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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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Vecchio 11-April-2008
L'avatar di  Mirazad
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Predefinito La figura del monaco nella antica mesopotamia

Ciao, recentemente il professore di Topografia Antica mi ha chiesto di fare una ricerca sulla figura del monaco in Mesopotamia. Stavamo discutendo a lezione di Gudea di Lagash e della pianta cittadina disegnata sul suo grembo. Ora, su una statua dello stesso Gudea, c'è la rappresentazione di questo "monaco". Qualcuno saprebbe dirmi di più a proposito? Ho a disposizione un pò di materiale sulla religione e sull'organizzazione in generale, ma mi manca il particolare. O magari qualche consiglio bibliografico sul tema. Grazie anticipatamente (devo concludere la ricerca entro lunedì, perchè avrei l'esame scritto e dovrei inserirla lì).
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Vecchio 11-April-2008
L'avatar di  Stefano
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Non ho ben capito che intendi con "monaco", se una figura del clero e quindi un sacerdote o se è un nomignolo dato dagli studiosi ad un personaggio particolare. Di Gudea ho studiato e tradotto le statue ma non ricordo questo monaco, sapresti dirmi che statua è? (sono numerate per lettere).
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Vecchio 12-April-2008
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Dunque, dovrebbe essere la statua P.. Dovrebbe esserci questa fantomatica figura di un monaco sui due lati del supporto su cui è seduto Gudea.. Grazie anticipatamente, scusate l'astrattezza della richiesta. Lui mi disse "Il monaco nell'ambito dell'edilizia", forse si riferiva al fatto che il tempio era il centro amministrativo per eccellenza nelle città-stato e che l'edilizia era controllata dall'en, il sommo sacerdote..
Illuminatemi, se potete..

Grazie
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Vecchio 12-April-2008
L'avatar di  Aquamarina
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Anch'io a suo tempo tradussi le statue di Gudea e non mi ricordavo affatto di un monaco... però mi ricordo nebulosamente che Gudea stesso fu una sorta di re- sacerdote. nelle statue infatti si fa riferimento costantemente al dio Ningirsu-Ninurta per volontà del quale gudea, lugal, agisce.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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Vecchio 12-April-2008
L'avatar di  Stefano
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Allora facciamo che tento un piccolo riassunto generale della realtà mesopotamica poi parliamo specificamente dell'edilizia di periodo sumerico e akkadico.


In periodo propriamente sumerico, nella fase quindi più remota a noi documentata tramite i testi, ogni città con la propria area di irragiamento costituiva un'entità autonoma. Il faticoso lavoro di scavo e mantenimento dei canali per l'irrigazione, il restauro degli edifici (costruiti in mattoni crudi) e la produzione artigianale erano centralizzati e controllati congiuntamente dal clero in primis e dal "capo"; dove il primo serviva sia per fornire un puntello religioso a tutta questa massacrante attività (secondo la religione mesopotamica gli uomini sono stati creati dagli dei per lavorare al loro posto) e l'altro era probabilmente ciò che rimaneva di un più antico potere di tipo tribale.
I termini per definire il re di una città sumerica sono stati diversi:

lugal che significa letteralmente grande(gal)-uomo(lu) e che quindi ha un eccezione che potremmo definire politica, ossia sottolinea l'eccellenza di un singolo umano rispetto ad altri umani.

ensi, titolo usato da Gudea,che può essere inteso come "governatore per conto degli dei" e che quindi sottintende uno stretto legame tra dio e re e una sorta di elezione divina di quest'ultimo.

en che è poco attestato e che in altri momenti storici va indicare proprio il sacerdote tout court e non più il "capo". In generale quando utilizzato dai re sumerici sta per un sovrano che detiene in qualche tipo id potere anche religioso.

E' facilmente immaginabile per tutto il primo periodo una sorta di difficile equilibrio tra il clero, che detiene il controllo di tutta la produzione alimentare e artigianale (si è parlato di teocrazia) e che si occupa della ridistribuzione di tali prodotti tra la mano d'opera, e una figura regale che ha un potere piuttosto effimero, in pratica di pura rappresentanza se non nella conduzione delle scaramucce contro altre città.

