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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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03-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Degrado dei parchi archeologici a Matera e prov
Salve a tutti,sono nuova in questo forum,spero di scrivere nella sezione giusta,studio archeologia da 4 anni,e non mi stanco mai appena possibile di visitare nuove aree archeologiche..
Per il ponte del primo maggio,ne ho visitate due parchi archeologici, "Heraclea" a Policoro e "Grumentum" nella Val d'Agri,ragazzi erano in uno stato di degrado assoluto,abbandonati a se stessi...c'era erba che arrivava fino alle ginocchia,non esistevano cartelli che indicavano dove mi trovavo,cosa stavo guardando,mosaici stupendi lasciati in sito coperti semplicemente da delle strutture di vetro,e l'ultima(cosa che mi è nuova),un'area del parco di Heraclea,era delimitata lungo tutto il perimetro da fili di corrente elettrica,con tanto di generatore di corrente,guai ad avvicinarsi,rischio assicurato di scosse...ma come può un parco archelogico essere lasciato a un degrado così totale,privi di qualsiasi guida non solo scritta sotto forma di libro,ma anche come tentativo di segnalazione in sito... Anche io scavo da ormai 3 anni,e credetemi,era nostra premura prima della chiusura della campagna di scavo effettuare lavori di bonifica,di salvaguardia dell'area scavata,non si è mai lsciato un mosaico in sito,esposto all'aria,al sole,all'acqua,e alla portata di tutti, e da quando si utilizzano alzati di strutture antiche come basi per la costruzione di un edificio da adibire a wc nel bel mezzo dell'area archeologica??  
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03-May-2008
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AI magister
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Data Registrazione: May 2007
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Benvenuta, Anto archeo85,
la situazione che segnali purtroppo è comune a tante aree archeologiche del Bel Paese ed è una ennesima spia di una vergogna che purtroppo spesso guardiamo in maniera rassegnata...
In ogni caso, anche se può sembrare donchisciottesco, perchè non fare (se non l'hai già fatto) anche una segnalazione in Comune o in Soprintendenza? Risponderanno, come fanno tutti, che non ci sono i fondi e che non si può fare tutto, etc etc, ma perlomeno saranno costretti a ricordarsi per dieci secondi dell'esistenza di questi parchi archeologici...
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03-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Benvenuto/a sul forum! Grazie per questo tuo primo intervento.
Purtroppo la situazione che descrivi è molto comune, anche in aree che cercano di vendere al turista la valenza culturale e monumentale.
Io credo che una delle varie ragioni stia anche nel mansionario del personale addetto, alle dipendenze del ministero BB.CC.AA.: raramente il personale di custodia (quando c'è) può, secondo il suo inquadramento contrattuale, maneggiare un decespugliatore per ripulire l'area o un trapano per fare manutenzione ai pannelli didattici. La soprintendenza deve invece fare un appalto con ditte esterne (e questo fa lievitare tantissimo i costi).
Il filo elettrificato che hai visto di solito viene usato per tenere a distanza il bestiame al pascolo e forse è stato messo al confine tra l'area archeologica (demaniale) e terreni privati. In questo caso però, trattandosi di un'area fruibile al pubblico, qualche avviso avrebbe dovuto esserci. Succede anche che molte splendide aree archeologiche rimangano chiuse al pubblico non solo per mancanza di personale di custodia, ma anche perchè mancano i requisiti di sicurezza (staccionate, disinfestazioni etc) e quindi piuttosto che rischiare di dover pagare i danni ad un visitatore che si fa male, l'amministrazione le chiude in attesa che si possano effettuare i debiti adeguamenti...
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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03-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Approfitto di questo intervento per segnalare una buona notizia: sono stati stanziati 5 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale dalla Fondazione per il sud a favore di associazioni che proporanno interventi in tale settore. Nel bando si citano proprio i siti storico-archeologici come ambiti privilegiati. Se conosci qualche associazione del posto potresti proporre un tuo progetto per la musealizzazione e valorizzazione dei siti di cui parli. Non deve essere un progetto "grandioso", per riqualificare un'area archeologica basta poco, pannelli didattici, cartelli di segnalazione e, ovviamente, ripulitura dell'area con recupero delle evidenze archeologiche e della viabilità antica. Questa è un'occasione per chi abita al sud (le aree intressate infatti sono Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) per fare qualcosa di concreto a favore di tante meravigliose aree purtroppo degradate.
