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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche

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Vecchio 10-July-2008
L'avatar di  ivan
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Predefinito Firma e discuti la petizione in solidarietà al professor Salvatore Settis

Salve a tutti
Abbiato attivato un petizione pubblica per manifestare solidarietà al professor Salvatore Settis e per difendere la sua libertà di critica e il peso delle considerazioni avanzate in più sedi sul destino della gestione dei Beni Culturali in Italia.

Trovate il testo della petizione qui
Petizione a sostegno del professor Salvatore Settis e del ruolo dei BBCC

Questa discussione serve a discutere e ad approfondire i temi sollevati da Salvatore Settis nel suo articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore e negli altri suoi interventi pubblici.
Ovviamente la discussione si potrà allargare ad altre considerazioni.
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  Simone82
AI gens
 
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Non discuto della bontà delle cose che dice Settis, la cui grande professionalità è stata riconosciuta dall'attuale Governo che ha confermato in carica uno studioso di pensiero politico diverso. Il problema però poi si erge in tutta la sua potenza: quanto alcune espressioni di Settis sono frutto del suo ragionamento e quanto invece del suo pregiudizio politico? Purtroppo ovviamente non lo sapremo mai, e dubito seriamente che il professore verrà qui a dircelo... Ma già il fatto che abbia scelto la strada dell'articolo di quotidiano invece che quella istituzionale lascia da pensare...

Stante questo, in un momento in cui la Banca d'Italia certifica l'ennesimo aumento del debito pubblico nel mese di aprile 2007, debito arrivato a 1661 e rotti miliardi di euro (alla faccia di chi doveva abbassarlo!!!), stona veramente come ogni categoria che si sente colpita da un seppur minimo taglio, faccia ora le barricate: il momento è difficile per tutti, il Comune di Roma rischia la bancarotta (e chi gliela eviterà se non lo Stato? Ma come il CdR decine di istituzioni, ad esempio le Asl campane), l'Italia ogni anno paga interessi per decine di miliardi... Certo sarebbe bellissimo che quei 20 miliardi che ogni anno spendiamo di interessi fossero spesi per la ricerca, per i BB.CC. e così via seguitando... Ma purtroppo hanno altra destinazione, imposta loro dal dissennato Stato assistenzialista anni '70, che per garantire un buon presente ai suoi cittadini si è mangiato il futuro dei suoi figli, ovvero il nostro presente. Vogliamo anche noi fare altrettanto? Vogliamo anche noi regalare soldi che non esistono?
Finché persisterà questa situazione, aggravata da una condizione economica internazionale tornata a farsi molto difficile, ci saranno inevitabilmente delle priorità, che sono innanzitutto la vita della gente, e già si stenta a trovare fondi per dare seguito a tali politiche... Sappiamo benissimo tutti che al comparto dei BB.CC. non basterebbe il 10% del PIL italiano (e nonostante tutto credo che non si arrivi nemmeno al 3% di spesa), forse a mala pena basterebbe il 20%, ma è proprio per questo che è necessario attivare politiche diverse: non può più essere soltanto lo Stato a pagare, ma devono necessariamente essere soggetti diversi, il che ovviamente porta a fare progetti di differente efficacia e differente messaggio. In primis ovviamente una migliore rete di trasporti, ma che, solito contrappasso, ha i suoi costi.
Non vi può essere adeguato sostegno ai BB.CC. italiani, che da soli costituiscono il 50% dell'emerso mondiale, se non si sostiene adeguatamente il turismo, che dovrebbe rappresentare la fonte d'incasso più importante di questo settore: dovremmo essere i primi a livelli internazionale, invece siamo mestamente quinti o sesti, superati perfino dalla Cina. In un momento nel quale, con le migliorate condizioni di vita dei Paesi emergenti, si prevede il raddoppio del turismo internazionale nel giro di un paio di decenni, un Paese incapace di attrarre visitatori è un Paese destinato alla morte...
Inviterei dunque il professore, stante le sue critiche condivisibili sul piano politico ma meno su quello del merito, a riascoltare la conferenza stampa del sottosegretario con delega al turismo (M.V. Brambilla), perché forse è soltanto in quel modo che si potranno rilanciare i BB.CC.
Adesso se la stanno prendendo tutti con i 2 miliardi di taglio all'ICI, per altro già ampiamente coperti con altri piani, in parte desunti dal vecchio governo, come se con quei soldi ci si potesse ripianare l'Italia intera. Il professore è troppo intelligente e ha troppa esperienza per adagiarsi su critiche di colore invece che su progetti di rilancio.

