mille risposte, ma il problema è che, al momento (eppure ho iniziato quasi un mese fa!), sono impegnatissimo nel lavoro di ricerca libri e setacciamento biblioteche, nonché nel tentare di districarmi tra le decine e decine di fonti bibliografiche che (ovviamente) crescono in maniera esponenziale man mano che procedo nel reperimento dei testi.
INSOMMA: so che è importante mantenere stretti contatti col relatore e non lasciare passare troppo tempo tra un appuntamento e l'altro; ma di cosa dovrei andare a discutere, e cosa sottoporgli, finché non sono sicuro di avere reperito materiale sufficiente a consentirmi di abbozzare decentemente i primi punti dell'indice?
Chi tra voi ci è già passato, come si è regolato?
Grazie e buonanotte! :-)
N.
|

13-February-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: May 2005
|
|
Onestamente non saprei risponderti. Tesi triennale? Io per esempio (vecchio ordinamento) all'inizio ho impiegato 4-6 mesi in ricerche bibliografiche, solo per accorgermi alla fine che l'argomento che avevo in mente tutto sommato era già stato ampiamente trattato, e c'era ben poco altro da dire. Il relatore poteva risparmiarmi tale perdita di tempo? Sì, forse, ma il testo in cui si trattava organicamente tale argomento era piuttosto recente, e più che suggerirlo lui a me l'ho suggerito io a lui... Anche per quanto riguarda l'indice... boh... So che quasi tutti partono da quello, e che è consigliato farlo. Io ho fatto esattamente il contrario, complice il mio relatore. Non avrei minimamente saputo abbozzare un indice all'inizio, perchè non sapevo neanche bene dove sarei andato a parare. E anche ora che la tesi è quasi finita, l'indice definitivo sarà l'ultima cosa che probabilmente farò, nonostante ce l'abbia in mente. E' venuto fuori però naturalmente, strada facendo (stessa cosa per quanto riguarda il titolo). Per quanto riguarda i contatti col relatore sì, è bene non far passare troppo tempo, ma dipende anche da quel che stai facendo (e quindi da quanto tempo ti ci vuole) e dalle tue esigenze: se devi porgli una domanda, un dubbio, nuovo materiale, discutere un'idea, un parere o un consiglio su qualcosa, o se devi portargli un pezzo di tesi... 'Nsomma... in linea di massima quando ti serve vai... Poi ogni tanto puoi farti vedere anche se non hai niente di particolarmente nuovo, giusto per mantenere un minimo di rapporto umano, altrimenti chissà, magari si dimenticano anche che esisti... Comunque non sono la persona più adatta a dare consigli in merito, dato che in questo caso non sono molto metodico (nel modo in cui "lavoro" sì, abbastanza, ma non nel modo in cui lo "gestisco", diciamo così) ma vado piuttosto a "istinto".
__________________
|

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Feb 2008
|
|
Salve Nood, anch'io, tanti anni fa mi laureai con una tesi sperimentale in Archeologia Classica col vecchio ordinamento. Comprendo la difficoltà di districarsi in un labirinto di pubblicazioni e saggi di cui solo dopo un'attenta lettura, con conseguente perdita di mesi, potrai valutare l'utilità: Mi permetto tuttavia di consigliarti una vecchia tecnica, ma valida che io ancora utilizzo quando preparo uno studio da presentare o da pubblicare.
Prepara una serie di cartelle in cui, oltre alla precisa identificazione bibliografica deltesto che stai esaminando(Autore, titolo, data ed ediz.), farai una sintesi di quanto di più utile hai letto.
Alla fine ti risulterà più facile scegliere o eliminare ed avrai già pronta la bibliografia da presentare.
|

13-February-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Ciao io approvo quello che dice artemisiaweb, ora sono alle prese con la tesi della specialistica ho un casino in testa non indifferente, per cui la cosa migliore è fare un piccolo riassunto ogni volta che leggi qualcosa... Mentre quando ho preparato la triennale è stato il Prof che mi ha detto "Inizia leggendo....". Se hai paura di non essere tanto presente col prof mantieni contatti anche tramite mail, o comunque non aver paura di chiedergli dei suggerimenti o aiuti, meglio levarsi i dubbi subito, piuttosto che sentirsi delle critiche in sede di laurea!!!
__________________
CIAUZ!!!
|