Fondazione per il Sud
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03-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Ciao a tutti.
Anche io sono nuovo utente. Non avrei mai immaginato dell'esistenza di un forum sull'archeologia altrimenti mi sarei già iscritto da diverso tempo.
Sono uno studente di Lettere con la passione per l'archeologia oltre che compagno di viaggio di Anto_archeo85.
Devo fare alcune precisazioni che alla mia compagna devono essere sfuggite.
Innanzi tutto bisogna dire un paio di cose:
- Il Parco Archeologico di "Herakleia" si trova a Policoro (MT) mentre gli scavi di "Grumentum" sono situati a Grumento Nova (PZ);
- sia il Museo Archeologico dell'Alta Val D'Agri (Grumento Nova) che il Museo Archeologico Nazionale della Siritide (Heraclea-Policoro) erano molto ricchi e davvero molto ben allestiti: davvero complimenti!!
Iniziamo con le mazziate.
Partiamo alla volta di Grumentum il giorno 1° maggio nella speranza di riuscire a visitare area archeologica e museo. Il sito internet non contemplava la chiusura per quel giorno e così ci dirigiamo in loco. Giunti a destinazione troviamo tutto chiuso con un cartello indicante le chiusure annuali: il 1° maggio era incluso. Vabbè pazienza fa parte del gioco, un sito internet non può dire tutto ...
Torniamo a Policoro dove alloggiavamo e decidiamo di visitare museo e parco archeologico di Heraclea. Arriviamo e troviamo il museo aperto. Con grande gioia entriamo nel museo ma ci dicono che è chiuso per quel giorno. Cosa diavolo ci facesse aperto non è dato sapere! L'area archeologica invece è visitabile in quanto "Parco Pubblico"! Difatti la collina sulla quale fu edificata la città di heraclea (già nota col nome di Siris) è di pertinenza del Castello di Policoro.
Il Parco Archeologico è suddiviso in 2 zone: la prima più piccola è il "quartiere artigianale", la seconda zona, più grande rapperesenta la città vera e propria. Iniziamo dal quartiere artigianale. La zona presenta vegetazione di circa 8-10 anni con sterpi dal gambo molto grosso che rendono quasi impossibile l'identificazione di ambienti ed insule oltre che il riconoscimento della presistente stratigrafia, retaggio degli unici scavi risalenti alla fine degli anni '60 (così ci hanno detto al museo). Questa prima zona presenta diversi forni per la cottura di vasi in ceramica, alcune pavimentazioni delle quali non ci è stato possibile identificare la natura (sembravano crolli di tegole ma non ho elementi per confermarlo) coperti con strutture in legno, lamiera e vetro, numerose canaline più uno "scarico" per l'acqua ed infine una struttura con canaline per il deflusso delle acque posto al di sopra di uno splendido pavimento a mosaico lasciato tranquillamente a degradare e a perdere colore coperto da una teca in metallo e vetro. Abbiamo visitato questa prima porzione di scavi in maniera difficoltosa ma siamo riusciti a coprire quasi l'intera zona. Sperando di avere più fortuna siamo passati alla seconda zona, quella più grande dove avrebbero dovuto esserci i resti della citta. Tra sterpi, ancor più alti dei precedenti ci avventuriamo cercando di scorgere qualcosa. Notiamo subito dei paletti posti lungo tutta l'area scavata collegati tra loro da un filo. In pratica questo filo costituiva una barriera tra città e visitatori rendendo impossibile vedere qualsiasi cosa anche grazie ai famosi sterpi. Ci rendiamo subito conto di alcune piccole scintille che provenivano da questo filo e scopriamo che si tratta di filo elettrificato per la presenza di un generatore. Naturalmente tutto questo senza il benchè minimo avvertimento, senza un cartello o un segnale ... da restarci secchi!! Proseguiamo ancora per un pò la visita e superiamo quello che ci sembra un pannello di segnalazione dell'area: solo metallo arrugginito. Continuiamo ancora e scorgiamo un pavimento a mosaico in un ambiente ma oramai gli sterpi raggiungono (se non addirittura superano) la nostra stessa altezza. Sconfitti torniamo indietro e per puro caso ci rendiamo conto di una struttura in legno posta a copertura delle Mura Arcaiche di Heraclea (nel museo si parla di mura templari ...) contemplate nell'unico catrello presente e leggibile in tutta l'area! In entrambe le zone cittadine visitate infatti abbiamo trovato una grande quantità di insetti (mosche e api per non dire di peggio), di erba e sterpi ma nemmeno l'ombra di un cartello (tranne quel pannello arrugginito) che indicasse il luogo in cui ci si trovava anche con una misera spiegazione ... IL NULLA!