Detto questo, l'ipotesi implicita di chiedere le dimissioni del Settis appare veramente come una cretinata di colore politico e non può trovare d'accordo nessuna persona di buon senso...
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  Pablita
AI gens
 
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E' vero che i soldi dell'Ici non risolvono la crisi economica, però la loro mancanza ha contribuito a far si che fossero attuati ulteriori tagli. E poi, quali sarebbero questi altri piani che coprirebbero i 2 miliardi che sarebbero dovuti derivare dall'Ici? Caro Simone82, me li puoi elencare con precisione?
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  Andrew Wallace
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Che ci sono dei problemi enormi nell'amministrazione delle risorse economiche e finanziarie in Italia, dobbiamo darlo per scontato, purtroppo. Tuttavia credo che quando la propria passione diventa il proprio lavoro non si può evitare di battersi per ciò in cui si crede.
Il Prof. Settis ha ritenuto opportuno ricordare per l'ennesima volta che il vero dilemma non riguarda lo studio dei problemi e delle rispettive risoluzioni, ma gli strumenti necessari per far sì che queste ultime possano essere attuate, almeno in parte.
Il Dl 112 sta seminando il terrore un po' ovunque in Italia, e chiaramente a pagarne le spese saranno mondi chiamati Beni Culturali, Scuola, Università, ma anche Sicurezza (vedi tagli ai centri anti-violenza sulle donne, ad esempio).
Cosa comporterà questa situazione? Non bisognerà recuperare introiti in altre maniere? Quanto pagheranno gli studenti universitari se questo decreto sarà approvato e tramutato in legge? Il nostro amato patrimonio culturale (materiale o immateriale che sia) non è forse destinato a vivere sempre più nell'incuria diffusa di una Nazione definita come la "maggior azionista" dei beni culturali nel mondo e che però non ha ancora riconosciuto professioni come quella di archeologo/a o di antropologo/a?

Ho firmato la petizione perchè quelle del Prof. Salvatore Settis sono le preoccupazioni che abbiamo tutti noi, che ha tutta l'Italia.
Non avevo dubbi che un ministero potesse rispondere con la più semplice delle soluzioni, purtroppo.
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  ivan
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Simone82 Visualizza Messaggio
Non discuto della bontà delle cose che dice Settis, la cui grande professionalità è stata riconosciuta dall'attuale Governo che ha confermato in carica uno studioso di pensiero politico diverso. Il problema però poi si erge in tutta la sua potenza: quanto alcune espressioni di Settis sono frutto del suo ragionamento e quanto invece del suo pregiudizio politico? Purtroppo ovviamente non lo sapremo mai, e dubito seriamente che il professore verrà qui a dircelo... Ma già il fatto che abbia scelto la strada dell'articolo di quotidiano invece che quella istituzionale lascia da pensare...
...
Il professore è troppo intelligente e ha troppa esperienza per adagiarsi su critiche di colore invece che su progetti di rilancio.
Il professor Settis scrive queste cose da anni, non è dall'articolo de Il Sole 24 Ore che scopriamo il suo punto di vista, che è largamento condiviso.
Il colore politico credo che sia un argomento pretestuoso, secondo me è un errore tirare in ballo sempre la presunta appartenenza politica dell'interlocutore, quindi per favore evitiamo anche in questa discussione di rinfocolare polemiche ideologico-politiche che non servono a nulla.
Il fatto poi che si vogliano accostare le "grandi opere" con i "Beni Culturali", parlando addirittura di un ruolo dei Beni Culturali nella costruzione delle grandi opere, mette in luce forse uno degli aspetti più inquietanti di questa vicenda. Credo che il ruolo dei Beni Culturali prescinda dalle grandi opere, e che dovrebbe concentrarsi su alte problematiche da risolvere e opportunità da cogliere.
Se la ricetta è quella di arrivare ad una privatizzazione di fatto della gestione dei BBCC, che non riguardi solo gli aspetti accessori e collaterali (che in parte si può anche condividere e in parte si sta facendo), e ad una decentralizzazione di fatto si rischia secondo me di minare alle basi il futuro dei Beni Culturali.
Tagliare fondi costantemente al settore porterà di fatto al disastro annunciato, e allora ci ritroveremo i tanto amati provvedimenti di emergenza, e l'inevitabile depotenziamento del ruolo dello Stato nella gestione dei BBCC con espressioni del tipo "salvare i beni culturali" o "inevitabili provvedimenti".
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  leda
AI senatus
 
