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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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Vecchio 14-February-2008
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Predefinito Le Beffe Del Sistema Legislativo Di Tutela

ROMA/Veio. Se trovi reperti in giardino prima ti premiano, poi paghi.


Se da onesto cittadino trovi una tomba di 2500 anni fa sul tuo terreno e avverti la Soprintendenza archeologica, può anche accadere che l'ente ti chieda di accollarti le spese di scavo e restauro dei reperti.

È quello che è capitato a Enzo Abbati, proprietario di un terreno all'interno del Parco di Vejo. Abbati, presidente dell'Associazione Culturale Giustiniana, ha lanciato l'allarme raccolto dall'assessore ai lavori Pubblici del XX Municipio Marco Daniele Clarke.
II ritrovamento è avvenuto nel 2003. Abbati stava piantando un ulivo sul suo terreno. A 20 centimetri di profondità è spuntata una tomba matrimoniale etrusca del VII secolo a.C.

Avendo collaborato per anni con la Soprintendenza, capì immediatamente che poteva trattarsi di un ritrovamento importante e avvertì l'amministrazione. Il 16 giugno il primo sopralluogo dei tecnici. Il 20 novembre l'ente chiede al ministero per i Beni e le Attività culturali di iniziare gli scavi che partono a febbraio. Intanto, come previsto dalla legge, Abbati provvede a realizzare a sue spese la copertura dell'area interessata dall'operazione di recupero.

Quattro anni dopo, in ottobre, invece del premio che gli sarebbe spettato per aver denunciato il ritrovamento, arriva la beffa.
Nella lettera inviata ad Abbati dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma con l'intestazione del ministero, si legge testualmente: «All'importo del premio verranno detratte le spese sostenute dall'Amministrazione relative allo scavo e al restauro dei reperti».

Facendo un'ipotesi inverosimile, dunque, secondo il funzionario che ha firmato quel documento, se io trovo nel giardino di casa mia un anfiteatro romano come il Colosseo, dovrei accollarmi le spese del restauro. Ma siamo più precisi.

Per far valere le richieste, il funzionario cita tra le righe del documento «l'articolo 92 del Decreto Legislativo 24/04 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio» e «una Circolare Ministeriale del 23 dicembre 1999».

Per quanto riguarda il Decreto legislativo, è bene precisare che probabilmente il dirigente voleva far riferimento all'articolo 92 numero 42 del 22 gennaio 2004 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 24 febbraio dello stesso anno. Per quanto riguarda l'ipotetica circolare del 1999, invece, va detto che il «come previsto» ha poco valore visto e considerato che nel Decreto legislativo pubblicato cinque anni dopo non si fa cenno alla possibilità di detrarre dal premio le spese per gli scavi e il restauro di ipotetici reperti.

L'articolo 94 del Codice specifica solo che il premio da corrispondere al proprietario di un terreno e scopritore di un tesoro (come è Abbati), deve essere pari ma non superiore a un quarto del valore del ritrovamento.
Tornando alla richiesta di pagamento inoltrata dalla Soprintendenza ad Abbati (che è ancora in attesa che gli vengano rimborsate almeno le spese di recinzione e copertura dello scavo), si può fare un'ulteriore ipotesi per rendere questa storia più assurda di quanto già non sia.

E se scavando scavando, magari per anni e con l'impiego di decine di archeologi sul terreno di un privato, non si trovasse niente di valore e di conseguenza al proprietario non spettasse neanche un briciolo di premio, che si fa, gli si fanno pagare i conti del ministero? Se questo è il prezzo da pagare per aver fatto i bravi cittadini, allora è meglio seppellire il tesoro insieme al suo segreto.