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Apr 2006
|
|
Quote:
Karl
in linea di massima quando ti serve vai... Poi ogni tanto puoi farti vedere anche se non hai niente di particolarmente nuovo, giusto per mantenere un minimo di rapporto umano, altrimenti chissà, magari si dimenticano anche che esisti...
|
Esattamente. Anche perché non ho nulla in mano: credevo cioè che, al momento della richiesta dell’argomento, il relatore dovesse compilare un po' di burocrazia, necessaria ad attestare la sua collaborazione con il laureando... Invece si è trattato di un accordo puramente verbale e, finché non consegnerò la modulistica necessaria in segreteria, cioè domanda di laurea e titolo di tesi (ma questo avviene a solo due mesi dalla discussione), non avrò la certezza matematica di laurearmi con lui (parlo a livello meramente teorico, s'intende). Anche da voi funziona così?
N.
|

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Apr 2006
|
|
Quote:
artemisiaweb
Comprendo la difficoltà di districarsi in un labirinto di pubblicazioni e saggi di cui solo dopo un'attenta lettura, con conseguente perdita di mesi, potrai valutare l'utilità
|
Quindi mi confermi che essere ancora in alto mare dopo un mese (scarso) di ricerche non è del tutto anomalo? Il problema è che non ho idea di quanto tempo mi prenderà la stesura (ma, onestamente, capisco sia molto difficile dare una risposta, dipende da molte variabili). Cosicché, pur sguazzandoci, lo ammetto (perché l’argomento che ho scelto m’interessa davvero), mi sento in colpa nello spendere settimane o mesi in ricerche, letture e acquisizioni di materiale. Forse questa fase merita semplicemente un dispendio di tempo superiore a quello che avevo preventivato...
N.
|

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Apr 2006
|
|
Quote:
Marta
Ciao io approvo quello che dice artemisiaweb, ora sono alle prese con la tesi della specialistica ho un casino in testa non indifferente, per cui la cosa migliore è fare un piccolo riassunto ogni volta che leggi qualcosa
|
Sì, avevo già pensato di procedere in questo modo: dovrei essere agevolato anche in fase di stesura. Il problema è quando più autori ripetono di fatto le stesse cose con parole o in lingue diverse (succede spesso). Immagino sia sufficiente scegliere il più autorevole, o accreditare ad ognuno la sua parte di citazione in nota, e l'inghippo sia risolto ^__^
Per il momento, grazie a tutti e tre per i preziosi consigli!
N.
|

13-February-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Bhè non penso che sia SEMPRE giusto citare il "più autorevole", dovresti intanto citare colui che per primo (cronologicamente) riporta la tesi o ipotesi affermata, inoltre cerca di stare attento e cogliere se l'autore che citi in realtà non stia citando a sua volta qualche altro studioso.... :-s
__________________
CIAUZ!!!
|

13-February-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: May 2005
|
|
Quote:
Nood
Anche da voi funziona così?
|
Sì più o meno è così anche da me. Per quanto riguarda lo sguazzarci, capisco benissimo la sensazione e anche il senso di colpa, tra una cosa e l'altra la tesi mi ha preso più di due anni di lavoro. Spero che l'averci sguazzato (strada facendo la bibliografia comunque si amplia anche se l'argomento si precisa meglio e si circoscrive, si sente l'esigenza di approfondire certe tematiche e certi problemi - talvolta esprimere un'opinione di due righe comporta la lettura di qualche decina di testi e svariati articoli... - anche se solo trattati di striscio nel proprio lavoro) mi possa risultare utile, non solo e tanto in sede di discussione, ma anche dopo. Sguazzarci qualche vantaggio te lo dà: dopo un po' le idee ti si chiariscono, maneggi relativamente bene i dati e le interpretazioni con cui hai a che fare, sai a memoria autore, testo o articolo dove andare a pescare questa o quella citazione o opinione, e almeno per un breve periodo ti senti il "massimo esperto" in quel piccolo ambito. Se tutto ciò valga la "perdita" di tempo lo ignoro, tendo a dubitarne, e nonostante ciò non sono riuscito a fare diversamente...
__________________
|