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Credo che le critiche di Settis siano più che giustificate. E' vero che bisogna fare tagli, però perché i soldi per fare il ponte sullo stretto escono fuori? Il ponte è un'opera non solo costosa, ma, conti alla mano (Report lo ha messo bene in evidenza) anche antieconomica (per lo Stato). Eppure i soldi per farla (e far contenti i costruttori) non sono assolutamente in discussione. Tra l'altro le parole della Brambilla sono molto belle, ma paradossali: se si tagliano fondi ai beni culturali come si fa a rilanciare il turismo? Perché invitabilmente con meno fondi toccherà chiudere siti e musei e fare a meno di importanti mostre. Se prendiamo l'esempio Roma, si vede invece come la politica di rilancio dei beni culturali abbia pagato: a fronte della flessione del turismo registratasi in tutta Italia negli anni scorsi, Roma è stata l'unica in controtendenza, con un aumento considerevole del flusso turistico durante la gestione Veltroni. Per quanto riguarda poi il "buco" del comune la campagna che si sta facendo (con il balletto di cifre lievitato di giorno in giorno) mi sembra sconvolgente: basta fare due conti e si vede subito che la cifra in questione di ammanco è per lo più relativa alle spese per le infrastrutture, cioè per la costruzione delle nuove metropolitane e l'allungamento di quelle già esistenti, opere che sono assolutamente necessarie, perché interi quartieri di Roma sono praticamente tagliati fuori dalla città, in quanto per raggiungerli a volte sono necessarie anche due ore, tra continui cambi di autobus. Inoltre la somma è stata spalmata nell'arco di tre anni cioè 2008-2010. Come sanno bene tutti, l'investimento in infrastrutture comporta una spesa iniziale non indifferente, ma i ritorni si hanno solo dopo un certo periodo. Togliendo dunque la cifra per le metropolitane (che si arricchiranno di ben 50 km di nuove tratte, una lunghezza che corrisponde all'intero diametro del cerchio rappresentato dal raccordo) il bilancio del comune di Roma non è poi così disastroso, almeno non quanto quello che hanno lasciato in eredità certi politici nelle casse della sanità laziale senza aver però costruito né nuovi ospedali né migliorato quelli esistenti.
Che i politici rinuncino dunque al ponte sullo stretto e lascino un po' di soldi nelle casse del ministero dei beni culturali, l'Italia ne trarrà di sicuro miglior giovamento.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  polimnia
AI magister
 
