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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #1 (permalink)  
Vecchio 03-March-2008
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Predefinito Comunicare l'archeologia

Salve a tutti, volevo chiedervi qualche dritta su una cosa.

Tra qualche tempo dovrei laurearmi e sono intenzionato a farlo con la docente di Metodologie della ricerca archeologica.

Per quanto riguarda l'argomento finora pensavo a un caso di studio come Troia, molto interessante per la varietà di tempi e contesti dello scavo (e per la scoperta); ultimamente mi è venuto da pensare a un argomento alternativo.

Un aspetto molto interessante (e poco trattato in Italia) è quello della comunicazione archeologica, cioè di tutto il percorso che, partendo dal cantiere di scavo, porta alla presentazione dello stesso in percorsi di visita (cosa relativamente poco diffusa in Italia, sui cantieri poco celebri, ma ad esempio molto sviluppata in Inghilterra), alla pubblicazione dei risultati di scavo, all'allestimento dei reperti e alla trattazione documentaria e giornalistica. E' un argomento che ho incontrato, anche se non in maniera molto approfondita, nel manuale di Renfrew-Bahn.

Quello che volevo avere è un parere vostro generale, poi una vostra idea sulla coerenza di questo argomento con metodologie della ricerca archeologica (del cui programma, per quanto riguarda per esempio il manuale di Renfrew-Bahn, faceva parte nell'esame che ho sostenuto) e soprattutto qualche suggerimento sulla bibliografia - che mi pare piuttosto carente in italiano, ma potrei supplire con testi stranieri p.e. inglesi -.

Grazie già da ora
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Vecchio 03-March-2008
L'avatar di  Karl
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Secondo me è un buon argomento. Parlane con il docente, e se è una tesi triennale, magari se dovesse essere troppo vasto, potresti limitare la cosa ad un aspetto più specifico (da riprendere nel caso alla specialstica), oppure ad un singolo caso. Per la bibliografia però così su due piedi non mi viene in mente niente a parte il Francovich, Manacorda, Lo scavo archeologico: dalla diagnosi all'edizione.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 03-March-2008
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Secondo me è un buon argomento. Parlane con il docente, e se è una tesi triennale, magari se dovesse essere troppo vasto, potresti limitare la cosa ad un aspetto più specifico (da riprendere nel caso alla specialstica), oppure ad un singolo caso. Per la bibliografia però così su due piedi non mi viene in mente niente a parte il Francovich, Manacorda, Lo scavo archeologico: dalla diagnosi all'edizione.
Grazie Karl... sì certo gliene parlerò, era per avere qualche dritta preliminare. Il libro che hai indicato di che parla precisamente? Su Internet non ho trovato nessuna recensione.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 04-March-2008
L'avatar di  Karl
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Ecco l'indice: EDITORIA: QUADERNI DEL DIPARTIMENTO DI ARCHEOLOGIA DI SIENA - Lo scavo archeologico dalla diagnosi all’edizione
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  #5 (permalink)  
Vecchio 04-March-2008
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Un aspetto molto interessante (e poco trattato in Italia) è quello della comunicazione archeologica, cioè di tutto il percorso che, partendo dal cantiere di scavo, porta alla presentazione dello stesso in percorsi di visita (cosa relativamente poco diffusa in Italia, sui cantieri poco celebri, ma ad esempio molto sviluppata in Inghilterra)
lo scorso anno ho potuto vedere esempi interessanti di quanto dici a Aosta: lo scavo non era nascosto e intorno al cantiere c'erano pannelli illustrativi con ricostruzioni grafiche su come era Aosta nel periodo romano, sovrapponendo le immagini di ieri con quelle di oggi per far "sentire" la continuità di vita del sito. poichè ero là per seguire un corso, se t'interessa (e non hai frett...) ricerco i miei appunti e altre cose.

Poi sarebbe interessante anche fare esempi al negativo: a Firenze pare che durante gli scavi in Piazza della Signoria ci fu una sorta di guerra tra fiorentini, deufradati della loro piazza, e archeologi, che non comunicavano nulla... La cosa mi è stata raccontata a mo' di aneddoto da un professore, ma ho sempre voluto approfondire (soprattutto la storia del lancio dei polli al di là della recinzione dello scavo...).

Bell'argomento, comunque, mi pare una buona scelta!:-)
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"Io amo l'umanità. E' la gente che detesto" (Linus)
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  #6 (permalink)  
Vecchio 04-March-2008
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Ottima idea! La Metodologia non e' mai abbastanza apprezzata e studiata in Italia (per non parlare dell'Archeometria) e la divulgazione e' uno dei passaggi meno noti e piu' importanti!
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  #7 (permalink)  
Vecchio 04-March-2008
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Grazie per le risposte, in effetti mi interessa molto la metodologia perché combina aspetti molto diversi tra loro e ha un approccio generalmente molto rigoroso.