13-February-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Jan 2005
|
|
Bè tanto per iniziare potresti anche concordare un indice con il relatore... Introduzione, storia degli studi, degli scavi... o che so io. Hai strutturato più o meno la tesi? Se ti senti pronta puoi anche iniziare ad abbozzare qualcosa e portarla al relatore.
Per districarti tra tutta la bibliografia, quoto Artemisia, sistemati tutto in cartellette. Io per esempio avevo preso un grande raccoglitore ad anelli e nei fogli di plastica suddividevo le migliaia (sic!) di fotocopie per autore, o centro antico, o per riferimento al capitolo della tesi (geomorfologia, storia degli studi, fonti, ecc ecc).
La mia era una tesi sperimentale di ricognizione topografica. Quindi i miei tempi sono stati molto differenti. Ho impiegato circa un annetto per ricognizioni ed elaborazione cartografica al pc (oltre che per imparare a gestire i software di georeferenziazione), e nel contempo raccoglievo bibliografia e ho dovuto anche viaggiare per reperire foto aeree e cartografie storiche. Per la stesura ci avrò messo 3-4 mesetti pieni pieni, compreso schedatura e cose varie.
Ma un lavoro di tesi ha tempi a sè stanti, quindi non fare affidamento sui nostri tempi.
__________________
Ad astra per aspera
|

13-February-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
A me quando ho chiesto la tesi, sono stati dati dei modelli per il modo in cui citare, il modo in cui scrivere la bibliografia ed anche delle basi per l'indice (per la serie introduzione, storia degli studi ecc., questo perché ogni professore vuole certi titoli dei capitoli diversi dagli altri professori). Se già richiedi una cosa del genere puoi farti un'idea. Per quanto riguarda il tempo, io non sono pentita di aver impiegato parecchio: la mia tesi è stata molto breve quanto a numero di pagine, ma il numero di libri consultato è stato molto elevato in confronto, perchè io approfondivo qualsiasi dubbio mi venisse in mente, ho consultato anche opere che non avevano molto a che fare con l'argomento che trattavano o lo toccavano quasi di striscio, ma tutto ciò mi è servito immensamente, anche perché non credo che potrò fare un tipo di ricerca così approfondita in futuro. Finché sei all'università studia più che puoi, poi non avrai più molto di tempo. Per la stesura, il tempo ci vuole, dipende dal numero di pagine, ma non solo, dipende anche se quando inizi a battere sei pienamente padrone dell'argomento oppure devi andare a rivederti le cose. Io ti consiglio di fare bene la parte relativa alla ricerca, così quando dovrai mettere tutto per iscritto non avrai alcun problema (io avevo imparato a memoria anche molti titoli delle opere della bibliografia quando ho iniziato a battere!  ).
__________________
|

13-February-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Feb 2008
|
|
Quote:
Karl
Sì più o meno è così anche da me. Per quanto riguarda lo sguazzarci, capisco benissimo la sensazione e anche il senso di colpa, tra una cosa e l'altra la tesi mi ha preso più di due anni di lavoro. Spero che l'averci sguazzato (strada facendo la bibliografia comunque si amplia anche se l'argomento si precisa meglio e si circoscrive, si sente l'esigenza di approfondire certe tematiche e certi problemi - talvolta esprimere un'opinione di due righe comporta la lettura di qualche decina di testi e svariati articoli... - anche se solo trattati di striscio nel proprio lavoro) mi possa risultare utile, non solo e tanto in sede di discussione, ma anche dopo. Sguazzarci qualche vantaggio te lo dà: dopo un po' le idee ti si chiariscono, maneggi relativamente bene i dati e le interpretazioni con cui hai a che fare, sai a memoria autore, testo o articolo dove andare a pescare questa o quella citazione o opinione, e almeno per un breve periodo ti senti il "massimo esperto" in quel piccolo ambito. Se tutto ciò valga la "perdita" di tempo lo ignoro, tendo a dubitarne, e nonostante ciò non sono riuscito a fare diversamente...
|
Infatti credo che il tempo "perduto" prima, lo guadagni dopo... ma soprattutto ti sarai così immersa nel problema che tutto ciò che scriverai dopo, le motivazioni che ti faranno giungere ad una conclusione, ti saranno chiare e le sentirai davvero "tue". Per quanto riguarda poi gli autori che sembrano ripetere la stessa tesi, dovrai certamente essere attenta a disporli cronologicamente e a distinguere coloro che per primi hanno esposto determinate teorie o le riprendono da altri. Anche questo lavoro ti servirà ad esercitare una tua capacità critica e a poter prendere successivamente una tua posizione.
A me capitò di trovarmi di fronte ad una attribuzione appoggiata da valenti studiosi che però non mi convinceva, fu dopo un anno e mezzo di ricerche che la scoperta di un brano di uno scrittore del II-III sec.d.C mi "illuminò"e mi confortò nella mia tesi permettendomi di affermarla con un pò di coraggio e tanta incoscienza. .. comunque avevo ragione. 
|

