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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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  #1 (permalink)  
Vecchio 16-June-2008
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Data Registrazione: Jan 2008
Messaggi: 69
Predefinito Commercio Fenicio in Sicilia

Allorchè Magellano raggiunse la "Terra del Fuoco" prima di otrepassare Capo Horn,annotò sul diario di bordo che lungo tutto quel tratto di costa,peraltro sconosciuta,all'imbrunire,erano comparsi fuochi ad intervalli regolari.Così,a far data da quell'annotazione,nacque il suggestivo nome dell'ultimo tratto dell'America meridionale.Certamente,comunque,il grande navigatore non pensò che non si trattava di un fenomeno naturale ma dell'esigenza,da parte delle tribù indigene,di segnalare la sua flotta che stava navigando sutto costa.La segnalazione con fuochi costieri,d'altronde,si pensa possa essere uno dei primi metodi e più sicuri adottati per segnalare nottetempo le coste ai naviganti o il sopraggiungere di flotte sconosciute,in un periodo,come quello antico,in cui mancava del tutto il concetto di luce artificiale.Per noi,popoli rivieraschi del Mediterraneo non era,comunque,necessario far riferimento alla scoperta del navigatore Portoghese,per trovare un suggestivo riscontro della tradizione marinara succitata.Lungo le coste della Sicilia orientale,acor'oggi tradizione vuole,che nottetempo si accendano falò sulla spiaggia a memoria di quelli che indicavano le coste ai commercianti Fenici.Infatti,a quanto appurato da alcuni archeologi,sembrava questo l'unico modo per i Siciliani di entrare in contatto con gli intraprendenti commercianti adoratori del dio Baal.I comandanti delle navi Puniche,guidati dai fuochi sbarcavano,durante la notte,tutte le merci tornando poi in alto mare.Con il far del giorno,gli isolani si riversavano in spiggia raccogliendo e valutando la mercanzia,che pagavano o barattavano direttamente in loco.Così,con il favore delle tenebre,nelle notti successive,le navi tornavano a riscuotere il corrispettivo dei prodotti venduti,senza aver avuto nessun contatto con la popolazione locale che li considerava impuri e blasfemi.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 16-June-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
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Predefinito

Queste affermazioni sono documentate?
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dott. Claudio Giorgini
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  #3 (permalink)  
Vecchio 16-June-2008
AI senatus
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 985
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Mi pare che ciò che dice claudio48 si riferisce ai contatti tra fenici e popolazioni dell'estremo occidente mediterraneo e/o delle coste atlantiche (non la Sicilia quindi) e che la modalità di scambio sia descritta da uno storico greco (Erodoto?). Datemi qualche giorno per controllare e vi dico.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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  #4 (permalink)  
Vecchio 16-June-2008
L'avatar di  polimnia
AI magister
 
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claudio48 Visualizza Messaggio
Lungo le coste della Sicilia orientale,acor'oggi tradizione vuole,che nottetempo si accendano falò sulla spiaggia a memoria di quelli che indicavano le coste ai commercianti Fenici.
A parte la festa di S. Giuseppe (di origine spagnola), durante la quale si accendono dei grandi falò per le strade di Palermo, non conosco questa consuetudine. Mi piacerebbe saperne di più. In ogni caso la presenza di fuochi lungo le coste siciliane non mi sembra possa bastare a spiegare l'esistenza di una pratica commerciale così remota. Potrebbe essere utile la lettura di questo articolo:

http://download.sns.it/labarcheo/elima2003/Girone.pdf

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claudio48 Visualizza Messaggio
Infatti,a quanto appurato da alcuni archeologi,sembrava questo l'unico modo per i Siciliani di entrare in contatto con gli intraprendenti commercianti adoratori del dio Baal.
Io non direi che le popolazioni autoctone siciliane avessero grossi problemi ad entrare in contatto con i fenici, considerato che la loro presenza nella Sicilia occidentale (Mozia, Palermo, Solunto, Lilibeo) era un fatto piuttosto assodato.
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http://www.addiopizzo.org/
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  #5 (permalink)  
Vecchio 16-June-2008
L'avatar di  zilli
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Messaggi: 148
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Come ha osservato dizzi, Erodoto, in effetti, parla dei rapporti di scambio che i Cartaginesi intrattenevano con gli indigeni di una località della "Libia", oltre le Colonne d'Ercole. Secondo il racconto dello storico, però, erano i Cartaginesi a segnalare la loro presenza, dalle navi, mediante il fumo.
Non ricordo di racconti simili a proposito della Sicilia e anch'io non credo che la pratica di accendere fuochi sulla spiaggia sia legata al commercio fenicio.