Una terra di nessuno!
Nel tentativo di cercare maggiori notizie sull'area ci sveniamo, invano, nel tentativo di recuperare una guida cartacea. Dal museo ci mandano in giro per librerie a Policoro perchè loro non ne hanno. Dopo tanto peregrinare arriviamo ad una libreria in paese e lì ci dicono che ne avevano di vecchie ma avevano finito tutte le ristampe e come una pallina da ping pong ci rimandano al museo ... ma la cosa più triste e che nel giro di queste famigerate librerie, presso una di loro ci dicono che non ne hanno ed aggiungono, testuali parole: "manco fosse di chissà quale importanza ..." (no comment!!!)
Disarmo totale.
Ah nel museo chiediamo spiegazioni per il filo e ci rispondono che l'area è "elettrificata" per il pericolo che possa entrarvi qualche animale: con tutta quell'erba sfido chiunque solo a tentare di trovare eventuali feci di animali ... ma per favore!!!
Ci siamo anche scontrati con un pò di disiniformazione del personale addetto al museo della Siritide: abbiamo infatti chiesto come poter raggiungere i santuari di Demetra e Dioniso e delle 5 persone presenti nel museo solo uno era a conoscenza della loro ubicazione e di come arrivarci, il colmo sta nel fatto che quasi di fronte alla biglietteria c'è una gigantografia fotografica che indica perfettamente l'esatta ubicazione di quei luoghi. Bah!
Riguardo la zona archeologica di Grumentum la faccenda è diversa. C'ero già stato lo scorso anno ed avevo trovato il sito accessibile e pulito, davvero una bella esperienza! Ci sono tornato ieri con Anto e la situazione è molto diversa. Ci sono operai al lavoro per lavori di riqualificazione nelle zone del teatro romano e delle terme imperiali. Per la zona del teatro romano la situazione è la seguente: impossibile la visita per lavori! Si stanno realizzando delle nueve gradinate più una copertura per sfruttare il teatro in future rappresenzazioni teatrali. Tali lavori snaturano il progetto iniziale del teatro ma ne rendono sicuro l'accesso. Sono un pò preoccupato per il suo riutilizzo ... si sa che non tutti sono così attenti di fronte ad un tesoro di storia come quello ... ma poi ripensi all'Arena di Verona ed al Festivalbar e capisci perchè in Italia le cose vanno in un certo modo. Anche qui erba alta non come quella di Heraclea ma è sicuramente l'erba di un anno, difficile seguire il percorso frammentato del "Decumano" (o via basolata) di Grumentum. Mi auguro che il sito venga ripulito al più presto perchè merita davvero tanto. Anche nella zona delle Terme Imperiali (zona non visitabile assieme ai resti dell'Anfiteatro per mancanza di personale) sono in corso lavori di riqualificazione dell'area ed anche in questo caso snaturando la vera natura dell'area con altre strutture in legno poste all'esterno. Una cosa OSCENA è stata fatta per le Terme repubblicane: sono stati utilizzati i resti degli alzati per costruire bagni pubblici ed un punto di ristoro!! E' mai possibile una cosa del genere??? Ci sono stato lo scorso anno e se ben ricordo quelle strutture erano presenti anche allora ma sempre non operative. Nei resti della Domus sono ancora presenti 2 pavimenti a mosaico (uno dei quali irrimediabilmente rovinato per via di un vecchio cedimento del terreno) conservati entro teche di metallo e vetro ma sempre lasciati all'azione erosiva delle intemperie e del sole. Non rimossi per mancanza di spazio all'interno del museo di Grumentum ma davvero belli da vedere! Un pò di sterpaglia è presente anche sugli alzati. Anche della zona di Grumentum non esistono guide cartacee ma è presente in museo, su richiesta, un catalogo abbastanza aggiornato di tutto il materiale esposto senza alcun costo.