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Che i politici rinuncino dunque al ponte sullo stretto e lascino un po' di soldi nelle casse del ministero dei beni culturali, l'Italia ne trarrà di sicuro miglior giovamento.
Soprattutto quando l'autostrada Salerno-Reggio Calabria non è stata ancora completata! Il solito paradosso italiano, realizzare il ponte più lungo d'Europa senza tener conto del fatto che le infrastrutture viarie più elementari (ferrovie, autostrade) per il suo raggiungimento non esistono.
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Vecchio 12-July-2008
L'avatar di  p.virgulto
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Luogo: Castellaro(Imperia)
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Concordo in pieno!
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  #9 (permalink)  
Vecchio 14-July-2008
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Data Registrazione: Apr 2008
Messaggi: 1
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Sono pienamente d'accordo con quanto tu dici, in maniera chiara e con argomentazioni sicuramente non confutabili.
Anch'io ritengo che se mettiamo tutto sul piano della "politica" (quella di parte - l'una o l'altra - e di colore - mai quello della ragionevolezza) non andiamo da nessuna parte e che qualunque Paese, purchè abbastanza accorto e innamorato di quanto (poco ...) possiede in termini di cultura e tradizione artistica, potrebbe/potrà meglio dell'Italia offrire e vendere la propria immagine come risorsa turistica (dico vendere perchè è importante anche che il patrimonio storico-artistico possa essere una risorsa economica per attrarre molto turismo - che paghi e permetta di trovare i fondi, qui veramente, hic et nunc per la tutela, la valorizzazione, etc. ... insomma per dare respiro e giusto valore ad iniziative che vadano nella direzione di un godimento [l'utente usa le cose, le tratta come gli pare - perchè ignorante e non-educato (manca l'educazione al Bello e manca soprattutto chi sappia educare a questo ... e a tutto il resto), ma non ne gode ...], un godimento che sia per tutti.
E si arriva a questo togliendo in gran parte la gestione ed il monopolio esclusivo della Cosa Pubblica (ivi compresa la Cultura e la tradizione storico-artistica) allo "Stato" (quello fatto di burocrati e politici di mestiere - tanto caro a chi non si ancora accorto che la gente, il popolo chiede più Società!) e lasciando spazio al Privato (Società, Associazioni, Fondazioni ... i cittadini) che in quanto tale è pubblico perchè di tutti.
Mi rendo conto che,in parte o in tutto, non sarò stato chiaro e comprensibile a tutti, ma ... stasera sono tornato a casa dal lavoro (per informazione, sono archeologo) e ho trovato una e.mail sull'argomento: forse la stanchezza* o, solo, la fretta di dire e rispondere con qualcosa di mio, mi hanno spinto a buttare gù di getto questi pensieri. Non me ne voglia chi non sarà d'accordo con me.
Cordiali saluti, Franco

* (per il sole, la pala ed il piccone... come dovrebbero ben sapere i numerosi firmatari della petizione che si firmano "archeologo" e che sicuramente sapranno quanto le chiacchiere allontanino la soluzione del problema di una categoria di lavoratori, che non possono dirsi professionisti perchè ... la nostra professione non esiste per i legislatori nè per molti Italiani ... pur di "buon senso politico" ...)


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Non discuto della bontà delle cose che dice Settis, la cui grande professionalità è stata riconosciuta dall'attuale Governo che ha confermato in carica uno studioso di pensiero politico diverso. Il problema però poi si erge in tutta la sua potenza: quanto alcune espressioni di Settis sono frutto del suo ragionamento e quanto invece del suo pregiudizio politico? Purtroppo ovviamente non lo sapremo mai, e dubito seriamente che il professore verrà qui a dircelo... Ma già il fatto che abbia scelto la strada dell'articolo di quotidiano invece che quella istituzionale lascia da pensare...

Stante questo, in un momento in cui la Banca d'Italia certifica l'ennesimo aumento del debito pubblico nel mese di aprile 2007, debito arrivato a 1661 e rotti miliardi di euro (alla faccia di chi doveva abbassarlo!!!), stona veramente come ogni categoria che si sente colpita da un seppur minimo taglio, faccia ora le barricate: il momento è difficile per tutti, il Comune di Roma rischia la bancarotta (e chi gliela eviterà se non lo Stato? Ma come il CdR decine di istituzioni, ad esempio le Asl campane), l'Italia ogni anno paga interessi per decine di miliardi... Certo sarebbe bellissimo che quei 20 miliardi che ogni anno spendiamo di interessi fossero spesi per la ricerca, per i BB.CC. e così via seguitando... Ma purtroppo hanno altra destinazione, imposta loro dal dissennato Stato assistenzialista anni '70, che per garantire un buon presente ai suoi cittadini si è mangiato il futuro dei suoi figli, ovvero il nostro presente. Vogliamo anche noi fare altrettanto? Vogliamo anche noi regalare soldi che non esistono?
Finché persisterà questa situazione, aggravata da una condizione economica internazionale tornata a farsi molto difficile, ci saranno inevitabilmente delle priorità, che sono innanzitutto la vita della gente, e già si stenta a trovare fondi per dare seguito a tali politiche... Sappiamo benissimo tutti che al comparto dei BB.CC. non basterebbe il 10% del PIL italiano (e nonostante tutto credo che non si arrivi nemmeno al 3% di spesa), forse a mala pena basterebbe il 20%, ma è proprio per questo che è necessario attivare politiche diverse: non può più essere soltanto lo Stato a pagare, ma devono necessariamente essere soggetti diversi, il che ovviamente porta a fare progetti di differente efficacia e differente messaggio. In primis ovviamente una migliore rete di trasporti, ma che, solito contrappasso, ha i suoi costi.
Non vi può essere adeguato sostegno ai BB.CC. italiani, che da soli costituiscono il 50% dell'emerso mondiale, se non si sostiene adeguatamente il turismo, che dovrebbe rappresentare la fonte d'incasso più importante di questo settore: dovremmo essere i primi a livelli internazionale, invece siamo mestamente quinti o sesti, superati perfino dalla Cina. In un momento nel quale, con le migliorate condizioni di vita dei Paesi emergenti, si prevede il raddoppio del turismo internazionale nel giro di un paio di decenni, un Paese incapace di attrarre visitatori è un Paese destinato alla morte...
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Adesso se la stanno prendendo tutti con i 2 miliardi di taglio all'ICI, per altro già ampiamente coperti con altri piani, in parte desunti dal vecchio governo, come se con quei soldi ci si potesse ripianare l'Italia intera. Il professore è troppo intelligente e ha troppa esperienza per adagiarsi su critiche di colore invece che su progetti di rilancio.