L'unico dubbio che ho è se esista una bibliografia sufficiente e se il docente sia disposto a accogliere sotto metodologie un aspetto molto poco studiato in Italia e un po' collaterale, comunque vedremo, nei prossimi giorni andrò al ricevimento per parlargliene.

Grazie Karl per l'indice del testo, qualcosa di attinente vedo che c'è.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 06-March-2008
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Forse può esserti utile "Museo Archeologico", A.b.a.c.o. edizioni, 1996, a cura dell'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e NAturali della Regione Emilia-Romagna e A.b.a.c.o. Agenzia Organizzativa per i Beni Artistici Culturali. Tratta non solo di musealizzazione ma anche di organizzazione espositiva di parchi archeologici e cose simili.

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L'unico dubbio che ho è se esista una bibliografia sufficiente e se il docente sia disposto a accogliere sotto metodologie un aspetto molto poco studiato in Italia e un po' collaterale
A mio avviso, se mai dovesse esserci una bibliografia scarsa, questo dovrebbe essere non un ostacolo ma uno sprone ad occuparsi di un argomento importante e finora poco trattato.
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Marco Astracedi
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  #9 (permalink)  
Vecchio 08-March-2008
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Io ho dato un'occhiata a un altro dizionario, più succinto del Francovich-Manacorda ma con una bibliografia vasta: si tratta del Dizionario di restauro archeologico a cura di Luigi Marino, e fra varie voci ve ne sono alcune che potrebbero essere attinenti.
Un pò di bibliografia l'ho spulciata, non so se è esattamente quello che occorre; in ogni caso:

Visitors welcome. A manual on the presentation and interpretation of archaeological excavations, English Heritage, Manchester, 1988

Gottarelli A., Il progetto dei pannelli illustrativi: un problema di musealizzazione all’aperto, in Conservazione e manutenzione di manufatti edilizi allo stato di rudere, Report 1, pp. 41-42, Firenze, 1989

Caputo P., Morichi R., Paone R., Rispoli P., Realizzazione di un itinerario archeologico e naturalistico nel parco archeologico di Cuma, in Amendolea B. (ed.), I siti archeologici, un problema di musealizzazione all’aperto, Roma 1995, pp.225-235

Prodhomme J., la prèparation des publications archéologiques. Réflections, methods et conseils pratiques, Paris, 1987

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  #10 (permalink)  
Vecchio 16-March-2008
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Grazie a tutti, intanto vi annuncio che ho ottenuto argomento e relatore per la tesi... il docente mi ha detto che di esempi positivi nel Nord Italia ci sono la Valle d'Aosta e Brescia, probabile che opti per una capatina in VDA per vedere di persona di che cosa si parla.

Tendenzialmente la tesi dovrebbe prevedere una prima parte generale, su tutti i passaggi "dallo scavo al pubblico" (scavo, recupero dei reperti, percorsi di visita, pubblicazione, edizione, musealizzazione, documentari, giornalismo), e un'altra dedicata ad alcuni casi specifici.

Vi terrò comunque aggiornati.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 16-April-2008
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Grazie a tutti, intanto vi annuncio che ho ottenuto argomento e relatore per la tesi... il docente mi ha detto che di esempi positivi nel Nord Italia ci sono la Valle d'Aosta e Brescia, probabile che opti per una capatina in VDA per vedere di persona di che cosa si parla.

Tendenzialmente la tesi dovrebbe prevedere una prima parte generale, su tutti i passaggi "dallo scavo al pubblico" (scavo, recupero dei reperti, percorsi di visita, pubblicazione, edizione, musealizzazione, documentari, giornalismo), e un'altra dedicata ad alcuni casi specifici.

Vi terrò comunque aggiornati.
Nella seconda edizione del manuale di Carandini "Storie dalla terra" Torino 1991, il capitolo quarto 'Narrazione ed edizione', è dedicato proprio a questo argomento, ed è molto importante dal punto di vista metodologico
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  #12 (permalink)  
Vecchio 17-April-2008
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lo scorso anno ho potuto vedere esempi interessanti di quanto dici a Aosta: lo scavo non era nascosto e intorno al cantiere c'erano pannelli illustrativi con ricostruzioni grafiche su come era Aosta nel periodo romano, sovrapponendo le immagini di ieri con quelle di oggi per far "sentire" la continuità di vita del sito.

E' vero,
la direzione dell'ufficio regionale preposto all'archeologia ed al restauro ritiene molto importante, al di là dello scavo e di tutto ciò che segue, la "comunicazione" e l'integrazione tra l'attività di ricerca e la vita quotidiana della città.

La cosa è talmente consolidata che le voci relative alla "comunicazione" rientrano stabilmente nei capitolati.

E', da questo punto di vista, davvero un'isola felice.