Abbiamo notato che la primavera è entrata nel vivo proprio dalla fitta vegetazione presente anche nel Parco Archeologico di Metapontion (Metaponto-MT), ultima tappa del nostro viaggio ma con nostro grande stupore abbiamo visto del personale intento a ripulire l'intera area. Unica nota dolente anche qui nei resti del Teatro greco realizzato sopra il presistente Hekklesiasterion lavori di riqualificazione di natura un pò più grave. Non vorrei sbagliarmi ma ritengo che anche questo teatro, sul quale è in corso un'opera di riqualificazione ci si sia spinti un pò troppo in là. Sono state sistemate 7 file di nuovi sedioli in legno ancorate su una struttura tubolare di forma semicircolare che a sua volta è direttamente fissata nella pietra dove ci sono ancora le 7 fila di sedili ultimi resti di quello che una volta era un grande teatro. Per me si pone un grande dilemma: conolidare e conservare oppure riqualificare e riutilizzare? Mi piacerebbe sapere come la pensate.
Grazie a tutti per la pazienza e mi scuso per la lunghezza del post.
Ultima Modifica di ItaJones : 03-May-2008 23:21.
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04-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quello che ho letto mi fa percepire una sensazione di impotenza, ma soprattutto di rabbia. Anche Roma, la capitale, è ricca di parchi archeologici. Alcuni di essi, specialmente quelli localizzati in zone periferiche, sono "finiti tutti in malora", soprattutto dopo qualche progetto di riqualificazione e valorizzazione attuatosi nel 2000 (anno del Giubileo)
Vedi ad es. il Parco degli Acquedotti, appendice del Parco Regionale dell' Appia Antica. Durante il Giubileo vi hanno svolto dei lavori, quindi: hanno ritirato fuori la Via Latina, hanno piantato qualche cespuglietto decorativo; ma hanno fatto anche la "cavolata" di deviare la Marana (uno storico corso d'acqua) per creare infine un finto laghetto "leccatino" . Ancora ricordo l'innaugurazione ma dopo... come destino di quasi di buona parte dei siti italiani, ecco il più totale abbandono: La via Latina ora é coperta da erbacce e non si vede più; il laghetto ormai si è seccato del tutto, col risultato che nel parco non vi scorre neanche più la Marana. Insomma: dopo il lavori del Giubileo, non è stata effettuata più nessuna manutenzione. Ed è solo grazie ad un comitato di cittadini che a luglio sono stati mandati via gli orti abusivi, ma ancora non è stata fatta una vera bonifica...
Lo stesso dicasi per il Parco di Centocelle. Anche qui, scavi di antiche ville romane ora sono ricoperti da erbacce, e non si può vedere più nulla. In questo caso forse sarebbe stato meglio ricoprire tutto... Per fortuna vi sono cartelli esplicativi, sempre che non siano stati distrutti dai soliti vandali di turno.
Stasera a Report parleranno degli abusi edilizi effettuati in questi ultimi anni sull'antica Via Appia... E' questa l'Italia...
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Gli uomini distruggono più della terra
Ultima Modifica di Pablita : 04-May-2008 18:24.
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