13-February-2008
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jan 2007
|
|
Ciao Nood, se posso darti un consiglio spassionato comincia la stesura della tesi prima che puoi! La ricerca iniziale è fondamentale, ma più tempo passa, più rischi di dimenticare quelle osservazioni intuitive che possono sovvenire solo alla prima lettura di un argomento. Non dico di scrivere una versione definitiva della tesi, ma annota tutti i tuoi pensieri sotto forma di appunti, li troverai a tua disposizione tutte le volte che ti serviranno! A proposito, non dimenticare di segnare le pagine e i riferimenti bibliografici completi! So che può sembrare un consiglio stupido, ma all'inizio mi capitava spesso di non ricordare mai la pagina esatta (da inserire in nota!) in cui si trovava un concetto che avevo letto precedentemente! Immagina che fatica ricercarlo da capo! Quando si ha a disposizione una bibliografia immensa è difficile ricordare tutto anche per i più attenti e dotati!
Ultima Modifica di polimnia : 13-February-2008 20:08.
|

13-February-2008
|
|
AI magister
|
|
Data Registrazione: Oct 2007
|
|
Be' Nood,
ogni tesi è un po' a sè, nel senso che molto dipende dall'argomento che stai affrontando. Ad esempio se devi studiare dei materiali (ceramiche, vetri, monete, oggetti di ornamento personale, elementi architettonici), è meglio avere una bella base generale, fare una prima ricognizione dei materiali e approfondire gli argomenti che ti servono per la catalogazione e lo studio dei tuoi pezzi.
Se la tesi è più "teorica", cioè affronti un argomento tipo "la romanizzazione della zona ABC attraverso la scultura", "l'urbanistica delle città romane", "l'organizzazione viaria della provincia DFG", "il percorso della Via XYZ" ovviamente ti dovrai leggere il più possibile quello che è stato già scritto. Ovviamente se, come daisy79, ti occupi di topografia di un territorio devi cercare tutte le informazioni edite spulciando tutte le pubblicazioni che trattano di quell'area e creando una bella carta archeologica.
Ricordati che non è detto che l'ultimo che ne ha trattato abbia necessariamente ragione, nè che il più "autorevole" abbia visto giusto. Evidenzia eventuali cambiamenti nell'opinione di uno studioso, cercando di capire anche i motivi per cui ha mutato idea.
Prendi pure appunti mentre leggi, ma ricordati che la valutazione dell'argomento la potrai fare davvero solo quando sentirai di padroneggiarlo.
Partire dall'indice per chi non ha mai fatto un lavoro di ricerca ampio come dovrebbe essere una tesi è un po' un rischio, nel senso che se non hai ancora in mano molto materiale e le idee sono ancora nebulose, rischi di trascurare alcuni aspetti e di sopravvalutarne altri.
In ogni caso: vedrai che quando inizi a scrivere ti verranno molte altre idee e ti toccherà riprendere a leggere... almeno a me succede sempre così quando finalmente mi metto a scrivere un articolo :wink:. Tanto che ormai alle volte inizio a scrivere (di argomenti che già conosco!) e studio nel frattempo a seconda delle idee che mi vengono e della curiosità del momento.
Oltre tutto ti accorgerai che certi articoli dovrai rileggerli perchè ad argomento meglio noto ti potrebbero far venire idee nuove.
Tendenzialmente cercherei di evidenziare mediante le citazioni in nota tutta la bibliografia che hai utilizzato: chi legge deve capire quanto hai studiato. E soprattutto deve aver modo di verificare le tue affermazioni.
Una bella bibliografia estesa (e plurilingue! non limitarti a una sola tradizione di studi) fa sempre un bell'effetto.
Durata della stesura: dipende da quanto vuoi che sia lunga la tesi e dalla tua velocità di scrittura. Io sono un bradipo e difficilmente vado oltre le 3/4 pagine al giorno. In più molto dipende dalla velocità di revisione del tuo relatore e dal giudizio che darà dei tuoi scritti.
Buon lavoro!
| | |