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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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  #16 (permalink)  
Vecchio 01-April-2008
L'avatar di  Atena83
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Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 88
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vi svelo uno dei tanti perchè ho deciso di studiare archeologia.........il passato mi affascina e a differenza dell'epoca in cui viviamo mi sembra un mondo integro intatto su cui fidarmi ......forse sembrerà che io dica una marea di scemate.......ma penso che gli archeologi del futuro rimarrebbero inorriditi alla vista di ciò che siamo......l'inquinamento su accennato.....l'utilizzo di materiali dannosi per noi stessi....e l'utilizzo di ben poca fantasia nel settore artistico........siamo fin troppo civilizzati a mio parere.......e spesso non cogliamo la bellezza della vita troppo presi dai mille impegni e dalle mille sciocchezze quotidiane.......
quando dico che sono archeologo....tutti mi dicono ....affascinante......ma non comprendono realmente cosa c'è dietro ......è una sensazione bellissima stare a contatto con l'antichità....una emozione unica......che non può certo descriversi.....stringere tra le mani un oggetto creato millenni fa......è stupendo........spesso mi dicono.......nn c'è lavoro......i posti son pochi.....ti morirai di fame.......ebbene si sono consapevole ma non per questo mi arrendo.....amo il mio mestiere......e vivo per questo.......
spero che mi capiate.......e spero soprattutto che gli archeologi del futuro ci somiglino un pò....e che soprattutto abbiano qualcosa da amare come noi.....
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  #17 (permalink)  
Vecchio 01-April-2008
L'avatar di  cennis
AI gens
 
Data Registrazione: Nov 2007
Luogo: Monza
Messaggi: 154
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Quoto in pieno atena... brava... sn d'accordo con te
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  #18 (permalink)  
Vecchio 02-April-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 813
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dceg Visualizza Messaggio
Non so proprio quanto resterà della nostra civiltà. Una semplice tavoletta d'argilla si manitiene inalterata per 4000 anni almeno, una pietra incisa ancor più a lungo. La ceramica è pressoché indistruttibile. La carta deperisce relativamente lentamente, ma in particolare quella tra l' otto e il novecento si sta già decomponendo. Un CD dura forse trent'anni, e può venir letto solo se ci sono gli strumenti adatti. Chi di voi riesce a leggere un floppy disc, quelli con la custodia di cartone? I metalli si corrodono. E poi si è perso l'uso dei corredi funebri, che sono una delle maggiori fonti di informazioni. Anche la plastica non è, per fortuna, eterna. Quindi temo che della nostra civiltà tra 2000 anni ci sarà poco.
Non solo, ma per esempio non ci saranno stratigrafie da studiare (nelle abitazioni per esempio, nell'antichità i pavimenti di terra battuta conservavano le tracce delle generazioni che vi passavano, oggi tra piastrelle, parquet e simili non lasciamo alcuna traccia del nostro passaggio nelle nostre case..), non parliamo poi delle strade, tutte asfaltate, che non permettono di conservare neppure un tappo di bottiglia...

e poi è vero quello che dici, la tecnologia evolve e viene "dimenticata" ad una velocità paurosa... i floppy di cui parli si possono ancora leggere perchè ci sono degli appassionati che conservano ancora dei vecchi modelli di computer, ma pasterebbe, chessò, 50 anni di disinteresse totale per la tecnologia passata per rendere del tutto incomprensibili i dati della nostra civiltà, e difficilmente si potrebbe sperare in una decifrazione successiva: se una lingua antica bene o male si può arrivare a "decrittarla", leggere il codice binario di un cd senza conoscerne l'algoritmo è praticamente impossibile.

Del resto, secondo me bisogna tenere conosto di un'altro aspetto: l'archeologia così come la conosciamo oggi è la diretta conseguenza del desiderio occidentale di riscoprire un passato perduto, però non è detto che l'occidente, e i suoi valori culturali, perdurino in eterno come i dominanti a livello globale.. Anzi, osservando l'evoluzione degli ultimi decenni a me sembra che il centro del mondo di stia spostando sempre più verso l'asia centrale e il golfo persico, tra cina, india e mediooriente (dove del resto è stato fino al 1500-1600), e la visione che queste culture (sopratutto india e cina) hanno del passato è profondamente diversa dalla nostra, soprattutto per il semplice fatto, soprattutto per cina ed india, che là non vi è mai stata una vera "rottura" (non paragonabile comunque a quelle avvenute in europa comunque) e un vero "bisogno" di recuperare il passato (gli indiani non hanno bisogno di studiare i loro culti di 2000 anni fa perchè sono uguali a quelli di oggi, i cinesi non hanno bisogno dell'archeologia per studiare la loro storia, visto che hanno decine, centinaia di cronache scritte).