Fonte: Il Tempo 22/01/2008 Autore: Matteo Vincenzo




Non vi sembra una cosa totalmente assurda? Poi ci scandalizziamo quando il cittadino medio, ma soprattutto chi vive e si trova a lavorare in campagna e quindi a contatto con aree interessate dalla presenza di materiali o emergenze archeologiche, guarda con sospetto e a volte con grande diffidenza noi archeologi.
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Vecchio 14-February-2008
AI senatus
 
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Mah! E' davvero una storia assurda... Io di situazioni così non ne ho mai viste... anzi all'opposto: il proprietario può richiedere un risarcimento per mancato reddito.
Intanto il signor Abbati avrebbe bisogno di un buon avvocato il quale, aprendo un contenzioso con la Soprintendenza (quindi con lo Stato), potrebbe opporsi alle ingiunzioni di pagamento. Ma ti chiedo, se lo sai: la soprintendenza ha apposto vincoli dopo il rinvenimento? Se si, credo che tutto ciò che sia connesso al recupero e alla tutela di un bene archeologico sia a carico dello stato.
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Vecchio 14-February-2008
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Mah! E' davvero una storia assurda... Io di situazioni così non ne ho mai viste... anzi all'opposto: il proprietario può richiedere un risarcimento per mancato reddito.
Intanto il signor Abbati avrebbe bisogno di un buon avvocato il quale, aprendo un contenzioso con la Soprintendenza (quindi con lo Stato), potrebbe opporsi alle ingiunzioni di pagamento. Ma ti chiedo, se lo sai: la soprintendenza ha apposto vincoli dopo il rinvenimento? Se si, credo che tutto ciò che sia connesso al recupero e alla tutela di un bene archeologico sia a carico dello stato.

Non ti so dire di più perchè io ho appreso la notizia per caso, leggendo questo articolo che mi ha lasciato senza parole. Comunque penso che i vincoli da parte della soprintendenza siano più che scontati. Ed è proprio questo che mi preoccupa: dovrebbe essere tutto a carico dello stato!
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Vecchio 14-February-2008
AI senatus
 
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Comunque penso che i vincoli da parte della soprintendenza siano più che scontati. Ed è proprio questo che mi preoccupa: dovrebbe essere tutto a carico dello stato!
Comunque una spiegazione tecnico-legale deve esserci. Se ad esempio il privato ha intenzione di costruire nel proprio terreno, il vincolo potrebbe prevedere che il privato stesso sostenga le spese di scavo come condizione per ricevere il nulla osta: questo succede spesso. Ma se la destinazione del terreno rimane solo agricola e non sono previsti mutamenti importanti, allora non mi spiego questi obblighi economici.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 14-February-2008
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
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Scusate, ma non vi sembra che la spiegazione sia semplicemente che è giusto così?

Il privato -che non ha alcun interesse concreto all'intervento archeologico- segnala la presenza di qualcosa di non completamente emerso nel proprio terreno, lo Stato di propria iniziativa e nel proprio esclusivo interesse effettua il recupero, la commissione dei Periti (formata come previsto dalla legge) determina il valore del manufatto, il Ministero sottrae al valore del manufatto il costo per il recupero del medesimo prima di corrispondere il premio.
Se il privato ha a sua volta sostenuto delle spese -come previsto dalla legge- per la conservazione del bene, ne evidenzi l'importo alla Amministrazione.

Se poi invece la questione NON è che il privato sia stato costretto a sborsare qualcosa di tasca propria pur non avendo alcun interesse concreto al fatto che l'intervento archeologico venisse compiuto, ma semplicemente che l'entità finale del premio corrisposto sia troppo bassa, beh la proposta di premio si può rifiutare e la commissione peritale può essere contestata.

Non vedo il perché invece di questo sensazionalismo.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 14-February-2008
AI senatus
 
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Scusate, ma non vi sembra che la spiegazione sia semplicemente che è giusto così?
Si, è in parte giusto così. Ma presumo che, come è giusto, il progetto delle opere di recupero, scavo, consolidamento, recinzioni etc lo appronti l'amministrazione secondo le prassi amministrative ed i criteri scientifici corretti che hanno determinati costi (e non potrebbe essere altrimenti, perchè ovviamente non si può delegare all'iniziativa di un privato l'attività di recupero e tutela); la soprintendenza stabilirà quanta forza lavoro, mezzi e personale scientifico saranno necessari, quali materiali e tecnologie usare etc, ma poi imporre questi costi al proprietario di un fondo agricolo che trova casualmente delle antichità e le segnala non mi sembra un passaggio tanto lineare.
A meno che, come dicevo, non sia prevista la realizzazione di opere, magari con finanziamenti pubblici.