L'autonomia, le dimensioni relativamente piccole e l'esistenza di progetti Interreg specifici (Alpis Poenina con la Svizzera ed Alpis Graia con la Francia) sono condizioni favorevoli allo sviluppo di un'archeologia di "ricerca pura" quando altrove, purtroppo, ci si deve dedicare ad un'archeologia dell'emergenza.

Di contro,
se tra gli addetti ai lavori ed i turisti la cosa riscuote successo, dalla popolazione autoctona (si fa per dire) qualsiasi attività di scavo viene vissuta peggio che in qualsiasi altra regione d'Italia (nella mia esperienza).

L'aostano tipo preferirebbe di gran lunga una discarica in pieno centro piuttosto di un limitato (nell'estensione e nel tempo) scavo archeologico.

Nelle valli la situazione migliora molto e ci si rende conto che l'archeologia potrebbe costituire un nuova risorsa da sfruttare a livello turistico.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 22-April-2008
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Grazie delle informazioni ulteriori, proprio in questi giorni mi dedicherò a un censimento della bibliografia disponibile, vi terrò comunque aggiornati sugli sviluppi.

Tendenzialmente la struttura della tesi dovrebbe essere grossomodo questa:

- Introduzione

SEZIONE I - DALLO SCAVO AL PUBBLICO. NOTE GENERALI
- 1. La presentazione dello scavo
- 2. La pubblicazione dello scavo
- 3. La musealizzazione dei reperti di scavo
- 4. Archeologia e documentaristica
- 5. Archeologia e giornalismo

SEZIONE II - UN CASO DI STUDIO (Aosta?)
- 1. Ragioni e basi di una scelta
- 2. Presentazione dello scavo di (Aosta?)
- 3. Altri casi di confronto

- Conclusioni


Evidentemente è una struttura ancora soggetta a molti cambiamenti, dal momento che non ho ancora iniziato a scrivere la tesi.

Quanto all'estensione, il sito della mia facoltà specifica:
La prova finale per il conseguimento della laurea triennale comporta l’acquisizione di 10 crediti, corrispondenti a circa 250 ore di lavoro, e consiste in una tesi, ossia in una relazione scritta di non meno di 30 cartelle da 2000 battute l’una.

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  #14 (permalink)  
Vecchio 30-May-2008
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Ormai sono quasi alla fine della stesura della tesi, l'indice è strutturato essenzialmente così (potranno esserci alcune limature ma non sostanziali):

Dalla terra alla luce. Archeologia e pubblico tra scavo e divulgazione

SOMMARIO


INTRODUZIONE 4

PARTE I - L'ARCHEOLOGIA NELLA TERRA 5
1. Il punto di partenza: lo scavo 5
1.1 Prima dello scavo. La diagnostica 5
1.2 Prima dello scavo. La ricognizione archeologica 8
1.3 Durante lo scavo. La pratica 10
1.4 Dopo lo scavo. Documentazione e edizione 14
1.4.1 Documentazione scritta 14
1.4.2 Documentazione grafica, fotografica e video
1.4.2.1 Rilievi 16
1.4.2.2 Fotografie e video 17

PARTE II - L'ARCHEOLOGIA ALLA LUCE 20
2.1 L'«archeologia pubblica»: siti, parchi, musei, sperimentazioni, Internet 20

2.2 La presentazione dei siti e dei parchi archeologici 21
2.2.1 Tra interpretazione e presentazione 21
2.2.2 Alcuni esempi di «musealizzazione all'aperto» 24

2.3 Un caso di studio: visita alla chiesa paleocristiana di San Lorenzo, Aosta
2.3.1 La visita 26
2.3.2 Un commento 29

2.4 Dal sito al museo 29
2.4.1 Il museo archeologico: le basi 30
2.4.2 Il museo archeologico: gli strumenti 32
2.4.3 I musei archeologici: casi 34

2.5 Intorno al sito, intorno al museo: l'archeologia sperimentale 35
2.5.1 Che cos'è l'archeologia sperimentale 35
2.5.2 Un caso di studio: il Centro di Archeologia Sperimentale Torino 37
2.5.2.1 Le sperimentazioni 38
2.5.2.2 Centro e divulgazione 41
2.5.3 Problemi dell'archeologia sperimentale 41

2.6 Dai siti archeologici ai siti Internet: «archeologia democratica» e informazione 43

CONCLUSIONI 44

BIBLIOGRAFIA 45



Se vi interessa la bibliografia dopo ve la posto, nel complesso è venuta piuttosto voluminosa (in tutto siamo sulla settantina di testi, ma integralmente ne ho letta solo una parte ovviamente )
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  #15 (permalink)  
Vecchio 30-May-2008
AI senatus
 
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Complimenti! \\/ Mi sembra proprio un signor sommario. L'argomento è di grandissima attualità.
In bocca al lupo e facci sapere come andrà il tuo esame di laurea!
Poi, se vuoi, qualche concetto che hai affrontato ce lo potrai illustrare qui sul forum.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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