Quando arrivano gli akkadici al potere, una popolazione semitica stanziata nell'area da moltissimo tempo, cambia tutto. L'idea della comunità di fedeli lascia il posto ad una visione più individualistica, i sovrani akkadici sono dei selfmade men capaci di unificare sotto un unico potere tutta la terra di sumer e di akkad (leggermente più settentrionale), che hanno un esercito perenne, delle proprie ricchezze e che arrivano con Naram-sin anche a farsi divinizzare. Il clero resta fondamentale nella cultura mesopotamica e fino alla fine dei tempi riceverà grossissime offerte dai sovrani akkadici prima e poi da quelli babilonesi, assiri ecc.. Queste offerte saranno presentate come doni al dio e saranno utilizzate dai sacerdoti per mantenere tutto il loro entourage, comprendente anche artigiani specializzati oltre che terre affittate a privati.

Con l'arrivo dei Gutei, una popolazione nomade o semi-nomade il sistema mesopotamico collassa e Lagash, città di Gudea, resta praticamente l'unica entità statale ancora autonoma e funzionante.
Gudea giustifica la cosa sottolineando il grande legame che lo lega alle divinità. Lui è eletto e amato dagli dei ma anche un grande dispensatore di attenzioni alle stesse divinità, in ogni caso in questo tipo di rapporto intimo il clero è quasi bypassato e la figura dei sacerdoti, che in generale sono anche dotti scribi e depositari della sapienza, non è più così centrale come in precedenza ma sarà piuttosto sempre più relegato a tutta una serie di attività come la lettura degli astri o delle viscere animali, la redattura di testi letterari, lo svolgimento di feste e cerimonie ecc. ecc. anche molto importanti ma non pià strettamente legate alla gestione del paese.

Chiuso il capitolo Lagash e il cosiddetto periodo neo-sumerico, dal successivo avvento della dinastia antico-babilonese la classe sacerdotale assomiglierà sempre più al moderno clero cattolico, avrà dei propri possedimenti, riceverà offerte costanti alle divinità e avrà abbastanza influenza di costringere i sovrani a impegnarsi costantemente nel restauro degli edifici templari. Ciò nonostante praticamente mai i sacerdoti avranno potere politico o decisionale, non punteranno mai il dito contro un sovrano e faranno semplicemente parte del grosso sistema mesopotamico come una sorta di municipio.
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Vecchio 12-April-2008
L'avatar di  Stefano
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Non ho trovato la statua, cmq l'attività edilizia veniva ricondotta fortemente al re che era il promotore, l'organizzatore e il finanziatore delle costruzioni di carattere religioso e non, era anche materialmente l'esecutore della messa in posa della prima pietra e l'autore dei primi colpi di zappa nello scavo dei canali.Per l'epoca di Gudea in particolare leggendo i cilindri inscritti The Electronic Text Corpus of Sumerian Literature puoi farti un'idea di quanto fosse importante insistere sull'attività di costruttore e come fosse strettamente legato l'esercizio del potere con l'innalzamento di opere monumentali.Che poi magari dal punto di vista della stesura e realizazione dei progetti l' "architetto" fosse un sacerdote sinceramente non lo so. Questo avviene in Egitto dove praticamente l'uomo di scienza come anche il semplice scriba è praticamente sempre anche un uomo di religione. In Mesopotamia esiste anche una classe di burocrati per così dire laici, io non conosco nessun testo in cui si menzioni l'autore di un edificio inteso come ideatore di un progetto, la cosa ha molto senso perchè nella cultura mesopotamica le grandi opere come le ziqqurat o i templi sono eterne, poste all'alba dei tempi dagli dei nei luoghi prestabiliti secondo strutture canoniche e immutabili. Il compito del sovrano è quella di restaurare o rialzare costantemente questi edifici secondo l'originale e unico progetto divino. Nella lingua sumerica e in quella akkadica infatti non esiste la distinzione tra verbo "costruire" e "ricostruire" perchè fondamentalmente si tratta sempre dello stesso ritorno ad un ordine già predisposto in origine.Quindi riassumendo la pianificazione delle strutture in Mesopotamia ha origine divina, non esista umano che progetti un tempio piuttosto il compito degli uomini è quello di scoprire gli antichi perimetri e seguirli (si dice che talvolta è lo stesso dio a comunicarlo al sovrano in sogno, oppure si fa riferimento ad antichi testi o anche, e qui intervengono i sacerdoti, si fa riferimento alla loro capacità di comprendere la mistica). Il promotore infine è sempre il re che ha nell'attività edilizia una delle principali mansioni.
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Vecchio 13-April-2008
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Grazie mille, diciamo che mi si sono accese molte lampadine credo di poter rimettere insieme i pezzi del puzzle ora.. Grazie ancora
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