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Non vedo il perché invece di questo sensazionalismo
Credo che il sensazionalismo sia stato dato inizialmente dal contesto giornalistico, che tende a esasperare i toni (nel bene o nel male) senza approfondire più di tanto il contesto.O
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Vecchio 15-February-2008
L'avatar di  cristina
AI senatus
 
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Predefinito Scavi a Veio

Non posso entrare nel merito della questione, ma direi che c'è qualcosa sotto di non detto.
So di un Enzo Abbati ispettore onorario in quella zona e mi sembra strano che sia fatto passare da privato e ignaro cittadino turlupinato dallo Stato.
Tutto è possibile certo, ma ho dei dubbi in merito.
Dato che ha anche pubblicato recentemente un libro su Ponte Milvio potrebbe essere anche un modo indiretto per farsi pubblicità.
Se incontro qualche "veiente" chiederò notizie.
__________________

Cristina
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  #8 (permalink)  
Vecchio 15-February-2008
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aggiungo solo una nota a margine
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Intanto mi informo sull'autorizzazione a tenere il testo integrale dell'articolo su questo sito
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #9 (permalink)  
Vecchio 16-February-2008
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
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Ma poi, scusate, rileggendo il testo riportato e facendo attenzione alle date, non appare che in questo caso il Privato abbia operato in regime di applicazione indiscussa di una norma anteriore al D.Lvo 42/2004 ?

Anche ammesso che la norma attuale possa apparire poco chiara a riguardo, i "rapporti economici" si sarebbero tenuti sotto la validità di quella precedente: ci vuole un bel coraggio a pretendere di più (a meno che la contestazione sia squisitamente sull'importo finale del premio, ma allora è un altro discorso e va affrontato diversamente).

In ogni caso i Periti, se hanno lavorato bene, hanno sicuramente fatto riferimento al valore in relazione alle circostanze di contesto ed alle condizioni di conservazione e restauro ed agli interventi scientifici compiuti. Sicuramente ce n'è traccia nei loro verbali (quindi c'è modo di sapere se è stato tenuto già conto di tutto oppure no).

Il tutto mi suona come un brutto attacco al sistema della tutela: come dire " ... non denunciate i ritrovamenti" :sad: .
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  #10 (permalink)  
Vecchio 17-February-2008
AI senatus
 
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Il tutto mi suona come un brutto attacco al sistema della tutela: come dire " ... non denunciate i ritrovamenti" :sad: .
Lungi da me volere attaccare il sistema di tutela, questo tengo a chiarirlo [-X!!!
Mi rendo conto che le mie risposte al primo post forse sono equivocabili e mi scuso per questo. Io volevo solo dire che se si scaricano spese sul privato, l'amministrazione dei bb.cc. corre proprio il rischio di scoraggiare le segnalazioni, e che la notizia data in tono 'sensazionalistico' dall'articolo mi pareva assurda perchè dalla poca esperienza che ho in questo settore, casi del genere non hanno precedenti, per fortuna
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  #11 (permalink)  
Vecchio 17-February-2008
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Mi associo a quanto scritto da Mdd: pare davvero l'ennesimo attacco al sistema di tutela...

Quanto alla richiesta da parte dello Stato di indennizzo per le spese di scavo e restauro, mi viene in mente che l'articolo 34 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, comma 1, dice chiaramente che gli oneri per interventi conservativi sui beni culturali sono a carico del proprietario, possessore o detentore dei beni culturali stessi e che il Ministero può concorrervi in tutto o in parte (anche sotto forma di contributi in conto interessi).
Il comma 3 poi dice testualmente:
Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il Ministero determina la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.

Ma dal momento che i reperti archeologici sono proprietà dello Stato, qui non sembra esservi ragione per addebitarli al privato (e infatti normalmente questo non succede). Che il valore del rinvenimento vada computato al netto delle spese, come suggerito da Mdd, mi sembra dubbio.... infatti non mi pare che la legge faccia riferimento ad una tal procedura. Ma potrei sbagliarmi...

Mi sorge poi un dubbio: non è che le spese di restauro possano essere state addebitate al privato perchè ha, volontariamente o involontariamente, danneggiato i reperti archeologici?
Oppure se li è trattenuti come acconto sul premio di rinvenimento? (e allora la questione sarebbe da porre in altri termini, come appropriazione indebita).

