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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #1 (permalink)  
Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  didone
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Data Registrazione: Jun 2007
Luogo: Napoli
Messaggi: 32
Red face Privatizzazione Beni culturali

Salve a tutti!
Vorrei aprire una discussione sulla privatizzazione dei beni culturali, al riguardo non ho le idee molto chiare, da un lato penso che lo Stato non sia in grado di mantenere (oppure che chi ci governa non voglia mantenere) siti archeologici importanti come ad esempio Pompei dove il deterioramento delle strutture è evidente e quindi forse l'intervento di un privato potrebbe preservare le bellezze che l' antichità ci ha lasciato e garantire una migliore fruizione al pubblico (ovviamente in questo caso l' interesse del privato sarebbe quello di ricavare il maggior profitto economico possibile), dall' altro lato le tracce lasciate dalla storia sono patrimonio di tutta l' umanità e certo non dovrebbero essere privatizzate e inoltre un soggetto privato gestendo le risorse archeologiche a suo piacimento potrebbe arrecare danni irrimediabili anzichè garantire la loro tutela. Voi che ne pensate?
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  #2 (permalink)  
Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
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Non è fattibile la privatizzazione di un monumento, sito e museo per tutta una serie di motivi. I costi di manutenzione, personale ecc. sono elevatissimi e, per avere un guadagno, bisognerebbe avere sia un certo numero di visitatori, ma anche un biglietto alto, che scoraggerebbe d'altra parte la visita. Neanche integrando con i servizi aggiuntivi (libreria, caffetteria ecc.) si riuscirebbe, in quanto la propensione alla spesa, laddove si sono installati servizi aggiuntivi, si è rivelata alquanto bassa. Per fare un esempio, in Italia gli unici musei che riescono ad autofinanziarsi con i biglietti staccati sono i musei Vaticani ed il Colosseo, che contano circa 3-4 milioni di visitatori l'anno. La vera ricchezza di musei, monumenti ed aree archeologiche, in termini economici, non è rappresentata da quanto staccano con i biglietti, ma dall'indotto che generano. E non parlo solo di alberghi e ristoranti, ma anche del restauro, dell'editoria, fino all'artigianato e quant'altro. Sono innumerevoli i settori che possono essere avvantaggiati della presenza di un bene culturale ed infatti oggi si sta facendo strada l'idea del distretto culturale.
Ovviamente però il privato che gestisce il bene del resto non percepisce nulla, a meno che non gli si dia in contropartita di costruire un albergo o un ristorante o altro. E questo lo vedo pericoloso. Lo Stato invece beneficia di tutto l'indotto, in quanto ne ha un ritono in tasse (certo bisogna che si pagano.....) ma può anche ricevere sponsorizzazioni, almeno quando il monumento riveste una certa importanza (non so però quanto siano generosi gli italiani in materia). Oltretutto il privato, in nome del profitto, sarebbe portato ad operare una selezione in base al maggior afflusso, non solo tra singoli monumenti, ma anche nello stesso sito, ad esempio a Pompei se un monumento fosse poco visitato si correrebbe il rischio che sia carente la manutenzione a scapito di altro che attira di più. Certamente si potrebbe "vincolare" il privato obbligandolo a mantenere tutto il sito in buone condizioni, ma sarebbe sempre un pericolo. Senza contare che non so quanto il rpivato sarebbe disposto ad investire per nuovi scavi, qualora ciò che sta intorno ad un monumento o sito non sia abbastanza "straordinario", mentre anche resti di secondo ordine (secondo i parametri dei profani intendo) sono estremamente importanti per capire il contesto di un'area.
C'è poi l'aspetto fondamentale che sta alla base: la cultura non può essere privatizzata, semplicemente perché appartiene a tutti (alla Nazione, così coem riporta la Costituzione) e perché i vantaggi più importanti che essa apporta non sono certo quelli economici, ma quelli del'arricchimento personale di ciscuno di noi (interiore intendo), la nostra stessa coscienza di ciò che era e ciò che è. Ma al privato questo non interessa, perché lui deve solo far quadrare i conti.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
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Sie era iniziata una discussione in qualche modo legata a questa:
Privatizzare la Valle dei templi ?
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dott. Claudio Giorgini
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  #4 (permalink)  
Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Esistono in particolare negli USA ma anche altrove, in Italia il Museo Peggy Guggenheim a Venezia, ad esempio, musei privati, in genere di proprietà di fondazioni, quindi non a scopo di lucro. La differenza fondamentale tra questi musei e la maggior parte di quell italiani è che questi musei contengono, nel caso si tratti di musei archeologici, reperti non locali ma provenienti, e lasciamo per un momento da parte il discorso sulla lecietà o meno, da altri luoghi, anche moltodistanti. I musei italiani sono per la maggior parte legati ai reperti locali e quindi indissolubilmente legati ai siti. Non parliamo poi dei siti stessi, dei monumenti ecc. per cui parlare di una "privatizzazione" è assurdo. Si potrebbe pensare di affidare a privati certi servizi, ma resta il quesito di quanto essi siano redditizi. Qui valgono i ragionamenti di Leda.

Un'istituzione diffusa nei paesi anglosassoni e in parte anche in Germania e in Svizzera è quella appunto della fondazione, che dispone di un patrimonio in genere composto da una collezione di opere d'arte (spesso moderna) e da un capitale legato a fini specifici (custodia, presenzatione, conservazione, nuovi acquisti, ecc.). Si tratta di una forma di mecenatismo a cui si collega eventualmente anche un certo vantaggio fiscale. La collezione era per lo più in origine quella privata del fondatore della fondazione.

Un altro aspetto è quello della sponsorizzazione di determinate iniziative, sia mostre che ad esempio restauri, da parte di privati. Le Mostre di Palazzo Grassi a Venezia sono forse l'esempio più noto. Anche all'estero questo modello è diffuso: La mostra su Babilonia a Berlino ha tra l'altro come sponsor un gruppo commerciale di importanza mondiale e una società di revisione contabeile pure a livello mondiale. Anche qui non ci sono però interessi diretti, ma una forma di mecenatismo.
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dott. Claudio Giorgini
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  #5 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  didone
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2007
Luogo: Napoli
Messaggi: 32
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Grazie per le vostre risposte! ora ho sicuramente un quadro più chiaro! mi spiace di non aver inserito il mio intervento nella discussione precedente sulla privatizzazione della Valle dei templi, ma sul momento non ci ho pensato, ora però non so come spostare questa creata da me!
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