Dalle mie parti (costa settentrionale della Sicilia) è usanza fare dei falò in riva al mare nella notte di ferragosto, non so se claudio48 si riferisse a questo.


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polimnia Visualizza Messaggio
Io non direi che le popolazioni autoctone siciliane avessero grossi problemi ad entrare in contatto con i fenici, considerato che la loro presenza nella Sicilia occidentale (Mozia, Palermo, Solunto, Lilibeo) era un fatto piuttosto assodato.
E' vero, tra l'altro le popolazioni della Sicilia già da parecchi secoli avevano contatti con "navigatori" provenienti dall'Egeo, da Cipro e dal Levante.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
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Predefinito Commercio Fenicio in Sicilia

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dceg Visualizza Messaggio
Queste affermazioni sono documentate?
Ricordo di aver letto un articolo sullo stesso tono del mio racconto di oggi su un numero della rivista "Airone" di qualche anno fa. Archeologi avevano trovato sulla spiaggia vasi di terracotta ed altre suppellettili,nonchè monete d'oro a comprova dei traffici di cui ho parlato nel mio pezzo.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
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Forse,Zilli,dato che l'articolo era su un'"Airone" di qualche anno fa,abbia dimenticato che si trattava proprio della notte di Ferragosto dalle tue parti;sta di fatto che la tradizione affondava le sue radici in epoca fenicia.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
L'avatar di  zilli
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Sarebbe utile avere qualche dettaglio su cosa è stato rinvenuto e dove. Riesci a recuperare l'articolo?
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  #9 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
L'avatar di  dceg
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claudio48 Visualizza Messaggio
Archeologi avevano trovato sulla spiaggia vasi di terracotta ed altre suppellettili,nonchè monete d'oro a comprova dei traffici di cui ho parlato nel mio pezzo.
Sinceramente non mi pare che un ritrovamento del genere, a meno che non ci siano altri elementi decisivi, comprovi le modalità precedentemente descritte dei traffici, i traffici stessi forse sì, ma non necessariamente. Scusa, ma la modalità dei traffici, senza contatti diretti, di cui ricordo anch'io aver avuto notizia (era forse qui nel forum?) mi appare alquanto fantasiosa. Erodoto è una fonte talora, ma non sempre in tutto e per tutto attendibile. Bisognerebbe trovare il testo originale ed interpretarlo, in quanto egli stesso usava formulare le suae affermazioni in maniera diversa, a seconda se si trattasse di notizie certe o di informazioni di seconda o terza mano.
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dott. Claudio Giorgini
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  #10 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
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Si è vero,Zilli,ma si tratta veramente di un numero di "Airone" di alcuni anni or sono. Ricordo di averlo letto mentre ero in vacanza d'estate,purtroppo!!!
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  #11 (permalink)  
Vecchio 17-June-2008
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Predefinito Commercio Fenicio in Sicilia

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dceg Visualizza Messaggio
Sinceramente non mi pare che un ritrovamento del genere, a meno che non ci siano altri elementi decisivi, comprovi le modalità precedentemente descritte dei traffici, i traffici stessi forse sì, ma non necessariamente. Scusa, ma la modalità dei traffici, senza contatti diretti, di cui ricordo anch'io aver avuto notizia (era forse qui nel forum?) mi appare alquanto fantasiosa. Erodoto è una fonte talora, ma non sempre in tutto e per tutto attendibile. Bisognerebbe trovare il testo originale ed interpretarlo, in quanto egli stesso usava formulare le suae affermazioni in maniera diversa, a seconda se si trattasse di notizie certe o di informazioni di seconda o terza mano.
No,non era scritto nel vostro Forum,che peraltro frequento da poco tempo,ma in un numero della Rivista "Airone" di qualche anno fa,che purtroppo,non ho più con me
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