Boh, i termini in cui la questione è riportata sono a dir poco nebulosi... :-k
L'unica cosa certa è la sospetta volontà di sconsigliare la denuncia e la consegna di reperti rinvenuti in modo occasionale.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 17-February-2008
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Ma dal momento che i reperti archeologici sono proprietà dello Stato, qui non sembra esservi ragione per addebitarli al privato (e infatti normalmente questo non succede).
Anche io credo così, anche perchè non conosco casi contrari

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Oppure se li è trattenuti [i reperti archeologici] come acconto sul premio di rinvenimento? (e allora la questione sarebbe da porre in altri termini, come appropriazione indebita).
Ma è possibile che il privato possa tenere reperti come acconto? Non credo, e quindi se non è autorizzato a detenerli è passibile di denuncia penale, come dici

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Boh, i termini in cui la questione è riportata sono a dir poco nebulosi... :-k
L'unica cosa certa è la sospetta volontà di sconsigliare la denuncia e la consegna di reperti rinvenuti in modo occasionale.
Sono nebulosi si, ma per essere buoni possiamo anche credere che il giornalista sia poco informato sul regime di tutela dei bb.cc. prima che in malafede (ovviamente non è una giustificazione)... E non trascuriamo quanto detto da cristina: una polemica tra soprintendenza e ispettore onorario o intenti autopromozionali potrebbero aver portato a questa notizia strana
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  #13 (permalink)  
Vecchio 17-February-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . Ma è possibile che il privato possa tenere reperti come acconto? Non credo, . . .
No, beh, proprio proprio come "acconto" in senso stretto no.
E' possibile per legge che una parte dei reperti ritornino al privato (ritornino, non propriamente rimangano) a titolo di "premio di rinvenimento", ma questo risulta dalla chiusura del procedimento e con fior di perizie e verbali, e comunque di solito si cerca di evitare questa soluzione.

Però esiste il caso in cui una parte dei reperti sia eventualmente di tipo strutturale, quindi inamovibile (o difficilmente amovibile) per sua natura: voglio dire che se si rinviene una tomba monumentale con degli oggetti mobili dentro, gli oggetti si portano via, ma la struttura potrebbe dover rimanere lì ed in definitiva potrebbe essere affidata in custodia al proprietario del terreno fino al momento di una eventuale (e non è nemmeno detto) demanializzazione o in alternativa fino all'esperimento della procedura della "verifica dell'interesse" che teoricamente potrebbe portare anche ad un suo abbandono da parte degli Uffici di Tutela. E nel frattempo il proprietario del terreno qualche onere per la custodia potrebbe pure avercelo.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 17-February-2008
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E' possibile per legge che una parte dei reperti ritornino al privato (ritornino, non propriamente rimangano) a titolo di "premio di rinvenimento", ma questo risulta dalla chiusura del procedimento e con fior di perizie e verbali, e comunque di solito si cerca di evitare questa soluzione.
Io sapevo che se al privato ritorna o rimane un oggetto da lui stesso rinvenuto questo succede in seguito alla decisione da parte dell'amministrazione di voler dare in custodia l'oggetto antico al privato, con l'istituzione di un vincolo che rende naturalmente l'oggetto inalienabile, quindi si elimina in qualche modo la valenza di premio di rinvenimento che invece è monetario. Mi sbaglio?

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... fino all'esperimento della procedura della "verifica dell'interesse" che teoricamente potrebbe portare anche ad un suo abbandono da parte degli Uffici di Tutela. E nel frattempo il proprietario del terreno qualche onere per la custodia potrebbe pure avercelo.
E se alla fine la 'verifica dell'interesse ' ha esito negativo non rimane nessun tipo di vincolo sul bene? In che senso il bene potrebbe essere 'abbandonato' dall'amministrazione? Significa che se la struttura viene danneggiata o distrutta nessuno è responsabile? Io credevo che la legge sulla tutela del patrimonio venisse applicata automaticamente a tutti gli oggetti (mobili o immobili) che abbiano i requisiti già contenuti dalla legge 1089 del 1939...
E se il privato dimostra di non avere i mezzi econom