Dal momento che già avevo segnalato la riapertura al pubblico dell'area archeologica del teatro di Milano e che, nel frattempo, ho avuto modo di vedere il risultato della musealizzazione, posso dirvi qualcosa di più.
I resti del teatro visibili sono in due ambienti sotterranei di Palazzo Turati, attuale sede della Camera di Commercio. Il primo ambiente, non particolarmente grande è stato utilizzato per l'esposizione di un accurato apparato didattico di facile comprensione anche per i non archeologici. Il secondo ambiente, molto più ampio è quello "sensoriale".
Dalle foto che ho visto dell'area prima dell'attuale sistemazione, non si può negare che l'opera di valorizzazione sia decisamente ben riuscita. La passerella vetrata permette di camminare poco sopra il livello della pavimentazione antica, osservando con tutto agio le fondazioni della cavea.
Le luci, ben studiate, lasciano pietosamente nell'ombra i tubi relativi agli impianti della Camera di Commercio ma illuminano chiaramente i resti murari che spiccano con ottima leggibilità (si vedono piuttosto bene le impronte lasciate dal sistema ligneo di armatura dei cavi di fondazione).
Quanto all'apparato multisensoriale: c'è un pannello con dei diffusori di essenze che permettono di sentire i profumi di rosa, zafferano e vino e un condensato di odori "corporei". Come ben spiegato dalla mia guida (sono tutte archeologhe collaboratrici dell'Istituto di Archeologia della Cattolica che ha seguito la parte scientifica dell'allestimento), gli odori sono stati selezionati sulla base della testimonianze delle fonti letterarie e non scelti a caso. All'interno di un discorso che illustra non solo la storia e la ricostruzione del teatro di Milano, il percorso di visita e soprattutto le indicazioni fornite dalle guide permettono di ricostruire i diversi aspetti dell'attività teatrale e di suggerire anche alcune sensazioni (olfattive e uditive soprattutto) che potevano essere percepite dagli spettatori.
Il secondo elemento sensoriale (atroce!!!) è un esperimento dell'architetto che ha curato la parte multisensoriale: una ricostruzione acusmetrica (spero di aver capito giusto il nome). In pratica si sentono dei rumori (piuttosto ridicoli) che dovrebbero suggerire e sottolineare le animazioni che vengono proiettate su uno schermo e che con linee bianche su fondo nero mostrano le linee del teatro. Ora: se vengono proiettate le linee (credo una cosa tipo CAD, estremamente stilizzata) non capisco la necessità dei rumori. Un paio di visitatori del gruppo di cui facevo io, non hanno espresso gradimento per questa parte.
L'ultima parte consente di sentire un breve filmato in cui Albertazzi recita in latino, con pronuncia restituta, il prologo della Casina. Al di là della scelta, opinabile, di proiettare il video su due manichini, l'effetto sonoro non è male. Le guide, poi, riassumono un po' cosa viene recitato ed a parete è un pannello con la trascrizione del prologo e la traduzione.
Come complemento uditivo è un sottofondo (forse a un volume un po' alto) con suoni riconducibili alla frequentazione del teatro (musica, voci umane, etc.).
Il risultato è suggestivo, con i limiti detti, ed è ottimamente illustrato dalle colleghe.
L'apertura dell'area archeologica è garantita fino dicembre. Poi, dipenderà da quello che decide la Camera di Commercio sulla base dell'affluenza di pubblico.
Particolare non trascurabile: l'ingresso e la visita guidata sono completamente gratuiti.
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