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  #10 (permalink)  
Vecchio 14-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Secondo me sarebbe molto meglio se tutti quanti avessimo il coraggio di mettere le cose su un piano apertamente politico, altro che buon senso.

Questo governo si sta muovendo esattamente come tutti quanti si aspettavano, tanto i suoi sostenitori quanto i suoi oppositori. Anche le scelte in materia di Beni Culturali rispecchiano perfettamente questa tendenza.

Allo stesso modo l'atteggiamento governativo nei confronti di Settis mi sembra assolutamente scontato e prevedibile. Non scontata e coraggiosa è stata semmai la sua presa di posizione personale di aperta contestazione: non scontata, coraggiosa, ma non per questo del tutto estranea ad un "gioco delle parti" che affonda le sue radici in tempi assai lontani e che personalmente (in quanto portatore io di una cultura politica che la nascita di questo ministero e la sua indipendenza dalla università la volle fortemente, contro l'opposizione di posizioni politiche e di partito che all'epoca erano riferimento sia di Bondi che di Settis) mi vede in dissenso con entrambe queste parti ora in competizione, entrambe troppo legate alle medesime idee di revanscismo del decrepito mondo universitario contro l'indipendenza delle strutture ministeriali della tutela.

In altre parole, questi fingono di litigare mentre in realtà si accorderanno prestissimo per fare a pezzi il sistema delle Soprintendenze Archeologiche per abbassare i livelli di tutela e accontentare qualche barone universitario.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 14-July-2008
L'avatar di  leda
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Non credo che Settis si accorderà. Quando Giuliani fece il codice Settis gli disse chiaro e tondo che non andava bene, ma il ministro andò avanti lo stesso. Settis rispose con il suo libro: "Italia Spa:l'assalto al patrimonio culturale" un atto di accusa molto duro e chiarissimo. Se Bondi vorrà seguire una certa linea non sarà il dissenso di Settis a fermarlo, perché un ministro non deve rendere conto a nessuno, tranne che al Consiglio dei ministri. Se la sua politica va bene per quest'ultimo, non potranno neanche mille Settis evitare che faccia scempi. Non si possono accordare, perché un accordo si fa tra pari, Settis non conta nulla in tal senso, perché non siede nel Consiglio dei ministri e neanche in parlamento, quindi a Bondi di quello che pensa Settis non gliene può importare più di tanto, anche perché i beni culturali non sono al centro degli interessi della maggior parte degli italiani, quindi il governo non deve temere nessuna perdita di consenso.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 14-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Forse lo sta già facendo.
Urbani?
Era una situazione ben differente: lì -ai tempi del Codice- era in discussione una operazione fondamentalmente di vanità personale e di immagine con il contorno di qualche contentino da riconoscere a vari sostenitori del centrodestra che chiedevano chi questo e chi quello (fondazioni, mercanti di antichità etc.)
Qui è invece in gioco il ruolo delle Soprintendenze nella gestione del territorio e l'autonomia stessa del Ministero: una battaglia nella quale gli interessi attuali ed i percorsi politico-culturali di Bondi e di Settis sono semplicemente coincidenti.