Certo, potremmo sempre sperare che i cinesi del futuro possano provare un senso di esotismo avventurandosi nelle rovine delle nostre città e possano quindi desiderare di "riscoprire" il nostro passato", però tra lediscariche, i rottami e gli obrobriosi edifici in cemento che caratterizzano sempre più i nostri paesaggi, ho i miei dubbi...
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  #19 (permalink)  
Vecchio 08-April-2008
AI senatus
 
Data Registrazione: Oct 2005
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 824
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Oviiamente, andando a fantasticare sul mondo tra 2000 anni ed eventuali archeologi si tratta di vedere se l'umanità ci sarà ancora o meno l'umanità, o comunque se questa avrà mantenuto (o aumentato) la capacità tecnica e culturale odierna e non sia invece regredita a livelli "preistorici".

Qualche tempo fa sono in effetti apparsi due interessanti articoli su "Le Scienze" che toccano le cose qui trattate.
Il più recente (nel 2007, se ritrovo l'articolo fornirò i dati precisi) parte dall'ipotesi che l'uomo scompaia oggi dalla faccia della terra in modo abbastanza repentino, per un qualsiasi motivo ipotizzabile – virus sconosciuti (qualcuno ricorda la favolosa serie TV inglese degli anni 70 "I sopravvissuti?), mutazioni geniche che rendano sterili o quant'altro... Non importa la causa, ma se l'uomo scomparisse lasciando la Terra di nuovo alla natura, quali nostre tracce troverebbe un'ipotetico archeologo extraterrestre tra centinia, migliaia, centinaia di migliaia o addirittura milioni di anni?
Da questo spunto si partiva per analizzare, dal punto di vista geochimico e sedimentologico, le possibilità di conservazione dei vari manufatti – dalla carta al cemento armato, dai vari metalli alle varie plastiche. Dopo poche centinaia di anni tutto verrebbe ricoperto dalla vegetazione o, nelle aree più esposte, fortemente eroso; ponti ed edifici più elevati crollerebbero e, salvo casi eccezionali, tutta la documentazione cartacea inizierebbe a disfarsi. Alla distanza dei 2000 ipotizzati in questo topic, bisogna considerare che la maggior parte delle costruzioni i cemento armato si starebbero disfacendo; ciò nonostante si conserverebbero ancora non poche testimonianze del nostro passaggio. Alcune sarebbero più evidenti: es. ruderi degli edifici costruiti in pietra, evidenti accumuli di detrito/macerie di calcestruzzo nelle città, differenze nella grescita della vegetazione lungo le migliaia di chilometri delle autostrade, grandi opere di antropizzazione del paesaggio come tracce degli scavi del Canale di panama o di Suez; altre testimonianze sarebbero nascoste nel sottosuolo ma ancora facilmente identificabili da un archeologo – metropolitane, decine o centinaia di metri di stratificazione delle discariche dei rifiuti, ecc.
L'articolo poi si spinge in avanti nel tempo (fino ad alcuni milioni di anni dalla nostra scomparsa, sottolineando come nonostante alcuni materiali siano molto longevi (es. il vetro, o alcune plastiche che impiegerebbero molte migliaia d'anni per degradarsi), alla fine quasi tutto verrebbe obbliterato dai processi di degradazione chimica. Rimarrebbero anomalie nella concentrazione di certi minerali in certi punti del sedimento (un'auto, una volta seppellita, si ossida lasciando nel sedimento una anomala concentrazione di ossidi di ferro ed altri minerali; le materie plastiche torneranno ad essere petrolio o bitume; l'uranio delle scorie nucleari, alla fine, mostrerà un accumulo di piombo ed altri metalli pesanti). Oppure, così come è sempre avvenuto in natura, rimarranno quei rarissimi casi in cui avviene la fossilizzazione, così da permettere di riconoscere anche le forme di un CD, una bottiglia di plastica o vetro, una barca in vetroresina o un corpo umano...

L'altro articolo, di qualche anno fa, si occupava invece del discorso già sollevato da Dceg (mi pare) sulla durata temporale dei dati digitalizzati. Nell'ipotesi, forse probabile, che la mostra civiltà riesca a superare i diversi momenti di crisi che l'aspettano (a cominciare dalle prossime crisi energetiche ed ambientali) e a continuare la sua strada, la sua storia passata è legata alla trasmissione nel tempo dei dati digitalizzati.
La carta, si è già detto, salvo casi particolari nel giro di alcuni centinia di anni si deteriora, i dati registrati su un CD no, specie se questo viene copiato più volte ed il supporto continuamente aggiornato. Molti dei dati che io stesso avevo immagazzinato 15-20 fa su dei floppy disk sono ora trasferiti su CD, e poi DVD e dischi rigidi esterni.
L'articolo sottilineava come il copiare vecchi dati su supporti sempre nuovi ed aggiornati risolva solo in parte il problema. Quelli che cambiano nel tempo non sono solo i supporti e l'hardware per leggerli, ma anche il software. E basta vedere come sia per me impossibile, oggi, a distanza di neanche 20 anni, far girare vecchi programmi su nuovi PC con diverso sistema operativo.
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
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